Lavoro Marittimo

L’Assessore Carannante: «Il 2016 è stato un anno impegnativo e di ricostruzione, nel 2017 inizieremo a lanciare le prime basi per il futuro. La nostra forza? Una grande stima e l’eterogeneità di esperienze»

Pubblichiamo l’intervista con l’Assessore Antonio Carannante realizzata a fine dicembre con il bilancio delle attività del suo assessorato nell’anno appena passato.

Il 2016 volge al termine: se dovessi riassumere questa annata in poche parole come la definiresti?

Il 2016 è stato un anno di assestamento. Possiamo ritenerci soddisfatti. Infatti, dopo i primi mesi della consiliatura, durante quest’anno ci siamo meglio addentrati nella macchina amministrativa e posto le prime basi per il futuro. C’è tantissima strada da fare, ma se guardo indietro mi rendo conto del difficile e duro lavoro di ricostruzione che abbiamo avviato, spesso correndo il rischio di apparire lontani dalla nostra stessa base, e di questo siamo molto rammaricati. Ce ne siamo resi conto proprio in questi mesi, ma c’era tanto tanto da fare e siamo stati costretti a lavorare a testa bassa. E poi, posso dirlo, quest’anno la nostra compagine si è amalgamata ancora di più. La nostra forza è la grande stima reciproca, e l’eterogeneità di esperienze di cui siamo portatori.

Entrando nello specifico, facciamo un piccolo resoconto del lavoro compiuto riguardo le tue deleghe, partendo dal Contenzioso.

Sono più che soddisfatto. Tramite l’istituzione di una short list di avvocati e razionalizzazione delle spese siamo passati da una spesa dei servizi legali di circa 200.000,00 Euro annui a circa 60.000,00 Euro, ma con un effetto ancor più virtuoso: questa spesa è in gran parte definitiva sin dal conferimento dell’incarico al professionista, per cui le prossime annualità non ci saranno grandi aggravi di costi, come invece sta oggi avvenendo per gli incarichi dati in passato, per i quali non siamo ancora in grado di calcolare il preciso ammontare.

A che punto siamo invece con Vivara? Torneremo mai a vedere quel cancello aperto?lavori ponte vivara

Preciso subito una cosa: i cittadini devono sapere che come amministrazione, tra i tanti muri di gomma della burocrazia, abbiamo approntato tutto quanto necessario per aprirlo al pubblico. Innanzitutto, in seguito ai lavori di salvaguardia degli immobili esistenti, abbiamo predisposto il nulla osta all’apertura al pubblico; abbiamo poi predisposto, sempre per motivi di sicurezza e a tempo di record, l’installazione di un parapetto lungo il ponte, e poi un’intesa con la Fondazione per gestirne le visite. Tutto è pronto. Adesso resta solo la complessa battaglia legale in atto sulla proprietà di gran parte dei beni della Fondazione, tra cui appunto Vivara. Su questo aspetto mi limito ad osservare che, come Comune di Procida, vogliamo solo far fruire al pubblico un bene cosi prezioso del territorio procidano come la Riserva Naturale di Vivara. Per questo stiamo interloquendo con tutte le parti. I primi riscontri sono positivi. Siamo sicuri della collaborazione di tutti in nome di Vivara. Confidiamo nel buon senso di tutti le parti in causa e nel loro spirito di appartenenza a questo piccolo angolo di paradiso: aprirlo al pubblico è un’assoluta opera meritoria, che rimarrà nella memoria della nostra comunità, e non solo.

Passiamo alla delega più “pesante”: Palazzo d’Avalos, l’ex carcere.

Anche su questa delega sembrerebbe tutto fermo. Ma non è affatto così. Si tratta di tematiche molto complesse, che presuppongono una profonda conoscenza tecnica, e che pertanto necessitano di tempi lunghi. Difatti, a breve istituirò un tavolo tecnico dell’assessorato con professionisti nelle varie discipline. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatto: il 2016 è stato un anno importante, perché sarà ricordato per l’apertura al pubblico dell’ex carcere. Infatti, fu aperto solo per un breve periodo negli anni scorsi, ma da novembre invece lo abbiamo aperto in pianta stabile approntando un percorso ben definito, tramite le locali associazioni Millennium, Vivara, ProLoco e Indiefferenti, e un sistema di prenotazione on line. Riattivando la procedura impantanata di fondi ANCIM è stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato, i cui lavori sono stati terminati con molte difficoltà, tra l’aggiudicazione nel settembre 2015 e gli ultimi “accorgimenti” nel luglio 2016. Siamo contenti. E’ un obiettivo che ci eravamo proposti di raggiungere quest’anno. E così è stato.

Senza fondi e senza personale. Come ci siete riusciti?

Grazie a tanti volontari e il coinvolgimento della comunità. Un ringraziamento particolare va alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia, ad Operazione Primavera e ai tanti altri volontari procidani che hanno gratuitamente diserbato il tenimento agricolo; ma ringrazio anche tutti i volontari che si sono occupati della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure da distribuire ai turisti. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.

 

Parliamo un po’ del Convegno su Palazzo d’Avalos dello scorso settembre.

Sì, sono fermamente convinto che occorre lavorare su più livelli: col territorio, le Istituzioni e i privati. Quindi, creare sinergie con le Istituzioni centrali e di far conoscere il più possibile la struttura anche per attirare possibili investitori. In questa direzione è stato organizzato a settembre scorso il Convegno: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”, organizzato insieme a l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente On.le Silvia Velo, dell’ANCIM nella persona della dott.ssa Giannina Usai, e dell’Assessore regionale ai fondi europei Serena Angioli. Abbiamo quindi messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), alcuni soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta Formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli) e la parte relativa all’agricoltura biologica. Non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno a cui voglio dare cadenza annuale e che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola.

Si è mosso qualcosa?

Certamente. Proprio a margine del Convegno fu subito concordata la volontà con ANCIM ed ENEA di istituire nel 2017 una Scuola di interesse nazionale di Alta Formazione per le politiche energetiche, identificando Palazzo d’Avalos come bene simbolo da recuperare. Sarà un altro evento che porrà l’ex Carcere alla ribalta nazionale. Inoltre a fine novembre siamo stati convocati dall’ANCIM all’isola di Caprera per la sottoscrizione del “Contratto per lo sviluppo dei beni culturali nelle isole minori” alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. Al quale ho personalmente rappresentato l’importanza strategica di questo complesso per l’intero Meridione d’Italia.

Prossimi passi?

Passaggi importanti. Entro la primavera prossima procederemo, come da cronoprogramma, ad approvare il Piano Particolareggiato da condividere con un evento pubblico. Procediamo con passi significativi, con duro lavoro. Purtroppo per un’opera così importante i 3 anni e mezzo che restano per la fine della consiliatura sono pochi, ma faremo il possibile per porre basi importanti. Una cosa è sicura, tutto quello che sarà di questa magnifica struttura dovrà avvenire partendo dal basso, coinvolgendo il territorio.

Tra le tue deleghe c’è, infine, quella sul Lavoro Marittimo: un altro settore indispensabile per la nostra isola. Che notizie ci porti a riguardo?  

All’economia marittima dobbiamo tanto, quasi tutto. Mi sono ripromesso di rafforzare questa nostra identità e anche qui di creare rapporti istituzionali per tentare di dare un contributo concreto alle problematiche di questa categoria di lavoratori anch’essa in sofferenza. Ad aprile ho organizzato un Convegno Nazionale sul Lavoro Marittimo con l’ambizione di posizionare Procida come baricentro di questo settore a tutti i livelli, così a fine settembre, con il Circolo Capitani e Macchinisti (che continuo a ringraziare per l’attivismo), il pilota procidano Fabio Pagano e la Preside Maria Saletta Longobardo, ho organizzando un incontro pubblico tra il mondo della scuola e le Istituzioni dal titolo: “Dalla scuola al comando”. Anche qui i risultati non sono tardati a venire, è stata recepita dal Ministero la nostra richiesta di fare in modo che il giovane marittimo che non superi una delle prove previste per il certificato di competenza o addestramento, potrà ripeterla entro 12 mesi senza ripetere tutte le altre prove, come invece avveniva in passato. Abbiamo fatto anche altre richieste. Siamo in attesa di riscontri.

Leggiamo spesso comunicati aggressivi dell’opposizione. Cosa ne pensi?

Parto da un presupposto: non dimentico mai il ruolo che occupo e la grande responsabilità che come amministratori abbiamo nei confronti della popolazione e della vita pubblica dell’isola. E non dimentico che siamo da esempio, specie per i più giovani. Detto questo anche in politica ci sono tanti modi di ricoprire ruoli pubblici. Ad esempio, per quanto riguarda la questione Ospedale, non ho condiviso da un punto di vista istituzionale la scelta dei consiglieri di opposizione di partecipare a un separato ricorso al TAR, né il tono del manifesto che l’opposizione ha predisposto all’indomani della sentenza. Sono piccoli campanilismi che su questioni così ampie non danno un contributo positivo alla vita pubblica, anzi. Pertanto, ci siamo ben guardati dal replicare. Rimango fermamente ancorato al concetto della politica intesa come arte del confronto intellettualmente onesto sulle idee e sulle azioni. Non ci si può limitare solo a diffondere una “cultura del sospetto” e a difendere a oltranza quello che si è fatto, semmai secondo una propria versione. Sappiamo tutti che il tempo conferma o smentisce. Adesso occorre solo guardare al futuro: invito quindi l’opposizione ad avanzare più proposte costruttive. Solo così si contribuisce davvero alla crescita dell’isola.

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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Aggiornamento Trasporti Marittimi: inutili allarmismi

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

La Consigliera Lucia Mameli, con delega al Trasporto Marittimo, rende noto che, onde evitare inutili allarmismi, la linea effettuata dalla società di navigazione Laziomar sulla tratta Monte di Procida – Procida, è una linea autorizzata, fuori regolamento, con validità annuale e pertanto valida fino al 31 dicembre 2016.

(Nave LazioMar)

(Nave LazioMar)

Con il nuovo regolamento Regionale, la Direzione Generale sezione Mobilità ha invitato la società Laziomar a presentare istanza con autorizzazione biennale.

(Nave MedMar)

(Nave MedMar)

È stata ugualmente invitata anche la Società di navigazione Medmar per quanto la linea Pozzuoli- Procida

Anche questo servizio non dovrebbe figurare nei quadri accosti pubblicati. Pertanto non crediamo di dover segnalare alcuna variazione, perché di fatto nulla verrà modificato.

Forse una giusta e sana informazione avrebbe evitato preoccupazione tra gli studenti di Monte di Procida che frequentano e/o che si iscriveranno il prossimo anno  alla nostra scuola superiore. 

I giovani sono bisognosi di certezze e non di comunicati o proclami che hanno come unica finalità quella di screditare l’operato altrui e in modo particolare il lavoro di questa amministrazione.

A cura della Redazione di VivereProcida

 

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Domani mattina in Sala Consiliare il consueto appuntamento con i Premi Imbò, Cosulich e Parascandola

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

Sabato 1 ottobre alle ore 10:00 presso la Sala Consiliare del Comune, come di consueto saranno consegnati i Premi Fratelli Cosulich, Giuseppe Imbò e Vittorio Parascandola agli allievi che si sono distinti nell’ultimo anno scolastico.

Organizzato dall’Istituto Superiore ITN “Francesco Caracciolo” – IM “Giovanni da Procida” in collaborazione con il Comune di Procida, le famiglie Cosulich, Imbò, Cibelli, Cuocci-Parascandola, il Pio Monte dei Marinai, il Circolo Capitani e Macchinisti, l’Associazione Capitani Procida, l’Associazione Professionale Capitani Marittimi-Procida e il Collegio Capitani, il programma della mattinata prevede l’apertura dei lavori con gli interventi della Dirigente Scolastica professoressa Maria Salette Longobardo, il Sindaco Raimondo Ambrosino, la Direttrice Generale dell’USR Campania dottoressa Luisa Franzese, l’ingegnere Andrea Cosulich, Vice Presidente della Società Fratelli Cosulich, il capitano Salvatore Scotto di Santillo, rappresentante della famiglia Imbò e il capitano Gennaro Cibelli, che proporrà una Borsa di studio in ricordo di Pietro Cibelli.

Seguiranno i contributi dei capitani Luigi Nappa e Michele Siniscalchi. Quest’ultimo, rappresentante della Società Grimaldi di Napoli parlerà dell’alternanza scuola/lavoro e in particolare del protocollo stipulato tra il MIUR e Grimaldi.

La parola passerà dunque agli studenti, con domande e interventi mirati al decisivo momento di passaggio dal diploma al mondo del lavoro.

Coordina il professor Domenico Ambrosino, giornalista de “Il Mattino” e direttore di “Procida Oggi”.

 

A cura della redazione di Vivere Procida

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Convegno “L’Isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”

 

Venerdì 16 settembre nella chiesa di Santa Margherita Nuova si è tenuto il Convegno “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”. Una tavola rotonda di grande interesse, incentrata sul futuro di Palazzo d’Avalos e in generale del complesso carcerario di Terra Murata, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali, delle Università e di altre realtà scientifiche all’avanguardia, come l’ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, ndr). Gli esiti di questa conferenza interesseranno non solo l’isola di Arturo, ma anche i territori limitrofi e, in generale, tutta la Campania. Ciò è dimostrato dalla presenza del Comune di Monte di Procida con il Sindaco Giuseppe Pugliese e l’Assessore Gerarda Stella.

Un’occasione concreta anche per aggiungere Procida ai Comuni sottoscrittori del Manifesto dello sviluppo sostenibile nelle isole minori italiane, lanciato dall’ANCIM (Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori, ndr) nell’Isola de La Maddalena lo scorso maggio.

b-dscn0516«Il senso di quest’iniziativa è quello di condividere pubblicamente il punto della situazione sul futuro di Palazzo d’Avalos e dell’ex Carcere di Terra Murata», così ha battezzato l’iniziativa il Sindaco Dino Ambrosino: «L’idea è quella di mettere insieme un “cartello” (in senso positivo) di Istituzioni pubbliche (le Università, l’ENEA, il Comune di Procida, la Regione Campania, alcuni Ministeri, ecc.) che possano avere in questa struttura un punto di riferimento». Un’ occasione, precisa il primo cittadino, anche per noi procidani «per riprendere il legame con Terra Murata, interrotto a partire dal 1988 con la chiusura del Carcere. A Terra Murata c’è la nostra storia e anche il Carcere, seppure fosse un luogo di pena, un luogo isolato, faceva parte della vita di Procida perché attorno a quella struttura c’era un’economia che coinvolgeva tutta la comunità isolana». Con la chiusura del Penitenziario è subentrato l’oblio, l’abbandono e, da allora, conclude il Sindaco, Terra Murata «non è più il cuore pulsante dell’isola, così come lo è stata nel corso della storia. Il nostro obiettivo è di farla tornare a essere quello che era, dopo la messa in sicurezza e il recupero di Palazzo d’Avalos, offrendo degli spazi».b-dscn0519

Nessuna intenzione, da parte dell’Amministrazione, di costruire “cattedrali nel deserto”, come sottolinea l’Assessore Antonio Carannante, il quale, come ricordiamo, tra le sue deleghe ha proprio Terra Murata. Nessuna intenzione, come da decenni si vocifera, di fare del Palazzo un mega albergo: «Oggi Procida non ha bisogno, almeno nell’immediato, di aumentare la ricettività. L’obiettivo non è quello di un’operazione economica di forte impatto sul territorio mirata all’aumento di posti letto, ma è qualcosa di più: creare un nuovo modello di sviluppo». Come si raggiunge questo obiettivo? Il primo passo sarà prendere confidenza con il Programma di Valorizzazione di Palazzo d’Avalos, redatto dall’Architetto Rosalba Iodice, in collaborazione con il dottor Enzo Peruffo della LUISS “Guido Carli” di Roma. È un testo fondamentale, prosegue Carannante, «un documento tecnico-giuridico che indica le linee guida per lo sviluppo, il restauro e la ri-funzionalizzazione della struttura e compito dell’Amministrazione sarà innanzitutto diffonderlo sul territorio» affinché tutti i procidani siano a conoscenza delle reali condizioni e delle possibilità che può offrire l’intero complesso.

Possibilità che, dopo il breve saluto del dottor Vittorio Violante dell’ENEA («Questo incontro una grande sfida per restituire all’isola la maestosità che le appartiene»), sono state illustrate proprio dall’Architetto Iodice. «La superficie da recuperare e rivalorizzare è di circa 20.000 mq» ha subitob-dscn0527 precisato dopo un breve viaggio nella storia del Palazzo, con foto e documenti d’epoca, «Nel 2013 Procida è stato uno dei primi Comuni d’Italia ad acquisire un bene vincolato. L’obiettivo del Programma è la tutela e la valorizzazione del complesso e prevede l’utilizzazione del bene con una destinazione culturale e turistico-ricettiva». Si aprono quindi tutta una serie di possibilità, per esempio, riguardo la destagionalizzazione del turismo culturale e congressuale, come le Scuole per l’Alta Formazione, Summer e Winter Schools, delle Università campane e non solo, un atelier per gli artisti, un “percorso museale della Memoria” dedicato anche alla Marineria procidana. Per il tenimento agricolo – circa 18.000 dei 20.000 mq dell’intera area – l’idea, secondo l’Architetto, potrebbe essere quella di recuperare le tradizioni agricole isolane (nello specifico: vino, limoni, carciofi e altri ortaggi),  ospitare artigianato e terziario avanzato. Ma le difficoltà sono soprattutto di natura finanziaria e gestionale. Il consolidamento e restauro di Palazzo d’Avalos è stimato intorno ai 25 milioni di euro. E, ha concluso Iodice, «Il Comune ha 14 anni per realizzare il restauro e la valorizzazione, tempi legati all’effettiva erogazione del finanziamento pubblico e alle procedure per inserire gli investitori privati».

Il microfono passa a Francesco Izzo, Professore Ordinario di Strategia d’Impresa alla Seconda Università di Napoli, il quale propone un approccio socio-economico al dibattito. E va subito al nocciolo della questione: «Il recupero e la valorizzazione di Terra Murata è una missione quasi impossibile se non si parte dal senso di comunità, se non si ritorna a pensare a Terra Murata come parte integrante dell’isola» esordisce Izzo, che riguardo alla pianificazione del futuro riconosce due categorie: il fare senza progettare e  il progettare senza fare («la categoria dominante»). «La grande sfida sarà dimostrare che si può fare progettando».

 b-dscn0574Gli esempi non mancano, come l’isola scozzese in cui gli abitanti hanno acquistato il castello e lo gestiscono tutti insieme, come comunità: «È come se i procidani acquistassero Palazzo d’Avalos e lo amministrassero» Dove sta l’inghippo? «Procida è l’isola più densamente popolata del Mediterraneo con 2.600 abitanti per chilometro quadrato e non ha vocazione turistica, non l’ha mai avuta. È un’isola di mare, di gente che ha navigato e che continua a navigare. E questo da un lato ha contribuito a preservare una certa autenticità», ma dall’altro potrà costituire un ostacolo allo sviluppo turistico.

Dal punto di vista economico, i grandi costi legati al recupero di una struttura come l’ex-Carcere, non devono considerarsi un problema, secondo il professore, dato che in alcuni luoghi italiani si è scelta una strategia particolare: se non ci sono soldi per il recupero o la valorizzazione di un bene, si punta a far innamorare un Ministro o un Presidente del Consiglio e così, come per magia si ottengono i finanziamenti.

Ma riguardo l’attività turistica, che comunque resta il filone economico su cui Procida deve puntare, quale dev’essere la tipologia di turismo su cui puntare? Izzo non ha dubbi: il turismo ideale per Procida è il turismo culturale evoluto, «quello della coda lunga», senza segmenti dominanti, «destinato a diverse nicchie di mercato che possano convivere» e che sappiano risaltare un senso culturale evoluto in una realtà autentica.

Puntare dunque su un’economia della conoscenza e del vivere bene, un’economia della creatività, un’imprenditoria leggera, incentrata sul digitale; e tornare a abitare gli spazi in maniera autentica, rispettando la natura, magari attraverso esperimenti come l’albergo diffuso. Un progetto ambizioso, sottolinea Izzo, che non deve lasciare niente al caso. «Senza piano strategico nessuna nave raggiunge il porto e senza il coinvolgimento della comunità locale sarà inutile andare a cercare finanziamenti altrove. Soltanto attraverso la conoscenza si può essere poi custodi della bellezza». Anche perché, conclude, «Una volta partiti, non si potrà tornare indietro».

La dottoressa Giannina Usai, Segretaria nazionale dell’ANCIM, invece è di tutt’altro avviso: «Credo che sia passato il periodo in cui ci potesse essere un bel fiume, un ruscello, un torrentello di denaro. È passato il tempo in cui possiamo sperare che qualche Ministro o Presidente del Consiglio si innamori dei nostri patrimoni. Ciò che stiamo facendo con l’ANCIM è, detto brutalmente, guardare nelle tasche di tutti, per andare a creare un “paniere finanziario diversificato”», rivolgendosi a realtà istituzionali, scientifiche, private ecc..

b-dscn0578Da dove bisogna cominciare? «Le condizioni per uno sviluppo economico e sociale di Procida non le stiamo creando adesso, ma esistevano già nel passato» sostiene la dottoressa Usai e tiene un breve excursus nella storia dell’isola a partire dall’antichità: «Già ai tempi dei Romani Procida era meta turistica. Sono state costruite ville bellissime e l’isola era molto apprezzata dai patrizi, perché ritenuto un posto di grande pregio e di grande attrattiva; nel Medioevo fu luogo di immigrazione a causa delle invasioni longobarde e delle scorrerie dei pirati saraceni». E poi i d’Avalos e le novità rinascimentali che ridanno splendore e prestigio all’isola, fino alla metà del Settecento quando Procida diventa dimora prediletta per le vacanze della corte Borbonica.

 Anche nel 20.mo secolo l’isola di Graziella ha fatto parlare di sé: «Nel 1957 a Procida fu costruito il primo acquedotto sottomarino d’Europa». Ma tutto ciò non costituisce una novità per la Segretaria dell’ANCIM, in quanto «Le isole italiane sono sempre state luoghi di eccellenza». E, in quanto tali, possono raggiungere obiettivi notevoli. b-dscn0517L’impegno dell’ANCIM negli ultimi anni ha prodotto risultati importanti a livello nazionale, ottenendo un contratto di sviluppo con il Ministero dei Beni Culturali, con il Ministero dell’Ambiente – da estendere anche al Ministero dello Sviluppo Economico – e con il Ministero Politiche Agroalimentari, un accordo con l’ENEA già in attuazione, con il CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Forestali), con il Dipartimento della Protezione Civile e con Italia Navigando.

Una delle ultime imprese è stata – nel maggio scorso in Sardegna – la sottoscrizione da parte dei Comuni appartenenti all’ANCIM del “Manifesto per lo sviluppo sostenibile delle isole minori”, in cui i firmatari si impegnano a «trovare e sperimentare soluzioni appropriate, tenendo conto delle caratteristiche fisiche e geomorfologiche che ogni isola esprime» e a «predisporre progetti strategici integrati tra i vari settori, in correlazione con il progetto strategico più generale di un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla valorizzazione di beni culturali, tradizioni e paesaggio».

firma-manifesto-sviluppo-sostenibileDa venerdì anche Procida rientra tra i sottoscrittori del Manifesto, grazie alla firma del Sindaco, della Sottosegretaria al Ministero dell’Ambiente l’Onorevole Silvia Velo, della Soprintendente alle Belle Arti e al Paesaggio di Napoli Dottoressa Adele Campanelli e i professori Massimiliano Marazzi e Augusto Guarino, rappresentanti rispettivamente delle Università napoletane “Suor Orsola Benincasa” e “Orientale”.

 «Procida è una punta avanzata nel discorso della cultura come volano economico. Negli anni, ho notato una grande attenzione nella vostra isola per la valorizzazione dei beni culturali e per tematiche ambientalistiche», ha aggiunto la dottoressa Usai, «È importante anche ripartire dal contributo di idee dei cittadini per creare un patrimonio comune, come già fatto in passato».Carmine Marinucci

Il Dottor Carmine Marinucci, amministratore delegato dell’ENEA (l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), ricorda innanzitutto il curriculum delle attività dell’Agenzia a livello nazionale e internazionale e poi annuncia: «Come prevede il protocollo d’intesa stipulato con l’ANCIM, e nel disegno complessivo che vede Procida come server per gli altri Comuni per quanto riguarda la Formazione, a novembre lanceremo il nostro laboratorio a Procida».

È il momento della dottoressa Laura Cherubini, vice presidente del Museo MADRE di Napoli, che è subito propositiva: «L’Italia è composta di Arte, Architettura e Paesaggio. Quale luogo più bello di Procida potrebbe far incontrare queste tre realtà. Le isole sono luoghi magici». E suggerisce un esempio che viene dal passato: «Mi piacerebbe ripartire da un tipo di passato che ha visto a Procida mostre straordinarie come “L’agave sullo scoglio” dedicata a Cesare Brandi, con opere di artisti internazionali».

Laura CherubiniGli strumenti ci sono, aggiunge la vice-presidente del MADRE: «È nata da poco un’Associazione alla quale ho aderito con entusiasmo: l’Associazione “Biancavvela”, dal nome di un’opera di Pino Pascali. Un’Associazione che, come tante altre, ha delle competenze che si devono mettere al servizio del progetto straordinario che sto ascoltando oggi», per poter puntare a un turismo “esperienziale”, cioè «un turismo che non deve sfruttare i luoghi, ma deve immergersi nei luoghi».

E si augura che il Museo MADRE si diventi presto un “compagno di viaggio” l’Assessore alla Cultura Nico Granito, che ringrazia «una carissima amica, Maria Gloria Conti Bicocchi, che ha reso possibile il contatto con Laura Cherubini». «Palazzo d’Avalos» esordisce l’Assessore, «è un monumento importantissimo con dei muri che parlano e dei silenzi assordanti e richiede una programmazione attenta, rispettosa del luogo. Gli interventi dovranno essere studiati in situ».Nico Granito

Ciò che è necessario, secondo Granito, è creare percorsi che si possano integrare con questi luoghi: uno sicuramente sulla memoria, sul lascito del vecchio carcere. «Tanti artisti o curatori di musei che hanno visitato Palazzo d’Avalos sono rimasti affascinati da ciò che vedono tra quelle mura, penso per esempio al mucchio di abiti e scarpe ancora impilati».

Ma ci tiene a sottolineare una cosa, sul futuro: «Abbiamo una responsabilità didattica, formativa. Palazzo d’Avalos diventerà una scuola permanente: una fabbrica di emozioni e bellezza, che possa sprigionare bellezza e non imprigionarla. Questo è possibile trovando i partner giusti, e penso che oggi si stanno ponendo tasselli importanti».

Serena AngioliGli ultimi due interventi della mattinata sono riservati alle istituzioni regionali e nazionali, con l’Assessore con delega ai Fondi Europei della Regione Campania Serena Angioli e l’ Onorevole Silvia Velo, Sottosegretaria del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare. «C’è bisogno di una vocazione europea e non regionale» debutta così l’Assessore Angioli, «Non basta affidarsi solo a competenze regionali, ma la Regione può farsi portatrice di una progettualità che deve superare i confini nazionali». Non si tratta solo di teoria, spiega, perché «La Campania è prima nelle opportunità investitorie del piano Juncker (il piano di investimenti per far ripartire la crescita economica nel Vecchio Continente, ndr)».

Il punto di partenza, secondo Angioli è l’individuazione del percorso da seguire, che può essere il valore storico dei luoghi. E allargare il discorso includendo le nuove tecnologie, così da creare un doppio binario: uno che guarda indietro e l’altro che guarda avanti. «Un perfetto equilibrio tra la valorizzazione del bene e la sua fruizione», pure perché, ribadisce l’Assessore Regionale, bisogna considerare Palazzo d’Avalos non solo nel contesto procidano, ma anche in quello regionale e nazionale.

Poi alcune indicazioni finali: una riguardo al recupero della struttura: «Non credo che bisogna prima risanare e poi gestire. Un investitore privato non interverrà tra 10 anni quando il bene sarà risanato. Un investitore in cultura, in turismo, in arte, dev’essere attivo fin dall’inizio, perché gli investitori guardano lontano». Un’altra a proposito del futuro di alcune zone del Palazzo, come il tenimento agricolo «Aprire dei canali con il Ministero del Lavoro e/o della Ricerca orientati sull’agroalimentare. Molti premi Nobel visitano la Campania nel disinteresse generale: chissà che un giorno non possano venire a Procida» e i locali interni «Promuovere un settore in crescita come i mestieri del mare e puntare a una politica investitoria sugli artisti e sull’autonomia degli artisti (in tutti i sensi): arti visive, espressive, comunicative che manca in Italia, e nello specifico in Campania. Stiamo analizzando le possibili soluzioni per sostenere gli artisti e renderli poi autonomi, soprattutto per quanto riguarda il loro inserimento nel mercato. Questi sono filoni a cui Procida, per le suggestioni che genera, non può non guardare».

Infine un invito al Sindaco e a chiunque fosse interessato, al convegno internazionale che si terrà il 28 ottobre a Caserta per discutere sul patrimonio pubblico e privato.

Di tutt’altro taglio, ma comunque inerente ai temi trattati, l’intervento della Sottosegretaria del Ministero dell’Ambiente Silvia Velo. Un contributo sul tema, altrettanto spinoso per la nostra isola, della tutela dei beni ambientali: «Procida riscuote molto interesse per il Ministero» e, nello specifico, «L’area marina protetta “Regno di Nettuno”, in ci sono ambienti diversi che coesistono, è una nostra priorità. Ci stiamo impegnando affinché si Silvia Veloapplichi nelle Aree Marine Protette la “Carta europea per il turismo sostenibile nelle Aree Protette”: uno strumento individuato dall’Unione Europea per sviluppare il turismo nelle aree naturali protette, a cui ci potremmo agganciare anche col il progetto di Procida e la riserva naturale di Vivara».

Un’altra priorità è l’autosufficienza energetica delle isole minori e sulla valorizzazione dei beni ambientali e culturali. «I beni ambientali e culturali spesso coesistono. I beni culturali sono tali perché sono anche beni ambientali e paesaggistici. Con il Ministero dei Beni Culturali stiamo sottoscrivendo un accordo sulla elaborazione di un piano strategico di sviluppo del turismo che preveda la tutela e la valorizzazione contemporanea di beni ambientali e culturali, come strumento per sviluppare un turismo sostenibile, mirato non solo all’ intensificazione delle presenze, ma alla loro “estensione”».

La sfida, dunque, è recuperare e riaffermare la leadership del nostro Paese, come Paese legato al turismo, puntando sulle nostre eccellenze. Coniugando la tutela e la conservazione con la valorizzazione. Riguardo a Palazzo d’Avalos, l’onorevole Velo è chiara: «Senza un’ idea di come si utilizza un bene, è impossibile recuperarlo e tutelarlo».

E in generale esorta i procidani a «rendere le peculiarità dell’isola un’opportunità». «Insieme al Comune di Procida e altri enti e istituzioni bisogna superare il commissariamento dell’Area Marina Protetta, perché queste aree devono vedere il protagonismo dei territori. Un protagonismo responsabile».

Dopo la breve pausa pranzo, i lavori riprendono con l’intervento del Dottor Andrea Durante, che delinea i punti cardine dell’ELDOR Corporation: «Per spiegare la nostra azienda (che ha sede a Como e si occupa di ricerca, sviluppo e produzione di sistemi elettrici di tecnologia avanzata, ndr) servono 3 parole: sogno, passione, tecnologia. Non si può vivere senza sogni e il sogno di ELDOR è di poter vivere in un mondo migliore, più bello e più pulito».

Andrea DuranteCome arrivare a questo sogno? «Attraverso la passione: partendo dall’ingegneristica legata agli apparecchi televisivi, negli anni 90 l’azienda ha cominciato a spostare la sua attenzione verso il settore automotive (progettazione, costruzione e commercializzazione dei veicoli a motore, ndr), diventando, dal 2002, leader mondiale nella produzione di meccanismi di accensione. Quindi la passione da la forza di accettare nuove sfide. Come sono riusciti i nostri componenti a raggiungere tutto il mondo? Attraverso la tecnologia».

Ma sogno, passione e tecnologia non bastano, precisa Durante, perché il mondo è in continua evoluzione e bisogna continuare a crescere, a essere competitivi. In che direzione sta andando il mondo? «Verso la tecnologia della mobilità sostenibile, verso il minor impatto ambientale».

E proprio in vista di questo obiettivo consisterebbe il contributo di ELDOR per Procida: laboratori e scuole di Alta Formazione. Avviare una ricerca su tecnologie avanzate nel settore della mobilità sostenibile: «Procida è un luogo di bellezza: riuscire a valorizzare il territorio con un progetto visionario come quello di cui si sta discutendo oggi, dove si può mettere insieme la tecnologia, la formazione (componente fondamentale per l’evoluzione dell’umanità), l’educazione, l’etica, la bellezza».

Uno dei motivi del successo di ELDOR sono i valori, puntualizza il Dottor Durante. «Nessuna società può durare a lungo senza un sistema forte di valori: né le nazioni, né le imprese. L’economia senza etica genera mostri».

 In rappresentanza dell’Autorità di Bacino interviene l’architetto Raffaella Nappi: «il nostro ente ha 8 distretti a livello nazionale e quello meridionale è Raffaella Nappiil più grande. Negli ultimi 5 anni abbiamo fatto dei progressi, anche grazie a un lavoro di interrelazione con altre realtà sul territorio». Per quanto riguarda Procida, l’architetto Nappi è chiara: «Purtroppo molti dei beni culturali a Procida si trovano su terreni a rischio frane. C’è bisogno quindi di una certa cautela negli interventi».

Nel quinquennio 2016-2021 (nelle misure da attuare per la difesa e tutela dei territori), però, la nostra isola «potrebbe rappresentare un’area pilota nella sperimentazione di metodologie e opportunità che guardano alla realizzazione di progetti innovativi e soprattutto sostenibili», perciò «Il nostro contributo come Autorità di Bacino è di fornire e proporre Procida come area di laboratori e osservatori del Bacino del Mediterraneo».

Valorizzazione e conservazione, le due parole chiave del Convegno, sono anche alcuni punti fermi del lavoro di ENEA sulla mobilità sostenibile, come specifica il dottor Antonino Genovese, esperto ENEA sulla mobilità sostenibile. “Valorizzare” nel senso di ottimizzare i percorsi e i mezzi aAntonino Genovese disposizione per  soddisfare le necessità delle persone di spostarsi sul territorio e “conservare” nel senso di «Tutelare il patrimonio che vogliamo rendere fruibile, quindi adottare delle tecnologie di mobilità che non vadano a impattare sul principio della conservazione».

Quali sono queste tecnologie? I mezzi elettrici. I turisti apprezzerebbero di più andare in giro con una bici o un motorino elettrico, piuttosto che con un mezzo a motore. In funzione di quelle che sono le esigenze della mobilità», suggerisce Genovese «possiamo realizzare delle strutture di ricarica per mezzi elettrici adatte al territorio, come già fatto a Roma, ad esempio. Inoltre, anche le aziende di trasporto pubblico possono adottare mezzi elettrici». E nel caso l’adozione dei mezzi elettrici non dovesse attecchire o avesse dei problemi? «Si potrebbe ricorrere all’uso dell’ idrogeno».

Si passa a parlare nello specifico al tenimento agricolo di Palazzo d’Avalos, nei pressi della Spianata. Prende la parola il Consigliere Comunale con Giovanni Scotto di Carlodelega all’Agricoltura Giovanni Scotto di Carlo. «Prendendo spunto dall’intervento del professor Izzo» esordisce Scotto di Carlo, «mi sento di dire che noi abbiamo la necessità, prima ancora di fare innamorare un Ministro del bene, di farne innamorare i procidani. Quindi è necessario individuare “percorsi” nei quali i procidani possano, “sporcandosi le mani” (nel senso buono del termine), fare cose concrete all’interno di Palazzo d’Avalos. Solo così possiamo maturare una consapevolezza tale da considerarlo un bene comune».

È importante colmare alcune lacune il prima possibile: «È urgente far partire questo percorso di consapevolezza nella popolazione, ed è ugualmente urgente recuperare le agricolture tradizionali valorizzando le tecniche di agricoltura biologica». Una delle destinazioni possibili dei 18.000 mq di terreno “spianato”, spiega il Consigliere con delega all’Agricoltura, è «un programma, “Campania Bio-Sociale”, condiviso con i Comuni di Bacoli e Monte di Procida, destinato al recupero degli orti comunali da adibire all’agricoltura sociale. La finalità è la produzione e conservazione di prodotti legati al territorio, da immettere poi sul mercato».

A corroborare le idee di Giovanni Scotto di Carlo ci pensa Salvatore Basile dell’A.I.A.B. (Associazione Italiana Agricoltura Biologica, ndr) e Presidente Rete Internazionale Bio-Distretti. «Attraverso il tenimento agricolo si potrebbe realizzare un progetto dal basso che coinvolga la popolazione, per la creazione di un bio-distretto flegreo o dell’arcipelago partenopeo» sostiene Basile.

E c’è di più: «Procida, grazie alla sua grande importanza per l’agricoltura e per le tecniche agricole a livello mondiale (a Vivara, per esempio, sono Salvatore Basilenate alcune tecniche di agricoltura biologica), può candidarsi a portare avanti questo progetto pilota, perché nelle isole ci sono condizioni eccezionali sia per la sopravvivenza, che per la valorizzazione della bio-diversità e il mantenimento dell’equilibrio degli agro-sistemi e ecosistemi».

Ma cos’è e a cosa serve un bio-distretto? «Con il bio-distretto non si crea nulla, ma si fa rete. Si mettono insieme produttori agricoli, imprenditori del settore, consumatori e amministrazioni. L’amministrazione deve comunque continuare a svolgere i suoi compiti, come per esempio gestire il bene pubblico utilizzando prodotti naturali, ponendo sempre più attenzione alla sostenibilità e sensibilizzare la cittadinanza sui temi legati all’agricoltura biologica e all’alimentazione: anche mangiare è educazione. Nel bio-distretto, inoltre, si fa agricoltura sociale, si coinvolgono soggetti svantaggiati o con difficoltà di inserimento. E qui a Procida ci sono Associazioni come “21 Salva Tutti” che fungono da apripista».

Per l’architetto Adele Campanelli, Direttore della Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio di Napoli, è arrivato il momento di  «avviare progetti diversi in cui tutte le componenti devono essere in sinergia. Attivare un patrimonio multidisciplinare finalizzato a un solo obiettivo: mettere a disposizione questo patrimonio sostenibile per i nostri giovani. Dobbiamo consegnare al futuro un’isola con la sua specificità, che possa ospitare diverse componenti. Abbiamo la possibilità di creare qualcosa di unico».

Adele CampanelliSi tratta, secondo l’architetto Campanelli di pensare a progetti che siano specifici di questo luogo, perché ciò che insegna l’utilizzo che si è fatto dei Fondi Europei nel tempo, «è che non vanno sottoposti a restauro case, chiese e edifici vuoti, altrimenti non abbiamo offerto un buon servizio alla comunità, alla quale dobbiamo lasciare contenuti e contenitori. Quindi lo sforzo che la Soprintendenza sta facendo è quello di dare un contenuto a questo contenitore meraviglioso, che sono i Campi Flegrei, di cui Procida è parte integrante dal punto di vista archeologico, biologico, naturalistico».

Immagina Procida come meta di “viaggiatori” e non di “turisti”, perché «il turismo ha un’accezione consumistica e superficiale, mentre il “viaggiatore” mi fa immaginare un altro tempo, un altro modo di fruire i panorami, le luci, i colori di un’isola che si può percorrere da una parte all’altra a piedi, dove non si fa shopping se non quando necessario». E conclude con una promessa: «Io sono pronta ad ascoltare il territorio, spero che il territorio sia pronto a rispondere».

È il momento delle Università: comincia la Suor Orsola Benincasa con un intervento da “manuale del perfetto oratore” del professor MassimilianoMassimiliano Marazzi Marazzi. A Procida per lavoro dal 1975, Marazzi dirige gli scavi archeologici a Vivara. Nel suo breve discorso si sofferma su tre aspetti: 1) la ricerca, 2) il fare e, 3) la formazione.

Riguardo il primo punto, «forse non tutti sanno che Procida è stata scelta come luogo privilegiato di sperimentazione di tutta una serie di tecnologie avanzate che si occupano della ripresa, lo studio, il monitoraggio sia della superficie immediatamente emersa che di quella immediatamente sommersa del mare. Quindi la ricerca è viva».

In secondo luogo, parla dell’Area Espositiva TERRA, all’interno del Palazzo della Cultura, in cui «si racconta anche attraverso una sequenza di dispositivi multimediali le ricerche geologiche/archeologiche sulla Procida più antica» e propone di farne un Museo Comunale. A proposito della formazione, «È partita quest’anno la prima scuola di formazione nelle tecnologie avanzate applicate ai beni archeologici. Abbiamo ospitato 25 persone e l’anno prossimo vorremmo portarne 52 – 20-30 dei quali provenienti da altri paesi della Comunità Europea – allargandoci anche al settore archeologia subacquea. Magari a settembre», sottolinea, «altrimenti ad agosto c’è il rischio di essere decapitati dai motoscafi e gli yacht in transito. Vorrei che questa Scuola di Formazione estiva a Procida diventasse qualcosa di stabile, così da aumentare esponenzialmente il numero dei partecipanti e – perché no? – diventare anche una Winter School».

Porte aperte naturalmente anche ai procidani: «Grazie agli spazi messi a disposizione dall’Amministrazione e dalla Soprintendenza, abbiamo dato la possibilità di lavorare a giovani restauratrici e restauratori procidani sui materiali ritrovati a Vivara, quindi esistono le condizioni per coinvolgere la popolazione». A questo punto la palla passa a Procida, ai procidani e a chi li amministra, perché, come conclude Marazzi: «Noi mettiamo a disposizione tutto questo: ci chiamerete? Reagirete? Noi lo speriamo. Mi piacerebbe vedere un “contesto” procidano consolidato, almeno per quanto riguarda l’Archeologia, per fare di Procida anche un polo di formazione nel settore dei beni culturali archeologici»

L’ultimo intervento è del professor Augusto Guarino dell’Università “L’Orientale”, che debutta con una domanda «Quale può essere il ruolo dell’Università?». La risposta sta già nel nome, «Un’ Università può mettere a disposizione i propri saperi non solo a livello locale». Infatti, da più di Augusto Guarino10 anni si tengono – al secondo piano del Palazzo della Cultura – Summer Schools e Convegni internazionali in collaborazione con Atenei italiani e internazionali (come l’Università di San Diego, in California).

«Nello specifico, un’Università tutta umanistica come l’Orientale può indagare la vocazione storica di Procida. Se quest’isola già nel 15.mo/16.mo secolo aveva 10.000 abitanti, è perché è un luogo di intensa produzione, di cultura materiale e scientifica», sostiene il professor Guarino.

Riguardo al discorso legato al recupero di Palazzo d’Avalos, si dice soddisfatto che non si tratti di un progetto «calato dall’alto, ma di un piano di cui si fa carico la rappresentanza politica della cittadinanza, cioè il Comune. Quest’Amministrazione ha pensato di riservare una delega all’agricoltura. Non è banale ricordare che le colture sono cultura e che la cultura è coltura. Se non si coltiva l’aspetto culturale, diventa un aspetto astratto».Pubblico

E conclude: «Non si tratta solo di riflettere su cosa noi possiamo dare a Procida, ma anche, al contrario, cosa Procida può dare a noi. In questo progetto importante che si sta conducendo in maniera virtuosa, noi faremo tutto lo sforzo possibile per essere presenti, non solo per dare qualcosa a quest’isola, ma perché siamo sicuri che quest’isola ci darà molto in cambio».

 

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Lavoro Marittimo: dalla Scuola al Comando, una nuova prospettiva?

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

Procida si conferma crocevia nazionale tra Istituzioni e marittimi. Si ritorna a parlare dei lavoratori del mare con il Convegno del 24 settembre 2016 “Lavoro marittimo: dalla scuola al comando, una nuova prospettiva?”

La nuova amministrazione procidana sin dal suo insediamento ha posto in primo piano le problematiche dei lavoratori marittimi, che storicamente ne costituiscono gran parte della forza lavoro, istituendo un Assessorato specifico. L’obiettivo è anche quello di far assurgere l’isola di Procida – con il suo antico e glorioso Istituto Nautico – come crocevia nazionale tra le istituzioni e i lavoratori del mare. In questo solco, iniziato nell’aprile scorso con il I^ Convegno nazionale sul Lavoro Marittimo con la Cosmar, l’Amministrazione Comunale di Procida, in collaborazione con il Pilota procidano Fabio Pagano e tutto l’attivo Circolo dei Capitani e Macchinisti di Procida, ritornerà a discutere di marineria il 24 settembre ore 10.00 presso la Casa Comunale. In proposito si discuterà delle tante problematiche burocratiche che ad oggi incidono sul lavoro marittimo. Interverranno presenze istituzionali di rilievo ed è previsto un programma ricco di partecipanti, in un convegno che si presenta come un’occasione per sottoporre all’attenzione dei rappresentanti delle Istituzioni competenti problematiche pratiche e prevedere possibili soluzioni in un settore che ha da sempre assunto un ruolo da protagonista nella nostra penisola.

Farà da moderatore l’Assessore al Lavoro marittimo avv. Antonio Carannante, che coordinerà gli interventi dei protagonisti del settore e del mondo istituzionale italiano: oltre al Sindaco di Procida Raimondo Ambrosino, sarà presente l’On. le Simona Vicari, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Vincenzo Melone, Ammiraglio Ispettore (CP) Comandante Generale del Corpo delle Capitaneria di Porto; Fiorenzo Milani, Direttore Nazionale dei Piloti dei Porti d’Italia;  la Dirigente Scolastica dell’Istituto Tecnico Nautico di Procida Dott. ssa Maria Saletta Longobardo; il Com. te procidano Fabio Pagano Pilota del Porto di Livorno e rappresentante del Circolo Capitani di Procida, e il Prof. Raffaele Santamaria dell’Università Parthenope di Napoli

Procida, fucina di tanti valenti Ufficiali da sempre presenti nelle più grandi compagnie di navigazione del mondo, si conferma come sede naturale per un evento di settore di portata nazionale.

A cura della redazione Vivere Procida

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La locandina del Convegno sul Lavoro Marittimo

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Ricordo dei marittimi a bordo del mercantile Lucina

lucina

Oggi ricordiamo un tragico evento per la nostra comunità talvolta dimenticato. Sono trascorsi ventidue anni dalla terribile aggressione in cui persero la vita sette marittimi a bordo del mercantile Lucina nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1994, nel porto di Djen-Djen in Algeria. Il Direttore di Macchine procidano, Gerardo Esposito, e altri sei marittimi vennero uccisi durante lo svolgimento del proprio lavoro, dai terroristi fondamentalisti islamici del Gruppo Islamico Armato. Quest’amministrazione continuerà a commemorare il ricordo di tutti i marittimi procidani che con la vita si sono sacrificati sul lavoro, per far sì che la comunità continui a custodirne orgogliosa la loro memoria, e mantenere vivo il nobile ricordo di chi ha sacrificato la vita nell’adempimento del proprio dovere. 

Assessore Antonio Carannante

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Nuovo impegno per combattere la disoccupazione dei nostri marittimi

Il I Convegno della Marina Mercantile Italiana a Procida

Con la globalizzazione, la crisi economica odierna  e la presenza di molti marittimi di altre nazioni sulle nostre navi, emergono non poche difficoltà nell’ambito marittimo italiano, che a livello occupazionale si riflettono molto anche sulla nostra isola che presenta un’alta percentuale di lavoratori del mare. Di qui la necessità di affrontare il problema dei marittimi con maggiore impegno e determinazione da parte dell’Assessorato  al Lavoro Marittimo da poco istituito nel nostro Comune.

Il primo convegno nazionale della Marina Mercantile Italiana  che l’Amministrazione Comunale ha voluto promuove il 22 aprile 2016  insieme  al COSMAR  (Comitato per la salvaguardia della dignità dei Marittimi) sul tema “Il futuro della marineria italiana”  ha inteso riportare  i marittimi sulla scena della politica italiana  affinché, come ha detto Giorgio Blandino  il presidente del COSMAR “essi tornino ad essere  protagonisti e non comparse dei loro destini professionali per il loro benessere, delle loro famiglie e delle comunità costiere”.

Molte le voci  che si sono intrecciate  al tavolo degli interventi, ognuna delle quali ha sottolineato un aspetto delle gravi problematiche che si dibattono nel settore marittimo, per definire nell’insieme  un quadro organico di idee e proposte da far pervenire ai rappresentanti politici del Governo.

Sin dalle prime battute l’avv. Antonio Carannante, Assessore al Lavoro Marittimo del Comune di Procida, ha tenuto a precisare il concept di questo Convegno che si terrà annualmente a Procida: “Far sedere allo stesso tavolo istituzioni, società armatoriali e sindacati, vista anche la vigenza di leggi di settore spesso calate dall’alto senza una reale cognizione tecnica delle complesse problematiche dell’economia marittima. Quest’ultime sono tante e complesse – ha proseguito l’Assessore Carannante – e affliggono un settore economico strategico e storico per l’Italia, e che pertanto va tutelato al massimo: dalla concorrenza dei marittimi extracomunitari, agli allievi ufficiali a miseri 650,00 euro al mese, gli sgravi fiscali per chi imbarca solo marittimi italiani, fino ai programmi didattici obsoleti e l’accesso a questo lavoro”.

Ricordiamo l’intervento  di Eugenio Massolo presidente dell’Accademia Nazionale della Marina Mercantile di Genova, quello di Sabrina di Cuio Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Procida, di Raffaele Santamaria dell’Università degli Sudi Parthenope e Stefania Visco in rappresentanza della Onorato Spa.

 Efficace e articolata  la riflessione dell’On. Anna Maria Carlone  della Commissione Parlamentare Trasporti che, oltre ad offrire una panoramica della situazione nazionale della categoria marittimi, ha saputo anche evidenziare le necessità e i bisogni fondamentali di essa, considerando gli 8000 chilometri di coste  del nostro paese e l’alto numero di porti italiani: una risorsa occupazionale da non sprecare.

Ne è emerso un quadro certamente complesso, spesso carente a livello formativo,  che non sempre riesce a soddisfare  quello standard  minimo di conoscenza richiesto  dalle normative IMO (International Maritime Organization).

Di qui la comune volontà di tutti i presenti  a richiedere  assistenza legale, un’assicurazione dell’abilitazione professionale e uno sportello permanente di ascolto per aiutare i marittimi ad affrontare un’adeguata preparazione e la crisi occupazionale.

Come giustamente ha affermato Stefania Visco, componente del C.d.A di una delle più grandi compagnie di navigazione d’Italia, la Onorato S.p.A: “Gli armatori grazie al registro internazionale godono di privilegi unici rispetto ad altri settori industriali. Privilegi che derivano dalla volontà di sostenere l’occupazione dei marittimi italiani, ma in realtà ora hanno portato all’occupazione di personale extra comunitario e alla disoccupazione dei nostri marittimi.”

Sulla delicata questione della formazione dei futuri marittimi è poi intervenuto anche il Prof. Raffaele Santamaria, direttore dell’Università Parthenope di Napoli-Dipartimento Scienze e Tecnologie.

Non va dimenticato che l’articolo 34 della nostra Costituzione tutela il diritto allo studio. In Italia si taglia sulla ricerca e sulla formazione con la conseguenza che a livello Europeo i nostri laureati sono percentualmente all’ultimo posto, il 17% rispetto al 43% dell’Inghilterra. E’ questo un divario che va colmato. Si deve aprire ai ragazzi la possibilità di formarsi anche nel settore marittimo. Il numero chiuso dell’ITS non risolve i problemi occupazionali dei nostri ragazzi. L’istruzione è alla base del nostro futuro ma, i nostri governi continuano a sottovalutarne l’importanza”.

Dello stesso tenore la considerazione finale sul punto dell’Assessore Carannante, che ha sottolineato perplessità sulla reale utilità del numero chiuso a detti corsi (peraltro finanziati dallo Stato), considerata l’importanza strategica che continuano ad avere gli Istituti nautici, come quello di Procida (uno dei più antichi d’Italia), che continua a formare studenti in grado poi comunque di farsi direttamente strada come Ufficiali, e non solo, nelle più grandi compagnie di navigazione del mondo.

I temi trattati in questo primo convegno di Procida. Si riparte dal Mare sono numerosi e così gli spunti di approfondimento lanciati.

“Vogliamo fare di Procida non solo l’isola che ha ospitato un convegno, ma un luogo d’incontro nazionale del mondo marittimo” ha concluso l’Assessore Antonio Carannante. “Con la collaborazione di Cosmar, del Circolo Capitani e Macchinisti di Procida, del locale Istituto Nautico e di tutti quanti vorranno associarsi in questo nuovo impegno, fin da ora cominciamo a preparare il Convegno del prossimo anno con la volontà di tenere aperti tutti i canali di dialogo che oggi qui a Procida hanno avuto la possibilità di incontrarsi, per ottenere modifiche legislative di settore e migliorare la situazione professionale di quanti oggi si avviano a lavorare sul mare, sollecitando il  Governo a guardare con più attenzione  e con specifiche normative  la condizione dei marittimi  italiani oggi.

Anche per il futuro di Procida, si riparte dal mare. Non uno slogan ma un impegno chiaro e deciso.

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A Procida il futuro della marineria

Primo Convegno Nazionale della Marina Mercantile

“Il futuro della marineria italiana”

La situazione dei marittimi italiani può essere considerata esemplare della deriva che interessa nel suo complesso il mondo del lavoro in Italia: precarietà, sempre minore attenzione alla sicurezza, la difficoltà di mettersi al passo con le nuove problematiche aperte dalla globalizzazione, la crisi economica che si fa sentire a tutti i livelli, da un lato la crescente disoccupazione nel settore e dall'altro lo spreco delle potenzialità.cosmar

In questo senso è nata da parte del Comune di Procida e del Cosmar (Comitato per la salvaguardia della dignità dei marittimi) l'idea di questo convegno e di fare di Procida la culla della rinascita della dignità del Mare e di tutti quelli che ci ruotano attorno: la gente di mare, le loro famiglie e le comunità costiere. Un universo complesso ed eterogeneo che però ha un unico denominatore comune: il Mare.

Il convegno avrà scadenza annuale, e tutti i diretti interessati, dagli alti vertici politici ed economici, ma anche da chi fa fatica a far sentire la sua voce e che in questo convegno, troveranno a Procida un loro dignitoso spazio.

Dal convegno partiranno proposte e iniziative nella convinzione che le parole non bastano se non sono poi seguite da atti concreti.

 

Ex-Chiesa di S. Giacomo

locandina evento marineria

L'evento 

Il futuro della marineria italiana sarà dibattuto
nell’ex chiesa di S. Giacomo il 22 aprile alle ore 11

Nel corso del convegno organizzato dal Comune di Procida in collaborazione con Cosmar (Comitato per la Salvaguardia della Dignità dei Marittimi) si discuterà dell’impatto che la marineria avrà nei prossimi anni su economia e occupazione in Italia. La nuova amministrazione procidana ha posto in primo piano le problematiche dei lavoratori marittimi, che storicamente ne costituiscono gran parte della forza lavoro.

L’obiettivo è anche quello di far assurgere l’isola di Procida – con il suo antico e glorioso Istituto Nautico - come crocevia nazionale tra le istituzioni e le componenti del mondo marittimo, tramite la prima edizione del Convegno in oggetto.

 

Riconoscimenti 

 

Introduzione e interviste a cura
dell'ufficio stampa
Cosmar:

Lucia Vastano,
responsabile ufficio stampa Cosmar
cell. 334 29 43 963

Rossella Picone,
segreteria Cosmar
cell. 329 45 55 682

Altri contenuti a cura di Vivere Procida.

I Partecipanti 

Farà da moderatore l’Assessore al Lavoro marittimo Antonio Carannante, che ha voluto fortemente quest’iniziativa, e che coordinerà gli interventi dei protagonisti del settore e del mondo istituzionale italiano:

corricellasaranno presenti autorevoli rappresentanti


Dal mondo delle imprese, quest’anno è la volta della Onorato S.p.A. Nelle prossime edizioni saranno ospitate diverse compagnie di navigazione.

La collaborazione di Cosmar, che opera  attraverso campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e degli organi istituzionali, evidenzia l’attenzione che il Convegno riserverà anche alle tematiche legate alla salvaguardia della dignità, della salute in ambito lavorativo e della formazione della gente di mare.  Procida, fucina di tanti valenti Ufficiali da sempre presenti nelle più grandi compagnie di navigazione del mondo, si pone come sede naturale per un evento di settore di portata nazionale.


 

Le interviste

 

Intervista a Antonio Carannante

Assessore al lavoro marittimo del Comune di Procida

carannante

Perché proprio a Procida si è deciso di parlare del futuro della Marineria italiana e di fare di questo convegno un appuntamento annuale?

Procida è sicuramente la sede naturale per parlare di marineria. Noi abbiamo uno tra i più antichi Istituti Nautici (risalente al 1833), con una storica tradizione: molti ufficiali delle più grandi compagnie nautiche si sono diplomati e continuano a diplomarsi a Procida. Infatti anche oggi continua ad essere un Istituto all’avanguardia. A Procida inoltre, ad esempio, risale a tempi lontanissimi anche la nascita del Pio Monte dei Marinai (un antico sodalizio di Mutua Assicurazione fondato nel 1674 dagli armatori, capitani e marinai dell’isola, il cui scopo era di provvedere alle vedove e agli orfani dei marittimi procidani periti in mare) e il Circolo dei Capitani e Macchinisti, fondato nel 1911 e a tutt’oggi molto attivo. Tuttavia anche questo lavoro sta cambiando, si deve guardare al futuro per essere preparati e non farci prevaricare dai cambiamenti. Già oggi assistiamo a una grave crisi occupazionale per i marittimi, anche a causa della manovalanza straniera. Inoltre le nuove tecnologie ci costringeranno a breve a modificare il nostro approccio con il lavoro in mare.

Buona parte del Pil isolano è dovuto ai marittimi e per questo l'ambizione della nuova amministrazione comunale è occuparsi di ciò che interessa alla maggior parre della popolazione. Non è un caso che si è arrivati alla costituzione dell'Assessorato al lavoro marittimo.

L'isola è inoltre capofila tra gli altri comuni che hanno tradizioni simili e per questo abbiamo pensato necessario diventare un tramite tra le istituzioni e il mondo del lavoro. Abbiamo trovato la collaborazione del Cosmar con il quale condividiamo gli obbiettivi e mettiamo in comune le rispettive competenze: noi il sentire dei nostri cittadini, Cosmar la conoscenza diretta e specifica dei problemi dei marittimi.

Qual è il futuro che Procida vuole per se stessa, per la gente che vive il mare, e anche per i turisti che amano l'isola? C'è conflittualità tra le due identità di Procida, quella propriamente marinaresca e quella turistica?

Per noi è fondamentale preservare e conservare la cultura marinara che tanto benessere ha dato e continua a dare all'isola e al tempo stesso sviluppare quel turismo naturalistico e culturale che ben si concilia con l'essenza dell'isola. Il turista che arriva a Procida vuole immergersi in un'esperienza intima, non commerciale, è questo che viene a cercare insieme alle straordinarie bellezze naturali dell'isola.

Procida è un piccolo gioiello in mezzo al mare che dobbiamo proteggere in modo che nel futuro si continui a non snaturarne l'anima marinara, anche aprendosi ad un turismo sostenibile e rispettoso.

E' cambiato il rapporto di Procida e dei suoi abitanti con il Mare rispetto al passato?

Sostanzialmente no, anche se un tempo il mare era l'unica risorsa dell'isola mentre ora il turismo si è conquistato un suo spazio. Una volta, proprio per questo nostro strettissimo legame con il mare, c'era quasi una diffidenza da parte della gente di Procida rispetto a chi veniva da fuori. Il mare sa essere generoso, ma anche spietato: molti isolani hanno perso la vita andando per mare. Ci sembrava che i turisti che arrivavano sulla nostra isola per goderne le bellezze non potessero capire l'ambivalenza di quel mare, così straordinariamente attraente, ma al tempo stesso crudele, un mare che sa portare benessere, ma costringe anche a grossi sacrifici.

A Procida ci siamo potuti permettere di fare a meno dei turisti e per questo non abbiamo modificato il nostro modo di vivere quando loro scendevano dai traghetti. E proprio questo li ha affascinati: la nostre forte identità marinaresca. Molti intellettuali sono approdati a Procida e se ne sono innamorati, alcuni hanno deciso di viverci. Elsa Morante vi ha ambientato L'isola di Arturo e Massimo Troisi uno dei suoi capolavori, Il postino. Un po' alla volta anche noi abbiamo capito che anche i non isolani potevano arricchire la nostra cultura, aiutarci a prendere consapevolezza dei tesori che custodivamo. Grazie ai turisti rispettosi e attenti alla salvaguardia dell'ambiente abbiamo cominciato ad essere orgogliosi di mostrare Procida e il suo mare al mondo intero.

Quali sono le vostre aspettative da questo convegno?

Abbiamo lavorato affinché da qui partano modifiche legislative, proposte concrete per migliorare la vita dei marittimi, delle loro famiglie e delle comunità costiere. Ci aspettiamo che questo convegno diventi un volano per raccogliere le istanze dei marittimi e proporre soluzioni. Dal successo di adesioni che abbiamo raccolto fin da subito è nata l'idea di fare di Procida. Si riparte dal mare un appuntamento annuale, un luogo fisico e virtuale che diventi un punto di riferimento per tutti i marittimi.

 


 

 Intervista al Comandante Giorgio Blandina

presidente del Cosmar

 

Perché ha reputato necessario organizzare questo convegno per dare voce alla gente di mare?

Le istituzioni pubbliche e private sono state poche attente alle esigenze e alle problematiche della gente di mare e le associazioni di categoria e i maggiori sindacati non sono stati a mio giudizio in grado di dare il giusto supporto alle istituzioni pubbliche per sollecitarle ad intervenire nell'interesse dei marittimi.

E' una dichiarazione molto forte. Ma secondo lei da cosa è derivata questa sottovalutazione dei problemi della gente di mare?

In prima istanza credo che purtroppo spesso manchino le competenze tecnico-nautiche di quelle che sono le normative internazionali. Come altri settori anche quello marinaresco patisce per un provincialismo tipicamente italiano. Pensiamo di non aver bisogno di confrontarci con gli altri e di poter vivere di rendita con quello che la natura e il nostro passato culturale ci hanno regalato e lasciato in eredità. Così non facciamo nulla per proteggere il nostro patrimonio ambientale e culturale. E non ci accorgiamo che gli altri, meno fortunati di noi, ci superano e ci danno lezioni. Un esempio per tutti: i corsi di formazione fatti in Italia vengono riconosciuti dai paesi membri IMO (International Maritime Organization), ma non viceversa. Chiaramente in questo caso, oltre al provincialismo, ci sono a mio giudizio anche altre motivazioni, per esempio quella di favorire qualche interesse privato.

Che cosa pensate di proporre per superare queste difficoltà?

Le normative IMO che dovrebbero essere lo standard minimo di conoscenza, da noi ancora fanno fatica ad essere applicate. Altri Paesi hanno invece hanno superato da molto questo livello di base, anche perché riescono a recepire e mettere in pratica immediatamente i dettati IMO e andare oltre. In altri Paesi la formazione continua e la sicurezza sono considerati un vantaggio economico. Loro hanno acquisito questa consapevolezza.

Noi come Cosmar pensiamo che non ci sia bisogno di grandi studi e intuizioni per superare l'impasse in cui ci siamo incagliati. A noi basterebbe “copiare” quello che già fanno in Inghilterra, Francia, Belgio Stati Uniti, solo per citarne alcuni paesi che guardano oltre le vigenti normative IMO.

Cosmar ha trovato nel Comune di Procida un valido compagno di viaggio e anche una “casa” per portare avanti il suo progetto Si riparte dal mare. Un'esperienza importante che è già diventa un appuntamento annuale. Ma quali sono le vostre prossime iniziative?

Abbiamo due obbiettivi: da una lato far conoscere la vera vita della gente di mare, dall'altro offrire informazioni e servizi ai marittimi.

Abbiamo già attivato alcune iniziative per risolvere problemi pratici dei marittimi: assistenza legale e burocratica, un'assicurazione dell'abilitazione professionale, una linea d'ascolto diretta con i marittimi per aiutarli ad affrontare nel modo più efficace la crisi occupazionale del settore.

Per quello che riguarda l'informazione stiamo lavorando a due importanti progetti:

  1. la realizzazione di una rivista periodica di natura tecnica nautica che sia però comprensibile a tutti, che parli dell'universo mare, con un occhio di riguardo a chi ci lavora, al suo indotto, e anche alle prospettive future.

  2. Dal progetto editoriale si sviluppa un settore video. Stiamo cominciando a lavorare ad un docu-film che racconta appunto le diverse figure che ruotano attorno alla vita di Mare.

Perché avete scelto proprio l'isola di Procida come compagna di viaggio per questa prima importante esperienza pubblica?

Il 60% dei marittimi vive in Campania e Procida ha una tradizione marinaresca di tutto rispetto. Per noi Procida è sintesi e metafora di quello che riteniamo il senso del vivere il mare a 360°, senza mai perdere la propria identità pur rimanendo al passo con i tempi.

Chi sono i vostri referenti in questo convegno e per il futuro?

Ovviamente il Ministero delle infrastrutture e trasporti, il Comando generale delle capitanerie di porto e le istituzioni in genere, governo compreso.

Noi riconosciamo le difficoltà e la complessità del lavoro di chi governa, a tutti i livelli, dal piccolo Comune costiero ai vertici più alti della politica. In questo senso vogliamo offrire il nostro contributo nella convinzione che nessuno meglio dei marittimi può conoscere e aiutare a risolvere i problemi dei marittimi.

Noi vogliamo rappresentare tutta la gente di mare, nessuno escluso, in modo eterogeneo, aperti a tutte le categorie e i gradi. Vogliamo che i marittimi tornino ad essere protagonisti e non comparse dei loro destini professionali per il loro benessere, delle loro famiglie e delle comunità costiere. Il nostro Paese ha 8mila chilometri di costa, ogni centimetro dei quali non va lasciato in ombra.

Il Comandante Giorgio Blandina è capitano di lungo corso. Ha assunto il primo comando di una nave gasiera a 27 anni. E' stato per 25 anni al comando di navi gasiere, chimichiere e petroliere. Ha lavorato a terra come fleet manager con una compagnia di navigazione inglese ed una olandese. E' stato presidente emerito del Collegio nazionale capitani di L. C. & M. E' iscritto all'albo dei docenti dell'Accademia nazionale della marina mercantile di Genova ed è perito e consulente del Tribunale di Genova. E' membro della Commissione per i sinistri marittimi della Direzione marittima di Genova.

E' stato ideatore e fondatore del Cosmar.

 

Incontro pubblico con l’Associazione degli Utenti del Trasporto Marittimo

 

snav

Continua a rimanere alta l’attenzione dell’Amministrazione Comunale di Procida sulla politica regionale dei trasporti e in particolare sulle ripercussioni delle ultime condotte societarie degli armatori privati SNAV-RIFIM sulla sicurezza del servizio pubblico.

L’AUTMARE (Associazione Utenti del Trasporto marittimo del Golfo di Napoli) ne discuterà in un incontro pubblico con la Consigliera ai trasporti del Comune di Procida Lucia Mameli e l’Assessore al Lavoro Marittimo Antonio Carannante il giorno 6 aprile 2016 ore 17.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Procida.

Sarà presente il Sindaco di Procida Raimondo Ambrosino.
La cittadinanza è invitata a partecipare.

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Tutela alla Continuità Territoriale. Solidarietà ai Lavoratori Caremar

lavoratori caremar in sciopero

L’amministrazione comunale dell’isola di Procida non può rimanere inerte rispetto alle recenti condotte degli armatori privati SNAV-RIFIM nei confronti dei lavoratori Caremar. Difatti, l’avvenuta modifica dell’organizzazione lavorativa di detto personale, ha innegabilmente determinato condizioni eccessivamente gravose per lo stesso finendo, di conseguenza, con l’incidere negativamente sulla sicurezza del servizio pubblico in questione e quindi sul diritto alla mobilità dei cittadini isolani.

L’amministrazione comunale manifesta quindi massima solidarietà allo sciopero indetto dai suddetti lavoratori per i giorni 15-16 febbraio 2016, auspicando che la via del dialogo istituzionale rimanga la strada principale da percorrere a tutela delle istanze dei lavoratori Caremar, nonché del servizio pubblico.

In ogni caso sollecita altresì sin d’ora l’immediata convocazione della competente Commissione regionale per le Attività Produttive, affinché le suddette problematiche coinvolgano finalmente in maniera concreta la Regione Campania onde trovare tutte le adeguate soluzioni del caso.

 

Dalla civica residenza, 12 febbraio 2016

Assessore con delega al Lavoro Marittimo 
Antonio Carannante

Consigliere Comunale con delega ai Trasporti
Lucia Mameli

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