A colloquio dal Presidente del Consiglio: Avv. Antonio Intartaglia

Iantonio intartaglianauguriamo, con questa intervista, una rubrica che ospiterà periodicamente il punto di vista del Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Intartaglia, avvocato.

Quest’iniziativa è motivata dal fatto che, in Italia, il Consiglio Comunale è il principale organo collegiale dell’ente territoriale locale di base, il Comune,  e ha funzione di  indirizzo e di controllo politico-amministrativo.

La carica di Presidente del Consiglio Comunale è molto importante perché rappresenta il Consiglio, sovraintende e assicura il buon andamento dei lavori. È un organo super partes che ha il compito primario di tutelare i diritti e le prerogative di tutti i consiglieri, garantendo l’esercizio effettivo delle loro funzioni.

Antonio, come ti trovi nei panni di Presidente del Consiglio Comunale?

“Cerco di interpretare  il mio ruolo rispettando il senso della legge. Nelle passate stagioni legislative, i Presidenti del Consiglio che mi hanno preceduto esprimevano opinioni e condizionavano le scelte del loro gruppo nel corso dell’assemblea. Io cercherò, invece, di astenermi dai commenti, anche fuori dall’aula consiliare, nel rispetto della mia funzione super partes”.

Qual è l’obiettivo del Consiglio comunale  così come il legislatore lo ha inteso?

“Sicuramente realizzare una effettiva democrazia partecipativa: il Consiglio Comunale è pensato come la forma massima di partecipazione dei cittadini alle istituzioni”.

Purtroppo, negli ultimi anni, le aule del Consiglio sono andate piuttosto deserte. Che cosa può rendere possibile riavvicinare i cittadini alle sedute di un Consiglio Comunale?

 “Sicuramente dovrebbe aumentare la partecipazione attiva di tutti i consiglieri. Di solito, il dibattimento, soprattutto nelle passate legislazioni, avveniva solo tra consiglieri di opposizione e sindaco. È vero che tutti hanno la possibilità di esprimersi nelle Commissioni, ma è altrettanto vero che partecipare in Consiglio dà la vera misura dell’approfondimento e della conoscenza raggiunti riguardo a un problema. Il Consiglio è una palestra: ci si prepara sull’argomento e poi lo si presenta organizzando le idee e il modo di esporle, in modo da catturare l’attenzione di tutti, farsi ascoltare. Attraverso quest’ esercizio, si impara a dar vita alla democrazia così come era nell’ispirazione del legislatore: far incrociare punti di vista diversi, saper accogliere i contributi altrui. Più si agisce così, più i cittadini si appassionano alla politica”.

A volte può esser questione di timidezza non intervenire in Consiglio…

“Anche quella si supera con l’esercizio: vincere i timori, la paura di non essere all’altezza, imparare a mantenersi freddi e a gestire le proprie emozioni. Ci saranno molte occasioni in futuro per mettersi alla prova: in passato il numero dei Consigli comunali erano 5-6 all’anno, ora se ne tengono molti di più”.

Altri aspetti da migliorare nella pratica del Consiglio?

“L’arricchimento delle proposte provenienti dalla minoranza.  Superare la tentazione di scrivere inutili interrogazioni su cui incentrare lunghissime discussioni e invece intervenire sui problemi da risolvere, con contributi propositivi. Va ricordato che la minoranza in consiglio comunale ha lo stesso interesse della maggioranza a far sì che i provvedimenti adottati siano utili per la collettività. La collaborazione delle minoranze è centrale nel gioco della democrazia”.

A volte le sedute del Consiglio comunale sono lente, stanche, si trascinano con grande fatica di tutti…

“Sì, addirittura in passato succedeva spesso che i lavori veri e propri fossero preceduti da lunghissime commemorazioni, anche di tre quarti d’ora, un’ora, ci si dilungava eccessivamente. Non ci si rende conto che perdere tempo significa perdere l’attenzione del pubblico, che la prossima volta si guarderà bene dal partecipare, troverà di sicuro qualcosa di meglio da fare”.

Che cosa, secondo la tua esperienza, interessa veramente il pubblico presente in aula?

“La discussione su fatti concreti.  È un circolo virtuoso: più c’è partecipazione dei cittadini, più aumenta l’interesse dei consiglieri a prepararsi sui vari argomenti; più cresce il livello di preparazione dei consiglieri, più cresce la partecipazione dei cittadini, perché la discussione si anima, il dibattito si approfondisce man mano di contenuti nuovi”.

Quindi dare vitalità all’organo di governo avvantaggia tutti, cittadini ed amministratori.

“Certamente. Dibattere in modo approfondito un tema in presenza di un nutrito gruppo di cittadini ha anche una ricaduta vantaggiosa immediata nel paese: i cittadini presenti porteranno nei contesti in cui vivono e lavorano le istanze condivise in Consiglio e prepareranno automaticamente, anche in modo involontario, il terreno per la loro applicazione. In tal modo, i provvedimenti adottati incontreranno meno difficoltà a entrare a far parte del vissuto dei cittadini”.

Nell’ultimo  Consiglio Comunale, del 12 febbraio, sono stati approvati due importanti regolamenti.  

“Fondamentale è stata l’approvazione del Regolamento sul Forum dei giovani, che è il presupposto per l’effettiva partecipazione dei giovani. Pensa che esisteva già una legge comunale sulla materia fin dal 2008, ma ad essa non era mai stato dato seguito, al punto che nessuno se ne ricordava neanche più, non solo i giovani ma anche i consiglieri più anziani di maggiore esperienza. In generale, se esiste una legge ma manca il regolamento di attuazione, la legge rimane solo un buon proposito”.

Si sente molto la giovane età dei nuovi amministratori? Che ruolo gioca l’inesperienza?

“È naturale che si senta, ma tutti stanno lavorando e si formeranno, diventando più avvezzi alle pratiche amministrative. L’importante è rafforzare il legame con i dipendenti comunali che sono la memoria storica del Comune e conoscono le procedure in modo approfondito. In più, alcuni di loro sono sempre stati presenti alle assemblee consiliari. Mi riferisco a Salvatore Scotto di Covella, a Michele Ambrosino”.

E riguardo all’approvazione del Regolamento sul contributo di sbarco?

“Importantissimo. Le compagnie di navigazione da tempo incassavano il contributo ma il Comune non aveva nessun controllo sugli importi per ottenere che venissero versati nelle casse comunali. Con l’adozione del Regolamento  si cerca di entrare in questo meccanismo e di disciplinarlo”.

In Consiglio è emerso il problema, sollevato dal consigliere Menico Scala, su come controllare e ottenere il pagamento del contributo da parte di vettori occasionali di società minori.

“Un’ipotesi potrebbe essere quella di stipulare un contratto o una convenzione con gli ormeggiatori. Ma questo sarà uno di quei temi che tutti insieme,  amministratori e opposizioni dovranno studiare a fondo nella ricerca di soluzioni adeguate”.

Altra questione mossa dalle opposizioni è la difficoltà di pagamento degli stipendi che questa giunta incontra. Difficoltà che non esisteva nella passata amministrazione. Come si spiega?

“Nel 2015 è entrata in vigore una legge del 2011, la legge di Stabilità, che vieta agli enti pubblici di attingere da fondi europei, statali, regionali per utilizzarli in modo diverso da quello a cui sono destinati. In un recente passato, i precedenti amministratori avevano usato per il pagamento degli stipendi, fondi destinati al completamento dei depuratori. E infatti, il sistema di depurazione non è ancora stato portato a compimento!”

La legge ha voluto vietare queste pratiche?

Non solo, ha voluto stroncarle! Ha infatti previsto la responsabilità patrimoniale personale dei funzionari comunali coinvolti, a garanzia che certe procedure non siano più possibili. Infatti, a luglio 2015, i proventi dell’IMU che avrebbero potuto essere utilizzati per il pagamento degli stipendi, proprio in virtù di questa legge, sono stati destinati a copertura dei fondi per il completamento dei depuratori”.

La giovane amministrazione insediatasi appena a giugno ha avuto un avvio difficilissimo…

“Sì! E l’obiettivo è ancor più difficile: riavvicinare i cittadini agli organi di governo, restituire credibilità alle istituzioni”. 

Rifondare su nuovi presupposti la vita della collettività:  il Consiglio Comunale è il fondamentale strumento a disposizione. 

“È importante sottolineare che per quel che riguarda la Presidenza del Consiglio non esiste tutt’oggi un Regolamento di disciplina dell’attività. Questo è di sicuro un impedimento per il buon andamento dei lavori, che dovrebbero svolgersi nell’osservanza e nella corretta interpretazione del Regolamento”.

Un proposito per la tua attività di Presidente nel corso di questo mandato?

“Essere il Presidente di tutti, fare in modo che le minoranze possano sempre esprimersi in Consiglio. Solo così si pratica la democrazia”.

Grazie Presidente e buon lavoro al Consiglio Comunale.  

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