Interviste

Intervista al Sindaco: la questione dissesto economico e il futuro di Terra Murata

Sindaco, girano voci allarmistiche circa la situazione economica del nostro Comune e sull’intransigenza della Corte dei Conti. Vuole dirci un po’ la situazione reale su questo aspetto che da un po’ ci tiene col fiato sospeso?

Purtroppo sono costretto a ripetere quanto già ho detto nel passato. Ma ho il dovere di dirlo perché nell’ultimo incontro con la Corte dei Conti la tensione è cresciuta relativamente al piano di riequilibrio presentato per gli anni 2013-2014-2015. È cresciuta perché quel piano, da noi all’epoca bocciato quando eravamo in Minoranza, oggi ricade sulla nostra Amministrazione e la Corte dei Conti chiede a noi il rendiconto del mancato incasso di quei 7 milioni di euro di disavanzo allora dichiarati.

La Corte dei Conti non riconosce che quel piano e il mancato riequilibro è dovuto essenzialmente ai precedenti Amministratori?

Si lo riconosce, ma per la Corte dei Conti è il Comune a dover sempre dare le risposte alle sue richieste, indipendentemente da chi amministra. Per la Corte dei Conti c’è continuità amministrativa, per cui se un Amministratore crea un grosso debito e non viene riconfermato dai cittadini, è la nuova Amministrazione che dovrà accollarsi quel debito e pagarlo, pena la dichiarazione del dissesto.

Forse in questo senso lei dice che la tensione è cresciuta tra l’Amministrazione e la Corte dei Conti?

Sì esattamente. La Corte dei Conti è come se dicesse: “l’Amministrazione precedente ha presentato un piano di riequilibro nel 2013, ma, poiché questo piano non è stato attuato, ora chiediamo a voi di riparare questa mancata attuazione del riequilibro e se non riuscirete a farlo, il Prefetto può imporvi il dissesto”.

Conti alla mano, che cosa vi contesta la Corte dei Conti?

Ironia della sorte ci contesta che il piano di ammortamento proposto dalla Giunta Capezzuto e per il quale noi votammo contro, non ha generato il risanamento. Tale mancanza viene addebitata a noi, nonostante abbiamo fatto presente che, insediandoci il 2 giugno 2015, non abbiamo solo trovato i 7 milioni di euro ma addirittura altri 17 milioni di massa passiva, per i quali abbiamo presentato il piano di riequilibro in 30 anni. In un solo anno e mezzo siamo riusciti a recuperare 2 milioni e 300.000 Euro tagliando spese e riducendo servizi.

Ma in che modo l’Amministrazione precedente prevedeva di coprire quei sette milioni?

Con le vendite del patrimonio: porto, case, giardini. Sperava di coprire almeno 6 milioni di Euro e poi il resto con altre soluzioni. In realtà quando hanno lasciato la guida del paese non avevano riequilibrato niente, anzi. I debiti si erano aggravati di altri 17 milioni di Euro. Come sappiamo tutti le vendite non sono espedienti sicuri. Spesso le aste vanno deserte per cui non riuscirono a coprire il disavanzo e anche noi, subentrati a giugno, abbiamo fino ad oggi recuperato solo le briciole. Pertanto rischiamo il dissesto pur non essendone responsabili.

Questo naturalmente mette in allarme la popolazione.

Siamo tutti in allarme, anche perché ci dispiace molto che questa tegola cada in un momento in cui si cominciano a vedere i primi frutti di una politica di grande rigore, che ci permette oggi di mantenere gli impegni fondamentali come il pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali.

Non c’è verso di uscire da questo pericolo?

Unica speranza ci viene offerta dalla legge che prevede di presentare un nuovo piano di riequilibrio entro il 31 maggio. In tal caso noi potremmo spalmare questi 7 milioni di euro in 30 anni insieme ai 17 milioni che abbiamo trovato e di cui non siamo responsabili.

Tra quando si saprà il responso della Corte dei Conti?

Fra una ventina di giorni. Speriamo di poter avere questa chance del 31 maggio.

In questa drammatica situazione l’isola non ha possibilità alcuna di provvedere alla risoluzione di problemi urgenti?

Per i problemi strutturali dell’isola, per i progetti culturali, bisogna candidarsi ai fondi regionali ed europei che sono finalizzati esclusivamente a progetti ben definiti e non possono confluire nel risanamento.

Tra i problemi più urgenti c’è sicuramente quello del pericolo di crolli sulla collina di Terra Murata che sostiene Palazzo d’Avalos, l’Abbazia  di San Michele e tutto il nucleo abitativo, compreso l’ex Conservatorio delle Orfane.

Sì, è ormai risaputo che le continue erosioni marine stanno mettendo in pericolo l’intera collina di Terra Murata dove è concentrato un patrimonio storico e architettonico di inestimabile valore. Per cui abbiamo pensato che era importante agire chiedendo finanziamenti urgenti, in quanto il lavoro da effettuare è di grossa portata. Si tratta infatti di un intervento ingegneristico che richiede una progettazione adeguata di alto livello professionale con una oculata e necessaria consulenza geologica.

Da quanto lei ci ha detto prima il Comune di Procida non dispone questi fondi per tale progettazione.

Sì al momento è così, per cui abbiamo dovuto “aggirare l’ostacolo” ricorrendo al Fondo di Rotazione Regionale, messo a disposizione dei Comuni e degli Enti per pagare i progetti.

Ci può spiegare un po’ meglio la funzione di questo Fondo di Rotazione?

La Regione prima di assegnare fondi per un progetto di salvaguardia del territorio vuole che nei dettagli tale progetto espliciti le fasi di lavorazione e di ultimazione con i relativi pareri scientifici e tecnici. Un progetto dunque esecutivo a tutti gli effetti e non solo enunciato. Questi piani richiedono somme ingenti che spesso mancano ai Comuni. Perciò è la Regione, attingendo al suddetto Fondo di Rotazione, a finanziare il progetto. Dopo il primo “via libera” esecutivo, il Comune candida il proprio progetto al finanziamento dei lavori e delle relative spese per la progettazione. Ottenuto l’accredito, la Regione recupererà la parte del Fondo di Rotazione attribuita al Comune e la metterà a disposizione di altri Comuni. Da qui il nome “Fondo di Rotazione”.

Ma i finanziamenti non vengono dalla Regione?

No, per questi obiettivi di grossa portata e di salvaguardia ambientale sono previsti finanziamenti europei per attribuire i quali si prendono in considerazione solo i progetti realmente esecutivi.

Voi avere candidato quindi il progetto della salvaguardia della Collina di Terra Murata al Fondo di Rotazione?

Sono state presentate 1900 richieste. La Regione ha steso una graduatoria relativa all’urgenza delle richieste. La nostra si è collocata al 380.mo posto. Fino ad oggi ne hanno finanziate 210, speriamo che nel prossimo finanziamento potremo rientrare anche noi.

L’Assessore alla Regione sostiene il nostro progetto?

È stato sull’isola, si è reso contro dell’urgenza e ci ha assicurato che accederemo a questo Fondo di Rotazione. Bisognerà rinforzare tutta la collina da Palazzo d’Avalos all’Abbazia con una grande piattaforma marina sulla quale poi saranno collocate le infrastrutture di rinforzo. E la piattaforma, una volta completata l’opera, costituirà anche una passeggiata pedonale.

Nell’opinione pubblica si dice spesso che l’Abbazia è Comunale e che il Comune ha il dovere di provvedere al suo recupero.

La Chiesa non è di proprietà del Comune, appartiene alla Agenzia del Demanio. E quando si parla di Agenzia del Demanio non bisogna confonderla con il Demanio naturale costituito da pezzi di territorio, coste e porti, alcuni gestiti dal Comune e altri dalla Regione. Noi per esempio gestiamo le spiagge, mentre i porti sono gestiti dalla Regione.

Qual’è allora la differenza fra il Demanio naturale e l’Agenzia del Demanio a cui appartiene la chiesa di San Michele?

L’Agenzia del Demanio è un’agenzia statale autonoma, entrata in funzione dopo il 1999 e si occupa del Demanio accidentale. È lei che dovrebbe provvedere all’Abbazia.

Quindi non spetta a voi provvedere al restauro dell’Abbazia?

Non spetta a noi, ma poiché essa è parte viva della nostra tradizione, noi ci siamo fatti carico di richiedere tramite l’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) un fondo  per restaurare la chiesa e per creare una piscina comunale.

E per il restauro del Palazzo D’Avalos?

Anche per il Palazzo d’Avalos, che è diventato di proprietà comunale sotto condizione, abbiamo fatto richiesta al Fondo di Rotazione Regionale, ma poiché esso non è stato ritenuto un progetto urgente si è classificato al 1800mo posto. Pertanto dobbiamo provvedere autonomamente se vogliamo far avanzare il progetto approvato dal Ministero e preparato dall’architetto Rosalba Iodice.

Ci sono novità a riguardo?

Dal punto di vista di finanziamenti pubblici o privati non ci sono ancora novità. L’unica notizia importante – che presto diventerà pubblica – è il piano particolareggiato che l’architetto Iodice sta preparando, ossia un piano urbanistico che definirà nei dettagli la destinazione d’uso di tutto il complesso carcerario, punto per punto, in corrispondenza del piano generale di valorizzazione. In tal modo si potrà effettuare una lottizzazione negli investimenti e questo speriamo ne possa portare alcuni finalizzati non all’intero complesso ma solo ad una parte di esso. Le visite guidate che ormai sono cominciate, come pure le convenzioni con i Tour Operator avranno anche la funzione non secondaria di tenere sempre accesi i riflettori su questo monumento di notevole importanza storica e architettonica.

Tornando per un attimo al problema economico e alla possibilità dei dissesto. Se malauguratamente ci fosse imposto, come dovremmo reagire?

Se ci verrà tolta la possibilità di governare e ci verrà imposto il dissesto, certamente faremo ricorso e tenteremo di far capire le nostre ragioni e il fatto che non siamo responsabili di questo peso che grava sulle spalle dei procidani. La popolazione ha il dovere di sapere tutto questo, anche se comprendo che essa, poiché per decenni non è mai stata resa cosciente di come si amministrava il bene pubblico, esprime spesso distacco e scetticismo anche sulle informazioni che noi cerchiamo di dare. Senza una vera cultura della trasparenza Procida non potrà andare lontano. Bisogna crearla questa cultura della trasparenza. Il cittadino deve sapere come viene speso anche il minimo spicciolo, perché noi amministriamo i soldi dei cittadini, non i nostri. Deve sempre poter accedere a tutti gli atti prodotti dall’Amministratore suo rappresentante. E poi dobbiamo combattere ogni tipo di illegalità e di clientelismo. Perché l’illegalità e il clientelismo sono l’anticamera della corruzione. È nostro dovere quindi impegnarci per la trasparenza la legalità.

E con questo auspicio e con questi sentimenti che rivolgo anche un augurio per le imminenti feste pasquali a tutte le famiglie, ai giovani, alle associazioni della nostra isola.

 

A cura di Vivere Procida

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“La donna è crescita e civiltà”. Intervista alla Consigliera Delegata alle pari opportunità Sara Esposito

Grande mobilitazione delle donne nel mese di Marzo a Procida. Una novità nel panorama delle iniziative culturali. Rivolgiamo pertanto alla Consigliera delegata per le “Pari Opportunità” Sara Esposito qualche domanda, per sapere cosa bolle in pentola e quali gli obiettivi di questa nuova esperienza.

Vivere Procida: Sappiamo che la donna è da sempre stata protagonista silenziosa nella vita procidana; tenace e sicura ha affrontato con coraggio le tempeste della storia, ha tenuto insieme la famiglia nei momenti più drammatici, ha curato ferite, ha sofferto lontananze ed ha sperato sempre  nella rinascita dell’isola. Molte donne sono oggi protagoniste nelle  associazioni culturali presenti nelle varie comunità; le abbiamo viste schierarsi apertamente nelle manifestazioni nate per difendere la struttura ospedaliera e Procida. Da dove nasce questa proposta di dedicare un mese alle donne? 

Sara Esposito: L’idea di creare con le donne un calendario di eventi nel mese di Marzo ed offrirlo all’intera comunità e soprattutto alle figure femminili, è stata sempre presente nell’intera Amministrazione Comunale. Il manifesto politico de “la Procida che vorrei” è stato frutto di un’intensa collaborazione con le donne procidane. Finalmente oggi prende forma e trova la giusta realizzazione. Un calendario immaginato, pianificato e realizzato con il prezioso contributo del comitato spontaneo “Marzo Donna” promosso dalle Signore Cecilia Costagliola e Rachele Lubrano che già hanno dato un grande impulso alle manifestazioni per l’Ospedale.

V. P.:Sappiamo che nel passato  il movimento creato dalle donne in tante città del mondo, settorializzandosi, non sempre ha prodotto amalgama e interazione nella comunità, con la conseguenza di produrre effetti non positivi ai fini di una crescita del bene relazionale e dell’armonia sociale.

S.E.: Non credo che Procida corra questo rischio, anche perché la donna, qui da noi, ha sempre rivestito un ruolo principale nella vita della comunità locale. Quindi non c’è rivendicazione di diritti ma soltanto un affermare che ogni società equilibrata e armoniosa non può non tenere conto del contributo della donna, della sua sensibilità, del suo impegno generoso rivolto sempre al bene comune. Le iniziative distribuite in tutto il mese di marzo 2017 nascono proprio dal desiderio di sottolineare e promuovere sempre meglio il ruolo della figura femminile nella comunità isolana. Gli eventi spaziano per argomenti ed aree di interesse, e cercheranno di stimolare la società isolana sull’ argomento, e promuoveranno messaggi di condivisione e partecipazione… fondamentali in una “società sana”.

V.P.: Quale iniziativa fra le tante che si attueranno in questo mese, ti piace evidenziare?

S. E.: Nel ambito delle iniziative si è cercato di dare spazio ed importanza alle giornate dedicate alla prevenzione e al  “vivere sano”. A tal proposito si è creata una importante sinergia tra l’Amministrazione Comunale e la Direzione Sanitaria Distrettuale di Ischia e Procida, nella persona della Dottoressa Carmela Aiardo Esposito per il convegno che si terrà il 14 marzo presso la Sala Consiliare. LA PREVENZIONE È VITA! Si affronterà, tra l’altro, il tema della prevenzione per il carcinoma alla mammella. 

V.P.: Nel ritrovarvi insieme per definire il calendario delle iniziative quale metodo avete attuato?

S. E.: È stato importante e fondamentale l’ascolto reciproco e la condivisone di idee e di esperienze prima di mettere “nero su bianco”. Mi è sembrato un momento di grande ricchezza umana e sociale in quanto  le idee di molte donne della nostra isola hanno evidenziato la grande ricchezza di contenuti e di sapienza nata dall’esperienza… Sento, pertanto, di poter affermare che questa I ͣ  edizione di “Marzo Donna” nasce proprio da una  profonda comunione di contributi offerti dalle donne presenti ai lavori di preparazione. Un grazie sincero a chi ha lavorato spontaneamente, con passione ed interesse all’intero progetto. 

V.P.: Non finirà con marzo, quindi, questo impegno delle donne a Procida?

S.E.: Sarebbe una forte contraddizione con quanto affermato prima, se tutto si fermasse a marzo 2017. L’impegno delle donne  c’è stato nel passato, c’è oggi e ci sarà nel futuro. La presenza di un buon numero di donne nell’attuale Amministrazione ne è il segno più evidente. Oggi poi, con la delega per le “Pari Opportunità”  mi sento impegnata ancor di più  a promuovere la presenza delle donne in ogni ambito sociale e politico e sono grata al Sindaco Raimondo Ambrosino che ha voluto affidarmi questa ulteriore incarico.

A cura di Vivere Procida

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L’Assessore Carannante: «Il 2016 è stato un anno impegnativo e di ricostruzione, nel 2017 inizieremo a lanciare le prime basi per il futuro. La nostra forza? Una grande stima e l’eterogeneità di esperienze»

Pubblichiamo l’intervista con l’Assessore Antonio Carannante realizzata a fine dicembre con il bilancio delle attività del suo assessorato nell’anno appena passato.

Il 2016 volge al termine: se dovessi riassumere questa annata in poche parole come la definiresti?

Il 2016 è stato un anno di assestamento. Possiamo ritenerci soddisfatti. Infatti, dopo i primi mesi della consiliatura, durante quest’anno ci siamo meglio addentrati nella macchina amministrativa e posto le prime basi per il futuro. C’è tantissima strada da fare, ma se guardo indietro mi rendo conto del difficile e duro lavoro di ricostruzione che abbiamo avviato, spesso correndo il rischio di apparire lontani dalla nostra stessa base, e di questo siamo molto rammaricati. Ce ne siamo resi conto proprio in questi mesi, ma c’era tanto tanto da fare e siamo stati costretti a lavorare a testa bassa. E poi, posso dirlo, quest’anno la nostra compagine si è amalgamata ancora di più. La nostra forza è la grande stima reciproca, e l’eterogeneità di esperienze di cui siamo portatori.

Entrando nello specifico, facciamo un piccolo resoconto del lavoro compiuto riguardo le tue deleghe, partendo dal Contenzioso.

Sono più che soddisfatto. Tramite l’istituzione di una short list di avvocati e razionalizzazione delle spese siamo passati da una spesa dei servizi legali di circa 200.000,00 Euro annui a circa 60.000,00 Euro, ma con un effetto ancor più virtuoso: questa spesa è in gran parte definitiva sin dal conferimento dell’incarico al professionista, per cui le prossime annualità non ci saranno grandi aggravi di costi, come invece sta oggi avvenendo per gli incarichi dati in passato, per i quali non siamo ancora in grado di calcolare il preciso ammontare.

A che punto siamo invece con Vivara? Torneremo mai a vedere quel cancello aperto?lavori ponte vivara

Preciso subito una cosa: i cittadini devono sapere che come amministrazione, tra i tanti muri di gomma della burocrazia, abbiamo approntato tutto quanto necessario per aprirlo al pubblico. Innanzitutto, in seguito ai lavori di salvaguardia degli immobili esistenti, abbiamo predisposto il nulla osta all’apertura al pubblico; abbiamo poi predisposto, sempre per motivi di sicurezza e a tempo di record, l’installazione di un parapetto lungo il ponte, e poi un’intesa con la Fondazione per gestirne le visite. Tutto è pronto. Adesso resta solo la complessa battaglia legale in atto sulla proprietà di gran parte dei beni della Fondazione, tra cui appunto Vivara. Su questo aspetto mi limito ad osservare che, come Comune di Procida, vogliamo solo far fruire al pubblico un bene cosi prezioso del territorio procidano come la Riserva Naturale di Vivara. Per questo stiamo interloquendo con tutte le parti. I primi riscontri sono positivi. Siamo sicuri della collaborazione di tutti in nome di Vivara. Confidiamo nel buon senso di tutti le parti in causa e nel loro spirito di appartenenza a questo piccolo angolo di paradiso: aprirlo al pubblico è un’assoluta opera meritoria, che rimarrà nella memoria della nostra comunità, e non solo.

Passiamo alla delega più “pesante”: Palazzo d’Avalos, l’ex carcere.

Anche su questa delega sembrerebbe tutto fermo. Ma non è affatto così. Si tratta di tematiche molto complesse, che presuppongono una profonda conoscenza tecnica, e che pertanto necessitano di tempi lunghi. Difatti, a breve istituirò un tavolo tecnico dell’assessorato con professionisti nelle varie discipline. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatto: il 2016 è stato un anno importante, perché sarà ricordato per l’apertura al pubblico dell’ex carcere. Infatti, fu aperto solo per un breve periodo negli anni scorsi, ma da novembre invece lo abbiamo aperto in pianta stabile approntando un percorso ben definito, tramite le locali associazioni Millennium, Vivara, ProLoco e Indiefferenti, e un sistema di prenotazione on line. Riattivando la procedura impantanata di fondi ANCIM è stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato, i cui lavori sono stati terminati con molte difficoltà, tra l’aggiudicazione nel settembre 2015 e gli ultimi “accorgimenti” nel luglio 2016. Siamo contenti. E’ un obiettivo che ci eravamo proposti di raggiungere quest’anno. E così è stato.

Senza fondi e senza personale. Come ci siete riusciti?

Grazie a tanti volontari e il coinvolgimento della comunità. Un ringraziamento particolare va alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia, ad Operazione Primavera e ai tanti altri volontari procidani che hanno gratuitamente diserbato il tenimento agricolo; ma ringrazio anche tutti i volontari che si sono occupati della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure da distribuire ai turisti. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.

 

Parliamo un po’ del Convegno su Palazzo d’Avalos dello scorso settembre.

Sì, sono fermamente convinto che occorre lavorare su più livelli: col territorio, le Istituzioni e i privati. Quindi, creare sinergie con le Istituzioni centrali e di far conoscere il più possibile la struttura anche per attirare possibili investitori. In questa direzione è stato organizzato a settembre scorso il Convegno: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”, organizzato insieme a l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente On.le Silvia Velo, dell’ANCIM nella persona della dott.ssa Giannina Usai, e dell’Assessore regionale ai fondi europei Serena Angioli. Abbiamo quindi messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), alcuni soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta Formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli) e la parte relativa all’agricoltura biologica. Non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno a cui voglio dare cadenza annuale e che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola.

Si è mosso qualcosa?

Certamente. Proprio a margine del Convegno fu subito concordata la volontà con ANCIM ed ENEA di istituire nel 2017 una Scuola di interesse nazionale di Alta Formazione per le politiche energetiche, identificando Palazzo d’Avalos come bene simbolo da recuperare. Sarà un altro evento che porrà l’ex Carcere alla ribalta nazionale. Inoltre a fine novembre siamo stati convocati dall’ANCIM all’isola di Caprera per la sottoscrizione del “Contratto per lo sviluppo dei beni culturali nelle isole minori” alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. Al quale ho personalmente rappresentato l’importanza strategica di questo complesso per l’intero Meridione d’Italia.

Prossimi passi?

Passaggi importanti. Entro la primavera prossima procederemo, come da cronoprogramma, ad approvare il Piano Particolareggiato da condividere con un evento pubblico. Procediamo con passi significativi, con duro lavoro. Purtroppo per un’opera così importante i 3 anni e mezzo che restano per la fine della consiliatura sono pochi, ma faremo il possibile per porre basi importanti. Una cosa è sicura, tutto quello che sarà di questa magnifica struttura dovrà avvenire partendo dal basso, coinvolgendo il territorio.

Tra le tue deleghe c’è, infine, quella sul Lavoro Marittimo: un altro settore indispensabile per la nostra isola. Che notizie ci porti a riguardo?  

All’economia marittima dobbiamo tanto, quasi tutto. Mi sono ripromesso di rafforzare questa nostra identità e anche qui di creare rapporti istituzionali per tentare di dare un contributo concreto alle problematiche di questa categoria di lavoratori anch’essa in sofferenza. Ad aprile ho organizzato un Convegno Nazionale sul Lavoro Marittimo con l’ambizione di posizionare Procida come baricentro di questo settore a tutti i livelli, così a fine settembre, con il Circolo Capitani e Macchinisti (che continuo a ringraziare per l’attivismo), il pilota procidano Fabio Pagano e la Preside Maria Saletta Longobardo, ho organizzando un incontro pubblico tra il mondo della scuola e le Istituzioni dal titolo: “Dalla scuola al comando”. Anche qui i risultati non sono tardati a venire, è stata recepita dal Ministero la nostra richiesta di fare in modo che il giovane marittimo che non superi una delle prove previste per il certificato di competenza o addestramento, potrà ripeterla entro 12 mesi senza ripetere tutte le altre prove, come invece avveniva in passato. Abbiamo fatto anche altre richieste. Siamo in attesa di riscontri.

Leggiamo spesso comunicati aggressivi dell’opposizione. Cosa ne pensi?

Parto da un presupposto: non dimentico mai il ruolo che occupo e la grande responsabilità che come amministratori abbiamo nei confronti della popolazione e della vita pubblica dell’isola. E non dimentico che siamo da esempio, specie per i più giovani. Detto questo anche in politica ci sono tanti modi di ricoprire ruoli pubblici. Ad esempio, per quanto riguarda la questione Ospedale, non ho condiviso da un punto di vista istituzionale la scelta dei consiglieri di opposizione di partecipare a un separato ricorso al TAR, né il tono del manifesto che l’opposizione ha predisposto all’indomani della sentenza. Sono piccoli campanilismi che su questioni così ampie non danno un contributo positivo alla vita pubblica, anzi. Pertanto, ci siamo ben guardati dal replicare. Rimango fermamente ancorato al concetto della politica intesa come arte del confronto intellettualmente onesto sulle idee e sulle azioni. Non ci si può limitare solo a diffondere una “cultura del sospetto” e a difendere a oltranza quello che si è fatto, semmai secondo una propria versione. Sappiamo tutti che il tempo conferma o smentisce. Adesso occorre solo guardare al futuro: invito quindi l’opposizione ad avanzare più proposte costruttive. Solo così si contribuisce davvero alla crescita dell’isola.

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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“Quando i fatti vanno oltre le chiacchiere (altrui)”. Intervista a Lucia Mameli, consigliera con delega ai trasporti marittimi

DAL SITO TG Procida

Una delle donne più attive dello schieramento de “La Procida che vorrei” è senz’altro la cons. Lucia Mameli. Non esitammo a dire – quando il Sindaco le conferì la delega ai Trasporti – che tra i consiglieri di maggioranza non si poteva scegliere di meglio. Del resto ormai è prassi consolidata che ai trasporti si metta una persona che se ne capisca e che comprenda le problematiche legate al mondo del mare, dei pendolari ecc. . Fu così con l’ex consigliere Pasqualino Sabia della Amministrazione precedente, è stato così appunto con Lucia Mameli. L’abbiamo incontrata per farci raccontare un po questo anno e mezzo di consiliatura.
Nel giugno 2015 il Sindaco Dino Ambrosino – dice Mameli – mi conferisce la delega ai trasporti marittimi, accetto con la consapevolezza che non saranno rose e fiori, anzi la materia è complessa e prevede di interfacciare sia le Società di Navigazione che operano nel Golfo di Napoli e, soprattutto, la Regione Campania quale interlocutore istituzionale principale del Comune”.
Caremar: nostra croce e delizia
Il governatore De Luca, appena insediatosi, sottoscrisse la cessione della CAREMAR togliendo qualsiasi “ombra” sulla privatizzazione e mettendo fine all’agonia, e al collasso, del trasporto marittimo. Per noi procidani, infatti l’80% dei nostri collegamenti sono effettuati dalla Società CAREMAR. Ad agosto 2015 la nuova gestione CAREMAR rimette in linea il secondo aliscafo riportando alla normalità la vita di tanti pendolari, che per troppo tempo avevano sopportato i disagi dovuti alla sua assenza.
Ecco disagi non pochi che sembrano superati?
Le problematiche sul trasporto marittimo non sono poche, ma con lavoro, tenacia e continua interlocuzione con le istituzioni e le Società posso affermare che la nostra comunità di passi avanti ne ha certamente fatti, e non si tratta di aspetti secondari. Già dal settembre 2015 è stato attivato l’osservatorio comunale sui trasporti marittimi da e per l’isola; un format raccoglie le segnalazioni da parte dei viaggiatori, al fine di produrre un report per l’Assessorato ai Trasporti della Regione Campania.
Società operanti sulle torre isolane. Abbonamenti ed adeguamenti:
La Società Gestour ha dovuto recepire l’adeguamento nel rispetto degli obblighi di servizio previsti dalla delibera regionale n. 183/2011, infatti il costo dell’abbonamento è sceso da 49 euro a 23.30 e gli studenti di Monti di Procida vengono finalmente considerati “studenti pendolari” e viaggiano a tariffa ridotta. Inoltre, dal 1° Gennaio di quest’anno, sulla tratta Procida-Pozzuoli, è stata finalmente attuata anche l’applicazione della delibera sulla circolarità dell’abbonamento tra CAREMAR e GESTOUR. Una grave mancanza la mancata applicazione della delibera regionale, che determinava una discriminazione per pendolari e studenti che si spostavano sulla tratta di Pozzuoli. Analoga battaglia è stata portata avanti anche in favore degli studenti ed i lavoratori che si recano a Ischia e viceversa, ritenendo la circolarità un’opportunità da assicurare a tutti. Oggi abbiamo ottenuto che anche SNAV riconosce gli abbonamenti sulla Procida-Ischia, dove la Società pretendeva il biglietto dai pendolari abbonati CAREMAR, ritenendo che la tratta non era la stessa. Con tenacia, dunque, possiamo affermare di aver migliorato il principio: “Pari diritti pari opportunità”.
Tratta Procida- Monte di Procida. Un risulatto raggiunto grazie all’impegno di tutti.
Il progetto del nuovo collegamento marittimo tra Procida e Monte di Procida, avviato sotto la gestione Vetrella si era arenato dinanzi alle prime difficoltà sorte. Noi ci abbiamo creduto ed oggi è divenuto una realtà. La sinergia, la condivisione e la costante collaborazione tra i due Comuni ha dimostrato che quando le cose si vogliono, si fanno. Grazie a questa “nuova via del mare” la vita di tanti giovani studenti della zona flegrea, che frequentano la scuola superiore, è meno faticosa; inoltre essa è risultata molto utile anche ai tanti marittimi procidani che frequentano i corsi di aggiornamento presso i Centri Formazione di Ischitella e Castelvolturno. In ogni caso aver stabilizzato una “nuova via del mare” che “accorcia le distanze” è, a mio avviso, un risultato importante e di grande soddisfazione, che potrà favorire la crescita del nostro territorio dal punto di vista turistico, commerciale e perché no sociale.
Tratta Procida – Pozzuoli e viceversa. Come siamo messi?
Sulla tratta Procida – Pozzuoli e viceversa si è inserita anche la società Medmar determinando un incremento dei trasporti marittimi. I nostri collegamenti con la vicina Pozzuoli, meta di tanti pendolari e studenti, possono oggi assicurare una maggiore e più vasta scelta del Vettore. Abbonamenti e tariffe in linea con la delibera Regionale n. 183/2011, l’offerta di trasporto su Pozzuoli è certamente migliorata e non posso che sentirmi soddisfatta.
Nel ricordare quanto accaduto il 29 marzo scorso, quando la Società MEDMAR accolse la nostra richiesta di un attracco straordinario a Procida, per imbarcare centinaia di lavoratori, studenti e cittadini che dovevano raggiungere la terra ferma, e fece scalare la Maria Buono, partita da Casamicciola e diretta a Pozzuoli, non posso che sperare anche nella soluzione al nostro isolamento nelle situazioni di emergenza del Trasporto Marittimo. Crediamo, e perciò continueremo a chiedere, di dotare il sistema dei Trasporti Marittimi di un adeguato piano d’emergenza, capace di affrontare tutte le situazioni prevedibili, con un centro di coordinamento per la sua gestione.
C’è ancora da fare. Le priorità?
Le problematiche che vorrei veder risolte prima del termine del mio mandato:
• Un Sistema Informativo coerente, che integri tutti i Vettori e possa essere interrogato via web nonché inviare info agli Utenti che lo richiedono;
• Attuazione dei carnet da 20 biglietti, già previsti in delibera regionale;
• Un Manifesto “Diritti e Doveri” con tutte le agevolazioni cui i passeggeri hanno diritto. Sarebbe opportuno inserirlo in totem interattivi ad uso degli utenti per informarli sui diritti e doveri e quali soluzioni di viaggio scegliere;
• Un sistema di bigliettazione unica, per superare i voucher degli abbonati;
• Un Piano d’Emergenza in caso di condizioni meteo avverse, tra i vettori operanti nel golfo, che coinvolga anche la prefettura.
Forse pecchiamo in una continua informazione…..ma solo perché siamo impegnati a FARE!. Non esitate a contattarci per esprimere i vostri dubbi, evidenziare le problematico e soprattutto proporre possibili soluzioni.

Di Leo Pugliese

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Intervista all’Assessore Rossella Lauro: “Creare maggiore coesione sociale”

Incontriamo l’Assessore Rossella Lauro in questi primi giorni del nuovo anno 2017, per cogliere le prospettive che si aprono per il futuro di Procida, dopo questo anno e mezzo di impegno. Assessore ai Lavori Pubblici, alle Politiche Giovanili, alla Comunicazione, Rossella Lauro, pur nella sua giovane età, ha messo a disposizione tutte le risorse umane e professionali per dare al paese risposte adeguate.

Vivere Procida: racconti brevemente il suo anno. Cosa porta nel 2017 e cosa lascia nel 2016.

Rossella Lauro: Il 2016 è stato un anno in cui mi sono preparata ad una serie di azioni che spero di cominciare a concretizzare già dal 2017. Ho preparato il terreno, ma per farlo nel migliore dei modi, ho dovuto investire nella formazione. Ho avuto la fortuna di essere stata selezionata dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per partecipare alla Scuola per Giovani Amministratori che si svolge a Roma ogni anno. Questa esperienza, che mi vedrà coinvolta fino al mese di marzo, mi ha dato la possibilità non solo di approfondire alcune tematiche che ogni 15 giorni affrontiamo, ma anche di stare in contatto con molti  giovani amministratori italiani, con le problematiche relative alla gestione della cosa pubblica. Lo scambio continuo di esperienze e di approfondimenti è stata per me una ricchezza incalcolabile. Ho capito, per esempio, che il tempo ha un ruolo importante e con pazienza, se animati da valori sinceri e profondi, si possono raggiungere importanti obiettivi. E’ stato necessario in questi primi mesi  creare una sorta di piattaforma socio-politica, a livello relazionale ma anche progettuale, sulla quale poi impiantare, nei prossimi anni, quei pilastri sui quali costruire  l’intera impalcatura del nostro progetto politico.

V. P. Nelle sue deleghe ci sono i lavori pubblici da portare avanti. Con quali obiettivi?

R.L. Ci siamo posti l’obiettivo per il nuovo anno di migliorare  la qualità dei lavori con materiali più resistenti, con il controllo sistematico delle strade, del verificare le quote dei tombini e delle caditoie e di restituire,  ad alcune strade storiche,  la loro originale identità in cubetti o basoli. Abbiamo presentato vari progetti per ricostruire la memoria storica di alcuni luoghi come il Casale Principe Umberto in cui verranno posizionati i nostri basoli vesuviano oppure il cortile della Torre, situata nella zona del Cimitero, che verrà riqualificato con una pavimentazione in cubetti. I passaggi sono stati: presentare la proposta alla commissione del Paesaggio e l’approvazione della Sovrintendenza. Nei prossimi mesi inizieranno i lavori. Ciò nonostante possiamo dire di aver dato a Procida una serie di risultati concreti: la pavimentazione in via Roma, in zona Ciraccio, in zona Vigna, alla Chiaiolella, nel Borgo di Terra Murata, in via Marconi e abbiamo terminato via Cavour, portando avanti i progetti della metanizzazione e del Waterfront.

V.P. Quali le novità previste per i giovani.

R.L. Pensiamo che lavorare per i giovani, a cominciare dall’infanzia, sia doveroso per la Politica. Per cui ci siamo attivati in tal senso. Abbiamo creato un punto di lettura per i bambini: “Nati per leggere”, e dato vita alla “Piazza dei bambini” con molte esperienze che hanno suscitato  interesse ed entusiasmo. Sentiamo però che è ancora poco quello che si è realizzato, per cui nel prossimo anno cercheremo di intensificare le iniziative, pensando anche ad un’area gioco attrezzata per tutti i bambini dell’isola. Ma veniamo a quanto fatto per i giovani. Il nostro, fino ad oggi, è stato solo un lavoro propedeutico a quello che dovrà ancora avvenire. Abbiamo preparato il terreno affinché possa avviarsi nel 2017  una vera progettualità per dare forza e sostegno ai giovani nel campo lavorativo.

V.P. Intende riferirsi al progetto “Garanzia Giovani”?

R.L. Sono nate molte polemiche a riguardo. Di fatto il progetto ha dato la possibilità a 7 giovani di offrirci un contributo che ci ha permesso di aprire al pubblico luoghi che abbiamo tutti a cuore come la Chiesa di Santa Margherita e il Museo Terra nella Casa della cultura a Terra Murata.  Prevediamo di completare il progetto nel 2017 dando la possibilità ad altri 9 giovani di aderire all’iniziativa.

V.P. Che tipo di rapporto avete instaurato con la Regione proprio sulle politiche giovanili?

R.L. Abbiamo lavorato molto con l’Assessore regionale Angioli, tramite l’Anci Giovani Campania, per modificare la legge sulle politiche giovanili. E con nostra viva soddisfazione possiamo dire che, dopo 27 anni, la Regione ha deciso di investire sui giovani mettendo a disposizione risorse economiche importanti. Nel mese di gennaio incontrerò le associazioni, le imprese, i giovani, per definire  il progetto da presentare in risposta al Bando Regionale “Ben-Essere Giovani”.

V.P. Quali iniziative sono state portate avanti nel 2016?

R.L. Abbiamo attivato alcuni servizi che i giovani potranno utilizzare in caso di necessità come: lo “Sportello Europa”, il “Fab-Lab delle Idee” e la possibilità di creare un “Forum Giovanile”.

V.P. Quale rapporto tra Istituzione Comune e Istituzioni scolastiche: come vi state muovendo in questa direzione?

R.L. Riteniamo importantissimi tali rapporti. Ci sono scambi costanti e proficui con la Dirigente Giovanna Martano dell’Istituto comprensivo Antonio Capraro, in modo particolare, io collaboro con la Dirigente Maria Saletta Longobardo dell’Istituto F.Caracciolo – IM G. da Procida. Abbiamo sottoscritto un accordo per realizzare il progetto “Alternanza Scuola-lavoro”. Inoltre, mi ha dato la possibilità di portare a termine un percorso intrapreso con l’ANCI Campania: un Training Camp attivando le cosiddette “Palestre di democrazia” insieme alle classi terze, quarte e quinte.

V.P. Su quali risorse state puntando, visto che le casse comunali saranno vuote per molti anni, considerato il grande debito pregresso che andrà man mano coperto con il bilancio di risanamento?

R.L. Nel Dicembre 2015 si è chiusa la vecchia programmazione dei fondi europei e dal gennaio 2016, in collaborazione con la Regione e la Città Metropolitana, attraverso i Fondi Nazionali e quelli Europei, stiamo individuando le nuove iniziative sulle quali i nostri progetti troveranno sostenibilità finanziaria. Molti progetti hanno trovato già il canale di finanziamento.

V.P. Sappiamo però che ci sono grossi problemi da affrontare, che richiederanno ingenti risorse. Pensiamo al dissesto idrogeologico dei costoni di Terra Murata e a tante altre grosse necessità. Si sta lavorando in questa direzione?

R.L. C’è un forte impegno in tal senso che vede tutta la Giunta  unita in questa direzione, anche perché sono problematiche che riguardano tutti. Ci siamo concentrarti sulla richiesta di creare  un “fondo di rotazione” specifico per  la progettazione, per la quale la Regione  ha dato subito risposta positiva. Noi abbiamo presentato 4 proposte: due sui costoni, quello di Terra Murata e della Corricella, una terza proposta per il rifacimento  dell’impianto della pubblica illuminazione e una quarta per la valorizzazione del Palazzo d’Avalos.

Abbiamo risposto al bando regionale per la messa in sicurezza degli edifici pubblici presentando due progetti per l’adeguamento sismico dell’ala interdetta all’Istituto Nautico e per la Scuola dell’Infanzia situata in via Libertà. Inoltre,  con la collaborazione dell’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) abbiamo presentato due proposte progettuali: la realizzazione di una piscina comunale ed il restauro dell’Abbazia di San Michele.

V. P. Si è parlato anche di eliminare le barriere architettoniche.

R.L. Sì, stiamo portando avanti con la UILDM di Ischia e Procida tale progetto e il Consiglio Comunale ha deliberato di dar mandato all’Ufficio Tecnico  per realizzare un piano capace di rendere l’isola più accessibile alle persone con disabilità (PEBA).

V.P. A che punto è il progetto della lotta alla zanzara tigre?

R.L. Il progetto, di portata mondiale, è ormai avviato in collaborazione con le Università di Napoli e Roma.  E’ partito il monitoraggio della zanzara-tigre. I ricercatori con alcuni cittadini – volontari sull’isola  ogni settimana controllano le trappole posizionate nei nostri giardini. I risultati verranno discussi a livello internazionale. Siamo stati candidati come luogo in cui ospitare il prossimo evento scientifico.

V.P. Concretamente quale progetto pensate di avviare per migliorare la comunicazione e la partecipazione dell’isola?

R.L. Ora i tempi sono maturi per dare il via ad un metodo già sperimentato per la creazione del programma elettorale. Il Consiglio Comunale ha approvato il regolamento per i volontari e da gennaio 2017 presenterò una serie di calendari tematici per far partire alcuni “tavoli di lavoro”. Aprirò i miei assessorati a quanti vorranno dare un personale contributo alla risoluzione dei problemi dell’isola. Questo sarà il primo passo concreto. 

V.P. Quale Augurio per questo 2017?

R.L. Mi sembra bello quello che il Sindaco ha già detto: creare comunità, crescere insieme, abbattere i pregiudizi e le divisioni che frammentano la vita politica e ogni aspetto sociale dell’isola. Le contrapposizioni, ne sono convinta, fomentano l’individualismo con danni sociali  molto forti.

Voglio augurare a tutti i cittadini  una vita  lontana da scontri, da sfiducia reciproca e da attacchi personali; ma auspico una vita ricca invece di sane relazioni democratiche dove il confronto e il dialogo abbiano sempre la meglio. Buon 2017 a tutti.

A cura di Vivere Procida

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“Crescere insieme” Intervista di fine anno al Sindaco Raimondo Ambrosino

Abbiamo incontrato il Sindaco Raimondo Ambrosino il 28 dicembre mattina per tentare con lui un bilancio, se pur sommario, di questo primo anno e mezzo di vita amministrativa. Era ancora viva in lui l’emozione per la serata a Marina Corricella con il “presepe vivente”: “Una serata di grande coinvolgimento, con il contributo di tutte le associazioni, le grancie… per offrire al paese un lavoro significativo di spessore culturale e sociale.”

Vivere Procida: Sindaco se volessimo tentare un bilancio di questo primo anno e mezzo di lavoro, cosa ci direbbe?

Sindaco: Sono stati mesi molto impegnativi, per certi versi duri, ma ricchi di risultati. Impegnativi perché la maggior parte di noi non si era mai trovato in un ruolo amministrativo, ma anche perché siamo stati catapultati in una serie di situazioni complesse e difficili, con lavori avviati dai precedenti amministratori che si sono letteralmente dileguati senza neanche un passaggio di consegne doveroso, a nostro parere. Scadenze impellenti che ci hanno letteralmente travolti: basti pensare al Waterfront da ultimare entro il dicembre 2015, la metanizzazione da portare avanti, la Corte dei Conti che non ammetteva ritardi rispetto alle gravi deficienze di carattere economico di chi ci aveva preceduto. Mesi impegnativi e duri anche perché è subito scattata da parte della Minoranza una campagna mediatica denigratoria che continuamente ci classificava come incompetenti e incapaci.

V.P. Quali sentimenti nascevano in voi in questa non facile situazione?

S. Sentimenti contrastanti. Da una parte il senso di responsabilità ci sollecitava a non fermarci e a dare fondo a tutte le nostre energie, dall’altra l’amarezza di veder crescere intorno a noi un senso di disistima e di critica ad oltranza.

V.P. Dove avete attinto la forza per non mollare?

S. Sentivamo la responsabilità di una chiamata popolare a cambiare la storia della nostra isola, per cui, come si suol dire, abbiamo messo “la testa a terra” e lavorato come muli, sacrificando anche un po’ la famiglia e cercando di creare corpo tra noi. Da tener presente che non c’era ancora nel gruppo spirito di corpo e così, lottando ogni giorno a denti stretti, abbiamo cercato di tirare il paese fuori dalle sabbie mobili nel quale era precipitato. Siamo coscienti che in questa fase che non è durata un giorno ma mesi, possiamo aver commesso qualche errore politico, ma ci ha salvato la volontà collettiva di riportare l’isola nella legalità dopo i tremendi  avvisi di garanzia e i rinvii a giudizio di dirigenti e impiegati comunali.

V.P. Una situazione inimmaginabile fino a qualche giorno prima?

S. Non pensavamo di trovarci in uno sfacelo di così vaste dimensioni. Adempimenti disattesi, situazione economica al collasso, lavori da ultimare, uffici comunali senza personale e con l’immagine esterna sui giornali di un Comune fallimentare e corrotto. Tutti ci invitavano a dichiarare il dissesto. Anche il ragioniere Capo ci proponeva questa soluzione. Ne abbiamo discusso a lungo tra noi ed infine, pensando di fare il bene dell’isola, abbiamo deciso di tentare una strada alternativa, con tagli a tutte le spese e con un minimo tributo aggiunto ai cittadini. I tentativi sono stati considerati positivamente dalla Corte dei Conti che ci ha dato fiducia. Il risultato finali di oggi è per certi versi sorprendente. L’ultimo bilancio del 2014 della precedente amministrazione prevedeva una spesa corrente di 9 milioni e 300.000 euro; quest’anno abbiamo chiuso il bilancio riducendo la spesa a 7 milioni e 500.000 euro.

V.P. Com’è stato possibile?

S. Come dicevo prima, con tagli alle spese in tutti gli assessorati, con i pensionamenti dei dipendenti, anche se i benefici non si vedono perché queste somme vanno a coprire  i debiti pregressi…Abbiamo però in tal modo arrestato un’emorragia che stava dissanguando l’isola e avviato un processo di risanamento economico che andrà domani a beneficio di tutti, in quanto non produciamo altri debiti e sfruttiamo al meglio le poche risorse di cui disponiamo.

V.P. Per la raccolta differenziata si va avanti?

S. Abbiamo superato il 70%, migliorando la pulizia per le strade, riducendo di molto gli abbandoni di materiali ingombranti. Ma dobbiamo andare ancora più avanti per superare almeno l’80%.

V.P. Si accennava prima ai lavori pubblici:

S: C’è stato un grande impegno in questa direzione con attenzione costante alla legalità dei procedimenti, cercando sempre di sfruttare quel minimo potere di concertazione con le aziende a  beneficio del bene comune dell’isola, recuperando in tal modo il ripristino di quel decoro ed equilibrio ambientale trascurato. Stiamo infatti cercando, senza costi aggiuntivi, di eliminare i cassonetti interrati, di ripristinare la pavimentazione lì dove era necessario, e di rifare le fogne dove era necessario.

V.P. Miglioramenti anche nei collegamenti?

S. Soprattutto con Pozzuoli attraverso la Società Medmar che vuole investire su Procida, e poi con il ripristino del traghetto per Monte di Procida che è risultato utile e vantaggioso per molti.

V.P. Forse un punto ancora fermo è lo sviluppo di Terra Murata.

S. Si sta lavorando nella ricerca di buoni investimenti e sappiamo che è un discorso delicato e non facile. Tuttavia  abbiamo dato un grande impulso all’apertura al pubblico del palazzo d’Avalos con grande successo di pubblico, grazie al lavoro di alcune Associazioni di volontariato che hanno risposto al bando per le visite guidate.  Sapevamo che non potevamo creare un altro “carrozzone” o una “partecipata” per cui la collaborazione con il volontario, al quale va il 25% del biglietto, sta dando risultati positivi, creando sempre più un interesse verso questo complesso di grande valore storico e culturale.

V.P. E per l’Ospedale a che punto siamo?

S. Il TAR ha sancito un nostro diritto, ossia di avere un presidio di pronto soccorso in zona disagiata. Ora c’è ancora molto da lavorare soprattutto a livello politico affinché questo diritto diventi realtà nelle decisioni della ASL NA 2.

V.P. Nel vostro programma elettorale si parlava di collaborazione con la Minoranza. Ma da quello che si sente e si legge in certi manifesti sembra che questa collaborazione non sia mai nata.

S. Lo ribadimmo nella campagna elettorale ma anche dopo: volevamo essere inclusivi e non escludere a priori un rapporto se pur dialettico e critico con la minoranza. Ma da subito la Minoranza ha giocato “sporco”,  ponendosi in atteggiamento di un attacco ingiurioso. Anche per l’Ospedale non ha voluto concordare un’azione comune e addirittura scrivendo falsità sui manifesti nei nostri confronti, salvo poi a contraddirsi nelle contestazioni formali al TAR. Il più delle volte non abbiamo risposto alle loro assurde provocazioni per non inasprire una pregiudiziale contrapposizione che nuoce molto al paese. Ancora oggi li invitiamo comunque a deporre questa acredine pregiudiziale  per affrontare invece i problemi che stanno a cuore di tutti e portare anche il loro contributo. Comprendo che la cultura politica italiana è in questo momento orientata allo scontro tra le varie parti, ma noi ci auguriamo che possa nascere a Procida un laboratorio politico di alto respiro etico, che crei rispetto per tutti, che combatta la corruzione e l’illegalità e confini definitivamente fuori il clientelismo becero e offensivo del bene comune.

V.P. Risultati sulla mobilità interna?

S. Ancora pochi dal mio punto di vista.  Aumento delle strisce blu, parcheggi gratuiti per bici e motorini, divieti di sosta, fasce pedonali estive…ma ancora ci scontriamo con una mentalità diffusa molto individualista. L’auto, il motorino viene considerato alla stregua del televisore o della lavatrice o del telefonino,  ossia un bene indispensabile da usare sempre e in ogni situazione, dimenticando però che l’auto io la posso usare solo su spazi pubblici e quindi devo tener conto del codice stradale, del rispetto dei diritti dei pedoni e dei limiti oggettivi delle dimensioni dell’isola e delle strade…Questo della mobilità è certamente  uno dei problemi più grandi dell’isola che stiamo affrontando a piccoli passi, e che ci porterà a scelte nuove nel futuro.

V.P. Si parlava prima di  difficoltà negli uffici comunali, per mancanza di personale ma anche per certi rinvii a giudizio.

S. Quello che abbiamo incontrato nel Comando della Polizia Municipale non vorremo augurarlo a nessuno. Una situazione di grande conflittualità interna ed esterna. Una fase  molto critica con accuse, denunce che ha creato tensione nel Comune e nel paese. Siamo stati costretti ad intervenire più volte per placare gli animi, per ricostruire uno spirito di corpo. Mesi e mesi di tensione continua. Oggi si comincia a respirare, ma manca la figura istituzionale del Comandante che possa garantire una formazione umana e professionale del Corpo della Polizia Municipale. Noi li stiamo incoraggiando  a lavorare con inflessibilità, precisi nelle sanzioni, a svolgere azione preventiva ma anche correttiva lì dove si vede la cattiva fede di chi vuole calpestare le regole. Stiamo cercando di far capire che la dignità del loro corpo di polizia è proporzionato ad una visione di legalità condivisa e partecipata nel rispetto di tutti i cittadini.   

V.P. Ma anche la mancanza di personale penalizza il vostro lavoro.

S. Nessun cittadini sa che in quanto Comune in predissesto, ogni provvedimento relativo al personale andava gestito, per legge, con la “Commissione ministeriale  per la finanza degli enti locali”. La precedente Amministrazione avrebbe dovuto farlo già dal 2013, ma non ha ottemperato a questo obbligo, risultando quindi inadempiente;  la qualcosa penalizza molto oggi  le nostre scelte future in quanto il ministero, che non fa distinzione tra amministratori di ieri e di oggi, non ci concede alcun beneficio nella sostituzione di impiegati in pensione o di nuovi attribuzioni di incarichi…Per cui dobbiamo lavorare con la metà dei dipendenti e con uffici privi del dirigente.

V.P. Qualche assessorato ipotizza tavoli di lavoro aperti con esperti di settore, volontari. Proposta che rientrava anche nel vostra programma, ma non ancora messa in atto istituzionalmente

S. Posso dire che sono favorevole a questa soluzione, tra l’altro già adottata da qualche Assessore e Consigliere delegato. L’emergenza iniziale ci ha un po’ distolti da questa che poteva rappresentare un forte punto di innovazione nelle gestione amministrativa aperta. Oggi superata  la fase iniziale , con l’approvazione del Regolamento per il Volontariato, forse uno degli atti più innovativi per il Comune di Procida,  si rendono necessari questi tavoli di volontari-esperti che vogliono condividere la vita amministrativa, senza pregiudizi ideologici o politici.

V.P. Il cittadino non può che essere confortato da questa volontà di apertura e di coinvolgimento delle forze del paese.  Quale raccomandazione farebbe ai procidani in questo fine anno 2016 in questa prospettiva mai abbandonata della ricerca del bene comune?

S. Vorrei augurare a tutti un passo di civiltà nuova. Superare il pensare individualmente e cercare insieme il bene comune. Crescere insieme con passione e determinazione, non in vista degli interessi personali, ma in vista di quel benessere che deve potersi offrire a tutti. Noi politici, chiamati democraticamente ad amministrare il paese, possiamo fare qualcosa, ma senza la crescita della dimensione  relazionale fra tutti non raggiungiamo l’obiettivo del bene comune. Se vogliamo il cambiamento dobbiamo metterci tutti in gioco. Dobbiamo diventare comunità. Oggi non lo siamo ancora. E’ un sogno, ma occorre sognare se vogliamo fare qualche passo in avanti. Ebbene immagino un paese ideale dove non ci sia bisogno dei vigili urbani, perché ognuno rispetta le regole e non fa il furbo a scapito degli altri. E’ questo che io vorrei per Procida e per tutti i procidani, un passe dove si possa vivere nel rispetto l’uno dell’altro e crescere insieme,  guardando insieme i problemi. E’ il mio più sentito augurio per tutti in questo fine anno 2016.

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“Stiamo lottando per la legalità e il senso del bene comune”. Intervista al Sindaco Raimondo Ambrosino

Abbiamo intervistato il Sindaco Raimondo Ambrosino su due realtà che hanno turbato la vita procidana in questi ultimi giorni. Il primo inerente all’accesso degli studenti dell’Istituto Superiore attraverso il passaggio pedonale in via Principe Umberto; il secondo di carattere economico dovuto ad alcune deficienze pregresse della ex-SEPA. Realtà apparentemente diverse, legate però entrambe al discorso della legalità e del bene comune che stanno molto a cuore al Sindaco e a “la Procida che vorrei”.

Vivere Procida: Sappiamo tutti l’accesso all’Istituto Nautico da sempre è stato un escamotage  pedonale  per raggiungere più facilmente l’Istituto il cui accesso principale è situato a Marina Grande. Un viottolo di campagna con pochissime case. Non esistevano auto o motorini e i nostri studenti lo percorrevano senza problemi. Col tempo negli anni 60 qualche prima auto ha osato varcare quell’ingresso angusto e successivamente qualche moto, ma essendo in numero limitato  furono sopportati. Cosa è successo ora?

Sindaco: Vediamo prima cosa è successo ieri. Come si sa il numero della auto e dei motorini è cresciuto paurosamente. Sono nate delle abitazioni che hanno aperto cancelli  e si è ritenuto che quel viottolo fosse una strada percorribile, pur non avendone i requisiti.

V.P. Qualche decennio fa però l’Amministratore intravedendo il pericolo pose all’ingresso  il divieto di accesso che è stato lì fino agli anni 2000. Nessuno pensò di osservare quel divieto e in questi ultimi anni è stato tolto, non sappiamo da chi, dando così indirettamente formale accesso al viottolo a tutti.

S. La situazione oggi è diventata insostenibile, in termini di sicurezza e di viabilità per l’intera zona. Fa paura, soprattutto all’uscita, la marea di motorini che sbuca da quel varco. Non possiamo lasciare lo cose come stanno. La responsabilità politica ci porta ad intervenire. Ne ho parlato da tempo con la Dirigente Maria Saletta Longobardo che si è mostrata sensibile al problema e d’accordo sulla scelta di consentire l’accesso da via Principe Umberto solo ai pedoni.

V.P. Sappiamo infatti che da settembre i Vigili con prudenza e senza infierire hanno cercato in tutti i modi di far capire agli studenti che si recavano a scuola col motorino di raggiungere Marina Grande.

S. Due mesi non sono stati sufficienti a far capire a molti studenti  che per il “bene comune” bisognava lasciare il viottolo ai pedoni. Con una serie di infrazioni, alcuni di essi, sapendo della presenza dei vigili a San Leonardo,  percorrendo via san Rocco e Via Principe Umberto in controsenso,  aggiravano l’ostacolo e si portavano ancora nel viottolo con la moto. E come se questi studenti si fossero convinti che esiste solo una volontà individuale prevalente sulla volontà collettiva; il bene personale prima del bene comune. La qualcosa è davvero dolorosa dal punto di vista sociale e politico. Se un giovane perde il senso del bene comune il paese è destinato all’anarchia nel senso che ognuno ascolta solo se stesso e agisce  individualmente, a scapito di quelle norme che devono tutelare l’intera collettività… E’ a questo punto che il Comando Vigili, presa coscienza della grave situazione, ha inteso stopparla con più energia, multando  quei trasgressori  che per vie traverse  si erano ancora una volta portati nel viottolo.

V.P. Praticamente  questi studenti si rifiutavano di rispettare un provvedimento amministrativo, senza sapere che una tale trasgressione è punibile dalla legge.

S. Sì, hanno sottovalutato l’importanza sociale di esso. E ci dispiace molto che alcuni genitori hanno preso le difese dei figli. Pertanto ho chiesto alla Dirigente di predisporre un incontro perché voglio parlare con questi giovani che, ancora oggi, pensano di essere nel giusto. Voglio con loro parlare del bene comune, del bene relazionale e su come realizzare un vero spirito comunitario nell’isola.

V.P. Pensiamo che questo episodio sia  un campanello d’allarme che deve far riflettere tutti, soprattutto le famiglie e le scuole.

S. E’ necessario recuperare quelle forze sociali che ancora non hanno smarrito il senso di appartenenza a quella comunità ideale che i nostri avi ci hanno lasciato, e lavorare insieme  in un progetto collettivo affinché l’isola combatti quel senso di irresponsabilità che sempre può svilupparsi in un paese.

V. P. Passiamo ora alla seconda realtà che incide sull’aspetto economico  del Comune, il quale sta cercando faticosamente  di far fronte a debiti  di grossa portata con limitazioni forti di spese, di servizi sociali, di personale, con ricadute sulla cittadinanza che è costretta ad accettare un ridotto numero di servizi sociali e un aggravio di tasse.  Si ritorna a parlare della SEPA, che oltre ad aver lasciato un buco di 3 milioni di euro,  già conteggiati in quei 24 milioni di euro complessivi che pesano sulla comunità, ha lasciato scoperto un altro pagamento alla Provincia di 1 milione e 200.000 euro. Perché solo ora viene fuori questo ulteriore debito?

S. Tutti sanno che per molti anni la raccolta rifiuti è stata gestita dalla SEPA: società partecipata istituita dal Comune con l’azienda San Marco, inizialmente  70% quota Comune, 30% quota San Marco e successivamente con la San Marco socio di maggioranza. Di fatto i precedenti Amministratori hanno messo la raccolta rifiuti in mano alla San Marco. Questo avveniva nel 2003. Nel bilancio annuale era prevista un’imposta obbligatoria  per la Provincia. Ma dal 2003 al 2009 questa imposta non è stata pagata e nel 2012  arrivò un sollecito di pagamento al Sindaco di allora. Ma tale sollecito non fu portato a conoscenza del Consiglio  Comunale né si provvide ad estinguere il debito.

V.P. In quello stesso periodo la Prefettura aveva inviato anche due  notifiche  relativa ad una interdittiva antimafia che aveva colpito la San Marco.

S. Ma anche quelle due volte l’Amministrazione non  portò le notifiche  a conoscenza il Consiglio Comunale né permise ai consiglieri di minoranza l’accesso agli atti delle SEPA. L’opposizione allora si recò in Prefettura e venne a conoscenza delle interdittive, dopo di che la Prefettura impose lo scioglimento del  contratto con la SEPA, la quale aveva già creato un ulteriore buco di 3 milioni  non pagando  le discariche. Inoltre era cresciuto sempre più il numero dei dipendenti della SEPA arrivato a quota 45. Un numero altissimo per le nostre esigenze, ma che la TEKRA ditta vincitrice della gara di appalto ha dovuto ereditare. Come opposizione  invitammo gli Amministratori dell’epoca ad essere più oculati  nella gestione dei rifiuti, ma rimanemmo inascoltati…Oggi purtroppo i nodi vengono al pettine e la Città Metropolitana ci chiede questo milione e 2000.000 euro…Forse comprendiamo il perché i nostri precedenti amministratori non volevano mostrarci i documenti delle Società partecipate. Purtroppo oggi la SEPA non c’è più in quanto è fallita e il debito viene richiesto a noi, o meglio alla comunità procidana.

V.P. Ma la SEPA non aveva un Consiglio di Amministrazione con precise responsabilità?

S. A parte il fatto che la SEPA è fallita come dicevo prima, c’è l’aggravante che gli ultimi dirigenti di quel Consiglio di Amministrazione sono sotto processo per bancarotta fraudolenta. E purtroppo il Comune di Procida viene associato per quegli anni ai comportamenti negativi della SEPA. Logicamente non siamo stati fermi, ma abbiamo subito dovuto impugnare il provvedimento per via legale e siamo molto amareggiati  per la leggerezza con cui i precedenti Amministratori hanno operato per la raccolta rifiuti, legandosi a doppio fino ad una Società finita così miseramente.

V. P.  Pensiamo che molti cittadini non si rendano conto della gravità della situazione in cui siamo costretti a vivere oggi.

S. E’ vero, ma siamo orgogliosi di aver aperto una nuova stagione politica che ha fatto della legalità, della trasparenza e della lotta alla corruzione i caposaldi del nostro agire. C’è ancora in molti la convinzione che si va dal politico per chiedere un bene personale e poi una volta ottenutolo si lascia libero il politico di fare quello che vuole, bene o male che sia. Ci piovano addosso tante critiche, anche per una transenna o per il colore delle panchine o per come è stato dipinto il palazzo merlato…E’ un vero paradosso! Non c’è senso delle proporzioni.  Un’isola lasciata a sé stessa  con un traffico pazzesco, con disagi notevolissimi, debiti che si accumulavano paurosamente  e che oggi gravano sulle nostre famiglie e nessuno che  levava una voce di dissenso…Vogliamo solo sperare che le critiche che ci giungono siano costruttive e non voci pregiudiziali di malanimo. C’è sicuramente la fatica di portare avanti un macchina comunale senza risorse, c’è la fatica a parlare con i cittadini che, spesso, hanno paura di esporsi. Ma non siamo per niente scoraggiati.

V.P. Dove attingete la forza per affrontare questa fatica?

S. Da una scelta condivisa; una scelta culturale di fondo. Noi non siamo stati eletti per esercitare il potere sugli altri, noi siamo stati chiamati a gestire il potere con gli altri, la qualcosa è difficile e non so se ci siamo ancora riusciti; difficile perché corrisponde ad un’inversione di tendenza rispetto al passato. Abbiamo però capito che i cittadini vanno aiutati a scoprire questo modo nuovo di intendere la politica amministrativa. Di qui i nostri incontri cittadini, di qui la fatica, ma anche la soddisfazione di alcuni piccoli ma significativi risultati. Il servizio acquedotto affidato alla SAP, società al 100% comunale alla quale abbiamo anche affidato il servizio illuminazione, che ci costava 180.000 euro annui presso una società esterna. Lo stesso contratto con la SAP ci costa oggi solo 90.000 euro. Siamo riusciti ad avere un finanziamento per il Natale a Procida ed è in arrivo un grosso finanziamento per il Plesso centrale della Scuola Elementare. Siamo in attesa della risoluzione del Tar per la faccenda spinosa dell’Ospedale e ci batteremo in tutti i modi con il Presidente della Regione De Luca prossimo Commissario alla Sanità campana. Ma a parte questi risultati concreti, quello che ci sta a cuore maggiormente è  riscoprire, insieme ai cittadini, che senza uno spirito comune,  orientato al bene di tutti, l’isola non potrà mai decollare.

 

A cura di VivereProcida

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Natale 2016, intervista all’Assessore Nico Granito

da “Il Procidano

PROCIDA – Gli zampognari, così come da tradizione, sono ritornati e “Tu scendi dalle stelle”, con zampogna e ciaramella, risuona, per la gioia di grandi e piccini, nei portoni e agli angoli delle strade, segno che il Natale, oramai, è alle porte. Ed è per questo che, nei giorni scorsi, l’Amministrazione Comunale ha ufficializzato il programma degli eventi che animeranno l’isola di Graziella ed accompagneranno procidani e turisti fino all’Epifania. Quale occasione migliore, quindi, per intrattenerci con l’assessore alla cultura ed eventi, Nico Granito, per entrare nel merito delle scelte effettuate.

«Il programma 2016 di Natale vede una sinergia tra le iniziative proposte dalle varie associazioni e quelle dell’Amministrazione. Nel complesso – sottolinea l’assessore Granito – si tratta di eventi, compreso le luminarie che spiccano tra le stradine, sistemate dalla SAP, che hanno come comune denominatore la qualità, la semplicità e l’autenticità. Inoltre sono collegati al progetto “Procida …, Isola di Arturo” POC 2016-2020 cofinanziato dalla Regione Campania, che vuole essere l’introduzione ad una serie di eventi che caratterizzeranno il 2017 che coinciderà col 60° anniversario de “L’isola di Arturo” di Elsa Morante ed alla 30a edizione del Premio che Procida le ha dedicato.

Entrando, poi, nel merito della programmazione – continua Nico Granito – spiccano momenti musicali e teatrali (in primis la performance di Peppe Barra, dei Big Soul Mama, dell’orchestra di Stato Ucraina che interagirà con il Coro polifonico di San Leonardo, lo spettacolo di Erri de Luca sui migranti così come i concerti della Banda “Città di Procida” e delle associazioni musicali e di danza che coinvolgono soprattutto i più giovani.

Ma un ruolo importante lo occupano anche gli allestimenti scenografici che vedono protagoniste le Associazioni dei misteri con l’evento di punta rappresentato dal Presepe Vivente nel borgo dei pescatori di Corricella. La grande sfida – dice l’assessore Granito – è quella di coinvolgere grancie, associazioni, e chiunque voglia sentirsi parte di questa ennesima avventura che vede la valorizzazione della nostra “Cartolina Mondiale”, già di per se presepe naturale, che sarà animata da tanti quadri di figuranti, brevi drammatizzazioni e coreografie che ci restituiranno, il più possibile, una Procida come poteva essere nel ‘700 inizio ‘800 con le grancie ed associazioni che si stanno cimentando nel presentare le proprie peculiarità storico-culturali. Sarà da scoprire – conclude l’assessore Granito – dove poi nascerà Gesù Bambino tra canti popolari, omaggi dei vari pastori e qualche sorpresa dei nostri giovani».

Guglielmo Taliercio

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Intervista all’Assessore Antonio Carannante in merito alla riapertura di Palazzo d’Avalos

Assessore Carannante, finalmente ci siamo. Palazzo d’Avalos dall’8 novembre sarà riaperto al pubblico. Come si potrà visitare e chi si occuperà della fruizione della struttura?carcere-ingresso-direzione

L’apertura avverrà dal 4 novembre con il Procida Arteticha Cinefest. Inizialmente, da martedi 8 a domenica 13 novembre sarà aperto gratis solo ai procidani, un gesto simbolico per far riappropriare il bene alla comunità: si potrà visitarlo solo con prenotazioni al numero 333/3510701. Successivamente, dal 15 novembre sarà possibile visitare a pagamento solo tramite prenotazione online sul sito www.comune.procida.na.it. Si potrà entrare a gruppi di 30 persone con tre visite giornaliere (h. 9.30-11.30-14.00). Riguardo la gestione delle visite, a giugno abbiamo indetto una manifestazione d’interesse per l’organizzazione e gestione delle visite guidate (anche in lingua straniera), alla quale hanno aderito 4 associazioni locali alle quali abbiamo affidato tale compito al fine di offrire più opportunità possibili alle risorse, specie più giovani, della nostra isola. Queste 4 associazioni si alterneranno settimanalmente nella gestione delle visite. Con loro ho iniziato un percorso comune per la condivisione dei testi delle brochure, la creazione di un logo per Palazzo d’Avalos, ma anche per la comunicazione: abbiamo deciso di dare risalto anche alla parte storica del palazzo, e non solo all’aspetto carcerario. Questo anche per orientare ancor più l’isola verso un turismo culturale.

corridoio-1-pianorCi sarà un biglietto d’ingresso?

Sempre in un’ottica di razionalizzazione delle risorse ma anche di un’efficienza del servizio abbiamo previsto un sistema di prenotazione online tramite il sito istituzionale del Comune di Procida www.comune.procida.na.it a un prezzo di 5 euro per i procidani e 10 euro per i non residenti. In questo modo eviteremo le file all’ingresso e sarà possibile sapere in anticipo se effettuabile la visita. I ricavati saranno reinvestiti nella struttura. Sarà possibile prenotare fino alle ore 12.00 del giorno prima, e si effettueranno le visite a gruppi di 30 persone (al massimo) negli orari indicati nel sito, sul quale sono indicate, anche in tre lingue straniere, tutti i termini e condizioni della visita. Per eventuali info è poi consultabile anche www.vivereprocida.it.

Ma quali sono stati i passaggi che hanno portato a questo importante risultato?

È stato un percorso lungo e faticoso avvenuto a costo zero per l’ente. E’ stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato grazie a fondi ANCIM. Appena insediato (giugno 2015) mi sono reso conto che l’iter burocratico era un po’ lento. I lavori venivano aggiudicati nel settembre 2015, l’affidamento dei lavori avveniva nel dicembre 2015. I lavori sono terminati nel luglio 2016. Ma non era finita qui. A distanza di anni occorreva diserbare il tenimento agricolo, così nel mese di settembre, grazie alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia ciò è stato possibile. Per ultimo, per la pulizia delle aree esterne è stato fondamentale anche il contributo di Operazione Primavera proprio in occasione del Artethica Procida Cinefest, ma anche di tanti altri volontari procidani che nei mesi scorsi hanno dato volontariamente il proprio contributo in questo senso. Tengo infatti a ricordare che quest’apertura, a prescindere dai lavori, avviene grazie a tanti procidani volontari, che ringrazio di cuore. Si sono occupati non solo della pulizia, ma anche della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure che distribuiremo. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.carcere-balle-di-lino-grezzo

Date le condizioni in cui versava l’ex Carcere sarà stato difficile orientarsi lì dentro. Come sarà articolato il percorso?

Pure se siamo stati costretti a interdire alcune zone, il percorso che abbiamo individuato e messo in sicurezza è affascinante e vario: parte dal tenimento agricolo (che per la prima volta verrà visitato), attraversa il belvedere sulla bellissima spiaggia dell’asino e risale verso l’interno della struttura per poi terminare nella parte moderna dove è possibile visitare l’opificio. Sto predisponendo scorrimento di immagini per le parti del carcere intercluse al pubblico: è una parte suggestiva che non può rimanere nell’oblio.

Palazzo d’Avalos è una struttura imponente: 20.000 mq. Riesce difficile credere che sarà riaperto solo per le visite guidate. Ci sono altri progetti per il futuro? E se sì, quali?

Certo, difatti l’apertura al pubblico rappresenta un primo passo importante verso la concreta rivalorizzazione dell’ex carcere. Sono convinto che nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. E l’apertura al pubblico, unitamente al lavoro collettivo fatto già con tanti cittadini, fa sì che tale bene dal valore inestimabile venga avvertito sempre più come bene comune. Basti pensare che si stanno moltiplicando le iniziative artistiche intorno alla struttura. L’ex carcere è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale.

carcere-2-o-piano-palazzo-davalosState stringendo rapporti istituzionali per il futuro della struttura?

Certamente. Stiamo stringendo rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Non a caso in tale direzione il 16 settembre scorso ho organizzato un Convengo dal titolo: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza. Palazzo d’Avalos, un progetto pilota per valorizzare il patrimonio storico-culturale” unitamente all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero dell’ambiente con il Sottosegretario Velo, la Regione Campania con l’Assessore Angioli e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e

(una delle "finestre" dell'ex Carcere di Procida)

(una delle “finestre” dell’ex Carcere di Procida)

anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. E i primi risultati sono già venuti: il Comune di Procida, l’ENEA e l’ANCIM, in occasione di tale Convegno hanno sigillato la decisione di istituire, quali soggetti promotori, e tramite il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente, Sviluppo economico e Beni culturali, Regione Campania e della Presidenza del Consiglio, una Scuola d’interesse nazionale ENEA-ANCIM da realizzare nel 2017 proprio nell’isola di Procida a supporto delle politiche energetiche nel contesto dei Comuni delle isole minori. In tal senso hanno individuato proprio il Palazzo D’Avalos, come bene-simbolo comune da recuperare e rifunzionalizzare, da candidare, tra le iniziative di valorizzazione, come polo di formazione nel campo dell’energia. Per ultimo l’Assessore regionale Angioli, di recente, proprio reduce dal Convegno a Procida, a un seminario per la nuova programmazione dei Fondi europei ha fortemente voluto sottoporre proprio Palazzo d’Avalos come da bene da valorizzare per la Regione Campania. Nel futuro organizzerò Convegni sempre più mirati per tentare di far nascere sinergie importanti.

Raggiunto il traguardo dell’apertura al pubblico a cosa lavorerà l’Assessore Carannante?

Tante cose. Sto allestendo un tavolo tecnico, con diverse professionalità, anche per pianificare i passaggi successivi. A breve, nel rispetto del cronoprogramma, occorrerà poi necessariamente approvare il Piano particolareggiato a cura dell’arch. Iodice a seguito del quale s’inizierà a pensare a una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola. Intanto ci sono già gruppi privati che stanno manifestando interesse alla struttura. Infine, ci sarà la Scuola di formazione da organizzare in collaborazione con ENEA ed ANCIM.

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

 

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Intervista all’Assessore Carlo Massa: “Avere un Pronto Soccorso Attivo a Procida è un’esigenza primaria”

In attesa del 23 novembre 2016, data entro la quale sapremo se il ricorso a TAR per impedire l’alienazione del Pronto Soccorso Attivo, abbiamo voluto incontrare l’Assessore alla Sanità del Comune di Procida, Carlo Massa. Sappiamo che lunedì 17 ottobre 2016 egli è stato a Roma con il Sindaco  Raimondo Ambrosino  proprio per parlare alle Istituzioni preposte della necessità di avere sull’isola una struttura attiva ed efficiente, contro la decisione della ASL NA 2 di istituire sull’isola l’ospedale di Comunità.

Quali notizie ci portate da Roma?

Notizie buone nel senso che tutti riconoscono il nostro diritto, e ci spingono a rivendicarlo con forza ed energia, anche perché nel momento presente, dappertutto, si cerca di tagliare. E Procida, stritolata dalle richieste di Ischia e Capri, può lasciarci le penne.

Il discorso è quindi politico?

A parer mio le ragioni politiche prevalgono su quelle sanitarie, e questo perché il sistema a certi livelli si è inceppato. La politica dovrebbe essere a servizio delle esigenze sociali primarie e invece ci tocca vedere una serie di scelte che mortificano le esigenze vitali dei cittadini. Pertanto dobbiamo, qui sull’isola e nel rapporto con le istituzioni campane, continuare a far sentire forte, a livello politico e sociale, la nostra voce.

Dal tuo punto di vista, l’atto predisposto dal Dott. D’Amore responsabile della ASL NA 2, che prevede l’alienazione del nostro Pronto Soccorso Attivo con la nascita di un Ospedale di Comunità, può essere modificato?

Certamente, ed è la Regione Campania che ha questo potere. Quindi le nostre istanze vanno oggi indirizzate alla Regione Campania e in modo specifico al presidente De Luca. E quello che con il Sindaco stiamo facendo attivando i nostri canali politici istituzionali e ogni tipo di pressione democratica. Ma sento che non basta. I cittadini di Procida sanno benissimo che senza il pronto Soccorso attivo ritorniamo indietro di molti decenni e tutte le conquiste ottenute saranno vanificate. Quanti cittadini si sono salvati in questi anni grazie all’attuale struttura? Ne sono testimone. Ma basterebbe anche la vita di un solo cittadino per giustificare l’esistente.

Non dimentichiamo la tragedia nella quale morì Anna Grazia Esposito, che segnò  l’inizio di una sommossa popolare che mise in moto una serie di grosse manifestazioni, con il notorio lancio di monetine verso gli Amministratori dell’epoca. Non vorremmo che si ripetesse oggi quanto accaduto ieri.

Il sacrifico di quella ragazza suscitò in tutti noi – ero allora uno studente – un moto di ribellione contro l’ingiustizia palese. Perdere il Pronto Soccorso Attivo oggi significa  rimanere sull’isola privi di soccorso. E per l’isola questo sarebbe una tragedia. Non dobbiamo aspettare un’altra morte per sollevarci e chiedere con forza quello che ci spetta di diritto e che a Capri è stato concesso. Con il Sindaco noi questo lo stiamo affermando con forza in tutte le sedi. E’ un nostro dovere e continueremo a batterci fino alla fine. Difendere il diritto alla salute è il primo grande obiettivo di tutti noi. E questo lo stiamo facendo insieme cittadini e politici. Ed è una grande novità rispetto a quel lontano passato.

Ci ha impressionati vedere il Vescovo in prima fila ad Ischia nel corteo di protesta per la sanità. L’intervento del nostro vescovo a Procida, nel momento in cui Papa Francesco sta scuotendo le coscienze, definendo la Chiesa un ospedale da campo, potrebbe essere un grande segnale.

Penso che sarebbe una forte testimonianza che potrebbe parlare più di mille altri interventi. Noi comunque siamo sull’allerta, e con la Giunta abbiamo il problema ospedale sempre in agenda.

Sappiamo che esistono fondi stanziati nel 2015 proprio per la sanità nelle piccole isole: sentivo parlare di 5 milioni di Euro. E’ una notizia vera? Procida ne ha beneficiato a livello sanitario.

Si è vero e ci è stato confermato nella nostra andata a Roma, ma di fatto Procida, fino ad oggi, non ne ha beneficiato. Di qui la nostra amarezza. Giovedì incontreremo il Presidente d’Amore  e parleremo con lui anche di questo. Abbiamo al nostro fianco la Dr.ssa Usai Presidente dell’ANCIM  che si sta battendo perché vengano riconosciuti i diritti di Procida. Si è espresso a nostro favore il Dr. Bevere Presidente dell’AGENAS (agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che siederà al tavolo  tecnico conclusivo con De Luca presso il Ministero nei giorni prossimi. Per questo abbiamo chiesto con urgenza  anche un incontro con De Luca e interpellato il Sottosegretario alla Sanità.

Da quanto intuiamo è la Regione Campania il punto nodale. Se la Regione non riconosce le nostre sacrosante richieste, rischiamo di perdere tutto?

Per questo sentiamo settimanalmente il Dr. Tono Presidente della V Commissione regionale della Sanità, il quale ci ha rassicurati che si arriverà ad una soluzione positiva.

Tu quindi, nonostante tutto, sei fiducioso?

Devo essere  fiducioso. Sono fiducioso anche perché Procida oggi ha una nuova squadra di politici che si sta battendo con forza per avviare un discorso nuovo, per risolvere problemi enormi. Primo fra tutti quello economico che i procidani forse non hanno ancora compreso nella sua gravità. E’ come se, in una famiglia, non solo manca stipendio ma c’è anche un mutuo annuo altissimo da pagare per i debiti fatti. I politici che ci hanno preceduto hanno creato sull’isola un danno smisurato. Noi siamo costretti ad amministrare senza avere  neanche il minimo delle risorse. 

Colpisce molto questa tua affermazione. Ogni cittadino cerca il bene personale e non quello comune, per cui non riesce a rendersi conto della gravità in cui ci troviamo L’Amministrazione ha un dovere primario, quello di far comprendere a tutti che il bene comune viene prima di quello personale. Lo  dice continuamente il vostro Sindaco Ambrosino. Dovremmo forse trovare questo spirito nuovo, comunitario che manca?

E’ questo l’obiettivo che ci siamo posti quando ci siamo presentati al paese per governare l’isola. I cittadini ci hanno sostenuto, ma ora bisogna passare ai fatti. Il bene comune non è la somma dei singoli beni personali.  Ma su questo bisogna lavorare molto. L’impegno per la sanità può costituire un banco di prova.

Ma attualmente l’Ospedale in quale stato si trova? Risente dell’incertezza del futuro?

Tutto funziona normalmente. Il procidano deve sapere che la prima lotta la sta facendo il personale intero per cui si lavora come sempre e con la speranza viva che la struttura non venga alienata.  Nessun tipo di servizio è stato sospeso. Dobbiamo solo ripristinare il laboratorio di gastroenterologia.

E per il Distretto sanitario ci sono novità?

La novità più grande resta la nomina della Dr.ssa Lia Aiardo a Direttore sanitario di tutto il Distretto Ischia Procida. Avendo lei lavorato a Procida ha potuto portare nel Consiglio direttivo le esigenze dell’isola e i benefici si vedono già oggi: viene introdotto per l’Ambulatori diabetico anche il servizio oculistico, si è aperto l’ambulatorio di endocrinologia con visita ed ecografia e di dermatologia. Inoltre è stato attivato il servizio farmaci sul territorio per i pazienti del reparto oncologico. E si sta lavorando per avere presto l’ambulatorio di Oncologia.

Mi sembra importante aver realizzato l’isola cardioprotetta.

Dopo  tanta attesa abbiamo finalmente l’isola cardioprotetta  con l’istallazione di tre defibrillatori cardiaci in tre postazioni Marina Chiaiolella, Marina Corricella, Piazza Olmo. Un gruppo di giovani cittadini volontari hanno potuto seguire un corso specialistico  per prestare aiuto a persone che dovessero subire arresto cardiaco, per offrire il soccorso base di supporto per l’uso del defibrillatore, in attesa dell’ambulanza.

Di fronte ai tagli economici per le strutture come avere reagito?

Abbiamo fatto una ricognizione dei luoghi e degli spazi disponibili. Per cui a breve  la Guardia medica e la Guardia medica turistica passeranno nello stabile dell’ex Finaza in via Libertà, e il 118 verrà spostato nel giardino davanti all’ospedale  con un modulo abitativo e le autoambulanze.

Ringraziamo l’Assessore Massa per il suo impegno e la piena disponibilità per questa intervista.

A cura di Vivere Procida

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L’Assessore alla Sanità Carlo Massa

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