Culto

Richiedenti asilo a Procida LE RAGIONI DELL’ACCOGLIENZA

Il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato,
l’amministrazione comunale ha annunciato la presentazione di un
progetto SPRAR, ovvero di un progetto facente parte del sistema di
protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che comporterebbe
l’accoglienza di 34 stranieri.

La notizia ha diviso la popolazione procidana, tra chi si è mostrato
favorevole al progetto e chi viceversa ha ribadito con forza, la
contrarietà a qualsivoglia forma di accoglienza per chi scappa da
guerra e terrorismo.

Così in quella agorà contemporanea che è Facebook, si è sentita la
voce di chi è preoccupato che l’arrivo dei rifugiati comporti  la
rimozione dei crocifissi dalle scuole e per la perdita delle
tradizioni cristiane, chi teme per i bambini, forse ricordandosi la
filastrocca che da piccoli ci diceva che l’uomo nero tiene i bambini
un anno intero; chi infine, con un volo pindarico, che sfugge ad ogni
logica, ha messo in connessione l’arrivo dei rifugiati con il
contributo di sbarco a carico dei procidani non più residenti
sull’isola!

Occorre fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto la decisione
dell’amministrazione di presentare un progetto SPRAR, nasce dopo vari
incontri avvenuti tra il Prefetto di Napoli e i sindaci della
provincia. In questi incontri si è evidenziato che il Ministero
dell’Interno, intende procedere ad una distribuzione capillare dei
richiedenti asilo, per venire incontro, da un lato alle esigenze di
quelle Regioni italiane che sono da anni impegnate in prima linea
nella accoglienza, prime fra tutte la Sicilia.

In secondo luogo, in quanto si ritiene che una distribuzione più
omogenea dei richiedenti asilo, sul territorio nazionale favorisca la
c.d. accoglienza integrata ovvero, il superamento della sola
distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare
anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e
orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di
inserimento socio-economico.

Migliore integrazione e inserimento dei richiedenti asilo fa si che
gli stessi non rimangano ai margini della società, e non si
collochino, nemmeno geograficamente nelle periferie delle grandi
città, dove prolifera degrado e  senso di abbandono, in un mix letale
che va dalle piazze di droga a cielo aperto di Scampia, ai pedofili
del parco verde di Caivano, alle periferie europee dove gli emarginati
diventano terroristi.

La buona integrazione di oggi è, infatti, la migliore sicurezza per il domani.

Il Ministero dell’Interno chiede pertanto ai Sindaci di fare la loro
parte, in quanto ogni Comune deve avere un numero di richiedenti
asilo, in proporzione al numero di abitanti. (3 ogni 1000,di qui il
numero di 34 per l’isola di Procida). L’alternativa è tra presentare
un progetto e aderire allo SPRAR, o non fare nulla e aspettare che per
ragioni di emergenza il Prefetto requisisca una struttura, pubblica o
privata, e vi piazzi un CAS, ossia un centro di assistenza
straordinaria.

In parole povere la scelta era tra gestire l’accoglienza, attraverso
lo SPRAR, o subire l’accoglienza  mediante un centro di assistenza
straordinaria.

Le voci contrarie all’ accoglienza umanitaria affermano, categoricamente, che non è possibile aprire un CAS a Procida, che in
fondo “ costerebbe troppo”, e “poi hanno chiuso anche il carcere” (non
si comprende quale sia il nesso, ma ho sentito anche questo).

Ebbene nulla di più falso.

I dati obiettivi dicono che  i Cas in questo momento ospitano oltre il 72% di tutti i migranti accolti nei centri
di accoglienza italiani, ovvero poco meno di tre migranti su quattro,
mentre il sistema ordinario, basato sul sistema Sprar, che ha maggiori
garanzie e fornisce maggiori servizi, ha in questo momento un numero
marginale di accoglienze.

Va da sé che la necessità di collocare i
richiedenti asilo, in assenza di strutture aderenti al progetto SPRAR,
potrebbe far cadere la scelta di un centro straordinario anche
sull’isola di Procida, indipendentemente dai costi, in quanto
ricadente in una situazione emergenziale.

 È evidente che attendere che l’emergenza piombi addosso ad una
comunità è una scelta che è a discapito della comunità stessa.

Ma chi accogliamo? I destinatari del progetto SPRAR sono i richiedenti
asilo e rifugiati.

Secondo la legge, lo straniero che fa richiesta di asilo e del
riconoscimento dello status di rifugiato non può essere espulso fino a
quando uno specifico organo, la Commissione territoriale per il
riconoscimento dello status di rifugiato, si pronunci
sull’accoglimento e il rigetto della domanda.

Non va dimenticato che  il diritto di Asilo è riconosciuto dalla
Costituzione italiana all’art. 10. L’istituto del diritto di asilo non
coincide con quello del riconoscimento dello status di rifugiato, per
il quale non è sufficiente che nel Paese di origine siano generalmente
negate le libertà fondamentali, ma il singolo richiedente deve aver
subito, o avere il fondato timore di poter subire, specifici atti di
persecuzione.

Il riconoscimento dello status di rifugiato è entrato nel nostro
ordinamento con l’adesione alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio
1951 che definisce lo status di rifugiato.Ai sensi dell’art. 1, lett.
a), della Convenzione è rifugiato “chi temendo a ragione di essere
perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza
ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si
trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a
causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese;
oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese
in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non
può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra”.

La legge riconosce altre due forme di protezione.

Una  è la protezione sussidiaria.

Anche essa  è uno status, al pari di quello di rifugiato,
che viene riconosciuto dalla Commissione territoriale competente in
seguito alla presentazione di domanda di protezione internazionale.

Qualora il richiedente non possa dimostrare una persecuzione personale
ai sensi della Convenzione di Ginevra, ma si ritiene che rischi di
subire un danno grave (condanna a morte, tortura, minaccia alla vita
in caso di guerra interna o internazionale) nel caso di rientro nel
proprio paese, può ottenere la protezione sussidiaria.

L’ultima  forma di protezione è  quella c.d. umanitaria, e consente il
 rilascio del permesso di soggiorno  per motivi umanitari qualora
ricorrono “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o
risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato
italiano”.

La giurisprudenza ha provveduto a individuare una casistica
relativa alle situazioni di protezione umanitaria, che vanno dalla
instabilità politica, alle gravi carestie, alle violenze sessuali,
allo sfruttamento dell’infanzia.

Come si vede non è solo la guerra che giustifica il rilascio di queste
forme di protezione. Non solo Siriani, dunque, ma anche i Gambiani che
fuggono da un clima di instabilità politica dopo la fine di una
dittatura sanguinaria durata 23 anni; i Nigeriani, stretti dai
terroristi di Boko Haran a nord e le bande criminali al sud;i
Pakistani del Punjab, dilaniati da un estremismo islamico fuori
misura, e tanti altri.

Da ultimo con quattro sentenze del marzo/aprile 2017 il Tribunale di
Napoli ha riconosciuto il diritto al permesso umanitario anche a chi
scappa dalla fame, mettendo fine ad una assurda discriminazione tra
disperati.

Perché accogliere dunque?

Al di là degli obblighi legali, vi è un dovere morale di solidarietà che impone di non restare inerti innanzi
a quella che è senza dubbio una grande ed epocale migrazione, come
quelle che spopolarono il nostro sud dopo l’unità di Italia o durante
il boom economico degli anni 60.

 L’Europa da terra di emigrazione verso il nuovo mondo è diventata terra di immigrazione, e si calcola
che i flussi migratori dureranno anni.

Aiutarli a casa loro non può significare lasciare che il Mediterraneo si trasformi nel più grande
cimitero al mondo con 4.733 morti solo nel 2016, anno di record negativo dal 2008.

Procida è chiamata a fare la sua parte.

Sarà una sfida di coraggio, conoscenza, umanità, contro paura, ignoranza, razzismo.

Una sfida che si può e si deve vincere.

La vostra esperienza di dolore e di speranza ci ricorda che siamo
tutti stranieri e pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con
generosità e senza alcun merito.

Chi come voi è fuggito dalla propria
terra a causa dell’oppressione, della guerra, di una natura sfigurata
dall’inquinamento e dalla desertificazione, o dell’ingiusta
distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui
dividere il pane, la casa, la vita” (Papa Francesco).

Claudia Esposito

 
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Soccorrere i nostri fratelli nella sventura. Una grande occasione di umana solidarietà per il popolo Procidano

Intervistiamo Sara Esposito, consigliera comunale con delega alle pari opportunità, per entrare nel vivo del dibattito apertosi nell’isola riguardo all’accoglienza degli immigrati.

Come è nato questo interesse per l’integrazione degli immigrati nella nostra isola?

E noto che tutti i Comuni italiani sono stati invitati dalla Prefettura a predisporre misure di accoglienza per i rifugiati e i richiedenti asilo politico.

In seguito ad una prima commissione consiliare sul tema, tenutasi a gennaio 2017 si è costituito in maniera spontanea un gruppo di lavoro sui ‘Richiedenti Asilo‘.

Un gruppo di lavoro composto da donne, con ruoli, età e professioni differenti (a mio avviso già questo è indicativo rispetto all’argomento accoglienza… accogliere in natura è in primis al femminile).

Quali le piste di lavoro di questo gruppo?

Le piste sono quelle che solitamente ogni gruppo di lavoro mette in atto.

Ci si incontra, si studia il problema, ci si sposta dall’isola per andare a ‘toccare con mano’ chi già da tempo si occupa di migranti e di progetti SPRAR.

C’è interazione con la cittadinanza?

 E’ stato questo il primo obiettivo da raggiungere; infatti il gruppo di lavoro  ha condiviso un ricco calendario di incontri anche con la popolazione,  portando con sé l’espressione dell’intero consiglio comunale, difatti è sempre presente agli incontri la minoranza politica nella persona di Maria Capodanno.

Su quali temi avete aperto il dibattito?

Essenzialmente su i temi che nascono dall’osservazione attenta di quanto sta avvenendo sulle nostre coste.

Oramai già da qualche tempo assistiamo a questo esodo massiccio e quindi in maniera più o meno diretta sentiamo di dover dare  un contributo alla risoluzione di  un fenomeno che con il passare del tempo assume sempre più vaste proporzioni… una vera e propria emergenza sociale.

Ogni giorno partono in migliaia, da paesi lontani e, soprattutto, dalle coste nord africane e meridionali.

Sono uomini, donne e bambini soli che affidano, quasi sempre, a fragili barconi la loro vita, i loro sogni.

Qualcuno osa affermare in maniera pessimistica che è una battaglia persa in partenza.

Non lo credo io,  non lo crede il gruppo che sta lavorando in maniera unitaria con entusiasmo.

Quando politicamente si lavora in maniera unitaria si acquista in credibilità da parte dei cittadini.

Comprendiamo certamente che coloro che  arrivano fanno oscillare la nostra emotività tra tenerezza e paura, solidarietà e minaccia alla nostra ‘illusoria’ tranquillità… al nostro benessere.

Ma come cittadini italiani, come Amministratori di una comunità, come esseri umani, ci siamo interrogati su quale poteva il nostro contributo attivo a questo tanto discusso problema…

A quale conclusione siete giunti?

Abbiamo sentito all’unanimità che dovevamo vivere questa importante scelta come una opportunità, una sfida.

Procida non poteva rimanere insensibile di fronte a chi scappa dal proprio paese in guerra, di fronte a chi ha perso tutto.

La nostra storia, le nostre ferite del passato, il nostro andare per i mari del mondo ci hanno lasciato un grande insegnamento: ogni comunità che si chiude in se stessa muore, se ci si apre ai bisogni degli altri si vive.

Perché si parla di sfida?

Perché bisogna mettere in gioco valori che superano l’individualismo e il cieco egoismo che sempre minano la solidarietà sociale e si oppongono al bene comune.

Una sfida che in termini soprattutto umani ci darà la possibilità di condividere esperienze… e ci porterà a comprendere che la famiglia umana è una e che l’ideale più grande da perseguire è la fraternità universale.

È nel reale confronto con gli altri che ci diamo la possibilità di sviluppare una sana criticità e pertanto una vera e propria crescita personale e collettiva.

Tra i vari possibili sistemi di integrazione avete scelto il Sistema SPRAR (Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati) ossia la cosiddetta “seconda accoglienza” che prevede progetti realizzati dai comuni e finanziati dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi di asilo.

 Si dopo un attento esame di tutti i sistemi previsti dal Ministero,  abbiamo capito che potevamo proporre istituzionalmente un progetto SPRAR, che in prima istanza ci vede disponibili ad accogliere e soprattutto integrare nuclei familiari.

Per un numero di 34 persone.

Si, perché le famiglie meglio si adatterebbero ed integrerebbero con il territorio… Dopo tutto la connotazione familiare è tipica della nostra isola in molti settori; anche nel settore turistico sono ancora e soprattutto le famiglie che scelgono la nostra isola.

Che tipo di famiglia arriverà quindi sull’isola?

Tendenzialmente famiglie monoparentali con 1/2 bambini e sarà una accoglienza diffusa sull’intero  territorio.

Come rapportarci con loro?

Con quell’atteggiamento del cuore che sempre ci fa andare  verso chi è nel bisogno per soccorrerlo ed aiutarlo.

Sapendo che  chi arriverà sull’isola attraverso il progetto SPRAR è un essere umano richiedente asilo, il quale è fuori dal proprio paese e presenta, in un altro Stato domanda di asilo per il riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, o per ottenere altre forme di protezione internazionale.

Un progetto che non graverà sulla nostra economia

Esattamente.

Questo progetto sarà finanziato dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, che operano a livello territoriale in collaborazione con le organizzazioni del III° settore.

Un progetto che vede noi amministratori protagonisti attivi nella coprogettazione.

Saremo espressione del territorio, valorizzando  tutto ciò che ci viene proposto, indicato e/o suggerito negli incontri con i cittadini.

Dobbiamo quindi superare quella sorta di diffidenza che sempre può ostacolare l’apertura e l’accoglienza?

E’ il primo passo da fare come comunità locale.

Un passo interiore che ci fa riconosce in questi richiedenti asilo  un fratello in difficoltà  che chiede aiuto.

In tal modo il nostri ‘futuri ospiti‘ non saranno dei nemici che metteranno a repentaglio il nostro benessere, la nostra sicurezza e serenità.

Qualcuno però  imprudentemente, continua a  parlare di minaccia per la nostra identità.

Mi sento molto chiamata in causa soprattutto rispetto a questo aspetto.

Ho letto spesso dietro alcune affermazioni un’ansia legata alla minaccia della propria identità… anche culturale, alla paura di dover  modificare e adattare i confini geografici, anche e soprattutto dal punto di vista psicologico come modifica dei confini interni. 

E questo è legittimo.

La novità sempre può spaventarci.

 Ad un analisi attenta delle risposte dei cittadini dobbiamo necessariamente tener conto che in maniera spontanea dinanzi ad eventi/realtà così importanti si possono attivare una serie di meccanismi di difesa quali: la paura, l’ansia, lo smarrimento, l’intolleranza.

Come aiutare i nostri concittadini  a superare tutto questo?

Tali vissuti facilmente si stemperano se si informa e sensibilizza.

 La ‘non conoscenza’ genera spesso ansia e paura.

 La ‘conoscenza’ genera sicurezza.

E poi non dimentichiamo che Procida è sempre stato un popolo accogliente sensibile alle diversità ed ha saputo sempre affrontare con intelligente sensibilità momenti storici drammatici.

Dobbiamo pertanto aver chiaro gli obiettivi di questa operazione e trasmetterli a tutti:

1) fare delle ‘diversità’ delle ricchezze; 

2) evitare che le differenze diventino distanze;

3) sviluppare sul territorio servizi integrativi a favore di ‘una comunità accogliente’;

4) far si che ogni ‘attore sociale’ (Amministratori, Comunità ecclesiale, Scuole, Associazioni, Settore Sanità e Forze dell’Ordine) possa compiere al meglio la propria parte in un reale progetto di accoglienza e integrazione. 

Ci sembra molto bello questo nuovo volto della politica, questo prendere sulle spalle, minoranza e maggioranza insieme, uno dei problemi più grandi che l’umanità sta vivendo oggi.

 Tanti ci incoraggiano, la Chiesa locale è scesa in campo accanto a noi anche perché il Papa e il nostro Presidente della Repubblica Mattarella ci invitano a non essere ciechi o sordi di fronte a questa immane tragedia, ma  aprire il cuore e le braccia per sollevare fratelli nella sventura.

Quale occasione più bella di questa chiamata a dare all’ umanità che ci circonda un segnale di grande civiltà soccorrendo chi è privato di una patria, della pace, della serenità, della casa, del lavoro.

A cura di Vivere Procida

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Natale 2016, intervista all’Assessore Nico Granito

da “Il Procidano

PROCIDA – Gli zampognari, così come da tradizione, sono ritornati e “Tu scendi dalle stelle”, con zampogna e ciaramella, risuona, per la gioia di grandi e piccini, nei portoni e agli angoli delle strade, segno che il Natale, oramai, è alle porte. Ed è per questo che, nei giorni scorsi, l’Amministrazione Comunale ha ufficializzato il programma degli eventi che animeranno l’isola di Graziella ed accompagneranno procidani e turisti fino all’Epifania. Quale occasione migliore, quindi, per intrattenerci con l’assessore alla cultura ed eventi, Nico Granito, per entrare nel merito delle scelte effettuate.

«Il programma 2016 di Natale vede una sinergia tra le iniziative proposte dalle varie associazioni e quelle dell’Amministrazione. Nel complesso – sottolinea l’assessore Granito – si tratta di eventi, compreso le luminarie che spiccano tra le stradine, sistemate dalla SAP, che hanno come comune denominatore la qualità, la semplicità e l’autenticità. Inoltre sono collegati al progetto “Procida …, Isola di Arturo” POC 2016-2020 cofinanziato dalla Regione Campania, che vuole essere l’introduzione ad una serie di eventi che caratterizzeranno il 2017 che coinciderà col 60° anniversario de “L’isola di Arturo” di Elsa Morante ed alla 30a edizione del Premio che Procida le ha dedicato.

Entrando, poi, nel merito della programmazione – continua Nico Granito – spiccano momenti musicali e teatrali (in primis la performance di Peppe Barra, dei Big Soul Mama, dell’orchestra di Stato Ucraina che interagirà con il Coro polifonico di San Leonardo, lo spettacolo di Erri de Luca sui migranti così come i concerti della Banda “Città di Procida” e delle associazioni musicali e di danza che coinvolgono soprattutto i più giovani.

Ma un ruolo importante lo occupano anche gli allestimenti scenografici che vedono protagoniste le Associazioni dei misteri con l’evento di punta rappresentato dal Presepe Vivente nel borgo dei pescatori di Corricella. La grande sfida – dice l’assessore Granito – è quella di coinvolgere grancie, associazioni, e chiunque voglia sentirsi parte di questa ennesima avventura che vede la valorizzazione della nostra “Cartolina Mondiale”, già di per se presepe naturale, che sarà animata da tanti quadri di figuranti, brevi drammatizzazioni e coreografie che ci restituiranno, il più possibile, una Procida come poteva essere nel ‘700 inizio ‘800 con le grancie ed associazioni che si stanno cimentando nel presentare le proprie peculiarità storico-culturali. Sarà da scoprire – conclude l’assessore Granito – dove poi nascerà Gesù Bambino tra canti popolari, omaggi dei vari pastori e qualche sorpresa dei nostri giovani».

Guglielmo Taliercio

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Natale a Procida 2016/2017

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

Sarà un dicembre ricco di eventi a Procida. Il programma natalizio 2016 del Comune di Procida prevede non solo appuntamenti tradizionali tipici di questo periodo dell’anno, ma anche eventi culturali di spessore.

Giovedì 8 presso l’ex chiesa di San Giacomo, inaugurazione della Mostra di Arte Presepiale Premio Nunzio Arbilli e dell’installazione scenografica L’Isola di Arturo, a cura dell’Associazione Isola dei Misteri. L’esposizione resterà aperta tutti i giorni fino al 6 gennaio 2017.

Venerdì 9 intorno alle ore 18:00 vedremo l’isola illuminarsi con le luci di Natale dedicate a I Luoghi di Elsa. A seguire, dalle ore 19:00 a Terra Murata, l’appuntamento con la tradizionale Festa del Vino, a cura dell’Associazione Procida È, rinviata lo scorso 11 novembre a causa del maltempo. L’attesa non è stata vana, soprattutto per i più piccoli, che riceveranno la “visita” di un ospite davvero speciale: Babbo Natale con tanto di slitta e renne al seguito, che resterà “a disposizione” dei bimbi procidani anche nei giorni 10, 11, 17, 18 e 31 dicembre e 1, 7, 8 gennaio presso la sede dell’Associazione I Ragazzi dei Misteri, la quale, proprio in occasione della Festa del Vino, inaugurerà il suo Presepe a grandezza naturale.

Sabato 10 dicembre alle ore 10:00 a Marina Chiaiolella, l’Associazione Chiaiolella Borgo Marinaro allestirà un mercatino di Natale che resterà aperto fino alle 20:00.

Giusto in tempo per raggiungere la chiesa di Santa Margherita Nuova, dove – alle 20:30 – la Banda Musicale Città di Procida e l’Associazione Culturale Amici della Musica presenteranno il primo di una lunga serie di concerti che animeranno questo mese.

Sempre nella chiesa di Santa Margherita Nuova, domenica 11 il dottor Giacomo Retaggio presenterà il suo nuovo libro “Il Carcere di Procida: Memoria e Sofferenza” (edizioni Fioranna) con le foto di Luigi Lauro e le proiezioni inedite curate da Michelangelo Messina.

Domenica 18 triplice appuntamento: alle ore 17:00 presso la Sala Consiliare del Comune Concertini di Natale a cura del coro della scuola Yamaha Musica senza Frontiere. Alle 19:00 borgo Sent’ Cò in festa con il concerto in piazza del gruppo La Bestia Carenne. A seguire, alle ore 21:00 nell’atrio della Scuola Media Antonio Capraro,  “#Anyway Christmas”, spettacolo natalizio di danza a cura del Center Study Ballet.

Mercoledì 21 alle 18:00 nella Sala Consiliare del Comune, la scuola di danza Il Balletto presenterà lo spettacolo “La Danza per la Vita.

Giovedì 22 alle ore 20:00 a Terra Murata tradizionale tombolata natalizia a cura dell’Associazione I Ragazzi dei Misteri.

Venerdì 23 a partire dalle 19:30, la chiesa di Santa Margherita Nuova diventerà la sede della mostra fotografica L’Isola di Arturo e, subito dopo, di un suggestivo concerto natalizio dell’Orchestra di Stato ucraina Harmonia Nobile in collaborazione con il Coro Polifonico San Leonardo. Direttore Giuseppe Carannante, Soprano: Oksana Krechko, direttore del Coro: Aldo de Vero.

Dal 24 al 26 il “tour procidano” di Babbo Natale con slitta e renne farà tappa al Bar Roma. I bambini prendano nota: l’appuntamento è alle 10:30 e alle 16:00 a Marina Grande.

La sera di Natale, la Banda Musicale Città di Procida ci invita a riscaldarci con le note e l’atmosfera delle melodie del tradizionale concerto natalizio alle 20:30 nella chiesa di Santa Margherita Nuova.

Martedì 27 a partire dalle 19:00 Marina Corricella si trasformerà in un suggestivo Presepe Vivente grazie all’impegno delle Grancie, delle Associazioni e del Volontariato isolano.

Mercoledì 28 alle 18:00 nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, presentazione del libro dell’Ammiraglio Antonello Bassano “La Nascita della chiesa e del patronato di Sant’Antonio da Padova a Procida” (NaNe Edizioni).

Giovedì 29 alle 11:00 Peppe Barra si esibirà in una suggestiva performance teatrale tra le mura di Palazzo d’Avalos.

A battezzare l’anno nuovo, come sempre, sarà la Banda Musicale Città di Procida con il suo Concerto di Capodanno domenica 1. gennaio alle 20:30 nella chiesa di Santa Margherita Nuova.

Ancora musica dal vivo martedì 3 con il concerto gospel del gruppo Big Soul Mama in Piazza dei Martiri alle 19:30, mentre mercoledì 4, nella chiesa di Santa Margherita Nuova l’Associazione Culturale Altrosguardo presenterà lo spettacolo teatrale Solo Andata, tratto da un testo di Erri De Luca, diretto e interpretato da Antonello Cossia, con le musiche dal vivo di Francesco Sansalone e la direzione della fotografia di Mario Laporta.

Giovedì 5 alle 18:00 presso la sede dell’Associazione I Ragazzi dei Misteri, tombolata dell’Epifania per i bambini. A seguire, alle 20:30 nell’atrio della Scuola Media Antonio Capraro, gli allievi del corso di propedeutica musicale dell’Associazione Culturale Amici della Musica, con la partecipazione della Banda Musicale Città di Procida, presentano lo spettacoloLa Danza del Mondo.

Nel giorno dell’Epifania alle 19:00 presso l’ex chiesa di San Giacomo, evento conclusivo del concorso di Arte Presepiale Premio Nunzio Arbilli a cura dell’Associazione L’Isola dei Misteri.

Durante le feste si potranno visitare i presepi allestiti presso le parrocchie isolane e resterà attivo il servizio di visite guidate all’interno di Palazzo d’Avalos a cura delle Associazioni Indiefferenti, Millennium, ProLoco e Vivara. Le visite si possono prenotare dal sito www.comune.procida.na.it cliccando sulla sezione Palazzo d’Avalos.

Gli eventi all’aperto potrebbero subire variazioni a causa delle avverse condizioni meteo.

A cura della Redazione di VivereProcida

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Ph. by dicam.unibo.it

 

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Nuovi Orari Cimitero

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

Considerato che di domenica il flusso di visitatori in orario mattutino presso il locale Cimitero si protrae anche oltre le ore 11:00, si comunica alla cittadinanza che dal prossimo 4 dicembre 2016 il Cimitero resterà aperto al pubblico tutte le domeniche dalle ore 7:30 alle ore 13:30.

Si ricorda che l’entrata dei visitatori è ammessa fino a 15 minuti prima della scadenza dell’orario di uscita e che l’avviso di chiusura è segnalato da appositi cartelli affissi all’interno del locale e scandito da segnale acustico 15 minuti prima della chiusura.

 

A cura della Redazione di VivereProcida

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Orari apertura del Cimitero

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

Si comunica alla cittadinanza che dal 1° ottobre il locale Cimitero osserverà i seguenti orari:

·         Tutti i giorni dalle ore 7,30 alle ore 11,30 e dalle ore 15,00 alle ore 17,00.

L’ingresso sarà consentito fino a 15 minuti prima della chiusura.

La chiusura sarà preannunciata, 15 minuti prima, da un segnale acustico.

 

 

A cura della redazione di Vivere Procida

cimitero

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