“Comunicare ai cittadini ogni scelta, essere trasparenti e leali.” – Intervista a Giovanni Villani

giovanni villaniGiovanni Villani, consigliere delegato al Bilancio ed al Patrimonio,  ha più volte preso la parola in questi mesi, in assemblee pubbliche o in articoli di giornale o sui social, per dare spiegazione ai cittadini sulla grave situazione economica e finanziaria del nostro Comune. Molti si rivolgono a lui, per conoscere la situazione relativa alle spese comunali, alle imposte, alle tasse, all’evasione fiscale, ai pronunciamenti della Corte dei Conti riguardo al nostro “pre-dissesto”,  chiamandoLo erroneamente Assessore.

Ci vuole spiegare Dottor Villani quale è la differenza tra un Consigliere Delegato e un Assessore?

La differenza è sostanziale, a rigore di termini. Un Assessore ha autonomia decisionale e di spesa, il Consigliere Delegato svolge una funzione propositiva e collaborativa. Pertanto  ogni qualvolta sono interpellato su qualche problema di carattere economico, finanziario ed amministrativo metto a disposizione della Giunta, e quindi del Paese, le mie conoscenze e competenze professionali o le mie proposte in merito a tali problemi. Successivamente sarà la Giunta, qualora ritenga la mie indicazioni valide, a trasformarle in delibere.

Lei ha più volte ringraziato alcuni professionisti che La stanno affiancando in questo ruolo di consulente, soprattutto in un momento delicato in cui il Comune di Procida ha rischiato il dissesto.

Come avevamo già indicato nella campagna elettorale, ho continuato a riunire anche dopo le elezioni il Gruppo Economia de “La Procida che vorrei”, costituito da valenti professionisti del settore che volontariamente si sono messi a disposizione  per affrontare insieme i problemi economici, finanziari e patrimoniali della ns. Isola. E’ un’esperienza nuova per il Comune di Procida avere collaboratori, peraltro professionisti, volontari che porta i suoi frutti, in quanto il confronto tra noi  ci porta ad affrontare i problemi da vari punti di vista e la soluzione o la proposta che poi indichiamo alla Giunta ha una forza maggiore. Ci vediamo stabilmente ogni 15 giorni nella Sala Consiliare e le riunioni sono aperte. E’ fondamentale osservare i fenomeni da più punti di vista.

So anche che per alcuni aspetti ci sono state delle consultazioni più allargate.

Tutte le volte che lo abbiamo ritenuto opportuno, ma vogliamo che diventi la regola di comportamento, ci siamo rivolti agli operatori del settore, i “c.d. stakeholders”. Per esempio quando abbiamo aumentato sia l’aliquota TASI per le abitazioni principali sia l’aliquota IMU per due fattispecie agevolate,  abbiamo interpellato i professionisti locali (come dottori/ragionieri commercialisti, CAAF), che sono spesso l’interfaccia tra il Comune ed i Contribuenti, trovando sempre grande disponibilità e fattiva collaborazione. Oppure quando l’Ufficio riscossione “Tassa rifiuti” ha convocato (e continua a convocare)  i cittadini per verificare le differenze tra i mq dichiarati ai fini della tassa ed i mq reali, abbiamo interagito con altri professionisti (come ingegneri/architetti, geometri/…), ai quali i Cittadini si rivolgono, affinché li supportino per riscontrare celermente le richieste di chiarimenti dell’Ufficio. 

A proposito della TASI e dell’IMU può spiegarci un po’ come è la situazione, anche perché abbiamo saputo che per alcuni c’è la possibilità di un rimborso. Chi avrà diritto a questo rimborso?

E’ un discorso molto tecnico ma cercherò di semplificarlo al massimo. La fattispecie riguarda solo ed esclusivamente due situazioni:

  1. Abitazioni (e pertinenze annesse) concesse in uso gratuito a parenti di 1° grado in linea retta che la utilizzano come abitazione principale;
  2. Unità immobiliari (e pertinenze annesse) interamente locate dal soggetto passivo d’imposta a persone fisiche, con contratto di cui alla L.431/1998.

In queste due sole casistiche il diritto al rimborso TASI per l’abitazione principale esiste se, e solo se, non si è attivata la compensazione con l’IMU a dicembre 2015. Sul Sito del Comune esiste, al riguardo, un modello da presentare entro il 30.6.2016 se è stata attivata la compensazione TASI/IMU ovvero si chiede il rimborso TASI, ripeto, solo per le due succitate fattispecie.                          

Non si poteva evitare questo aumento della TASI dallo 0,2% allo 0.25%?

La situazione ereditata è a dir poco critica, ed ogni giorni si evidenziano fenomeni nuovi; ricordiamo che il Comune di Procida vive già di fatto una situazione quotidiana di dissesto finanziario! Ora, stante i ridotti trasferimenti dallo Stato al Comune di Procida, 85.000 euro per l’anno 2015 visto che siamo ritenuti “ricchi”, si è proceduto a razionalizzare le spese improduttive per circa 600.000 mila euro su base annua; poi, avendo da coprire anche il disavanzo di amministrazione lasciato in eredità dagli ex Amministratori, è stato necessario aumentare le entrate tributarie per circa 350.000 mila euro. Siamo stati “invitati” ad aumentare la TASI fino al 0,33% per essere ancor più credibili agli occhi della Corte dei Conti ma noi abbiamo scelto di fermarci allo 0,25% per non aggravare molto la pressione fiscale sui cittadini, peraltro ereditata già al top!

Aggiungo che la TASI dal 2016 non ci sarà più e lo Stato dovrà trasferire ai comuni risorse equivalenti all’incassato 2015. Avendo portato l’aliquota allo 0,25 %, avremo per il 2016 risorse proporzionate a tale aliquota e quindi ne ricaveremo un beneficio. Ci tengo anche a dire che l’altro intervento sull’IMU (abolizione dell’aliquota agevolata) può essere un’opportunità per i Procidani, come ho avuto modo di dire nell’assemblea pubblica del 9 dicembre 2015. E sono a disposizione a tal riguardo. 

E’ utile aggiungere, infine, che il ns. Comune deve dotarsi di un Servizio di gestione dei tributi equo, trasparente ed orientato alla crescita. L’obiettivo è si quello di risanare i conti del Comune, che deve abituarsi a tenere i comportamenti del “buon padre di famiglia” , ma soprattutto quello di cominciare a fornire servizi fondamentali ad una Comunità bistrattata e delusa, dandole una prospettiva.

Parliamo ora un po’ del tanto temuto dissesto sul quale ci sono state anche divergenze con una parte della Minoranza. Sappiamo che con la deliberazione 248 del 14 dicembre 2015 la Corte dei Conti  ha temporeggiato, in attesa della legge di stabilità 2016, limitandosi peraltro a dare un giudizio positivo sulle vostre prime scelte adottate per il risanamento.

Le divergenze con una parte della Minoranza, che vuole mistificare la realtà,  sono del tutto incomprensibili. Per cui è necessario dare ai cittadini notizie chiare e precise con riferimenti a provvedimenti riscontrabili in atti ufficiali e non fondate su teorie “creative” o interpretazioni prive di fondamento giuridico e/o normativo.  La Giunta Capezzuto aveva predisposto un piano di riequilibrio finanziario pluriennale da attuarsi in 7 anni, dal 2013 al 2019, per coprire una massa passiva inziale (disavanzo  + debiti fuori bilancio + passività potenziali) di circa 7 milioni di euro, portata poi dalla Corte dei Conti a 8,6 milioni di euro.

Quando a Giugno 2015 è subentrata la Giunta Ambrosino non solo  non era stato realizzato alcun risanamento per gli anni 2013-2014 e per i primi 6 mesi del 2015 (la Corte dei Conti ha detto che “nessuno degli obiettivi intermedi era stato raggiunto”),  ma il Ragioniere dr. Roggiero ci ha posto davanti una situazione molto più critica che parlava di una massa passiva di  oltre 24 milioni di euro; massa passiva che la Giunta Capezzuto doveva deliberare entro maggio 2015 come “riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi”, per effetto della nuova contabilità degli Enti Locali obbligatoria dal 1 gennaio 2015: cosa che non è stata fatta!

Perché? Perché, aggiungo, non è stato approvato il Bilancio di previsione 2015 entro il 30 maggio 2015? Perché non è stato fatto nulla per recuperare il 49% della quota di partecipazione del Comune in Marina di Procida, persa il 3 novembre 2014? ….. 

Pertanto la Prefettura ci ha diffidato, fin da giugno appena siamo stati eletti,  a deliberare tale accertamento e ad a definire il relativo piano di rientro.

Cosa succederà ora a Gennaio con la nuova Legge di Stabilità? Sappiamo di un emendamento riguardante gli enti locali che si trovano in condizioni di pre-dissesto. Esso prevede un risanamento in 30 anni per il disavanzo di amministrazione. Procida rientrerà in questo nuovo percorso?

L’emendamento è stato fortemente voluto dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) presieduta da Piero Fassino col quale ho più volte interagito in questi mesi per sostenere l’emendamento insieme ad altri Amministratori. Aggiungo, sempre a chiarezza del quadro di riferimento, che a giugno 2015 col Decreto Legge 78/2015 veniva consentito ai comuni in pre-dissesto, che avevano adottato in via sperimentale la nuova contabilità, di rimodulare il piano di riequilibrio finanziario in 30 anni; tra questi Comuni non rientrava Procida. E qui, un’altra domanda: perché il Comune di Procida non ha adottato negli anni pregressi in via sperimentale tale contabilità per beneficare di tale opportunità?

Con l’emendamento ora entrato nella legge di Stabilità  2016 anche il Comune di Procida è interessato. E questo significherà una svolta positiva per la ns. Comunità perché ci permetterà di spalmare il disavanzo in 30 anni.

 

Sembra un percorso logico e chiaro e allora perché parte della Minoranza non  è convenuta sulle vostre scelte?

La Minoranza, con un atteggiamento imbarazzante, sapendo che il decreto legge 78/2015 aveva concesso ad alcuni comuni il risanamento in 30 anni, affermava con forza che anche noi dovevamo rimodulare il piano di risanamento da 7 anni a 30 anni. Dovevamo quindi operare una forzatura interpretativa al decreto legge. Abbiamo interpellato sia la Prefettura sia il Revisore dei Conti, che non hanno avuto dubbi sulla bontà del ns. comportamento, dicendoci che quel decreto legge era solo per i comuni specificamente designati, tra i quali non c’era il Comune di Procida e che noi stavamo operando correttamente confermando il piano di riequilibro nei 7 anni scelti dalla precedente Amministrazione.

Poi, vista la infondatezza di quello che diceva, la stessa Minoranza è ritornata sull’atto di indirizzo della Sezione Autonomie della Corte dei Conti di febbraio 2015 che consentirebbe una rimodulazione del Piano di riequilibrio in 30 anni…ma qua la stessa Corte ha evidenziato che la Sua era una posizione in via interpretativa che poteva avere un seguito se e solo se interveniva una norma di legge a supportarla, in un quadro normativo peraltro lacunoso e contraddittorio!

 

Possiamo quindi dire oggi che la possibilità del dissesto si è allontanata definitivamente?

Siamo fiduciosi, aspettiamo di conoscere l’applicazione della Legge di Stabilità 2016 e stiamo sollecitando la Corte dei Conti ad incontrarci per armonizzare le indicazioni ricevute nella deliberazione 248/2015 e la legge di stabilità 2016. Lo spirito di tale legge di stabilità è comunque quello di cominciare ad aiutare i molti comuni che si trovano in difficoltà, anche con altri interventi.

Volendo dare un giudizio complessivo sul risanamento del Comune  di Procida , lei è  abbastanza ottimista per il futuro?

Ho fiducia: parola da riscoprire anche nella vita quotidiana e sono persuaso che il risanamento economico e finanziario dell’ente non può prescindere dal risanamento sociale, dal rinnovamento culturale dell’Isola.

Non basta quindi risanare economicamente l’Ente comunale per avviare un cambiamento duraturo?

No, perché gli amministratori passano, passano le scelte di indirizzo della classe politica. Lo zoccolo duro di un paese è il corpo sociale. Se il corpo sociale non è fortemente coeso su valori condivisi, se non è intriso di valori…tutti gli sforzi che noi faremo non si radicheranno nei comportamenti sociali e non produrranno crescita e benessere. Faccio qualche esempio: c’è sull’isola una grande area  di evasione fiscale, che stiamo cercando di correggere per ristabilire equità e trasparenza. Non è percepito da tutti il principio che la “fedeltà fiscale” è un bene-comune che va coltivato dai cittadini…Pagar tutti significa pagar di meno… Un cittadino che non paga fa un danno all’Ente e alla cittadinanza.

Un altro aspetto: la tassa dei rifiuti, che è spropositata, presenta un altro punto debole: vengono spesso nascosti i metri quadrati di superficie delle unità immobiliari. Fino ad oggi, incrociando i dati disponibili al Comune, abbiamo individuato 12.000 metri quadrati sottratti al tributo. E potrei continuare…

 

C’è da tener presente che c’è una fascia di persone che  si sottopone a questi sotterfugi perché si trova in difficoltà economica o sociale.

Lo capisco. Ma allora dobbiamo affrontare insieme il problema. Se ci sono famiglie disagiate dobbiamo mettere in atto la solidarietà sociale attraverso tutti quei benefici che lo Stato può offrire. Se lo Stato può far poco e il Comune non ha risorse, come oggi nel nostro caso, chi dovrà andare incontro a queste famiglie disagiate? Chi dovrà prendersi cura di loro? Stiamo riflettendo anche sul “baratto amministrativo”…Nel frattempo se qualcuno non paga la bolletta ci dovrà essere qualcun altro che viene in soccorso. L’Ente locale non può più fare un euro di debito, come ha fatto imprudentemente nel passato, per evitare che siano i ns. figli e pronipoti a pagarne le conseguenze. Anzi  se i cittadini si accorgono che  i bilanci presentano disavanzi devono intervenire per correggere le scelte dei politici.

Noi siamo convinti che la partecipazione ed il volontariato siano una grande forma di solidarietà verso gli altri cittadini a tutti i livelli. E Procida fino ad oggi ha espresso anche tali forme,  ma, come dicevo prima,  se vogliamo un vero risanamento è necessario che  si venga fuori dall’indifferenza, dall’immobilismo, dalla delazione, dall’individualismo, dal pregiudizio e dal vedere il politico al servizio di interessi particolari e non generali.

Riteniamo corretta una tale scelta, perché convinti che si  va dal politico per chiedere solo i propri diritti o per proporre soluzioni ai problemi di cui tutti possono beneficiare.

Chiediamo a tutti la trasparenza nell’esercizio di doveri e nella rivendicazione dei diritti. Infatti abbiamo cominciato noi per primi ad essere trasparenti, leali, senza nascondere niente, neanche un euro va nascosto ai cittadini: l’esempio è la migliore testimonianza! I cittadini devono sapere tutto perché noi siamo delegati a esercitare l’amministrazione dei soldi dei cittadini. Comunicare ai cittadini ogni scelta è uno dei valori fondamentali di questa compagine amministrativa.

Tornando un attimo al problema dei rifiuti. Non  le sembra che i costi alti per i rifiuti andrebbero abbattuti?

Lo pensiamo sicuramente. Lo pensavo prima come cittadino, lo penso oggi come consigliere delegato al Bilancio.  Questa è la struttura dei costi di gestione del servizio ereditata: 3,3 milioni di euro all’anno, una cifra enorme per un Comune di 3,7 Kmq e con 11.000 abitanti. Di questi 3,3 milioni, 2,4 milioni circa vanno alla Tekra per la raccolta, lo spazzamento ed il trasporto; poi ci sono i costi di conferimento agli impianti (per organico, multi materiale, vetro, legno, ferro,…) ed alle discariche (per il secco indifferenziato); poi il costo per la riscossione dei tributi e poi i costi per il mantenimento dell’area ecologica a Via IV Novembre; infine i costi per raccolte cd. “extra” di materiali non classificabili rifiuti urbani (es. amianto, bitume, secchi di vernici ecc…) e sostenuti – purtroppo –  per far fronte a comportamenti irresponsabili di pochi a scapito dell’intera collettività. Abbiamo quindi in programma di rivedere, insieme a Tekra, l’organizzazione del servizio per renderlo più rispondente alle ns. esigenze.

Ma la raccolta differenziata non dovrebbe portare delle entrate  nella vendita delle sostanze riciclate.

Si ma oggi è minima l’entrata che possiamo ricavare rispetto al costo complessivo. Riusciamo a ricavare un’entrata di circa 110.000 euro all’anno. L’obiettivo vero è quello di produrre meno rifiuti a monte e poi fare di più e meglio la raccolta differenziata.

Un ultima domanda sulla macchina comunale. Sappiamo che avete ogni mese difficoltà con gli stipendi degli impiegati comunali. Ogni giorno vivete di fatto il dissesto finanziario. Come va il rapporto con questi impiegati e con gli uffici.

Devo dire, per quanto mi riguarda, che c’è stata subito un’intesa e che si sta operando bene, in particolare col Servizio Finanziario, sempre disponibile e reattivo. Se, in generale, qualche difficoltà ancora persiste è per una confusione di ruoli tra Amministrazione Comunale ed Organizzazione Amministrativa che si è stratificata in comportamenti distorti che non puoi cancellare dall’oggi al domani. Nel Comune ci sono due realtà: i politici con le loro scelte di indirizzo ed i Servizi e gli Uffici amministrativi che devono recepire le scelte e metterle in atto. Tuttavia per decenni l’Amministrazione Comunale anche a Procida ha prevaricato l’Organizzazione Amministrativa ed oggi, ad esempio,  si presentano al Comune fornitori che fanno riferimento ad “accordi verbali” con precedenti Amministratori nella fornitura di beni e servizi e reclamano di essere pagati…..è una stortura che umilia gli stessi dipendenti comunali che si vedono annullati nella loro professionalità.

Grazie di queste utili informazioni che tutti i cittadini devono conoscere per rendersi conto in quali difficoltà oggi siamo costretti a muoverci.

A cura della redazione “Vivere Procida”

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