Procida e Contributo di sbarco

A Procida l’imposta di sbarco cambierà denominazione in “Contributo di sbarco”.
Il “Contributo di sbarco” può essere destinato a coprire i costi di gestione dei rifiuti.

E’ all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale del 12 febbraio 2016: l’approvazione del Regolamento sul contributo di sbarco nell’Isola di Procida. La modifica “da imposta di sbarco in contributo di sbarco” è consentita dalla legge numero 221 del 28 dicembre 2015, entrata in vigore il 2 febbraio 2016, e finalizzata a promuovere misure di green economy ed a  contenere l’uso eccessivo di risorse naturali.

Tale legge consente alle Isole minori, tra le quali l’Isola di Procida, di istituire il Contributo di sbarco, mutando – di fatto – carattere e denominazione della vigente “imposta di sbarco” [Vedi l’articolo 33].

La stessa legge amplia la platea dei soggetti tenuti a riscuotere il contributo di sbarco dai passeggeri che giungono sull’Isola di Procida: non più solo le compagnie di navigazione che forniscono i collegamenti marittimi previsti dal piano orario regionale, ma tutti i vettori che forniscono collegamenti di linea o vettori (aero)navali che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, abilitati ed autorizzati ad effettuare collegamenti verso l’Isola, anche occasionalmente.

Per il 2016 il nuovo contributo di sbarco previsto a Procida rimane, al momento, di euro 1,50 a passeggero; c’è la possibilità di incrementarlo fino a 5 euro a passeggero per determinati periodi dell’anno, ma la legge di Stabilità per il 2016 non consente agli Enti locali di aumentare i tributi e le addizionali, tranne che per gli Enti in dissesto o in predissesto.

Grazie all’A.N.C.I.M. (= Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) con la quale interagiamo non per perseguire il “bene-particulare” ma per conseguire il “bene-comune”, siamo riusciti anche a far approvare nella medesima legge un’altra e forse più importante novità. Il gettito derivante dall’applicazione del contributo di sbarco può essere destinato agli interventi di raccolta e smaltimento dei rifiuti,  oltre che agli interventi di recupero e salvaguardia ambientale, di turismo, cultura, polizia locale e mobilità.

Che cosa significa questo per Procida?

Stiamo valutando per il 2016 di destinare una quota parte o l’intero gettito del contributo di sbarco alla copertura dei costi di gestione dei rifiuti. A Procida i costi di gestione dei rifiuti sono oltremodo alti (questa si che è un’eredità del passato!) e vanno assolutamente ridotti. La riduzione di tali costi, unitamente al recupero dell’evasione che è in corso (da settembre 2015 a gennaio 2016 sono stati recuperati 12.300 mq di superfici che non pagavano la “tassa-rifiuti”), creerà i presupposti per rivedere le tariffe da applicarsi a Procida negli anni a venire.

E in questo contesto un aiuto importante, diretto innanzitutto a riequilibrare le entrate e le spese di gestione del servizio di igiene ambientale, sarà dato dal gettito del contributo di sbarco insieme alla riduzione della produzione dei rifiuti e alla maggior e migliore raccolta differenziata peraltro premiata dalla stessa legge 221 del 2015.

 

Il Consigliere Giovanni Villani

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