Comunicazione e Promozione Territoriale

#GialloProcidano, la nuova iniziativa in collaborazione con Igersprocida

COMUNICATO STAMPA

COMUNE DI PROCIDA

 

Il Comune di Procida e Igersprocida (la comunità degli utenti procidani del social network Instagram) presentano il  secondo food challenge dal titolo: #GialloProcidano. Iniziativa che rientra nell’ambito degli eventi legati a Le stagioni del gusto #MADEINPROCIDA2017, un percorso esperienziale tra sapori, arte e tradizioni dell’isola di Arturo.

Protagonista questa volta sarà il limone procidano, che insieme al carciofo, è inserito tra i prodotti tipici della Regione Campania, ha la peculiarità di essere molto grande, poco acre e con l’albedo (la parte bianca compresa tra la buccia e la polpa) molto sviluppata.

• R E G O L A M E N T O:

1. Il challenge è aperto a tutti, è gratuito e si svolge esclusivamente on-line mediante l’uso di instagram.
2. I concorrenti sono chiamati a pubblicare dal 28 maggio al 3 giugno le opere fotografiche che abbiano come tema i piatti tipici a base di limone.
3. Ogni autore potrà postare un massimo di tre di scatti.
Una regola comune sarà l’autenticità e la genuinità del prodotto “made in Procida” in tutte le sue accezioni.
4. Il tema del concorso è: “Le stagioni del gusto”.
5. Postate le foto sul social Instagram, condividendole con  gli hashtag: #GialloProcidano
#madeinprocida2017 e #igersprocida.
I partecipanti non dovranno
avere i profili Instagram privati (togliere la spunta alla voce “I post sono
privati” all’interno del profilo Instagram) pena l’esclusione dal contest.
6. Alla scadenza del termine lo staff selezionerà 10 opere ritenute migliori per creatività, originalità e composizione, che
saranno poi pubblicate sul profilo Instagram di igersprocida e potranno essere votate da 4 al 7 giugno 2017.
7. Gli autori delle foto selezionate riceveranno un commento su instagram,
da parte dell’account @igersprocida , in cui saranno avvisati della
selezione del loro scatto.
8.Non pubblicate immagini scaricate da internet
9.La foto con più Like sarà la vincitrice del  challenge.

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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“Talenti in Piazza”: domani in Piazza Marina Grande l’evento conclusivo della prima edizione di “Marzo Donna”

Comunicato stampa

Comune di Procida

 

Domenica 26 marzo il comitato spontaneo “Marzo Donna” invita tutti i cittadini di Procida in Piazza Marina Grande per la giornata conclusiva delle attività.

L’appuntamento è alle 10:30 e si articolerà per tutto il corso della giornata, fino alle ore 23,  alternando diverse e numerose iniziative.

Sono previste mostre di pittura e di fotografia e l’esposizione di prodotti artigianali. 

Nel corso della giornata si alterneranno letture tratti da testi inerenti il tema della donna, interventi delle istituzioni e dello Sportello Antiviolenza, performance di danza, zumba e di trucco artistico, esibizione di un coro di bambini e ben 5 sorteggi con altrettanti premi.

In serata  il ricavato della vendita dei biglietti per l’estrazione verrà consegnato all’Associazione Carmine Gallo di Napoli.

Hanno aderito ed assicurato il loro contributo all’iniziativa numerosi bar, ristoranti, esercizi commerciali e altri operatori turistici dell’isola.

 

a cura della redazione di Vivere Procida

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Natale a Procida 2016/2017

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

Sarà un dicembre ricco di eventi a Procida. Il programma natalizio 2016 del Comune di Procida prevede non solo appuntamenti tradizionali tipici di questo periodo dell’anno, ma anche eventi culturali di spessore.

Giovedì 8 presso l’ex chiesa di San Giacomo, inaugurazione della Mostra di Arte Presepiale Premio Nunzio Arbilli e dell’installazione scenografica L’Isola di Arturo, a cura dell’Associazione Isola dei Misteri. L’esposizione resterà aperta tutti i giorni fino al 6 gennaio 2017.

Venerdì 9 intorno alle ore 18:00 vedremo l’isola illuminarsi con le luci di Natale dedicate a I Luoghi di Elsa. A seguire, dalle ore 19:00 a Terra Murata, l’appuntamento con la tradizionale Festa del Vino, a cura dell’Associazione Procida È, rinviata lo scorso 11 novembre a causa del maltempo. L’attesa non è stata vana, soprattutto per i più piccoli, che riceveranno la “visita” di un ospite davvero speciale: Babbo Natale con tanto di slitta e renne al seguito, che resterà “a disposizione” dei bimbi procidani anche nei giorni 10, 11, 17, 18 e 31 dicembre e 1, 7, 8 gennaio presso la sede dell’Associazione I Ragazzi dei Misteri, la quale, proprio in occasione della Festa del Vino, inaugurerà il suo Presepe a grandezza naturale.

Sabato 10 dicembre alle ore 10:00 a Marina Chiaiolella, l’Associazione Chiaiolella Borgo Marinaro allestirà un mercatino di Natale che resterà aperto fino alle 20:00.

Giusto in tempo per raggiungere la chiesa di Santa Margherita Nuova, dove – alle 20:30 – la Banda Musicale Città di Procida e l’Associazione Culturale Amici della Musica presenteranno il primo di una lunga serie di concerti che animeranno questo mese.

Sempre nella chiesa di Santa Margherita Nuova, domenica 11 il dottor Giacomo Retaggio presenterà il suo nuovo libro “Il Carcere di Procida: Memoria e Sofferenza” (edizioni Fioranna) con le foto di Luigi Lauro e le proiezioni inedite curate da Michelangelo Messina.

Domenica 18 triplice appuntamento: alle ore 17:00 presso la Sala Consiliare del Comune Concertini di Natale a cura del coro della scuola Yamaha Musica senza Frontiere. Alle 19:00 borgo Sent’ Cò in festa con il concerto in piazza del gruppo La Bestia Carenne. A seguire, alle ore 21:00 nell’atrio della Scuola Media Antonio Capraro,  “#Anyway Christmas”, spettacolo natalizio di danza a cura del Center Study Ballet.

Mercoledì 21 alle 18:00 nella Sala Consiliare del Comune, la scuola di danza Il Balletto presenterà lo spettacolo “La Danza per la Vita.

Giovedì 22 alle ore 20:00 a Terra Murata tradizionale tombolata natalizia a cura dell’Associazione I Ragazzi dei Misteri.

Venerdì 23 a partire dalle 19:30, la chiesa di Santa Margherita Nuova diventerà la sede della mostra fotografica L’Isola di Arturo e, subito dopo, di un suggestivo concerto natalizio dell’Orchestra di Stato ucraina Harmonia Nobile in collaborazione con il Coro Polifonico San Leonardo. Direttore Giuseppe Carannante, Soprano: Oksana Krechko, direttore del Coro: Aldo de Vero.

Dal 24 al 26 il “tour procidano” di Babbo Natale con slitta e renne farà tappa al Bar Roma. I bambini prendano nota: l’appuntamento è alle 10:30 e alle 16:00 a Marina Grande.

La sera di Natale, la Banda Musicale Città di Procida ci invita a riscaldarci con le note e l’atmosfera delle melodie del tradizionale concerto natalizio alle 20:30 nella chiesa di Santa Margherita Nuova.

Martedì 27 a partire dalle 19:00 Marina Corricella si trasformerà in un suggestivo Presepe Vivente grazie all’impegno delle Grancie, delle Associazioni e del Volontariato isolano.

Mercoledì 28 alle 18:00 nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, presentazione del libro dell’Ammiraglio Antonello Bassano “La Nascita della chiesa e del patronato di Sant’Antonio da Padova a Procida” (NaNe Edizioni).

Giovedì 29 alle 11:00 Peppe Barra si esibirà in una suggestiva performance teatrale tra le mura di Palazzo d’Avalos.

A battezzare l’anno nuovo, come sempre, sarà la Banda Musicale Città di Procida con il suo Concerto di Capodanno domenica 1. gennaio alle 20:30 nella chiesa di Santa Margherita Nuova.

Ancora musica dal vivo martedì 3 con il concerto gospel del gruppo Big Soul Mama in Piazza dei Martiri alle 19:30, mentre mercoledì 4, nella chiesa di Santa Margherita Nuova l’Associazione Culturale Altrosguardo presenterà lo spettacolo teatrale Solo Andata, tratto da un testo di Erri De Luca, diretto e interpretato da Antonello Cossia, con le musiche dal vivo di Francesco Sansalone e la direzione della fotografia di Mario Laporta.

Giovedì 5 alle 18:00 presso la sede dell’Associazione I Ragazzi dei Misteri, tombolata dell’Epifania per i bambini. A seguire, alle 20:30 nell’atrio della Scuola Media Antonio Capraro, gli allievi del corso di propedeutica musicale dell’Associazione Culturale Amici della Musica, con la partecipazione della Banda Musicale Città di Procida, presentano lo spettacoloLa Danza del Mondo.

Nel giorno dell’Epifania alle 19:00 presso l’ex chiesa di San Giacomo, evento conclusivo del concorso di Arte Presepiale Premio Nunzio Arbilli a cura dell’Associazione L’Isola dei Misteri.

Durante le feste si potranno visitare i presepi allestiti presso le parrocchie isolane e resterà attivo il servizio di visite guidate all’interno di Palazzo d’Avalos a cura delle Associazioni Indiefferenti, Millennium, ProLoco e Vivara. Le visite si possono prenotare dal sito www.comune.procida.na.it cliccando sulla sezione Palazzo d’Avalos.

Gli eventi all’aperto potrebbero subire variazioni a causa delle avverse condizioni meteo.

A cura della Redazione di VivereProcida

natale-2017-by-dicam-unibo-it

Ph. by dicam.unibo.it

 

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Venerdì 25 novembre a Procida fiaccolata contro la violenza sulle donne

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

Dal 1999 il 25 novembre è stato scelto come Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha invitato i Governi, le organizzazioni internazionali, le ONG (Organizzazioni Non Governative) e le Istituzioni tutte ad organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.

Anche a Procida per la prima volta vogliamo dire basta!, rompendo il silenzio che troppe volte uccide.

Muoversi insieme con un unico pensiero anti-violenza è un passo importante per capire, per non essere estranei, per non rimanere impassibili di fronte a questo fenomeno.

I membri del progetto Non da Sola, le Istituzioni Scolastiche quali l’Istituto Comprensivo I.C.O. “Antonio Capraro” e l’Istituto Superiore “Francesco Caracciolo-Giovanni da Procida, insieme all’Amministrazione Comunale vi aspettano venerdì 25 novembre alle ore 18:00 in Piazza Olmo per partecipare alla fiaccolata contro la Violenza sulle Donne che convoglierà in Piazza Marina Grande.

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Rossella Lauro: «L’Assessore ha il compito di tutelare il cittadino ed il bene pubblico»

Essere amministratori comunali oggi è un compito impegnativo, carico di responsabilità, che sottopone ad una dura prova la passione politica e la capacità di decidere e di gestire.

Il ruolo che oggi ricopro dà fastidio a molte persone. Non mi aspettavo un’ottima accoglienza ma neanche denigrazioni e falsità. Sono stata eletta a 32 anni, senza esperienza politica pregressa e con una delega che simboleggia una rottura netta con il passato. Per la prima volta un Sindaco scommette su un Giovane. Per la prima volta le Politiche Giovanili e la promozione del territorio vengono date ad un Assessore. Dopo mesi, guarda caso, viene fatta la stessa scelta politica in Regione Campania, segno di una direzione che lavora in parallelo sugli stessi obiettivi.

Ho trascorso i primi mesi ad osservare molto i meccanismi della Pubblica Amministrazione e sono andata a chiedere aiuto per avere un supporto ed una formazione adeguata al ruolo che ricopro. Infatti oggi faccio parte sia del Training Camp Giovani Menti-Mentori dell’ANCI Campania, sia del Forsam V (Scuola ANCI per Giovani Amministratori) che mi vede impegnata in un percorso formativo a Roma  fino al mese di marzo.

Ciò mi permette di approfondire le nuove leggi su più aree e di portare alcuni esempi che riguardano la nostra isola per cercare le soluzioni migliori e più vantaggiose. Lo scambio e il confronto con altri amministratori e collaboratori dell’ANCI mi dà la possibilità di crescere e trovare nuovi modi per raggiungere gli obiettivi che la nostra Amministrazione si è posta.

Non trovo un atteggiamento simile sul nostro territorio, nella nostra comunità. Continuo a leggere comunicati, post su facebook, interrogazioni in cui si fa passare il messaggio che l’Assessore ai Lavori Pubblici dovrebbe essere il direttore dei lavori, la ditta che svolge le opere, il responsabile del procedimento, il supporto al responsabile del procedimento, il responsabile dell’ufficio tecnico, l’operaio, o addirittura avere competenze tecniche come essere un architetto, un ingegnere, un geologo, un geometra,  ecc…

Vorrei solo ricordare che tutti i ruoli citati (e non sono neanche tutti) sono le figure individuate e pagate per far sì che un progetto venga messo in opera  come previsto dal bando rispettando la legge.

L’Assessore ha il compito di tutelare il cittadino ed il bene pubblico, cioè l’Interesse Pubblico. La  delega è di natura politica essenzialmente con il compito di sovrintendenza, stimolo  e controllo dei lavori. Nello specifico l’Assessore svolge attività di impulso e collaborazione per la verifica dell’attuazione degli interventi e degli obiettivi prefissati con i rispettivi uffici facendo riferimento alle figure del Segretario Generale e dei responsabili degli uffici (art. 48, c. 2, TUEL, Testo Unico degli Enti Locali).

Voglio citare le parole del Testo Unico degli Enti Locali e del Testo Unico del Pubblico Impiego perché creare confusione e non essere corretti nel dare informazioni è un grave danno che si produce sulla popolazione e si offende l’intelligenza del cittadino.

Ma come si traduce tutto questo in azione? Nello specifico continuerò ad informare i cittadini rispetto alle attività che mettiamo in campo con lettere, comunicati, presentazione del progetto porta a porta, incontri pubblici; non mi stancherò di convocare tavoli tecnici con più società per coordinare i lavori sul territorio nel modo migliore possibile in termini di efficacia ed efficienza dando risposte a problemi ventennali che non sono mai stati risolti (esempio: quando bisogna intervenire con i lavori di metanizzazione in una zona raccolgo tutte le segnalazioni pervenute e indirizzo l’intervento cercando la causa di infiltrazioni ventennali), condividerò il cronoprogramma dei lavori con gli altri amministratori per non creare concomitanze di eventi sul territorio (esempio: dovevamo iniziare i lavori nel borgo di Terra Murata ma aspetteremo l’inaugurazione dell’apertura dell’ex Carcere e la Festa del Vino), e non abbandonerò il ruolo di indirizzo e di impulso nei riguardi dell’ufficio tecnico affinché vengano seguite questioni che abbiamo a cuore, in primis il Waterfront.

Ma questa è un’altra storia che racconterò nel prossimo incontro pubblico che si terrà domani, giovedì 3 novembre, presso la ex Chiesa di San Giacomo alle ore 19.00.  

Noi non dobbiamo difendere nessun professionista ma abbiamo il Dovere di tutelare i Cittadini.

Rossella Lauro

(L'Assessore ai Lavori Pubblici, alle Politiche Giovanili e alla Comunicazione e Promozione del Territorio Rossella Lauro)

(L’Assessore ai Lavori Pubblici, alle Politiche Giovanili e alla Comunicazione e Promozione del Territorio Rossella Lauro)

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L’Amministrazione incontra i cittadini

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

Ogni mese il Sindaco e gli Amministratori incontreranno i cittadini presso l’ ex Chiesa di San Giacomo. Al primo appuntamento, che si è svolto nel mese di settembre, era presente il Sindaco il quale ha aggiornato i cittadini su alcuni progetti in campo ed ha risposto alle domande del pubblico.

Giovedì 13 ottobre alle ore 19:00 il Vice-Sindaco e Assessore all’Ambiente e all’Ecologia Titta Lubrano e l’Assessore ai Lavori Pubblici, alle Politiche Giovanili Rossella Lauro e la Consigliera Sara Esposito con delega al Decoro Urbano incontreranno i cittadini per aggiornarli sullo “stato dei lavori” e presentare le prossime iniziative

L’obiettivo degli incontri è rafforzare l’integrazione con il territorio, dare informazioni corrette ai cittadini e spiegare le motivazioni che sostengono le scelte politiche.

Una democrazia partecipata rende il cittadino concretamente protagonista delle scelte di governo del territorio. Infatti verranno messe al centro dell’incontro le istanze presentate, i problemi che verranno illustrati e le proposte che verranno discusse.

A cura della redazione di Vivere Procida

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Un weekend con Africa Mission

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

Domani, sabato 8 ottobre, i gruppi Africa MissionCooperazione Sviluppo di Procida e Piacenza invitano i procidani a un weekend con la beneficenza.

Alle ore 10:00 partirà da Procida la terza regata solidale “Regatiamo per l’Africa, in collaborazione con Blue Dream Charter: un itinerario non agonistico tra le isole di Procida e Ischia, il cui ricavato sarà destinato alla costruzione di un pozzo nella regione ugandese del Karamoja.

Inaugurazione di un pozzo in Uganda (ph. by Il Piacenza.it)

Inaugurazione di un pozzo in Uganda (ph. by Il Piacenza.it)

Alle ore 20:30, in Piazza Marina Grande, cena “ai sapori procidani” a cura del gruppo Africa Mission di Procida, guidato dallo chef

Antonio Anzalone, con la partecipazione del ristorante Fammivento.

A partire dalle 21:30 intrattenimento musicale, premiazione dei partecipanti alla regata mattutina e gli interventi del Sindaco Dino Ambrosino, del Presidente di Africa Mission don Maurizio Nobernini, del Presidente di Cooperazione Sviluppo dottor Carlo Antonello,  del direttore operativo dottor Carlo Ruspantini e di Mimì Calabrese, “anima” procidana di Africa Mission.

Domenica 9 ottobre, invece, alle ore 10:00 colazione con la squisita pasticceria procidana al Bar Roma o al Bar dal Cavaliere.

Africa Mission esiste dal 1972 grazie alla generosità di monsignor Enrico Manfredini (vescovo di Piacenza) e di don Vittorio Pastori, per tutti don Vittorione.

In oltre 40 anni di attività, il Movimento ha portato aiuti in Ghana, Nigeria, Mozambico, Etiopia, Eritrea, Angola, Sudan, Tanzania, Rwanda, Guinea Bissau, Ciad, Zaire, Somalia, Niger e Madagascar, concentrando il suo impegno soprattutto in Uganda. Sono stati costruiti più di 1000 pozzi d’acqua (il millesimo è stato inaugurato in occasione della Pasqua 2015 ed è dedicato a Papa Francesco) e sono state allestite attrezzature sanitarie, agricole, meccaniche e scolastiche.

 Per saperne di più: http://www.africamission.org/campagna.asp?cod=1

 

A cura della redazione di Vivere Procida

La locandina dell'evento di domani e domenica

La locandina dell’evento di domani e domenica

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Seconda edizione del “Trofeo del mare di Procida 5ª Repubblica Marinara”

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

La tradizione marittima, armatoriale e professionale di Procida affonda le sue radici in un lontano passato. Sin dall’epoca della navigazione a vela vascelli, capaci di traversare gli oceani, venivano progettati e realizzati sull’isola in cantieri e da armatori isolani. L’Istituto Nautico di Procida fondato più di 180 anni fa, formava, sin d’allora, capitani di valore riconosciuto nel mondo. Ampio spazio veniva dato alla formazione tecnico sportiva di voga, nuoto e vela.  

Ancora oggi l’Istituto Nautico vanta nel suo parco barche due importanti imbarcazioni da otto rematori più timoniere denominate jole, acquisite negli anni 50 e restaurate di recente dagli artigiani della Associazione Canottieri Procida. I due otto jole caratterizzati da una costruzione in legno a fasciame sovrapposto con chiodatura in rame ribattuto, venivano utilizzate per la formazione sportiva degli allievi che ad ogni fine corso si sfidavano in una regata classica che metteva a confronto allievi capitani contro allievi macchinisti.

Gli sport acquatici praticati in mare sono nel DNA dei procidani che da sempre, anche in occasione dello storico evento della sagra del mare, si sfidano mettendosi alla prova in gare di nuoto, voga e vela. 

Il progetto vuole promuovere la vocazione nautico-sportiva dell’isola di Procida attraverso la creazione e il consolidamento di un evento che aspira ad essere un appuntamento annuale di taglio internazionale con la partecipazione di atleti di varia provenienza che si sfidano in discipline acquatiche quali: canottaggio, costal rowing, pallanuoto, vela, acquathlon, beach volley.

Tutte le gare si svolgeranno nel mare di Procida. Vuole essere, inoltre, un’occasione di educazione all’ambiente e di promozione della conoscenza delle peculiarità paesaggistiche, naturalistiche e culturali dell’isola di Procida e di Vivara.

Sono inoltre previste escursioni naturalistiche in kayak o barca a vela, per gli atleti e gli accompagnatori, nei giorni 8 e 9 ottobre, sarà possibile esplorare via mare le bellezze naturalistiche dell’isola di Procida e di Vivara alla scoperta delle numerose baie e dei fondali che la caratterizzano, nel pieno rispetto dell’ambiente. 

Il 7-8-9 ottobre 2016 si terrà il “Trofeo del mare di Procida 5ª Repubblica marinara” II edizione.
Nelle acque antistanti il Lungomare Cristoforo Colombo si svolgeranno gare di: canottaggio, con la partecipazione degli equipaggi delle Repubbliche marinare, incluso l’equipaggio procidano, in una regata di 1000m con quattro imbarcazioni costal rowing 4+; pallanuoto in mare; vela categoria open’bic; acquathlon e beach volley. 

Programma:

Ore 22,30 intrattenimento musicale con il gruppo “La Bestia Carenne

Domenica 9 ottobre
Dalle ore 9:30
-Finale coppa Pasquale Scotto di Carlo (canottaggio)
-Finale coppa delle repubbliche marinare in 4+ costal rowing
-Finali pallanuoto
-Gara acquathlon (nuoto e corsa)
-Finali vela open’bic
-Premiazioni
Ore 13:30 Premiazioni e Buffet di saluto con chiusura dell’evento e invito alla prossima edizione.

Ospiti D’onore:
Davide Tizzano campione olimpico plurimedagliato Vicepresidente F.I.C; 
Rossano Galtarossa olimpionico, campione plurimedagliato, consigliere nazionale F.I.C. ;
Giovanni Abagnale Bronzo olimpico a Rio 2016 nella specialità due senza di canottaggio; 
Mimmo Perna, allenatore federale di canottaggio;
Rappresentanza di Comitati e atleti delle quattro repubbliche marinare.

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento 

Il programma

Il programma

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Convegno “L’Isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”

 

Venerdì 16 settembre nella chiesa di Santa Margherita Nuova si è tenuto il Convegno “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”. Una tavola rotonda di grande interesse, incentrata sul futuro di Palazzo d’Avalos e in generale del complesso carcerario di Terra Murata, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali, delle Università e di altre realtà scientifiche all’avanguardia, come l’ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, ndr). Gli esiti di questa conferenza interesseranno non solo l’isola di Arturo, ma anche i territori limitrofi e, in generale, tutta la Campania. Ciò è dimostrato dalla presenza del Comune di Monte di Procida con il Sindaco Giuseppe Pugliese e l’Assessore Gerarda Stella.

Un’occasione concreta anche per aggiungere Procida ai Comuni sottoscrittori del Manifesto dello sviluppo sostenibile nelle isole minori italiane, lanciato dall’ANCIM (Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori, ndr) nell’Isola de La Maddalena lo scorso maggio.

b-dscn0516«Il senso di quest’iniziativa è quello di condividere pubblicamente il punto della situazione sul futuro di Palazzo d’Avalos e dell’ex Carcere di Terra Murata», così ha battezzato l’iniziativa il Sindaco Dino Ambrosino: «L’idea è quella di mettere insieme un “cartello” (in senso positivo) di Istituzioni pubbliche (le Università, l’ENEA, il Comune di Procida, la Regione Campania, alcuni Ministeri, ecc.) che possano avere in questa struttura un punto di riferimento». Un’ occasione, precisa il primo cittadino, anche per noi procidani «per riprendere il legame con Terra Murata, interrotto a partire dal 1988 con la chiusura del Carcere. A Terra Murata c’è la nostra storia e anche il Carcere, seppure fosse un luogo di pena, un luogo isolato, faceva parte della vita di Procida perché attorno a quella struttura c’era un’economia che coinvolgeva tutta la comunità isolana». Con la chiusura del Penitenziario è subentrato l’oblio, l’abbandono e, da allora, conclude il Sindaco, Terra Murata «non è più il cuore pulsante dell’isola, così come lo è stata nel corso della storia. Il nostro obiettivo è di farla tornare a essere quello che era, dopo la messa in sicurezza e il recupero di Palazzo d’Avalos, offrendo degli spazi».b-dscn0519

Nessuna intenzione, da parte dell’Amministrazione, di costruire “cattedrali nel deserto”, come sottolinea l’Assessore Antonio Carannante, il quale, come ricordiamo, tra le sue deleghe ha proprio Terra Murata. Nessuna intenzione, come da decenni si vocifera, di fare del Palazzo un mega albergo: «Oggi Procida non ha bisogno, almeno nell’immediato, di aumentare la ricettività. L’obiettivo non è quello di un’operazione economica di forte impatto sul territorio mirata all’aumento di posti letto, ma è qualcosa di più: creare un nuovo modello di sviluppo». Come si raggiunge questo obiettivo? Il primo passo sarà prendere confidenza con il Programma di Valorizzazione di Palazzo d’Avalos, redatto dall’Architetto Rosalba Iodice, in collaborazione con il dottor Enzo Peruffo della LUISS “Guido Carli” di Roma. È un testo fondamentale, prosegue Carannante, «un documento tecnico-giuridico che indica le linee guida per lo sviluppo, il restauro e la ri-funzionalizzazione della struttura e compito dell’Amministrazione sarà innanzitutto diffonderlo sul territorio» affinché tutti i procidani siano a conoscenza delle reali condizioni e delle possibilità che può offrire l’intero complesso.

Possibilità che, dopo il breve saluto del dottor Vittorio Violante dell’ENEA («Questo incontro una grande sfida per restituire all’isola la maestosità che le appartiene»), sono state illustrate proprio dall’Architetto Iodice. «La superficie da recuperare e rivalorizzare è di circa 20.000 mq» ha subitob-dscn0527 precisato dopo un breve viaggio nella storia del Palazzo, con foto e documenti d’epoca, «Nel 2013 Procida è stato uno dei primi Comuni d’Italia ad acquisire un bene vincolato. L’obiettivo del Programma è la tutela e la valorizzazione del complesso e prevede l’utilizzazione del bene con una destinazione culturale e turistico-ricettiva». Si aprono quindi tutta una serie di possibilità, per esempio, riguardo la destagionalizzazione del turismo culturale e congressuale, come le Scuole per l’Alta Formazione, Summer e Winter Schools, delle Università campane e non solo, un atelier per gli artisti, un “percorso museale della Memoria” dedicato anche alla Marineria procidana. Per il tenimento agricolo – circa 18.000 dei 20.000 mq dell’intera area – l’idea, secondo l’Architetto, potrebbe essere quella di recuperare le tradizioni agricole isolane (nello specifico: vino, limoni, carciofi e altri ortaggi),  ospitare artigianato e terziario avanzato. Ma le difficoltà sono soprattutto di natura finanziaria e gestionale. Il consolidamento e restauro di Palazzo d’Avalos è stimato intorno ai 25 milioni di euro. E, ha concluso Iodice, «Il Comune ha 14 anni per realizzare il restauro e la valorizzazione, tempi legati all’effettiva erogazione del finanziamento pubblico e alle procedure per inserire gli investitori privati».

Il microfono passa a Francesco Izzo, Professore Ordinario di Strategia d’Impresa alla Seconda Università di Napoli, il quale propone un approccio socio-economico al dibattito. E va subito al nocciolo della questione: «Il recupero e la valorizzazione di Terra Murata è una missione quasi impossibile se non si parte dal senso di comunità, se non si ritorna a pensare a Terra Murata come parte integrante dell’isola» esordisce Izzo, che riguardo alla pianificazione del futuro riconosce due categorie: il fare senza progettare e  il progettare senza fare («la categoria dominante»). «La grande sfida sarà dimostrare che si può fare progettando».

 b-dscn0574Gli esempi non mancano, come l’isola scozzese in cui gli abitanti hanno acquistato il castello e lo gestiscono tutti insieme, come comunità: «È come se i procidani acquistassero Palazzo d’Avalos e lo amministrassero» Dove sta l’inghippo? «Procida è l’isola più densamente popolata del Mediterraneo con 2.600 abitanti per chilometro quadrato e non ha vocazione turistica, non l’ha mai avuta. È un’isola di mare, di gente che ha navigato e che continua a navigare. E questo da un lato ha contribuito a preservare una certa autenticità», ma dall’altro potrà costituire un ostacolo allo sviluppo turistico.

Dal punto di vista economico, i grandi costi legati al recupero di una struttura come l’ex-Carcere, non devono considerarsi un problema, secondo il professore, dato che in alcuni luoghi italiani si è scelta una strategia particolare: se non ci sono soldi per il recupero o la valorizzazione di un bene, si punta a far innamorare un Ministro o un Presidente del Consiglio e così, come per magia si ottengono i finanziamenti.

Ma riguardo l’attività turistica, che comunque resta il filone economico su cui Procida deve puntare, quale dev’essere la tipologia di turismo su cui puntare? Izzo non ha dubbi: il turismo ideale per Procida è il turismo culturale evoluto, «quello della coda lunga», senza segmenti dominanti, «destinato a diverse nicchie di mercato che possano convivere» e che sappiano risaltare un senso culturale evoluto in una realtà autentica.

Puntare dunque su un’economia della conoscenza e del vivere bene, un’economia della creatività, un’imprenditoria leggera, incentrata sul digitale; e tornare a abitare gli spazi in maniera autentica, rispettando la natura, magari attraverso esperimenti come l’albergo diffuso. Un progetto ambizioso, sottolinea Izzo, che non deve lasciare niente al caso. «Senza piano strategico nessuna nave raggiunge il porto e senza il coinvolgimento della comunità locale sarà inutile andare a cercare finanziamenti altrove. Soltanto attraverso la conoscenza si può essere poi custodi della bellezza». Anche perché, conclude, «Una volta partiti, non si potrà tornare indietro».

La dottoressa Giannina Usai, Segretaria nazionale dell’ANCIM, invece è di tutt’altro avviso: «Credo che sia passato il periodo in cui ci potesse essere un bel fiume, un ruscello, un torrentello di denaro. È passato il tempo in cui possiamo sperare che qualche Ministro o Presidente del Consiglio si innamori dei nostri patrimoni. Ciò che stiamo facendo con l’ANCIM è, detto brutalmente, guardare nelle tasche di tutti, per andare a creare un “paniere finanziario diversificato”», rivolgendosi a realtà istituzionali, scientifiche, private ecc..

b-dscn0578Da dove bisogna cominciare? «Le condizioni per uno sviluppo economico e sociale di Procida non le stiamo creando adesso, ma esistevano già nel passato» sostiene la dottoressa Usai e tiene un breve excursus nella storia dell’isola a partire dall’antichità: «Già ai tempi dei Romani Procida era meta turistica. Sono state costruite ville bellissime e l’isola era molto apprezzata dai patrizi, perché ritenuto un posto di grande pregio e di grande attrattiva; nel Medioevo fu luogo di immigrazione a causa delle invasioni longobarde e delle scorrerie dei pirati saraceni». E poi i d’Avalos e le novità rinascimentali che ridanno splendore e prestigio all’isola, fino alla metà del Settecento quando Procida diventa dimora prediletta per le vacanze della corte Borbonica.

 Anche nel 20.mo secolo l’isola di Graziella ha fatto parlare di sé: «Nel 1957 a Procida fu costruito il primo acquedotto sottomarino d’Europa». Ma tutto ciò non costituisce una novità per la Segretaria dell’ANCIM, in quanto «Le isole italiane sono sempre state luoghi di eccellenza». E, in quanto tali, possono raggiungere obiettivi notevoli. b-dscn0517L’impegno dell’ANCIM negli ultimi anni ha prodotto risultati importanti a livello nazionale, ottenendo un contratto di sviluppo con il Ministero dei Beni Culturali, con il Ministero dell’Ambiente – da estendere anche al Ministero dello Sviluppo Economico – e con il Ministero Politiche Agroalimentari, un accordo con l’ENEA già in attuazione, con il CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Forestali), con il Dipartimento della Protezione Civile e con Italia Navigando.

Una delle ultime imprese è stata – nel maggio scorso in Sardegna – la sottoscrizione da parte dei Comuni appartenenti all’ANCIM del “Manifesto per lo sviluppo sostenibile delle isole minori”, in cui i firmatari si impegnano a «trovare e sperimentare soluzioni appropriate, tenendo conto delle caratteristiche fisiche e geomorfologiche che ogni isola esprime» e a «predisporre progetti strategici integrati tra i vari settori, in correlazione con il progetto strategico più generale di un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla valorizzazione di beni culturali, tradizioni e paesaggio».

firma-manifesto-sviluppo-sostenibileDa venerdì anche Procida rientra tra i sottoscrittori del Manifesto, grazie alla firma del Sindaco, della Sottosegretaria al Ministero dell’Ambiente l’Onorevole Silvia Velo, della Soprintendente alle Belle Arti e al Paesaggio di Napoli Dottoressa Adele Campanelli e i professori Massimiliano Marazzi e Augusto Guarino, rappresentanti rispettivamente delle Università napoletane “Suor Orsola Benincasa” e “Orientale”.

 «Procida è una punta avanzata nel discorso della cultura come volano economico. Negli anni, ho notato una grande attenzione nella vostra isola per la valorizzazione dei beni culturali e per tematiche ambientalistiche», ha aggiunto la dottoressa Usai, «È importante anche ripartire dal contributo di idee dei cittadini per creare un patrimonio comune, come già fatto in passato».Carmine Marinucci

Il Dottor Carmine Marinucci, amministratore delegato dell’ENEA (l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), ricorda innanzitutto il curriculum delle attività dell’Agenzia a livello nazionale e internazionale e poi annuncia: «Come prevede il protocollo d’intesa stipulato con l’ANCIM, e nel disegno complessivo che vede Procida come server per gli altri Comuni per quanto riguarda la Formazione, a novembre lanceremo il nostro laboratorio a Procida».

È il momento della dottoressa Laura Cherubini, vice presidente del Museo MADRE di Napoli, che è subito propositiva: «L’Italia è composta di Arte, Architettura e Paesaggio. Quale luogo più bello di Procida potrebbe far incontrare queste tre realtà. Le isole sono luoghi magici». E suggerisce un esempio che viene dal passato: «Mi piacerebbe ripartire da un tipo di passato che ha visto a Procida mostre straordinarie come “L’agave sullo scoglio” dedicata a Cesare Brandi, con opere di artisti internazionali».

Laura CherubiniGli strumenti ci sono, aggiunge la vice-presidente del MADRE: «È nata da poco un’Associazione alla quale ho aderito con entusiasmo: l’Associazione “Biancavvela”, dal nome di un’opera di Pino Pascali. Un’Associazione che, come tante altre, ha delle competenze che si devono mettere al servizio del progetto straordinario che sto ascoltando oggi», per poter puntare a un turismo “esperienziale”, cioè «un turismo che non deve sfruttare i luoghi, ma deve immergersi nei luoghi».

E si augura che il Museo MADRE si diventi presto un “compagno di viaggio” l’Assessore alla Cultura Nico Granito, che ringrazia «una carissima amica, Maria Gloria Conti Bicocchi, che ha reso possibile il contatto con Laura Cherubini». «Palazzo d’Avalos» esordisce l’Assessore, «è un monumento importantissimo con dei muri che parlano e dei silenzi assordanti e richiede una programmazione attenta, rispettosa del luogo. Gli interventi dovranno essere studiati in situ».Nico Granito

Ciò che è necessario, secondo Granito, è creare percorsi che si possano integrare con questi luoghi: uno sicuramente sulla memoria, sul lascito del vecchio carcere. «Tanti artisti o curatori di musei che hanno visitato Palazzo d’Avalos sono rimasti affascinati da ciò che vedono tra quelle mura, penso per esempio al mucchio di abiti e scarpe ancora impilati».

Ma ci tiene a sottolineare una cosa, sul futuro: «Abbiamo una responsabilità didattica, formativa. Palazzo d’Avalos diventerà una scuola permanente: una fabbrica di emozioni e bellezza, che possa sprigionare bellezza e non imprigionarla. Questo è possibile trovando i partner giusti, e penso che oggi si stanno ponendo tasselli importanti».

Serena AngioliGli ultimi due interventi della mattinata sono riservati alle istituzioni regionali e nazionali, con l’Assessore con delega ai Fondi Europei della Regione Campania Serena Angioli e l’ Onorevole Silvia Velo, Sottosegretaria del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare. «C’è bisogno di una vocazione europea e non regionale» debutta così l’Assessore Angioli, «Non basta affidarsi solo a competenze regionali, ma la Regione può farsi portatrice di una progettualità che deve superare i confini nazionali». Non si tratta solo di teoria, spiega, perché «La Campania è prima nelle opportunità investitorie del piano Juncker (il piano di investimenti per far ripartire la crescita economica nel Vecchio Continente, ndr)».

Il punto di partenza, secondo Angioli è l’individuazione del percorso da seguire, che può essere il valore storico dei luoghi. E allargare il discorso includendo le nuove tecnologie, così da creare un doppio binario: uno che guarda indietro e l’altro che guarda avanti. «Un perfetto equilibrio tra la valorizzazione del bene e la sua fruizione», pure perché, ribadisce l’Assessore Regionale, bisogna considerare Palazzo d’Avalos non solo nel contesto procidano, ma anche in quello regionale e nazionale.

Poi alcune indicazioni finali: una riguardo al recupero della struttura: «Non credo che bisogna prima risanare e poi gestire. Un investitore privato non interverrà tra 10 anni quando il bene sarà risanato. Un investitore in cultura, in turismo, in arte, dev’essere attivo fin dall’inizio, perché gli investitori guardano lontano». Un’altra a proposito del futuro di alcune zone del Palazzo, come il tenimento agricolo «Aprire dei canali con il Ministero del Lavoro e/o della Ricerca orientati sull’agroalimentare. Molti premi Nobel visitano la Campania nel disinteresse generale: chissà che un giorno non possano venire a Procida» e i locali interni «Promuovere un settore in crescita come i mestieri del mare e puntare a una politica investitoria sugli artisti e sull’autonomia degli artisti (in tutti i sensi): arti visive, espressive, comunicative che manca in Italia, e nello specifico in Campania. Stiamo analizzando le possibili soluzioni per sostenere gli artisti e renderli poi autonomi, soprattutto per quanto riguarda il loro inserimento nel mercato. Questi sono filoni a cui Procida, per le suggestioni che genera, non può non guardare».

Infine un invito al Sindaco e a chiunque fosse interessato, al convegno internazionale che si terrà il 28 ottobre a Caserta per discutere sul patrimonio pubblico e privato.

Di tutt’altro taglio, ma comunque inerente ai temi trattati, l’intervento della Sottosegretaria del Ministero dell’Ambiente Silvia Velo. Un contributo sul tema, altrettanto spinoso per la nostra isola, della tutela dei beni ambientali: «Procida riscuote molto interesse per il Ministero» e, nello specifico, «L’area marina protetta “Regno di Nettuno”, in ci sono ambienti diversi che coesistono, è una nostra priorità. Ci stiamo impegnando affinché si Silvia Veloapplichi nelle Aree Marine Protette la “Carta europea per il turismo sostenibile nelle Aree Protette”: uno strumento individuato dall’Unione Europea per sviluppare il turismo nelle aree naturali protette, a cui ci potremmo agganciare anche col il progetto di Procida e la riserva naturale di Vivara».

Un’altra priorità è l’autosufficienza energetica delle isole minori e sulla valorizzazione dei beni ambientali e culturali. «I beni ambientali e culturali spesso coesistono. I beni culturali sono tali perché sono anche beni ambientali e paesaggistici. Con il Ministero dei Beni Culturali stiamo sottoscrivendo un accordo sulla elaborazione di un piano strategico di sviluppo del turismo che preveda la tutela e la valorizzazione contemporanea di beni ambientali e culturali, come strumento per sviluppare un turismo sostenibile, mirato non solo all’ intensificazione delle presenze, ma alla loro “estensione”».

La sfida, dunque, è recuperare e riaffermare la leadership del nostro Paese, come Paese legato al turismo, puntando sulle nostre eccellenze. Coniugando la tutela e la conservazione con la valorizzazione. Riguardo a Palazzo d’Avalos, l’onorevole Velo è chiara: «Senza un’ idea di come si utilizza un bene, è impossibile recuperarlo e tutelarlo».

E in generale esorta i procidani a «rendere le peculiarità dell’isola un’opportunità». «Insieme al Comune di Procida e altri enti e istituzioni bisogna superare il commissariamento dell’Area Marina Protetta, perché queste aree devono vedere il protagonismo dei territori. Un protagonismo responsabile».

Dopo la breve pausa pranzo, i lavori riprendono con l’intervento del Dottor Andrea Durante, che delinea i punti cardine dell’ELDOR Corporation: «Per spiegare la nostra azienda (che ha sede a Como e si occupa di ricerca, sviluppo e produzione di sistemi elettrici di tecnologia avanzata, ndr) servono 3 parole: sogno, passione, tecnologia. Non si può vivere senza sogni e il sogno di ELDOR è di poter vivere in un mondo migliore, più bello e più pulito».

Andrea DuranteCome arrivare a questo sogno? «Attraverso la passione: partendo dall’ingegneristica legata agli apparecchi televisivi, negli anni 90 l’azienda ha cominciato a spostare la sua attenzione verso il settore automotive (progettazione, costruzione e commercializzazione dei veicoli a motore, ndr), diventando, dal 2002, leader mondiale nella produzione di meccanismi di accensione. Quindi la passione da la forza di accettare nuove sfide. Come sono riusciti i nostri componenti a raggiungere tutto il mondo? Attraverso la tecnologia».

Ma sogno, passione e tecnologia non bastano, precisa Durante, perché il mondo è in continua evoluzione e bisogna continuare a crescere, a essere competitivi. In che direzione sta andando il mondo? «Verso la tecnologia della mobilità sostenibile, verso il minor impatto ambientale».

E proprio in vista di questo obiettivo consisterebbe il contributo di ELDOR per Procida: laboratori e scuole di Alta Formazione. Avviare una ricerca su tecnologie avanzate nel settore della mobilità sostenibile: «Procida è un luogo di bellezza: riuscire a valorizzare il territorio con un progetto visionario come quello di cui si sta discutendo oggi, dove si può mettere insieme la tecnologia, la formazione (componente fondamentale per l’evoluzione dell’umanità), l’educazione, l’etica, la bellezza».

Uno dei motivi del successo di ELDOR sono i valori, puntualizza il Dottor Durante. «Nessuna società può durare a lungo senza un sistema forte di valori: né le nazioni, né le imprese. L’economia senza etica genera mostri».

 In rappresentanza dell’Autorità di Bacino interviene l’architetto Raffaella Nappi: «il nostro ente ha 8 distretti a livello nazionale e quello meridionale è Raffaella Nappiil più grande. Negli ultimi 5 anni abbiamo fatto dei progressi, anche grazie a un lavoro di interrelazione con altre realtà sul territorio». Per quanto riguarda Procida, l’architetto Nappi è chiara: «Purtroppo molti dei beni culturali a Procida si trovano su terreni a rischio frane. C’è bisogno quindi di una certa cautela negli interventi».

Nel quinquennio 2016-2021 (nelle misure da attuare per la difesa e tutela dei territori), però, la nostra isola «potrebbe rappresentare un’area pilota nella sperimentazione di metodologie e opportunità che guardano alla realizzazione di progetti innovativi e soprattutto sostenibili», perciò «Il nostro contributo come Autorità di Bacino è di fornire e proporre Procida come area di laboratori e osservatori del Bacino del Mediterraneo».

Valorizzazione e conservazione, le due parole chiave del Convegno, sono anche alcuni punti fermi del lavoro di ENEA sulla mobilità sostenibile, come specifica il dottor Antonino Genovese, esperto ENEA sulla mobilità sostenibile. “Valorizzare” nel senso di ottimizzare i percorsi e i mezzi aAntonino Genovese disposizione per  soddisfare le necessità delle persone di spostarsi sul territorio e “conservare” nel senso di «Tutelare il patrimonio che vogliamo rendere fruibile, quindi adottare delle tecnologie di mobilità che non vadano a impattare sul principio della conservazione».

Quali sono queste tecnologie? I mezzi elettrici. I turisti apprezzerebbero di più andare in giro con una bici o un motorino elettrico, piuttosto che con un mezzo a motore. In funzione di quelle che sono le esigenze della mobilità», suggerisce Genovese «possiamo realizzare delle strutture di ricarica per mezzi elettrici adatte al territorio, come già fatto a Roma, ad esempio. Inoltre, anche le aziende di trasporto pubblico possono adottare mezzi elettrici». E nel caso l’adozione dei mezzi elettrici non dovesse attecchire o avesse dei problemi? «Si potrebbe ricorrere all’uso dell’ idrogeno».

Si passa a parlare nello specifico al tenimento agricolo di Palazzo d’Avalos, nei pressi della Spianata. Prende la parola il Consigliere Comunale con Giovanni Scotto di Carlodelega all’Agricoltura Giovanni Scotto di Carlo. «Prendendo spunto dall’intervento del professor Izzo» esordisce Scotto di Carlo, «mi sento di dire che noi abbiamo la necessità, prima ancora di fare innamorare un Ministro del bene, di farne innamorare i procidani. Quindi è necessario individuare “percorsi” nei quali i procidani possano, “sporcandosi le mani” (nel senso buono del termine), fare cose concrete all’interno di Palazzo d’Avalos. Solo così possiamo maturare una consapevolezza tale da considerarlo un bene comune».

È importante colmare alcune lacune il prima possibile: «È urgente far partire questo percorso di consapevolezza nella popolazione, ed è ugualmente urgente recuperare le agricolture tradizionali valorizzando le tecniche di agricoltura biologica». Una delle destinazioni possibili dei 18.000 mq di terreno “spianato”, spiega il Consigliere con delega all’Agricoltura, è «un programma, “Campania Bio-Sociale”, condiviso con i Comuni di Bacoli e Monte di Procida, destinato al recupero degli orti comunali da adibire all’agricoltura sociale. La finalità è la produzione e conservazione di prodotti legati al territorio, da immettere poi sul mercato».

A corroborare le idee di Giovanni Scotto di Carlo ci pensa Salvatore Basile dell’A.I.A.B. (Associazione Italiana Agricoltura Biologica, ndr) e Presidente Rete Internazionale Bio-Distretti. «Attraverso il tenimento agricolo si potrebbe realizzare un progetto dal basso che coinvolga la popolazione, per la creazione di un bio-distretto flegreo o dell’arcipelago partenopeo» sostiene Basile.

E c’è di più: «Procida, grazie alla sua grande importanza per l’agricoltura e per le tecniche agricole a livello mondiale (a Vivara, per esempio, sono Salvatore Basilenate alcune tecniche di agricoltura biologica), può candidarsi a portare avanti questo progetto pilota, perché nelle isole ci sono condizioni eccezionali sia per la sopravvivenza, che per la valorizzazione della bio-diversità e il mantenimento dell’equilibrio degli agro-sistemi e ecosistemi».

Ma cos’è e a cosa serve un bio-distretto? «Con il bio-distretto non si crea nulla, ma si fa rete. Si mettono insieme produttori agricoli, imprenditori del settore, consumatori e amministrazioni. L’amministrazione deve comunque continuare a svolgere i suoi compiti, come per esempio gestire il bene pubblico utilizzando prodotti naturali, ponendo sempre più attenzione alla sostenibilità e sensibilizzare la cittadinanza sui temi legati all’agricoltura biologica e all’alimentazione: anche mangiare è educazione. Nel bio-distretto, inoltre, si fa agricoltura sociale, si coinvolgono soggetti svantaggiati o con difficoltà di inserimento. E qui a Procida ci sono Associazioni come “21 Salva Tutti” che fungono da apripista».

Per l’architetto Adele Campanelli, Direttore della Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio di Napoli, è arrivato il momento di  «avviare progetti diversi in cui tutte le componenti devono essere in sinergia. Attivare un patrimonio multidisciplinare finalizzato a un solo obiettivo: mettere a disposizione questo patrimonio sostenibile per i nostri giovani. Dobbiamo consegnare al futuro un’isola con la sua specificità, che possa ospitare diverse componenti. Abbiamo la possibilità di creare qualcosa di unico».

Adele CampanelliSi tratta, secondo l’architetto Campanelli di pensare a progetti che siano specifici di questo luogo, perché ciò che insegna l’utilizzo che si è fatto dei Fondi Europei nel tempo, «è che non vanno sottoposti a restauro case, chiese e edifici vuoti, altrimenti non abbiamo offerto un buon servizio alla comunità, alla quale dobbiamo lasciare contenuti e contenitori. Quindi lo sforzo che la Soprintendenza sta facendo è quello di dare un contenuto a questo contenitore meraviglioso, che sono i Campi Flegrei, di cui Procida è parte integrante dal punto di vista archeologico, biologico, naturalistico».

Immagina Procida come meta di “viaggiatori” e non di “turisti”, perché «il turismo ha un’accezione consumistica e superficiale, mentre il “viaggiatore” mi fa immaginare un altro tempo, un altro modo di fruire i panorami, le luci, i colori di un’isola che si può percorrere da una parte all’altra a piedi, dove non si fa shopping se non quando necessario». E conclude con una promessa: «Io sono pronta ad ascoltare il territorio, spero che il territorio sia pronto a rispondere».

È il momento delle Università: comincia la Suor Orsola Benincasa con un intervento da “manuale del perfetto oratore” del professor MassimilianoMassimiliano Marazzi Marazzi. A Procida per lavoro dal 1975, Marazzi dirige gli scavi archeologici a Vivara. Nel suo breve discorso si sofferma su tre aspetti: 1) la ricerca, 2) il fare e, 3) la formazione.

Riguardo il primo punto, «forse non tutti sanno che Procida è stata scelta come luogo privilegiato di sperimentazione di tutta una serie di tecnologie avanzate che si occupano della ripresa, lo studio, il monitoraggio sia della superficie immediatamente emersa che di quella immediatamente sommersa del mare. Quindi la ricerca è viva».

In secondo luogo, parla dell’Area Espositiva TERRA, all’interno del Palazzo della Cultura, in cui «si racconta anche attraverso una sequenza di dispositivi multimediali le ricerche geologiche/archeologiche sulla Procida più antica» e propone di farne un Museo Comunale. A proposito della formazione, «È partita quest’anno la prima scuola di formazione nelle tecnologie avanzate applicate ai beni archeologici. Abbiamo ospitato 25 persone e l’anno prossimo vorremmo portarne 52 – 20-30 dei quali provenienti da altri paesi della Comunità Europea – allargandoci anche al settore archeologia subacquea. Magari a settembre», sottolinea, «altrimenti ad agosto c’è il rischio di essere decapitati dai motoscafi e gli yacht in transito. Vorrei che questa Scuola di Formazione estiva a Procida diventasse qualcosa di stabile, così da aumentare esponenzialmente il numero dei partecipanti e – perché no? – diventare anche una Winter School».

Porte aperte naturalmente anche ai procidani: «Grazie agli spazi messi a disposizione dall’Amministrazione e dalla Soprintendenza, abbiamo dato la possibilità di lavorare a giovani restauratrici e restauratori procidani sui materiali ritrovati a Vivara, quindi esistono le condizioni per coinvolgere la popolazione». A questo punto la palla passa a Procida, ai procidani e a chi li amministra, perché, come conclude Marazzi: «Noi mettiamo a disposizione tutto questo: ci chiamerete? Reagirete? Noi lo speriamo. Mi piacerebbe vedere un “contesto” procidano consolidato, almeno per quanto riguarda l’Archeologia, per fare di Procida anche un polo di formazione nel settore dei beni culturali archeologici»

L’ultimo intervento è del professor Augusto Guarino dell’Università “L’Orientale”, che debutta con una domanda «Quale può essere il ruolo dell’Università?». La risposta sta già nel nome, «Un’ Università può mettere a disposizione i propri saperi non solo a livello locale». Infatti, da più di Augusto Guarino10 anni si tengono – al secondo piano del Palazzo della Cultura – Summer Schools e Convegni internazionali in collaborazione con Atenei italiani e internazionali (come l’Università di San Diego, in California).

«Nello specifico, un’Università tutta umanistica come l’Orientale può indagare la vocazione storica di Procida. Se quest’isola già nel 15.mo/16.mo secolo aveva 10.000 abitanti, è perché è un luogo di intensa produzione, di cultura materiale e scientifica», sostiene il professor Guarino.

Riguardo al discorso legato al recupero di Palazzo d’Avalos, si dice soddisfatto che non si tratti di un progetto «calato dall’alto, ma di un piano di cui si fa carico la rappresentanza politica della cittadinanza, cioè il Comune. Quest’Amministrazione ha pensato di riservare una delega all’agricoltura. Non è banale ricordare che le colture sono cultura e che la cultura è coltura. Se non si coltiva l’aspetto culturale, diventa un aspetto astratto».Pubblico

E conclude: «Non si tratta solo di riflettere su cosa noi possiamo dare a Procida, ma anche, al contrario, cosa Procida può dare a noi. In questo progetto importante che si sta conducendo in maniera virtuosa, noi faremo tutto lo sforzo possibile per essere presenti, non solo per dare qualcosa a quest’isola, ma perché siamo sicuri che quest’isola ci darà molto in cambio».

 

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Convegno “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza” – Seconda Parte

Seconda parte del resoconto riguardante il Convegno L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza” che si è svolto venerdì scorso nella chiesa di Santa Margherita Nuova. Nella prima parte gli interventi del Sindaco Dino Ambrosino, dell’Assessore con delega a Terra Murata Antonio Carannante, del Dottor Vittorio Violante dell’ENEA e dell’Architetto Rosalba Iodice.

Il microfono passa a Francesco Izzo, Professore Ordinario di Strategia d’Impresa alla Seconda Università di Napoli, il quale propone un approccio socio-economico al dibattito. E va subito al nocciolo della questione: «Il recupero e la valorizzazione di Terra Murata è una missione quasi impossibile se non si parte dal senso di comunità, se non si ritorna a pensare a Terra Murata come parte integrante dell’isola» esordisce Izzo, che riguardo alla pianificazione del futuro riconosce due categorie: il fare senza progettare e  il progettare senza fare («la categoria dominante»). «La grande sfida sarà dimostrare che si può fare progettando».

 b-dscn0574Gli esempi non mancano, come l’isola scozzese in cui gli abitanti hanno acquistato il castello e lo gestiscono tutti insieme, come comunità: «È come se i procidani acquistassero Palazzo d’Avalos e lo amministrassero» Dove sta l’inghippo? «Procida è l’isola più densamente popolata del Mediterraneo con 2.600 abitanti per chilometro quadrato e non ha vocazione turistica, non l’ha mai avuta. È un’isola di mare, di gente che ha navigato e che continua a navigare. E questo da un lato ha contribuito a preservare una certa autenticità», ma dall’altro potrà costituire un ostacolo allo sviluppo turistico.

Dal punto di vista economico, i grandi costi legati al recupero di una struttura come l’ex-Carcere, non devono considerarsi un problema, secondo il professore, dato che in alcuni luoghi italiani si è scelta una strategia particolare: se non ci sono soldi per il recupero o la valorizzazione di un bene, si punta a far innamorare un Ministro o un Presidente del Consiglio e così, come per magia si ottengono i finanziamenti.

Ma riguardo l’attività turistica, che comunque resta il filone economico su cui Procida deve puntare, quale dev’essere la tipologia di turismo su cui puntare? Izzo non ha dubbi: il turismo ideale per Procida è il turismo culturale evoluto, «quello della coda lunga», senza segmenti dominanti, «destinato a diverse nicchie di mercato che possano convivere» e che sappiano risaltare un senso culturale evoluto in una realtà autentica.

Puntare dunque su un’economia della conoscenza e del vivere bene, un’economia della creatività, un’imprenditoria leggera, incentrata sul digitale; e tornare a abitare gli spazi in maniera autentica, rispettando la natura, magari attraverso esperimenti come l’albergo diffuso. Un progetto ambizioso, sottolinea Izzo, che non deve lasciare niente al caso. «Senza piano strategico nessuna nave raggiunge il porto e senza il coinvolgimento della comunità locale sarà inutile andare a cercare finanziamenti altrove. Soltanto attraverso la conoscenza si può essere poi custodi della bellezza». Anche perché, conclude, «Una volta partiti, non si potrà tornare indietro».

La dottoressa Giannina Usai, Segretaria nazionale dell’ANCIM, invece è di tutt’altro avviso: «Credo che sia passato il periodo in cui ci potesse essere un bel fiume, un ruscello, un torrentello di denaro. È passato il tempo in cui possiamo sperare che qualche Ministro o Presidente del Consiglio si innamori dei nostri patrimoni. Ciò che stiamo facendo con l’ANCIM è, detto brutalmente, guardare nelle tasche di tutti, per andare a creare un “paniere finanziario diversificato”», rivolgendosi a realtà istituzionali, scientifiche, private ecc..

b-dscn0578Da dove bisogna cominciare? «Le condizioni per uno sviluppo economico e sociale di Procida non le stiamo creando adesso, ma esistevano già nel passato» sostiene la dottoressa Usai e tiene un breve excursus nella storia dell’isola a partire dall’antichità: «Già ai tempi dei Romani Procida era meta turistica. Sono state costruite ville bellissime e l’isola era molto apprezzata dai patrizi, perché ritenuto un posto di grande pregio e di grande attrattiva; nel Medioevo fu luogo di immigrazione a causa delle invasioni longobarde e delle scorrerie dei pirati saraceni». E poi i d’Avalos e le novità rinascimentali che ridanno splendore e prestigio all’isola, fino alla metà del Settecento quando Procida diventa dimora prediletta per le vacanze della corte Borbonica.

 Anche nel 20.mo secolo l’isola di Graziella ha fatto parlare di sé: «Nel 1957 a Procida fu costruito il primo acquedotto sottomarino d’Europa». Ma tutto ciò non costituisce una novità per la Segretaria dell’ANCIM, in quanto «Le isole italiane sono sempre state luoghi di eccellenza». E, in quanto tali, possono raggiungere obiettivi notevoli. L’impegno dell’ANCIM negli ultimi anni ha prodotto risultati importanti a livello nazionale, ottenendo un contratto di sviluppo con il Ministero dei Beni Culturali, con il Ministero dell’Ambiente – da estendere anche al Ministero dello Sviluppo Economico – e con il Ministero Politiche Agroalimentari, un accordo con l’ENEA già in attuazione, con il CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Forestali), con il Dipartimento della Protezione Civile e con Italia Navigando.

Una delle ultime imprese è stata – nel maggio scorso in Sardegna – la sottoscrizione da parte dei Comuni appartenenti all’ANCIM del “Manifesto per lo sviluppo sostenibile delle isole minori”, in cui i firmatari si impegnano a «trovare e sperimentare soluzioni appropriate, tenendo conto delle caratteristiche fisiche e geomorfologiche che ogni isola esprime» e a «predisporre progetti strategici integrati tra i vari settori, in correlazione con il progetto strategico più generale di un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla valorizzazione di beni culturali, tradizioni e paesaggio».

Da venerdì anche Procida rientra tra i sottoscrittori del Manifesto, grazie alla firma del Sindaco, della Sottosegretaria al Ministero dell’Ambiente l’Onorevole Silvia Velo, della Soprintendente alle Belle Arti e al Paesaggio di Napoli Dottoressa Adele Campanelli e i professori Massimiliano Marazzi e Augusto Guarino, rappresentanti rispettivamente delle Università napoletane “Suor Orsola Benincasa” e “Orientale”.

 «Procida è una punta avanzata nel discorso della cultura come volano economico. Negli anni, ho notato una grande attenzione nella vostra isola per la valorizzazione dei beni culturali e per tematiche ambientalistiche», ha aggiunto la dottoressa Usai, «È importante anche ripartire dal contributo di idee dei cittadini per creare un patrimonio comune, come già fatto in passato».

2 – continua

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