Antonio Carannante

L’Assessore Carannante: «Il 2016 è stato un anno impegnativo e di ricostruzione, nel 2017 inizieremo a lanciare le prime basi per il futuro. La nostra forza? Una grande stima e l’eterogeneità di esperienze»

Pubblichiamo l’intervista con l’Assessore Antonio Carannante realizzata a fine dicembre con il bilancio delle attività del suo assessorato nell’anno appena passato.

Il 2016 volge al termine: se dovessi riassumere questa annata in poche parole come la definiresti?

Il 2016 è stato un anno di assestamento. Possiamo ritenerci soddisfatti. Infatti, dopo i primi mesi della consiliatura, durante quest’anno ci siamo meglio addentrati nella macchina amministrativa e posto le prime basi per il futuro. C’è tantissima strada da fare, ma se guardo indietro mi rendo conto del difficile e duro lavoro di ricostruzione che abbiamo avviato, spesso correndo il rischio di apparire lontani dalla nostra stessa base, e di questo siamo molto rammaricati. Ce ne siamo resi conto proprio in questi mesi, ma c’era tanto tanto da fare e siamo stati costretti a lavorare a testa bassa. E poi, posso dirlo, quest’anno la nostra compagine si è amalgamata ancora di più. La nostra forza è la grande stima reciproca, e l’eterogeneità di esperienze di cui siamo portatori.

Entrando nello specifico, facciamo un piccolo resoconto del lavoro compiuto riguardo le tue deleghe, partendo dal Contenzioso.

Sono più che soddisfatto. Tramite l’istituzione di una short list di avvocati e razionalizzazione delle spese siamo passati da una spesa dei servizi legali di circa 200.000,00 Euro annui a circa 60.000,00 Euro, ma con un effetto ancor più virtuoso: questa spesa è in gran parte definitiva sin dal conferimento dell’incarico al professionista, per cui le prossime annualità non ci saranno grandi aggravi di costi, come invece sta oggi avvenendo per gli incarichi dati in passato, per i quali non siamo ancora in grado di calcolare il preciso ammontare.

A che punto siamo invece con Vivara? Torneremo mai a vedere quel cancello aperto?lavori ponte vivara

Preciso subito una cosa: i cittadini devono sapere che come amministrazione, tra i tanti muri di gomma della burocrazia, abbiamo approntato tutto quanto necessario per aprirlo al pubblico. Innanzitutto, in seguito ai lavori di salvaguardia degli immobili esistenti, abbiamo predisposto il nulla osta all’apertura al pubblico; abbiamo poi predisposto, sempre per motivi di sicurezza e a tempo di record, l’installazione di un parapetto lungo il ponte, e poi un’intesa con la Fondazione per gestirne le visite. Tutto è pronto. Adesso resta solo la complessa battaglia legale in atto sulla proprietà di gran parte dei beni della Fondazione, tra cui appunto Vivara. Su questo aspetto mi limito ad osservare che, come Comune di Procida, vogliamo solo far fruire al pubblico un bene cosi prezioso del territorio procidano come la Riserva Naturale di Vivara. Per questo stiamo interloquendo con tutte le parti. I primi riscontri sono positivi. Siamo sicuri della collaborazione di tutti in nome di Vivara. Confidiamo nel buon senso di tutti le parti in causa e nel loro spirito di appartenenza a questo piccolo angolo di paradiso: aprirlo al pubblico è un’assoluta opera meritoria, che rimarrà nella memoria della nostra comunità, e non solo.

Passiamo alla delega più “pesante”: Palazzo d’Avalos, l’ex carcere.

Anche su questa delega sembrerebbe tutto fermo. Ma non è affatto così. Si tratta di tematiche molto complesse, che presuppongono una profonda conoscenza tecnica, e che pertanto necessitano di tempi lunghi. Difatti, a breve istituirò un tavolo tecnico dell’assessorato con professionisti nelle varie discipline. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatto: il 2016 è stato un anno importante, perché sarà ricordato per l’apertura al pubblico dell’ex carcere. Infatti, fu aperto solo per un breve periodo negli anni scorsi, ma da novembre invece lo abbiamo aperto in pianta stabile approntando un percorso ben definito, tramite le locali associazioni Millennium, Vivara, ProLoco e Indiefferenti, e un sistema di prenotazione on line. Riattivando la procedura impantanata di fondi ANCIM è stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato, i cui lavori sono stati terminati con molte difficoltà, tra l’aggiudicazione nel settembre 2015 e gli ultimi “accorgimenti” nel luglio 2016. Siamo contenti. E’ un obiettivo che ci eravamo proposti di raggiungere quest’anno. E così è stato.

Senza fondi e senza personale. Come ci siete riusciti?

Grazie a tanti volontari e il coinvolgimento della comunità. Un ringraziamento particolare va alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia, ad Operazione Primavera e ai tanti altri volontari procidani che hanno gratuitamente diserbato il tenimento agricolo; ma ringrazio anche tutti i volontari che si sono occupati della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure da distribuire ai turisti. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.

 

Parliamo un po’ del Convegno su Palazzo d’Avalos dello scorso settembre.

Sì, sono fermamente convinto che occorre lavorare su più livelli: col territorio, le Istituzioni e i privati. Quindi, creare sinergie con le Istituzioni centrali e di far conoscere il più possibile la struttura anche per attirare possibili investitori. In questa direzione è stato organizzato a settembre scorso il Convegno: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”, organizzato insieme a l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente On.le Silvia Velo, dell’ANCIM nella persona della dott.ssa Giannina Usai, e dell’Assessore regionale ai fondi europei Serena Angioli. Abbiamo quindi messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), alcuni soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta Formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli) e la parte relativa all’agricoltura biologica. Non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno a cui voglio dare cadenza annuale e che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola.

Si è mosso qualcosa?

Certamente. Proprio a margine del Convegno fu subito concordata la volontà con ANCIM ed ENEA di istituire nel 2017 una Scuola di interesse nazionale di Alta Formazione per le politiche energetiche, identificando Palazzo d’Avalos come bene simbolo da recuperare. Sarà un altro evento che porrà l’ex Carcere alla ribalta nazionale. Inoltre a fine novembre siamo stati convocati dall’ANCIM all’isola di Caprera per la sottoscrizione del “Contratto per lo sviluppo dei beni culturali nelle isole minori” alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. Al quale ho personalmente rappresentato l’importanza strategica di questo complesso per l’intero Meridione d’Italia.

Prossimi passi?

Passaggi importanti. Entro la primavera prossima procederemo, come da cronoprogramma, ad approvare il Piano Particolareggiato da condividere con un evento pubblico. Procediamo con passi significativi, con duro lavoro. Purtroppo per un’opera così importante i 3 anni e mezzo che restano per la fine della consiliatura sono pochi, ma faremo il possibile per porre basi importanti. Una cosa è sicura, tutto quello che sarà di questa magnifica struttura dovrà avvenire partendo dal basso, coinvolgendo il territorio.

Tra le tue deleghe c’è, infine, quella sul Lavoro Marittimo: un altro settore indispensabile per la nostra isola. Che notizie ci porti a riguardo?  

All’economia marittima dobbiamo tanto, quasi tutto. Mi sono ripromesso di rafforzare questa nostra identità e anche qui di creare rapporti istituzionali per tentare di dare un contributo concreto alle problematiche di questa categoria di lavoratori anch’essa in sofferenza. Ad aprile ho organizzato un Convegno Nazionale sul Lavoro Marittimo con l’ambizione di posizionare Procida come baricentro di questo settore a tutti i livelli, così a fine settembre, con il Circolo Capitani e Macchinisti (che continuo a ringraziare per l’attivismo), il pilota procidano Fabio Pagano e la Preside Maria Saletta Longobardo, ho organizzando un incontro pubblico tra il mondo della scuola e le Istituzioni dal titolo: “Dalla scuola al comando”. Anche qui i risultati non sono tardati a venire, è stata recepita dal Ministero la nostra richiesta di fare in modo che il giovane marittimo che non superi una delle prove previste per il certificato di competenza o addestramento, potrà ripeterla entro 12 mesi senza ripetere tutte le altre prove, come invece avveniva in passato. Abbiamo fatto anche altre richieste. Siamo in attesa di riscontri.

Leggiamo spesso comunicati aggressivi dell’opposizione. Cosa ne pensi?

Parto da un presupposto: non dimentico mai il ruolo che occupo e la grande responsabilità che come amministratori abbiamo nei confronti della popolazione e della vita pubblica dell’isola. E non dimentico che siamo da esempio, specie per i più giovani. Detto questo anche in politica ci sono tanti modi di ricoprire ruoli pubblici. Ad esempio, per quanto riguarda la questione Ospedale, non ho condiviso da un punto di vista istituzionale la scelta dei consiglieri di opposizione di partecipare a un separato ricorso al TAR, né il tono del manifesto che l’opposizione ha predisposto all’indomani della sentenza. Sono piccoli campanilismi che su questioni così ampie non danno un contributo positivo alla vita pubblica, anzi. Pertanto, ci siamo ben guardati dal replicare. Rimango fermamente ancorato al concetto della politica intesa come arte del confronto intellettualmente onesto sulle idee e sulle azioni. Non ci si può limitare solo a diffondere una “cultura del sospetto” e a difendere a oltranza quello che si è fatto, semmai secondo una propria versione. Sappiamo tutti che il tempo conferma o smentisce. Adesso occorre solo guardare al futuro: invito quindi l’opposizione ad avanzare più proposte costruttive. Solo così si contribuisce davvero alla crescita dell’isola.

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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Intervista all’Assessore Antonio Carannante in merito alla riapertura di Palazzo d’Avalos

Assessore Carannante, finalmente ci siamo. Palazzo d’Avalos dall’8 novembre sarà riaperto al pubblico. Come si potrà visitare e chi si occuperà della fruizione della struttura?carcere-ingresso-direzione

L’apertura avverrà dal 4 novembre con il Procida Arteticha Cinefest. Inizialmente, da martedi 8 a domenica 13 novembre sarà aperto gratis solo ai procidani, un gesto simbolico per far riappropriare il bene alla comunità: si potrà visitarlo solo con prenotazioni al numero 333/3510701. Successivamente, dal 15 novembre sarà possibile visitare a pagamento solo tramite prenotazione online sul sito www.comune.procida.na.it. Si potrà entrare a gruppi di 30 persone con tre visite giornaliere (h. 9.30-11.30-14.00). Riguardo la gestione delle visite, a giugno abbiamo indetto una manifestazione d’interesse per l’organizzazione e gestione delle visite guidate (anche in lingua straniera), alla quale hanno aderito 4 associazioni locali alle quali abbiamo affidato tale compito al fine di offrire più opportunità possibili alle risorse, specie più giovani, della nostra isola. Queste 4 associazioni si alterneranno settimanalmente nella gestione delle visite. Con loro ho iniziato un percorso comune per la condivisione dei testi delle brochure, la creazione di un logo per Palazzo d’Avalos, ma anche per la comunicazione: abbiamo deciso di dare risalto anche alla parte storica del palazzo, e non solo all’aspetto carcerario. Questo anche per orientare ancor più l’isola verso un turismo culturale.

corridoio-1-pianorCi sarà un biglietto d’ingresso?

Sempre in un’ottica di razionalizzazione delle risorse ma anche di un’efficienza del servizio abbiamo previsto un sistema di prenotazione online tramite il sito istituzionale del Comune di Procida www.comune.procida.na.it a un prezzo di 5 euro per i procidani e 10 euro per i non residenti. In questo modo eviteremo le file all’ingresso e sarà possibile sapere in anticipo se effettuabile la visita. I ricavati saranno reinvestiti nella struttura. Sarà possibile prenotare fino alle ore 12.00 del giorno prima, e si effettueranno le visite a gruppi di 30 persone (al massimo) negli orari indicati nel sito, sul quale sono indicate, anche in tre lingue straniere, tutti i termini e condizioni della visita. Per eventuali info è poi consultabile anche www.vivereprocida.it.

Ma quali sono stati i passaggi che hanno portato a questo importante risultato?

È stato un percorso lungo e faticoso avvenuto a costo zero per l’ente. E’ stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato grazie a fondi ANCIM. Appena insediato (giugno 2015) mi sono reso conto che l’iter burocratico era un po’ lento. I lavori venivano aggiudicati nel settembre 2015, l’affidamento dei lavori avveniva nel dicembre 2015. I lavori sono terminati nel luglio 2016. Ma non era finita qui. A distanza di anni occorreva diserbare il tenimento agricolo, così nel mese di settembre, grazie alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia ciò è stato possibile. Per ultimo, per la pulizia delle aree esterne è stato fondamentale anche il contributo di Operazione Primavera proprio in occasione del Artethica Procida Cinefest, ma anche di tanti altri volontari procidani che nei mesi scorsi hanno dato volontariamente il proprio contributo in questo senso. Tengo infatti a ricordare che quest’apertura, a prescindere dai lavori, avviene grazie a tanti procidani volontari, che ringrazio di cuore. Si sono occupati non solo della pulizia, ma anche della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure che distribuiremo. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.carcere-balle-di-lino-grezzo

Date le condizioni in cui versava l’ex Carcere sarà stato difficile orientarsi lì dentro. Come sarà articolato il percorso?

Pure se siamo stati costretti a interdire alcune zone, il percorso che abbiamo individuato e messo in sicurezza è affascinante e vario: parte dal tenimento agricolo (che per la prima volta verrà visitato), attraversa il belvedere sulla bellissima spiaggia dell’asino e risale verso l’interno della struttura per poi terminare nella parte moderna dove è possibile visitare l’opificio. Sto predisponendo scorrimento di immagini per le parti del carcere intercluse al pubblico: è una parte suggestiva che non può rimanere nell’oblio.

Palazzo d’Avalos è una struttura imponente: 20.000 mq. Riesce difficile credere che sarà riaperto solo per le visite guidate. Ci sono altri progetti per il futuro? E se sì, quali?

Certo, difatti l’apertura al pubblico rappresenta un primo passo importante verso la concreta rivalorizzazione dell’ex carcere. Sono convinto che nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. E l’apertura al pubblico, unitamente al lavoro collettivo fatto già con tanti cittadini, fa sì che tale bene dal valore inestimabile venga avvertito sempre più come bene comune. Basti pensare che si stanno moltiplicando le iniziative artistiche intorno alla struttura. L’ex carcere è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale.

carcere-2-o-piano-palazzo-davalosState stringendo rapporti istituzionali per il futuro della struttura?

Certamente. Stiamo stringendo rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Non a caso in tale direzione il 16 settembre scorso ho organizzato un Convengo dal titolo: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza. Palazzo d’Avalos, un progetto pilota per valorizzare il patrimonio storico-culturale” unitamente all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero dell’ambiente con il Sottosegretario Velo, la Regione Campania con l’Assessore Angioli e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e

(una delle "finestre" dell'ex Carcere di Procida)

(una delle “finestre” dell’ex Carcere di Procida)

anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. E i primi risultati sono già venuti: il Comune di Procida, l’ENEA e l’ANCIM, in occasione di tale Convegno hanno sigillato la decisione di istituire, quali soggetti promotori, e tramite il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente, Sviluppo economico e Beni culturali, Regione Campania e della Presidenza del Consiglio, una Scuola d’interesse nazionale ENEA-ANCIM da realizzare nel 2017 proprio nell’isola di Procida a supporto delle politiche energetiche nel contesto dei Comuni delle isole minori. In tal senso hanno individuato proprio il Palazzo D’Avalos, come bene-simbolo comune da recuperare e rifunzionalizzare, da candidare, tra le iniziative di valorizzazione, come polo di formazione nel campo dell’energia. Per ultimo l’Assessore regionale Angioli, di recente, proprio reduce dal Convegno a Procida, a un seminario per la nuova programmazione dei Fondi europei ha fortemente voluto sottoporre proprio Palazzo d’Avalos come da bene da valorizzare per la Regione Campania. Nel futuro organizzerò Convegni sempre più mirati per tentare di far nascere sinergie importanti.

Raggiunto il traguardo dell’apertura al pubblico a cosa lavorerà l’Assessore Carannante?

Tante cose. Sto allestendo un tavolo tecnico, con diverse professionalità, anche per pianificare i passaggi successivi. A breve, nel rispetto del cronoprogramma, occorrerà poi necessariamente approvare il Piano particolareggiato a cura dell’arch. Iodice a seguito del quale s’inizierà a pensare a una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola. Intanto ci sono già gruppi privati che stanno manifestando interesse alla struttura. Infine, ci sarà la Scuola di formazione da organizzare in collaborazione con ENEA ed ANCIM.

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

 

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L’Assessore Carannante: «Il futuro dell’ex Carcere riguarda tutta la comunità. Si riparte da qui»

Il prossimo 16 settembre ci sarà un importante convegno sul futuro di Palazzo d’Avalos presso la chiesa di Santa Margherita Nuova. Nell’imminenza dell’appuntamento, rivolgiamo alcune domande all’Assessore Antonio Carannante.

La cittadinanza è in attesa di quello che avverrà su Terra Murata, ma fino ad oggi poco si conosce del programma approvato dal Ministero. Su quale linea procedurale l’Amministrazione sta lavorando?

La valorizzazione dell’ex carcere è una sfida complessa quanto stimolante. Appena insediato mi sono preso qualche mese per studiare tutti gli atti istituzionali e amministrativi. A tal proposito mi sono però reso conto che spesso, purtroppo, anche a livello locale, non si è pienamente a conoscenza del fatto che questo bene, di grande valore storico-artistico, è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con la conoscenza di tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale. Mi rendo conto che può apparire una questione strettamente tecnica, invece è sostanziale e non è riservata ai soli addetti ai lavori, ma riguarda tutta la comunità poiché delinea una visione, una programmazione che riguarda l’intera isola e la sostenibilità di un turismo possibile rispettando la nostra identità. L’Amministrazione comunale sta quindi rispettando il crono-programma che tale Programmazione prevede e che annualmente va comunicato al Ministero, approvando, ad esempio, il Piano particolareggiato, obbligatorio sul piano urbanistico insieme ad uno studio cosiddetto “di fattibilità”. È un primo passo “tecnico”, ma confrontarsi con un’opera così strategica per il nostro futuro richiede necessariamente conoscenze tecniche approfondite, scandite da varie fasi conoscitive e amministrative.

Ce la farà l’Amministrazione ad avviare un progetto mastodontico dalle mille sfaccettature e di grande complessità?

Sappiamo molto bene che la valorizzazione dell’ex Carcere è una grande e difficile sfida, ma siamo altrettanto consapevoli dell’impatto che essa avrà – qualunque sia – sul territorio, sia sotto il profilo economico che sociale e culturale. Ritengo che questa nostra consapevolezza sia una garanzia per la comunità procidana e per evitare di costruire cattedrali nel deserto. Riguardo i tempi è chiaro che 4 anni sono pochini, ma qualche buon seme proviamo a gettarlo di sicuro. Intanto stiamo lavorando assiduamente per aprirlo al pubblico: l’ex carcere deve iniziare ad essere davvero bene comune. È il primo passo per un percorso collettivo e virtuoso.

C’è stata qualche manifestazione di interesse nazionale in questa fase esplorativa di ricerca di partner affidabili dal punto di vista economico e culturale?

Come anticipato, un’opera così complessa implica dei passaggi tecnici necessari, tenendo in debito conto il crono-programma del Piano di valorizzazione, quindi la parte strutturale dell’immobile, che richiede la redazione di un progetto di restauro per il solo Palazzo d’Avalos, che ha ovviamente i suoi costi e per il quale stiamo partecipando alla domanda di ammissione al fondo di rotazione regionale. Senza queste attività in corso è difficile bandire manifestazioni di interesse. Successivamente, ad approvazione del piano particolareggiato, potremmo far partire una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola.

Ci sono nell’isola e sul territorio nazionale persone che hanno donato a Procida ricerche, studi, nel solo interesse di salvaguardare l’isola da quegli speculatori che sempre si fanno avanti quando intravedono possibilità di business. Si pensa di coinvolgerli come partner culturali e di studio in questa fase di progettazione?

La fase di progettazione del restauro è un’attività complessa e costosa, come quella economica gestionale. Siamo propensi ovviamente a favorire collaborazioni, purché ciò avvenga con la massima competenza tecnica e professionale. Ad esempio, stiamo già valutando la possibilità di costituire un gruppo interdisciplinare, ancor prima del progetto architettonico e gestionale, al quale affiancare anche un team di tecnici locali. Per le speculazioni calate dall’alto i procidani stiano tranquilli, quest’Amministrazione le eviterà in ogni modo.

Il 16 settembre 2016 ci sarà un importante convegno a Santa Margherita proprio sul Programma di Terra Murata. Come è stato pensato e con quali obiettivi?

Nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. Allo stesso tempo è necessario stringere rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Questo convegno, non a caso pensato con l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), è una prima scintilla in questo senso. Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola. Voglio essere chiaro su questo punto: chi potrà dare un contributo, in termini intellettuali e di progettualità nell’ambito delle proprie competenze, sarà considerato una risorsa. Spetterà poi all’amministrazione canalizzare e organizzare al meglio tutte queste energie, fungendo da raccordo con l’esterno. Per cui invito tutta la cittadinanza a partecipare al Convegno anche per essere attori del proprio futuro: da soli non andiamo da nessuna parte.

A cura della redazione Vivere Procida

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Assessore Carannante, un anno di amministrazione ed i progetti futuri

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È trascorso un anno dalle elezioni. Qual è il pensiero più ricorrente?

Ripenso spesso ai primi mesi: un sincero percorso politico è sempre prima un percorso umano. Lavoro durissimo e tanti ostacoli tutti insieme. Qualche esempio? La verifica dei conti comunali con lo spettro di un immediato dissesto, gli incontri alla Corte dei Conti, noi assessori in strada per far rispettare gli orari e le modalità della raccolta differenziata, gli eventi estivi da organizzare in poche settimane, la questione Bannock da risolvere nell’immediato per evitare aggravi di centinaia di migliaia di euro al Comune, il cantiere del Waterfront che doveva aprire, il ricorso al Tar per il parcheggio interrato a via Libertà, le quote del porto da riacquistare…

Tutto all’insegna dell’emergenza, fin dall’inizio…

Sì, e c’è voluta davvero tanta forza, lavoro ed entusiasmo per andare avanti che ci ha portato a lavorare a testa bassa, dando l’impressione di esserci isolati anche da chi ci è più vicino. Non dimentichiamo inoltre che eravamo una squadra nuova che doveva anche amalgamarsi al suo interno. Certo, siamo appena all’inizio, ma aver superato un avvio così duro è un pensiero che comunque mi dà forza per il futuro.

Sei soddisfatto di questo primo anno di attività?

Direi proprio di sì. Forse dall’esterno non si percepisce a fondo, ma il vero fardello rimangono le tante problematiche della quotidiana amministrazione che non ci consentono di occuparci come vorremmo del rilancio dell’isola. Dopo il primo anno la nostra sfida è proprio questa: dedicarci ancora di più alla programmazione. In ogni caso credo che nelle condizioni da cui siamo partiti sarebbe stato molto difficile fare meglio.

Quali sono state le principali iniziative dell’amministrazione?

Quando entri in una casa e trovi il solaio sfondato, inizi da lì… per cui, innanzitutto, mettere mano al bilancio comunale, per quanto possibile. In campagna elettorale avevamo istituito un “gruppo economia” che aveva fatto un ottimo lavoro nell’analizzare i conti comunali, ma una volta insediati ci siamo resi conto che si era aldilà delle previsioni, per cui ci siamo messi al lavoro per razionalizzare le spese e ottimizzare le entrate. Stiamo poi cercando di infondere una maggiore coscienza della tutela del territorio, dalla raccolta differenziata al decoro urbano al Piano Colore: un lavoro lungo, ma si riparte da qui per una nuova coscienza civile.

Che cosa avete realizzato, in concreto, e quali semi avete piantato?

Sotto il profilo strettamente amministrativo ritengo che abbiamo eliminato tanti sprechi che produrranno benefici nel medio/lungo periodo. Stiamo piantando semi per organizzare al meglio la macchina comunale e i rapporti istituzionali dell’ente, nonché far pagare tutti i tributi: pagare tutti, pagare meno forse sarà possibile in un futuro non lontano. Sotto il profilo sociale crediamo che un vero rinnovamento è tale quando parte dal basso e stimola il senso di comunità: in particolare mi piace ricordare alcune iniziative, l’apertura al territorio del Premio Morante con la giuria popolare, il progetto di lettura “Nati per leggere” con genitori e figli, la “Piazza dei Bambini”, i gruppi di cittadini per il decoro urbano, il progetto di volontariato civico “I puliziotti” e quello di educazione stradale con i bambini. Siamo appena all’inizio, ed è un lavoro che richiede tempo. Infine, piaccia o no quello che facciamo, lo comunichiamo quotidianamente: guardiamo questo.

A che cosa ha lavorato più assiduamente l’Assessore Carannante?

Sinteticamente: per quanto riguarda il contenzioso non si sono rinnovate le convenzioni che costavano all’ente oltre 100mila euro all’anno e ho istituito una short list di avvocati con un abbattimento di costi; ho finalmente chiuso la questione Bannock che si trascinava da anni evitando costi per centinaia di migliaia di euro; transatte vecchie cause pendenti per un risparmio di circa 250mila euro, oltre quello degli alloggi degli ex agenti penitenziari che finalmente dopo tre anni producono un introito per le casse comunali. Per quanto riguarda la delega all’illuminazione, il nostro impianto è obsoleto, per cui, dopo essermi avvalso di specialisti del settore, ho dato indirizzo per risolvere il contratto (di 30 anni) con la ditta incaricata che costava 180.000 euro annui ma che dopo 7 anni aveva rifatto solo il 20% dell’impianto di illuminazione… Per Vivara è in atto un lavoro intenso burocratico e amministrativo per ottenere finalmente il nulla osta all’apertura, i lavori di messa in sicurezza al ponte, e poi la redazione del Protocollo d’intesa con Fondazione Albano Francescano e Comitato di gestione per aprire al pubblico. Per Terra Murata stiamo intessendo rapporti con la Regione e Ministero e nel frattempo, anche qui tra mille peripezie burocratiche, si sono dovuti completare i lavori per finalmente aprire al pubblico un percorso turistico-culturale. Infine, ho organizzato il I Convegno Nazionale del lavoro marittimo con l’ambizione di posizionare Procida come baricentro del lavoro marittimo a tutti i livelli, e a fine settembre sto organizzando un incontro pubblico tra il mondo della scuola e le istituzioni, in collaborazione con il Circolo Capitani e Macchinisti e la Preside del Nautico Maria Saletta Longobardi. Anche in tale occasione si è coinvolto il Sottosegretario di Stato al Ministero dei trasporti. Stiamo insomma a lavorando a più livelli per consolidare i rapporti istituzionali nell’interesse concreto dell’isola.

Qual è il progetto politico che ti sta più a cuore?

Ovviamente l’ex carcere e Vivara. So bene che per portare a termine il progetto dell’ex carcere non basteranno i 5 anni del mandato, ma sarei lieto di piantare dei buoni semi. In quest’anno l’ho visitato decine di volte, è un luogo speciale, ha una sua malia e ogni volta ti appare diverso. Farlo diventare un contenitore multiculturale e ricettivo in grado di autofinanziarsi e creare indotto sull’isola, facendolo però rimanere un luogo della memoria, è davvero un sogno: ci stiamo lavorando tessendo rapporti a più livelli, anche all’estero. Di una cosa sono sicuro: anche per l’ex carcere, qualsiasi cosa verrà fatta, dovrà partire col pieno coinvolgimento del territorio. Colgo l’occasione per annunciare che a settembre (dopo un lavoro di mesi) ho organizzato un Convegno programmatico dal titolo: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza” – in cui ci onorerà della sua presenza il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente – dove intorno allo stesso tavolo ci saranno varie competenze istituzionali e imprenditoriali per iniziare a porre concretamente Palazzo d’Avalos alla ribalta nazionale per attrarre finanziamenti anche da aziende private. Di quest’iniziativa a breve ne parlerò più diffusamente. Anche Vivara è un luogo dell’anima. Già riaprirlo, insieme agli scavi archeologici, è un piccolo sogno. Restaurare gli immobili esistenti e realizzare un Museo civico sarebbe davvero il massimo.

I tre problemi più urgenti.

Ospedale sicuramente. Adesso nessuno più ne parla, ma è una battaglia per la quale continuiamo a mantenere altissima l’attenzione. Poi la criticità di liquidità di cassa, per cui abbiamo difficoltà a pagare gli stipendi dei dipendenti e i fornitori, e infine il traffico e la manutenzione delle strade: sono ridotte davvero male.

Ci sono iniziative che ritenevi realizzabili in fase elettorale e poi, una volta al Comune, ti sei reso conto che erano difficili, se non addirittura impossibili?

Per fortuna ancora no. Sono un ottimista per natura, e credo tanto nel lavoro e nella vera voglia di fare le cose. Certo, il problema bilancio è stato molto più difficile di quanto potessimo immaginare. La precedente amministrazione, ad esempio, aveva utilizzato dei fondi vincolati per milioni di euro che ora tocca a noi appianare … per non parlare di alcuni debiti ancora tutti da quantificare come le spese legali dei precedenti avvocati del Comune. Un vero buco nero. Però su questo punto voglio essere chiaro: dire le cose come stanno non significa affatto svincolarci dalle nostre responsabilità, perché, come sempre accade, sarà il tempo a giudicare. Significa solo dire alla popolazione: questo è il nostro punto di partenza e la zavorra che ci portiamo appresso, per il resto faremo tutto quanto sarà possibile e ci consente la legge. Sembra una cosa ovvia, ma molti non ne sapevano nulla.

Sei tra i giovani della nuova amministrazione. Questo ti dà più vantaggi o svantaggi?

Diceva qualcuno che ci vuole molto tempo per diventare giovani… In un’avventura così zeppa di problemi, ci vuole tanto entusiasmo, forza d’animo e anche quel pizzico di incoscienza che spesso solo chi è nuovo dell’ambiente può avere. Direi quindi senz’altro più vantaggi.

Un’amministrazione giovane e senza grande esperienza: è difficile farsi riconoscere una legittimità politica dal paese?

Certo, ma è normale che sia così. C’è un naturale ricambio generazionale, è il ciclo della vita. Stiamo vivendo una fase storica di ricambio politico. Siamo giunti alla guida del paese dopo oltre venti anni di amministrazione di uno schieramento rimasto più o meno immutato per ben due generazioni, e se ci pensi è davvero tanto tempo. Però anche su questo punto voglio essere chiaro: tutto ciò non significa cieco giovanilismo in quanto siamo ben consapevoli che ci sono tante preziose risorse e professionalità anche di altre generazioni che hanno ancora tanto da dare: siamo sempre aperti a chi vuole dare contributi fattivi e con onestà intellettuale. In ogni caso, a prescindere da tutto, un fatto è certo: con noi è iniziata una nuova stagione politica che ovviamente prescinde dall’età anagrafica.

Spesso l’opposizione usa toni accesi dentro e fuori l’aula consiliare. Come reagisci?

Reagisco con compostezza e senso dell’istituzione. Lo devo innanzitutto a me stesso e al mio modo di essere, al ruolo che occupo e alla grande responsabilità che abbiamo nei confronti della popolazione e della vita pubblica dell’isola. Non dimentico mai che gli amministratori devono essere da esempio, specie per i più giovani. Rimango fermamente ancorato alla politica intesa come arte del confronto intellettualmente onesto sulle idee e sulle azioni. Diversi consiglieri di opposizione provengono dalla precedente maggioranza e tendono quindi a difendere il proprio operato e così si spiegano alcuni toni scomposti. Auspico però più proposte: solo così si contribuisce davvero alla crescita dell’isola.

In definitiva, come la vorresti Procida tra 10 anni?

Un’isola con maggiore attenzione collettiva al decoro urbano e al territorio in genere: vivere in un posto bello aiuta a vivere meglio e a far maturare una consapevolezza diversa del luogo in cui si vive e quindi ad avvertire sempre più, ad esempio, l’esigenza di una mobilità sostenibile. E poi con Palazzo d’Avalos meta turistica-culturale e polo artistico-scientifico allo stesso tempo: Procida crocevia internazionale.

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Ospedale di Procida, Assessore Carannante soddisfatto: prima vittoria al TAR.

ospedale

Prima vittoria dinanzi al TAR. Siamo davvero contenti e soddisfatti per tutti i procidani: il TAR, con ordinanza del 7 luglio: “Ritenuto che le censure, non manifestamente infondate, richiedono adeguato approfondimento nella fase di merito; considerato che oggetto di impugnazione è un atto di programmazione regionale per la cui esecuzione è specificatamente contemplata l’emanazione di atti attuativi, allo stato non adottati; pertanto non si ravvisa allo stato il presupposto dell’immediatezza ed attualità del danno per concedere l’invocata sospensiva; rilevato che, in ogni caso, le ragioni cautelari possono essere adeguatamente salvaguardate con la sollecita fissazione del merito del ricorso ai ai sensi dell’art. 55 comma 10, accoglie la domanda cautelare ai sensi del suddetto articolo e per l’effetto fissa l’udienza pubblica del 23 novembre 2016…”

In buona sostanza uno spiraglio nella battaglia contro il decreto commissariale che abroga il Pronto soccorso dell’isola di Procida: un decreto inammissibile, che ci fa precipitare indietro di 30 anni, e che non possiamo accettare. E’ dunque davvero un risultato che ci rende più ottimisti anche per il futuro.

Sin dall’inizio – coinvolgendo anche le professionalità del territorio che si sono rese disponibili, tra cui Aniello Scotto di Santolo il dott. Enrico Anastasio e Tommaso Strudel che hanno fornito diversi dettagli tecnici, e che ringraziamo per la disponibilità – abbiamo sempre contestato l’illegittimità del decreto commissariale n. 33 del 17.05.2016 (pubblicato sul BURC in data 23 maggio 2016) e che di fatto priva l’isola di Procida di un Pronto Soccorso h24 che assicura la gestione della prima indispensabile emergenza sanitaria. Già nelle more della pubblicazione sul BURC del provvedimento del Commissario Polimeni, avevamo richiesto delle modifiche al testo nei colloqui intercorsi con il Presidente della Regione Campania De Luca, e lo abbiamo continuato a fare anche successivamente nei vari incontri tenuti col Commissario ad acta Polimeni e presso il Ministero della Sanità trasmettendo osservazioni tecnico-giuridiche molto dettagliate, e quindi senza mai interrompere il rapporto istituzionale. Ma nulla di fatto.

La parola è dunque passata al TAR. Appena pubblicato il decreto commissariale sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania, abbiamo dato mandato all’avvocato Gherardo Marone di proporre ricorso innanzi al T.a.r. della Campania. Nel ricorso abbiamo sottolineato la violazione del regolamento che definisce gli standards qualitativi e quantitativi per l’assistenza ospedaliera e l’obbligo di tener conto della peculiarità delle situazioni delle isole minori. Sul punto il Comune di Procida ha poi denunciato il mancato rispetto della cosiddetta golden hour e cioè del tempo massimo per il trasferimento del paziente da un presidio ad un ospedale attrezzato (golden hour che non può essere rispettata nei casi di difficoltà meteo-marine). Nel ricorso è stata anche dedotta la incongruenza del piano con le necessità dell’ostetricia – anche per gravidanze ordinarie o senza rischio – che secondo il Piano si dovranno gestire fuori dal territorio comunale.

Con il ricorso abbiamo denunciato anche che realtà similari come Capri, Agropoli e Castiglione di Ravello hanno ottenuto un trattamento preferenziale mantenendo i rispettivi presidi ospedalieri.

Aldilà di proclami letti sul web, rilevo che il T.a.r., con ordinanza n. 1106/16, seppure con le formule complesse del linguaggio giudiziario, da un lato ha specificato che l’atto impugnato è un atto di programmazione che necessita comunque di ulteriori atti attuativi volti all’effettiva chiusura del Pronto Soccorso di Procida (e che quindi allo stato non vi è un danno attuale per l’isola di Procida), e dall’altro che le ragioni cautelari del Comune possono essere comunque salvaguardate con una fissazione a breve dell’udienza di merito (e quindi della sentenza), ovvero il 23 novembre 2016. Possiamo dire che sostanzialmente, aldilà dei tecnicismi, il TAR, con un simile provvedimento, costringe di fatto il Ministero a non adottare, fino alla discussione di novembre, atti esecutivi volti alla effettiva chiusura del Pronto Soccorso, in quanto il T.a.r, su sollecitazione del Comune, interverrebbe nuovamente.

Il ricorso, nel linguaggio tecnico, non è stato ritenuto manifestamente infondato. A questo punto restiamo disponibili a interloquire con il Ministero per apportare le richieste modifiche al decreto commissariale, purché Procida continui ad avere il suo Pronto soccorso h24.

E’ una battaglia complessa per tanti motivi: chiaramente tale provvedimento apre uno spiraglio (che lascia ben sperare) ma non entra nel merito, e non dimentichiamo che rimane impugnabile dinanzi al Consiglio di Stato. Inoltre basti pensare che nonostante la manifestata volontà dell’intero Consiglio Comunale di adire le vie legali, c’è stato invece anche un separato ricorso da parte dei consiglieri di opposizione e associazioni, per il quale ovviamente c’è stato analogo provvedimento. Su questo punto chiarisco, lette alcune dichiarazioni e senza alcun intento polemico vista anche la delicatezza della questione, che sono stati discussi entrambi all’udienza del 6 luglio. Tuttavia sia chiaro che quest’amministrazione combatterà senza indugio ogni eventuale speculazione politica su un tema così delicato: non ci sono medaglie da mettersi al petto. I procidani stiano sicuri, l’Amministrazione comunale non lascerà nulla di intentato. E’ in gioco la salute di tutti i procidani e loro ospiti.

 

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Risolto il contratto del 2009 per il rifacimento dell’impianto pubblico

L’Assessore con delega all’illuminazione Antonio Carannante, ci parla con soddisfazione di una questione onerosa per il Comune di Procida, risolta dopo mesi di lavoro.

Storia-illuminazione-TorinoDi che si tratta?
La precedente amministrazione nel 2009 aveva stipulato con un’impresa in terraferma un contratto di project financing che ci costava 180.000 euro all’anno, IVA compresa.

Che cos’è il project financing?
Un contratto di servizio e di lavori. Nel nostro caso specifico, l’impresa in questione aveva ricevuto dal Comune l’incarico di provvedere alla manutenzione della rete elettrica ordinaria e straordinaria. Secondo l’accordo, l’impresa avrebbe effettuato al tempo stesso degli investimenti per il rifacimento dell’impianto di illuminazione.

Rifacimento ex novo?
Sì, l’impresa avrebbe investito nella progettazione, realizzazione e gestione del nuovo impianto di pubblica illuminazione.

In cambio di che cosa?
L’impresa percepiva un canone fisso di 150.000 euro all’anno oltre IVA, e lo avrebbe percepito per 30 anni.

Il contratto prevedeva altro?
Al concessionario veniva riconosciuto il 50% del risparmio che il Comune di Procida avrebbe dovuto conseguire sulla bolletta Enel in seguito ai minori consumi ottenibili con la realizzazione del nuovo impianto. In tal modo il concessionario avrebbe percepito un ricavo che sostanzialmente andava a ricompensare l’investimento compiuto.

Ebbene?
Ebbene, abbiamo verificato che, dopo il versamento di oltre 1 milione di euro, nulla di tutto questo è avvenuto. Dopo sette anni il nostro impianto è notoriamente obsoleto: siamo subissati da segnalazioni di cattivo funzionamento, e, fatto ancor più grave, non è stato possibile conseguire alcun risparmio energetico.

Quindi come ti sei comportato?
Appena insediato ho fatto nominare un esperto in materia con il quale, dopo aver studiato la documentazione, l’impianto e l’operato dell’impresa, abbiamo facilmente individuato una serie di inadempienze.

Quindi il contratto non veniva rispettato?
Non solo. Il Comune di Procida era danneggiato sotto diversi profili e anche nella misura in cui non vi era nessuna possibilità di conseguire il promesso risparmio energetico.

Ma gli investimenti sono stati effettuati dal concessionario?
L’intervento del concessionario sostanzialmente si limitava da tempo all’ordinaria manutenzione. L’impianto doveva essere ammodernato ed adeguato entro tre anni, ai quali la precedente amministrazione aveva concesso una proroga; nonostante ciò, ad oggi, dopo che il Comune di Procida, ripeto, ha corrisposto in questi anni oltre 1 milione di euro, è stato realizzato solo circa il 20% delle opere.

Come avete risolto il problema?

Abbiamo avviato la procedura di risoluzione contrattuale come previsto dalla legge vigente in materia, in quanto l’inadempimento contrattuale era ben evidente, a prescindere da qualche canone non pagato tempestivamente per le difficoltà economiche dell’ente. Per tutelare i diritti dell’ente abbiamo anche avanzato una domanda di risarcimento danni abbastanza cospicua.

E per il futuro?
Temporaneamente affideremo alla SAP, società interamente partecipata del Comune di Procida, e che diventerà il braccio tecnico dell’amministrazione comunale, il servizio di ordinaria manutenzione con un abbattimento di circa il 50% delle spese. Intanto stiamo valutando se partire subito con la sostituzione di lampade energetiche per assicurare un pronto risparmio all’ente. Ad ogni modo in seguito indiremo una gara d’appalto pubblica per il rifacimento dell’impianto, con l’obiettivo di fornire all’isola un nuovo impianto di illuminazione in grado anche di assicurare un risparmio energetico agli isolani.

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Intervista con Antonio Carannante sulle novità riguardanti la SAP

Assessore, sappiamo che la SAP si occupa della raccolta, del trattamento e della fornitura di acqua. Ma in pratica, in che cosa consiste l’attività quotidiana degli addetti?

La SAP è gravata da tante attività giornaliere, dagli allacci delle utenze ai guasti, alla manutenzione della rete idrica. Con gli addetti c’è un contatto pressoché quotidiano, e sono molto collaborativi anche perché si lavora spesso sulle emergenze tra tante difficoltà, specie quando si interviene in strada. E allora in tali circostanze occorre far affidamento anche sul senso civico di tutti per sopportare i disagi.

La SAP è una società con totale partecipazione comunale, che tipo di rapporto intercorre con il Comune?

sap-logoLa SAP è evidentemente parte integrante dell’ente e, oltre che da un punto di vista societario, deve esserlo soprattutto nell’operatività. Dall’inizio del mio incarico, ho voluto incontrare personalmente i dipendenti anche per trasfondergli un maggior senso di appartenenza all’ente. E’ un aspetto a cui tengo. Gli operai stessi, ma anche la cittadinanza, devono comprendere sempre più che quando un operaio SAP bussa alla porta per un intervento, è come se fosse il Comune di Procida a farlo.

Di recente si è appreso che gli uffici della SAP saranno trasferiti da via Roma all’immobile dell’ex Guardia di Finanza, nei pressi della Casa
 Municipale. Come mai?

Il trasferimento comporterà un duplice vantaggio e non da poco: il risparmio di circa 15.000,00 Euro all’anno (che la SAP pagava per il fitto della sede), e la vicinanza fisica della società al Comune, in modo da rendere più sinergico il rapporto, vista la frequenza degli interventi da effettuare ogni giorno, e quindi agevolare l’efficienza e la praticità del servizio.

Che tipo di contratto avete stipulato?

In questa prima fase, un contratto di comodato di un anno, ovviamente rinnovabile, poiché abbiamo deciso di devolverecaserma finanza procida entro il 2017 l’immobile dell’ex Guardia di Finanza alla stessa SAP per consolidarne il patrimonio. L’immobile in questione rientra tra i beni inseriti nel cosiddetto “Piano di valorizzazione ed alienazione degli immobili comunali”, quindi stiamo valutando i presupposti per una permuta con altro bene.

Perché ritenete importante un consolidamento patrimoniale della SAP?

La SAP dovrà essere sempre più il braccio operativo dell’ente e quindi una sua ricapitalizzazione è opportuna nell’ottica di un ampliamento dei servizi che dovrà svolgere. Ritengo sia un’operazione senz’altro virtuosa per l’ente e la sua partecipata, specie in una prospettiva futura.

A proposito di immobili, una domanda all’Assessore al contenzioso. Da tempo si cerca un accordo per gli appartamenti del Comune a Terra Murata, occupati dalle famiglie degli ex agenti penitenziari. A che punto è la questione?

E’ una delle questioni irrisolte che abbiamo trovato appena insediati. Va precisato che dal luglio 2013 gli appartamenti, di proprietà comunale, rientrano nel Piano di valorizzazione dell’ex carcere, per cui col tempo andranno liberati. Ma nel frattempo ci sono delle esigenze sociali da tutelare e finalmente un accordo è stato raggiunto anche con un benefico economico per le casse comunali. Difatti fino ad oggi nessuna indennità veniva incassata dal Comune.

Che tipo di esigenze?

Gli appartamenti sono abitati da nuclei familiari di ex agenti di polizia penitenziaria, che li occupano da decenni e che dal 2013, all’indomani del trasferimento dall’ Agenzia del demanio al Comune di Procida, erano stati lasciati in un limbo, un po’ soli a se stessi. In gran parte si tratta di persone anziane che peraltro hanno anche difficoltà a trovare altra abitazione, per cui abbiamo tenuto in grande conto delle loro necessità.

Quale accordo avete trovato?

Grazie all’ istituto della mediazione, che è preliminare al contenzioso, abbiamo trovato un accordo che stiamo formalizzando: le famiglie pagheranno un’indennità di occupazione e nel mentre potranno reperire un’altra abitazione. In questo modo abbiamo assicurato un’entrata per le casse comunali e tutelato le esigenze abitative degli ex agenti penitenziari, ormai anziani, e delle loro famiglie. Un giusto compromesso tra tutela di beni comuni ed esigenze sociali.

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Nuovo impegno per combattere la disoccupazione dei nostri marittimi

Il I Convegno della Marina Mercantile Italiana a Procida

Con la globalizzazione, la crisi economica odierna  e la presenza di molti marittimi di altre nazioni sulle nostre navi, emergono non poche difficoltà nell’ambito marittimo italiano, che a livello occupazionale si riflettono molto anche sulla nostra isola che presenta un’alta percentuale di lavoratori del mare. Di qui la necessità di affrontare il problema dei marittimi con maggiore impegno e determinazione da parte dell’Assessorato  al Lavoro Marittimo da poco istituito nel nostro Comune.

Il primo convegno nazionale della Marina Mercantile Italiana  che l’Amministrazione Comunale ha voluto promuove il 22 aprile 2016  insieme  al COSMAR  (Comitato per la salvaguardia della dignità dei Marittimi) sul tema “Il futuro della marineria italiana”  ha inteso riportare  i marittimi sulla scena della politica italiana  affinché, come ha detto Giorgio Blandino  il presidente del COSMAR “essi tornino ad essere  protagonisti e non comparse dei loro destini professionali per il loro benessere, delle loro famiglie e delle comunità costiere”.

Molte le voci  che si sono intrecciate  al tavolo degli interventi, ognuna delle quali ha sottolineato un aspetto delle gravi problematiche che si dibattono nel settore marittimo, per definire nell’insieme  un quadro organico di idee e proposte da far pervenire ai rappresentanti politici del Governo.

Sin dalle prime battute l’avv. Antonio Carannante, Assessore al Lavoro Marittimo del Comune di Procida, ha tenuto a precisare il concept di questo Convegno che si terrà annualmente a Procida: “Far sedere allo stesso tavolo istituzioni, società armatoriali e sindacati, vista anche la vigenza di leggi di settore spesso calate dall’alto senza una reale cognizione tecnica delle complesse problematiche dell’economia marittima. Quest’ultime sono tante e complesse – ha proseguito l’Assessore Carannante – e affliggono un settore economico strategico e storico per l’Italia, e che pertanto va tutelato al massimo: dalla concorrenza dei marittimi extracomunitari, agli allievi ufficiali a miseri 650,00 euro al mese, gli sgravi fiscali per chi imbarca solo marittimi italiani, fino ai programmi didattici obsoleti e l’accesso a questo lavoro”.

Ricordiamo l’intervento  di Eugenio Massolo presidente dell’Accademia Nazionale della Marina Mercantile di Genova, quello di Sabrina di Cuio Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Procida, di Raffaele Santamaria dell’Università degli Sudi Parthenope e Stefania Visco in rappresentanza della Onorato Spa.

 Efficace e articolata  la riflessione dell’On. Anna Maria Carlone  della Commissione Parlamentare Trasporti che, oltre ad offrire una panoramica della situazione nazionale della categoria marittimi, ha saputo anche evidenziare le necessità e i bisogni fondamentali di essa, considerando gli 8000 chilometri di coste  del nostro paese e l’alto numero di porti italiani: una risorsa occupazionale da non sprecare.

Ne è emerso un quadro certamente complesso, spesso carente a livello formativo,  che non sempre riesce a soddisfare  quello standard  minimo di conoscenza richiesto  dalle normative IMO (International Maritime Organization).

Di qui la comune volontà di tutti i presenti  a richiedere  assistenza legale, un’assicurazione dell’abilitazione professionale e uno sportello permanente di ascolto per aiutare i marittimi ad affrontare un’adeguata preparazione e la crisi occupazionale.

Come giustamente ha affermato Stefania Visco, componente del C.d.A di una delle più grandi compagnie di navigazione d’Italia, la Onorato S.p.A: “Gli armatori grazie al registro internazionale godono di privilegi unici rispetto ad altri settori industriali. Privilegi che derivano dalla volontà di sostenere l’occupazione dei marittimi italiani, ma in realtà ora hanno portato all’occupazione di personale extra comunitario e alla disoccupazione dei nostri marittimi.”

Sulla delicata questione della formazione dei futuri marittimi è poi intervenuto anche il Prof. Raffaele Santamaria, direttore dell’Università Parthenope di Napoli-Dipartimento Scienze e Tecnologie.

Non va dimenticato che l’articolo 34 della nostra Costituzione tutela il diritto allo studio. In Italia si taglia sulla ricerca e sulla formazione con la conseguenza che a livello Europeo i nostri laureati sono percentualmente all’ultimo posto, il 17% rispetto al 43% dell’Inghilterra. E’ questo un divario che va colmato. Si deve aprire ai ragazzi la possibilità di formarsi anche nel settore marittimo. Il numero chiuso dell’ITS non risolve i problemi occupazionali dei nostri ragazzi. L’istruzione è alla base del nostro futuro ma, i nostri governi continuano a sottovalutarne l’importanza”.

Dello stesso tenore la considerazione finale sul punto dell’Assessore Carannante, che ha sottolineato perplessità sulla reale utilità del numero chiuso a detti corsi (peraltro finanziati dallo Stato), considerata l’importanza strategica che continuano ad avere gli Istituti nautici, come quello di Procida (uno dei più antichi d’Italia), che continua a formare studenti in grado poi comunque di farsi direttamente strada come Ufficiali, e non solo, nelle più grandi compagnie di navigazione del mondo.

I temi trattati in questo primo convegno di Procida. Si riparte dal Mare sono numerosi e così gli spunti di approfondimento lanciati.

“Vogliamo fare di Procida non solo l’isola che ha ospitato un convegno, ma un luogo d’incontro nazionale del mondo marittimo” ha concluso l’Assessore Antonio Carannante. “Con la collaborazione di Cosmar, del Circolo Capitani e Macchinisti di Procida, del locale Istituto Nautico e di tutti quanti vorranno associarsi in questo nuovo impegno, fin da ora cominciamo a preparare il Convegno del prossimo anno con la volontà di tenere aperti tutti i canali di dialogo che oggi qui a Procida hanno avuto la possibilità di incontrarsi, per ottenere modifiche legislative di settore e migliorare la situazione professionale di quanti oggi si avviano a lavorare sul mare, sollecitando il  Governo a guardare con più attenzione  e con specifiche normative  la condizione dei marittimi  italiani oggi.

Anche per il futuro di Procida, si riparte dal mare. Non uno slogan ma un impegno chiaro e deciso.

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A Procida il futuro della marineria

Primo Convegno Nazionale della Marina Mercantile

“Il futuro della marineria italiana”

La situazione dei marittimi italiani può essere considerata esemplare della deriva che interessa nel suo complesso il mondo del lavoro in Italia: precarietà, sempre minore attenzione alla sicurezza, la difficoltà di mettersi al passo con le nuove problematiche aperte dalla globalizzazione, la crisi economica che si fa sentire a tutti i livelli, da un lato la crescente disoccupazione nel settore e dall'altro lo spreco delle potenzialità.cosmar

In questo senso è nata da parte del Comune di Procida e del Cosmar (Comitato per la salvaguardia della dignità dei marittimi) l'idea di questo convegno e di fare di Procida la culla della rinascita della dignità del Mare e di tutti quelli che ci ruotano attorno: la gente di mare, le loro famiglie e le comunità costiere. Un universo complesso ed eterogeneo che però ha un unico denominatore comune: il Mare.

Il convegno avrà scadenza annuale, e tutti i diretti interessati, dagli alti vertici politici ed economici, ma anche da chi fa fatica a far sentire la sua voce e che in questo convegno, troveranno a Procida un loro dignitoso spazio.

Dal convegno partiranno proposte e iniziative nella convinzione che le parole non bastano se non sono poi seguite da atti concreti.

 

Ex-Chiesa di S. Giacomo

locandina evento marineria

L'evento 

Il futuro della marineria italiana sarà dibattuto
nell’ex chiesa di S. Giacomo il 22 aprile alle ore 11

Nel corso del convegno organizzato dal Comune di Procida in collaborazione con Cosmar (Comitato per la Salvaguardia della Dignità dei Marittimi) si discuterà dell’impatto che la marineria avrà nei prossimi anni su economia e occupazione in Italia. La nuova amministrazione procidana ha posto in primo piano le problematiche dei lavoratori marittimi, che storicamente ne costituiscono gran parte della forza lavoro.

L’obiettivo è anche quello di far assurgere l’isola di Procida – con il suo antico e glorioso Istituto Nautico - come crocevia nazionale tra le istituzioni e le componenti del mondo marittimo, tramite la prima edizione del Convegno in oggetto.

 

Riconoscimenti 

 

Introduzione e interviste a cura
dell'ufficio stampa
Cosmar:

Lucia Vastano,
responsabile ufficio stampa Cosmar
cell. 334 29 43 963

Rossella Picone,
segreteria Cosmar
cell. 329 45 55 682

Altri contenuti a cura di Vivere Procida.

I Partecipanti 

Farà da moderatore l’Assessore al Lavoro marittimo Antonio Carannante, che ha voluto fortemente quest’iniziativa, e che coordinerà gli interventi dei protagonisti del settore e del mondo istituzionale italiano:

corricellasaranno presenti autorevoli rappresentanti


Dal mondo delle imprese, quest’anno è la volta della Onorato S.p.A. Nelle prossime edizioni saranno ospitate diverse compagnie di navigazione.

La collaborazione di Cosmar, che opera  attraverso campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e degli organi istituzionali, evidenzia l’attenzione che il Convegno riserverà anche alle tematiche legate alla salvaguardia della dignità, della salute in ambito lavorativo e della formazione della gente di mare.  Procida, fucina di tanti valenti Ufficiali da sempre presenti nelle più grandi compagnie di navigazione del mondo, si pone come sede naturale per un evento di settore di portata nazionale.


 

Le interviste

 

Intervista a Antonio Carannante

Assessore al lavoro marittimo del Comune di Procida

carannante

Perché proprio a Procida si è deciso di parlare del futuro della Marineria italiana e di fare di questo convegno un appuntamento annuale?

Procida è sicuramente la sede naturale per parlare di marineria. Noi abbiamo uno tra i più antichi Istituti Nautici (risalente al 1833), con una storica tradizione: molti ufficiali delle più grandi compagnie nautiche si sono diplomati e continuano a diplomarsi a Procida. Infatti anche oggi continua ad essere un Istituto all’avanguardia. A Procida inoltre, ad esempio, risale a tempi lontanissimi anche la nascita del Pio Monte dei Marinai (un antico sodalizio di Mutua Assicurazione fondato nel 1674 dagli armatori, capitani e marinai dell’isola, il cui scopo era di provvedere alle vedove e agli orfani dei marittimi procidani periti in mare) e il Circolo dei Capitani e Macchinisti, fondato nel 1911 e a tutt’oggi molto attivo. Tuttavia anche questo lavoro sta cambiando, si deve guardare al futuro per essere preparati e non farci prevaricare dai cambiamenti. Già oggi assistiamo a una grave crisi occupazionale per i marittimi, anche a causa della manovalanza straniera. Inoltre le nuove tecnologie ci costringeranno a breve a modificare il nostro approccio con il lavoro in mare.

Buona parte del Pil isolano è dovuto ai marittimi e per questo l'ambizione della nuova amministrazione comunale è occuparsi di ciò che interessa alla maggior parre della popolazione. Non è un caso che si è arrivati alla costituzione dell'Assessorato al lavoro marittimo.

L'isola è inoltre capofila tra gli altri comuni che hanno tradizioni simili e per questo abbiamo pensato necessario diventare un tramite tra le istituzioni e il mondo del lavoro. Abbiamo trovato la collaborazione del Cosmar con il quale condividiamo gli obbiettivi e mettiamo in comune le rispettive competenze: noi il sentire dei nostri cittadini, Cosmar la conoscenza diretta e specifica dei problemi dei marittimi.

Qual è il futuro che Procida vuole per se stessa, per la gente che vive il mare, e anche per i turisti che amano l'isola? C'è conflittualità tra le due identità di Procida, quella propriamente marinaresca e quella turistica?

Per noi è fondamentale preservare e conservare la cultura marinara che tanto benessere ha dato e continua a dare all'isola e al tempo stesso sviluppare quel turismo naturalistico e culturale che ben si concilia con l'essenza dell'isola. Il turista che arriva a Procida vuole immergersi in un'esperienza intima, non commerciale, è questo che viene a cercare insieme alle straordinarie bellezze naturali dell'isola.

Procida è un piccolo gioiello in mezzo al mare che dobbiamo proteggere in modo che nel futuro si continui a non snaturarne l'anima marinara, anche aprendosi ad un turismo sostenibile e rispettoso.

E' cambiato il rapporto di Procida e dei suoi abitanti con il Mare rispetto al passato?

Sostanzialmente no, anche se un tempo il mare era l'unica risorsa dell'isola mentre ora il turismo si è conquistato un suo spazio. Una volta, proprio per questo nostro strettissimo legame con il mare, c'era quasi una diffidenza da parte della gente di Procida rispetto a chi veniva da fuori. Il mare sa essere generoso, ma anche spietato: molti isolani hanno perso la vita andando per mare. Ci sembrava che i turisti che arrivavano sulla nostra isola per goderne le bellezze non potessero capire l'ambivalenza di quel mare, così straordinariamente attraente, ma al tempo stesso crudele, un mare che sa portare benessere, ma costringe anche a grossi sacrifici.

A Procida ci siamo potuti permettere di fare a meno dei turisti e per questo non abbiamo modificato il nostro modo di vivere quando loro scendevano dai traghetti. E proprio questo li ha affascinati: la nostre forte identità marinaresca. Molti intellettuali sono approdati a Procida e se ne sono innamorati, alcuni hanno deciso di viverci. Elsa Morante vi ha ambientato L'isola di Arturo e Massimo Troisi uno dei suoi capolavori, Il postino. Un po' alla volta anche noi abbiamo capito che anche i non isolani potevano arricchire la nostra cultura, aiutarci a prendere consapevolezza dei tesori che custodivamo. Grazie ai turisti rispettosi e attenti alla salvaguardia dell'ambiente abbiamo cominciato ad essere orgogliosi di mostrare Procida e il suo mare al mondo intero.

Quali sono le vostre aspettative da questo convegno?

Abbiamo lavorato affinché da qui partano modifiche legislative, proposte concrete per migliorare la vita dei marittimi, delle loro famiglie e delle comunità costiere. Ci aspettiamo che questo convegno diventi un volano per raccogliere le istanze dei marittimi e proporre soluzioni. Dal successo di adesioni che abbiamo raccolto fin da subito è nata l'idea di fare di Procida. Si riparte dal mare un appuntamento annuale, un luogo fisico e virtuale che diventi un punto di riferimento per tutti i marittimi.

 


 

 Intervista al Comandante Giorgio Blandina

presidente del Cosmar

 

Perché ha reputato necessario organizzare questo convegno per dare voce alla gente di mare?

Le istituzioni pubbliche e private sono state poche attente alle esigenze e alle problematiche della gente di mare e le associazioni di categoria e i maggiori sindacati non sono stati a mio giudizio in grado di dare il giusto supporto alle istituzioni pubbliche per sollecitarle ad intervenire nell'interesse dei marittimi.

E' una dichiarazione molto forte. Ma secondo lei da cosa è derivata questa sottovalutazione dei problemi della gente di mare?

In prima istanza credo che purtroppo spesso manchino le competenze tecnico-nautiche di quelle che sono le normative internazionali. Come altri settori anche quello marinaresco patisce per un provincialismo tipicamente italiano. Pensiamo di non aver bisogno di confrontarci con gli altri e di poter vivere di rendita con quello che la natura e il nostro passato culturale ci hanno regalato e lasciato in eredità. Così non facciamo nulla per proteggere il nostro patrimonio ambientale e culturale. E non ci accorgiamo che gli altri, meno fortunati di noi, ci superano e ci danno lezioni. Un esempio per tutti: i corsi di formazione fatti in Italia vengono riconosciuti dai paesi membri IMO (International Maritime Organization), ma non viceversa. Chiaramente in questo caso, oltre al provincialismo, ci sono a mio giudizio anche altre motivazioni, per esempio quella di favorire qualche interesse privato.

Che cosa pensate di proporre per superare queste difficoltà?

Le normative IMO che dovrebbero essere lo standard minimo di conoscenza, da noi ancora fanno fatica ad essere applicate. Altri Paesi hanno invece hanno superato da molto questo livello di base, anche perché riescono a recepire e mettere in pratica immediatamente i dettati IMO e andare oltre. In altri Paesi la formazione continua e la sicurezza sono considerati un vantaggio economico. Loro hanno acquisito questa consapevolezza.

Noi come Cosmar pensiamo che non ci sia bisogno di grandi studi e intuizioni per superare l'impasse in cui ci siamo incagliati. A noi basterebbe “copiare” quello che già fanno in Inghilterra, Francia, Belgio Stati Uniti, solo per citarne alcuni paesi che guardano oltre le vigenti normative IMO.

Cosmar ha trovato nel Comune di Procida un valido compagno di viaggio e anche una “casa” per portare avanti il suo progetto Si riparte dal mare. Un'esperienza importante che è già diventa un appuntamento annuale. Ma quali sono le vostre prossime iniziative?

Abbiamo due obbiettivi: da una lato far conoscere la vera vita della gente di mare, dall'altro offrire informazioni e servizi ai marittimi.

Abbiamo già attivato alcune iniziative per risolvere problemi pratici dei marittimi: assistenza legale e burocratica, un'assicurazione dell'abilitazione professionale, una linea d'ascolto diretta con i marittimi per aiutarli ad affrontare nel modo più efficace la crisi occupazionale del settore.

Per quello che riguarda l'informazione stiamo lavorando a due importanti progetti:

  1. la realizzazione di una rivista periodica di natura tecnica nautica che sia però comprensibile a tutti, che parli dell'universo mare, con un occhio di riguardo a chi ci lavora, al suo indotto, e anche alle prospettive future.

  2. Dal progetto editoriale si sviluppa un settore video. Stiamo cominciando a lavorare ad un docu-film che racconta appunto le diverse figure che ruotano attorno alla vita di Mare.

Perché avete scelto proprio l'isola di Procida come compagna di viaggio per questa prima importante esperienza pubblica?

Il 60% dei marittimi vive in Campania e Procida ha una tradizione marinaresca di tutto rispetto. Per noi Procida è sintesi e metafora di quello che riteniamo il senso del vivere il mare a 360°, senza mai perdere la propria identità pur rimanendo al passo con i tempi.

Chi sono i vostri referenti in questo convegno e per il futuro?

Ovviamente il Ministero delle infrastrutture e trasporti, il Comando generale delle capitanerie di porto e le istituzioni in genere, governo compreso.

Noi riconosciamo le difficoltà e la complessità del lavoro di chi governa, a tutti i livelli, dal piccolo Comune costiero ai vertici più alti della politica. In questo senso vogliamo offrire il nostro contributo nella convinzione che nessuno meglio dei marittimi può conoscere e aiutare a risolvere i problemi dei marittimi.

Noi vogliamo rappresentare tutta la gente di mare, nessuno escluso, in modo eterogeneo, aperti a tutte le categorie e i gradi. Vogliamo che i marittimi tornino ad essere protagonisti e non comparse dei loro destini professionali per il loro benessere, delle loro famiglie e delle comunità costiere. Il nostro Paese ha 8mila chilometri di costa, ogni centimetro dei quali non va lasciato in ombra.

Il Comandante Giorgio Blandina è capitano di lungo corso. Ha assunto il primo comando di una nave gasiera a 27 anni. E' stato per 25 anni al comando di navi gasiere, chimichiere e petroliere. Ha lavorato a terra come fleet manager con una compagnia di navigazione inglese ed una olandese. E' stato presidente emerito del Collegio nazionale capitani di L. C. & M. E' iscritto all'albo dei docenti dell'Accademia nazionale della marina mercantile di Genova ed è perito e consulente del Tribunale di Genova. E' membro della Commissione per i sinistri marittimi della Direzione marittima di Genova.

E' stato ideatore e fondatore del Cosmar.

 

Passi avanti per l’apertura di Vivara

lavori ponte vivara

“Con grande soddisfazione possiamo finalmente confermare l’imminente apertura al pubblico dell’isolotto di Vivara.

Ho appreso delle iniziative degli ultimi giorni di associazioni locali in favore del suo accesso, ma sono già superate in quanto, come più volte preannunciato nei giorni scorsi, è imminente l’apertura al pubblico.

Vivara è concretamente parte integrante della nostra comunità e in fondo anche simili iniziative lo confermano. Stanno quindi per essere aggiudicati i lavori di messa in sicurezza del passaggio sul ponte, e a brevissimo aprirà anche il Centro Visite nella Stazione Marittima presso il quale si potranno prenotare le escursioni sull’isolotto. Infatti quest’ultimo è una Riserva Naturale cd. “Orientata”, cioè una riserva che va gestita con visite controllate e in maniera tale che, oltre alla conservazione del territorio, vi sia lo sviluppo naturalistico di quest’ultimo. Sono inoltre in via di installazione i bagni ecologici e le telecamere per la sicurezza dell’accesso.

La grande novità saranno le visite agli scavi archeologici micenei che saranno aperti al pubblico grazie alla precisa volontà dell’Amministrazione e alla grande sinergia col Prof. Marazzi dell’Università Suor Orsola Benincasa che sovrintende gli scavi, e relativamente ai quali concorderemo un evento ad hoc. Sono stati mesi di duro lavoro. Negli ultimi tempi il destino dell’isolotto non conosce pace e quando mi sono insediato il quadro non era dei più facili anche per la tanta burocrazia contro cui lottare. Infatti da subito ho seguito da vicino il procedimento penale a carico del Presidente Marinella, che si è formalmente estinto di recente col pagamento dell’oblazione.

Tale procedimento venne avviato per la messa in sicurezza degli immobili esistenti. Per cui, una volta che il Comitato di Gestione di Vivara ha poi adempiuto le prescrizioni tecniche impartite dalla Guardia di Finanza per mettere in sicurezza gli immobili dell’isolotto, ho subito convocato un tavolo con tutte le Autorità competenti e il Comitato di gestione per concordare termini e modalità della riapertura.

Successivamente il Comune di Procida ha ritenuto opportuno procedere anche alla messa in sicurezza del collegamento con l’isolotto, e quindi a redigere uno specifico progetto per il quale si è ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza un paio di settimane fa. Adesso, come annunciato, si potrà riaprire al pubblico una volta messo in sicurezza il passaggio.

Continuerò inoltre a far dialogare il Comitato con le Associazioni ambientaliste presenti sul territorio. Su risorse così strategiche per Procida, non solo sotto il punto di vista ambientale e turistico, ma anche storico-sociale, c’è bisogno dell’apporto di tutti e del massimo dialogo. E’ un preziosissimo patrimonio comune, e come Amministrazione faremo tutto ciò che rientra nei nostri poteri per tutelarlo e valorizzarlo in maniera condivisa. Vivara è parte integrante della nostra comunità.”

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