Assessore

L’Assessore Rossella Lauro: “Una Buona Opera Pubblica parte da una Buona Progettazione”

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

L’Assessore ai Lavori Pubblici Rossella Lauro ha rilasciato una dichiarazione, rivelando importanti novità: «Nel settembre scorso il Comune di Procida ha avanzato domanda di ammissione a un mutuo dalla Cassa Depositi e Prestiti per pagare i progetti relativi alle seguenti opere: costoni Terra Murata e Corricella, riqualificazione impianto pubblica illuminazione, valorizzazione dei beni culturali (Palazzo d’Avalos). Questo tipo di mutuo è previsto dal Fondo di Rotazione per la progettazione della Regione Campania. Si tratta di un prestito da restituire in 7 anni.  Le nostre proposte sono state tutte ammesse, ma, per questa prima fase, non siamo tra i primi destinatari del fondo».

«Continuo ad affermare che una Buona Opera Pubblica parte da una Buona Progettazione. E sosterrò sempre la Politica che investe per aiutare i piccoli Comuni nelle progettazioni della Grandi Opere. I nostri progetti sono molto ambiziosi ma necessari. Non ci interessa presentare progetti solo per avere un finanziamento da inserire nel curriculum o per fare “scena”. La nostra scelta è quella di rispondere ai concreti e veri bisogni del territorio (come ad esempio i costoni), e questo può avvenire solo con una progettazione seria e di livello». 

«Colgo l’occasione per ringraziare il gruppo di minoranza consiliare perché mi da l’opportunità di raccontare e specificare meglio le nostre azioni politiche. Mi dispiace per la continua pubblicazione di informazioni distorte che arrivano dal gruppo Per Procida, soprattutto perché sono stati amministratori fino a poco tempo fa e dovrebbero conoscere bene la differenza tra “prestito” (come in questo caso) ed un “finanziamento“. Probabilmente fa parte del gioco. Al quale, però, non mi vedranno mai partecipare»

A cura della Redazione di VivereProcida

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L’Assessore Carannante: «Il 2016 è stato un anno impegnativo e di ricostruzione, nel 2017 inizieremo a lanciare le prime basi per il futuro. La nostra forza? Una grande stima e l’eterogeneità di esperienze»

Pubblichiamo l’intervista con l’Assessore Antonio Carannante realizzata a fine dicembre con il bilancio delle attività del suo assessorato nell’anno appena passato.

Il 2016 volge al termine: se dovessi riassumere questa annata in poche parole come la definiresti?

Il 2016 è stato un anno di assestamento. Possiamo ritenerci soddisfatti. Infatti, dopo i primi mesi della consiliatura, durante quest’anno ci siamo meglio addentrati nella macchina amministrativa e posto le prime basi per il futuro. C’è tantissima strada da fare, ma se guardo indietro mi rendo conto del difficile e duro lavoro di ricostruzione che abbiamo avviato, spesso correndo il rischio di apparire lontani dalla nostra stessa base, e di questo siamo molto rammaricati. Ce ne siamo resi conto proprio in questi mesi, ma c’era tanto tanto da fare e siamo stati costretti a lavorare a testa bassa. E poi, posso dirlo, quest’anno la nostra compagine si è amalgamata ancora di più. La nostra forza è la grande stima reciproca, e l’eterogeneità di esperienze di cui siamo portatori.

Entrando nello specifico, facciamo un piccolo resoconto del lavoro compiuto riguardo le tue deleghe, partendo dal Contenzioso.

Sono più che soddisfatto. Tramite l’istituzione di una short list di avvocati e razionalizzazione delle spese siamo passati da una spesa dei servizi legali di circa 200.000,00 Euro annui a circa 60.000,00 Euro, ma con un effetto ancor più virtuoso: questa spesa è in gran parte definitiva sin dal conferimento dell’incarico al professionista, per cui le prossime annualità non ci saranno grandi aggravi di costi, come invece sta oggi avvenendo per gli incarichi dati in passato, per i quali non siamo ancora in grado di calcolare il preciso ammontare.

A che punto siamo invece con Vivara? Torneremo mai a vedere quel cancello aperto?lavori ponte vivara

Preciso subito una cosa: i cittadini devono sapere che come amministrazione, tra i tanti muri di gomma della burocrazia, abbiamo approntato tutto quanto necessario per aprirlo al pubblico. Innanzitutto, in seguito ai lavori di salvaguardia degli immobili esistenti, abbiamo predisposto il nulla osta all’apertura al pubblico; abbiamo poi predisposto, sempre per motivi di sicurezza e a tempo di record, l’installazione di un parapetto lungo il ponte, e poi un’intesa con la Fondazione per gestirne le visite. Tutto è pronto. Adesso resta solo la complessa battaglia legale in atto sulla proprietà di gran parte dei beni della Fondazione, tra cui appunto Vivara. Su questo aspetto mi limito ad osservare che, come Comune di Procida, vogliamo solo far fruire al pubblico un bene cosi prezioso del territorio procidano come la Riserva Naturale di Vivara. Per questo stiamo interloquendo con tutte le parti. I primi riscontri sono positivi. Siamo sicuri della collaborazione di tutti in nome di Vivara. Confidiamo nel buon senso di tutti le parti in causa e nel loro spirito di appartenenza a questo piccolo angolo di paradiso: aprirlo al pubblico è un’assoluta opera meritoria, che rimarrà nella memoria della nostra comunità, e non solo.

Passiamo alla delega più “pesante”: Palazzo d’Avalos, l’ex carcere.

Anche su questa delega sembrerebbe tutto fermo. Ma non è affatto così. Si tratta di tematiche molto complesse, che presuppongono una profonda conoscenza tecnica, e che pertanto necessitano di tempi lunghi. Difatti, a breve istituirò un tavolo tecnico dell’assessorato con professionisti nelle varie discipline. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatto: il 2016 è stato un anno importante, perché sarà ricordato per l’apertura al pubblico dell’ex carcere. Infatti, fu aperto solo per un breve periodo negli anni scorsi, ma da novembre invece lo abbiamo aperto in pianta stabile approntando un percorso ben definito, tramite le locali associazioni Millennium, Vivara, ProLoco e Indiefferenti, e un sistema di prenotazione on line. Riattivando la procedura impantanata di fondi ANCIM è stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato, i cui lavori sono stati terminati con molte difficoltà, tra l’aggiudicazione nel settembre 2015 e gli ultimi “accorgimenti” nel luglio 2016. Siamo contenti. E’ un obiettivo che ci eravamo proposti di raggiungere quest’anno. E così è stato.

Senza fondi e senza personale. Come ci siete riusciti?

Grazie a tanti volontari e il coinvolgimento della comunità. Un ringraziamento particolare va alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia, ad Operazione Primavera e ai tanti altri volontari procidani che hanno gratuitamente diserbato il tenimento agricolo; ma ringrazio anche tutti i volontari che si sono occupati della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure da distribuire ai turisti. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.

 

Parliamo un po’ del Convegno su Palazzo d’Avalos dello scorso settembre.

Sì, sono fermamente convinto che occorre lavorare su più livelli: col territorio, le Istituzioni e i privati. Quindi, creare sinergie con le Istituzioni centrali e di far conoscere il più possibile la struttura anche per attirare possibili investitori. In questa direzione è stato organizzato a settembre scorso il Convegno: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”, organizzato insieme a l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente On.le Silvia Velo, dell’ANCIM nella persona della dott.ssa Giannina Usai, e dell’Assessore regionale ai fondi europei Serena Angioli. Abbiamo quindi messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), alcuni soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta Formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli) e la parte relativa all’agricoltura biologica. Non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno a cui voglio dare cadenza annuale e che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola.

Si è mosso qualcosa?

Certamente. Proprio a margine del Convegno fu subito concordata la volontà con ANCIM ed ENEA di istituire nel 2017 una Scuola di interesse nazionale di Alta Formazione per le politiche energetiche, identificando Palazzo d’Avalos come bene simbolo da recuperare. Sarà un altro evento che porrà l’ex Carcere alla ribalta nazionale. Inoltre a fine novembre siamo stati convocati dall’ANCIM all’isola di Caprera per la sottoscrizione del “Contratto per lo sviluppo dei beni culturali nelle isole minori” alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. Al quale ho personalmente rappresentato l’importanza strategica di questo complesso per l’intero Meridione d’Italia.

Prossimi passi?

Passaggi importanti. Entro la primavera prossima procederemo, come da cronoprogramma, ad approvare il Piano Particolareggiato da condividere con un evento pubblico. Procediamo con passi significativi, con duro lavoro. Purtroppo per un’opera così importante i 3 anni e mezzo che restano per la fine della consiliatura sono pochi, ma faremo il possibile per porre basi importanti. Una cosa è sicura, tutto quello che sarà di questa magnifica struttura dovrà avvenire partendo dal basso, coinvolgendo il territorio.

Tra le tue deleghe c’è, infine, quella sul Lavoro Marittimo: un altro settore indispensabile per la nostra isola. Che notizie ci porti a riguardo?  

All’economia marittima dobbiamo tanto, quasi tutto. Mi sono ripromesso di rafforzare questa nostra identità e anche qui di creare rapporti istituzionali per tentare di dare un contributo concreto alle problematiche di questa categoria di lavoratori anch’essa in sofferenza. Ad aprile ho organizzato un Convegno Nazionale sul Lavoro Marittimo con l’ambizione di posizionare Procida come baricentro di questo settore a tutti i livelli, così a fine settembre, con il Circolo Capitani e Macchinisti (che continuo a ringraziare per l’attivismo), il pilota procidano Fabio Pagano e la Preside Maria Saletta Longobardo, ho organizzando un incontro pubblico tra il mondo della scuola e le Istituzioni dal titolo: “Dalla scuola al comando”. Anche qui i risultati non sono tardati a venire, è stata recepita dal Ministero la nostra richiesta di fare in modo che il giovane marittimo che non superi una delle prove previste per il certificato di competenza o addestramento, potrà ripeterla entro 12 mesi senza ripetere tutte le altre prove, come invece avveniva in passato. Abbiamo fatto anche altre richieste. Siamo in attesa di riscontri.

Leggiamo spesso comunicati aggressivi dell’opposizione. Cosa ne pensi?

Parto da un presupposto: non dimentico mai il ruolo che occupo e la grande responsabilità che come amministratori abbiamo nei confronti della popolazione e della vita pubblica dell’isola. E non dimentico che siamo da esempio, specie per i più giovani. Detto questo anche in politica ci sono tanti modi di ricoprire ruoli pubblici. Ad esempio, per quanto riguarda la questione Ospedale, non ho condiviso da un punto di vista istituzionale la scelta dei consiglieri di opposizione di partecipare a un separato ricorso al TAR, né il tono del manifesto che l’opposizione ha predisposto all’indomani della sentenza. Sono piccoli campanilismi che su questioni così ampie non danno un contributo positivo alla vita pubblica, anzi. Pertanto, ci siamo ben guardati dal replicare. Rimango fermamente ancorato al concetto della politica intesa come arte del confronto intellettualmente onesto sulle idee e sulle azioni. Non ci si può limitare solo a diffondere una “cultura del sospetto” e a difendere a oltranza quello che si è fatto, semmai secondo una propria versione. Sappiamo tutti che il tempo conferma o smentisce. Adesso occorre solo guardare al futuro: invito quindi l’opposizione ad avanzare più proposte costruttive. Solo così si contribuisce davvero alla crescita dell’isola.

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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Intervista all’Assessore Antonio Carannante in merito alla riapertura di Palazzo d’Avalos

Assessore Carannante, finalmente ci siamo. Palazzo d’Avalos dall’8 novembre sarà riaperto al pubblico. Come si potrà visitare e chi si occuperà della fruizione della struttura?carcere-ingresso-direzione

L’apertura avverrà dal 4 novembre con il Procida Arteticha Cinefest. Inizialmente, da martedi 8 a domenica 13 novembre sarà aperto gratis solo ai procidani, un gesto simbolico per far riappropriare il bene alla comunità: si potrà visitarlo solo con prenotazioni al numero 333/3510701. Successivamente, dal 15 novembre sarà possibile visitare a pagamento solo tramite prenotazione online sul sito www.comune.procida.na.it. Si potrà entrare a gruppi di 30 persone con tre visite giornaliere (h. 9.30-11.30-14.00). Riguardo la gestione delle visite, a giugno abbiamo indetto una manifestazione d’interesse per l’organizzazione e gestione delle visite guidate (anche in lingua straniera), alla quale hanno aderito 4 associazioni locali alle quali abbiamo affidato tale compito al fine di offrire più opportunità possibili alle risorse, specie più giovani, della nostra isola. Queste 4 associazioni si alterneranno settimanalmente nella gestione delle visite. Con loro ho iniziato un percorso comune per la condivisione dei testi delle brochure, la creazione di un logo per Palazzo d’Avalos, ma anche per la comunicazione: abbiamo deciso di dare risalto anche alla parte storica del palazzo, e non solo all’aspetto carcerario. Questo anche per orientare ancor più l’isola verso un turismo culturale.

corridoio-1-pianorCi sarà un biglietto d’ingresso?

Sempre in un’ottica di razionalizzazione delle risorse ma anche di un’efficienza del servizio abbiamo previsto un sistema di prenotazione online tramite il sito istituzionale del Comune di Procida www.comune.procida.na.it a un prezzo di 5 euro per i procidani e 10 euro per i non residenti. In questo modo eviteremo le file all’ingresso e sarà possibile sapere in anticipo se effettuabile la visita. I ricavati saranno reinvestiti nella struttura. Sarà possibile prenotare fino alle ore 12.00 del giorno prima, e si effettueranno le visite a gruppi di 30 persone (al massimo) negli orari indicati nel sito, sul quale sono indicate, anche in tre lingue straniere, tutti i termini e condizioni della visita. Per eventuali info è poi consultabile anche www.vivereprocida.it.

Ma quali sono stati i passaggi che hanno portato a questo importante risultato?

È stato un percorso lungo e faticoso avvenuto a costo zero per l’ente. E’ stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato grazie a fondi ANCIM. Appena insediato (giugno 2015) mi sono reso conto che l’iter burocratico era un po’ lento. I lavori venivano aggiudicati nel settembre 2015, l’affidamento dei lavori avveniva nel dicembre 2015. I lavori sono terminati nel luglio 2016. Ma non era finita qui. A distanza di anni occorreva diserbare il tenimento agricolo, così nel mese di settembre, grazie alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia ciò è stato possibile. Per ultimo, per la pulizia delle aree esterne è stato fondamentale anche il contributo di Operazione Primavera proprio in occasione del Artethica Procida Cinefest, ma anche di tanti altri volontari procidani che nei mesi scorsi hanno dato volontariamente il proprio contributo in questo senso. Tengo infatti a ricordare che quest’apertura, a prescindere dai lavori, avviene grazie a tanti procidani volontari, che ringrazio di cuore. Si sono occupati non solo della pulizia, ma anche della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure che distribuiremo. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.carcere-balle-di-lino-grezzo

Date le condizioni in cui versava l’ex Carcere sarà stato difficile orientarsi lì dentro. Come sarà articolato il percorso?

Pure se siamo stati costretti a interdire alcune zone, il percorso che abbiamo individuato e messo in sicurezza è affascinante e vario: parte dal tenimento agricolo (che per la prima volta verrà visitato), attraversa il belvedere sulla bellissima spiaggia dell’asino e risale verso l’interno della struttura per poi terminare nella parte moderna dove è possibile visitare l’opificio. Sto predisponendo scorrimento di immagini per le parti del carcere intercluse al pubblico: è una parte suggestiva che non può rimanere nell’oblio.

Palazzo d’Avalos è una struttura imponente: 20.000 mq. Riesce difficile credere che sarà riaperto solo per le visite guidate. Ci sono altri progetti per il futuro? E se sì, quali?

Certo, difatti l’apertura al pubblico rappresenta un primo passo importante verso la concreta rivalorizzazione dell’ex carcere. Sono convinto che nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. E l’apertura al pubblico, unitamente al lavoro collettivo fatto già con tanti cittadini, fa sì che tale bene dal valore inestimabile venga avvertito sempre più come bene comune. Basti pensare che si stanno moltiplicando le iniziative artistiche intorno alla struttura. L’ex carcere è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale.

carcere-2-o-piano-palazzo-davalosState stringendo rapporti istituzionali per il futuro della struttura?

Certamente. Stiamo stringendo rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Non a caso in tale direzione il 16 settembre scorso ho organizzato un Convengo dal titolo: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza. Palazzo d’Avalos, un progetto pilota per valorizzare il patrimonio storico-culturale” unitamente all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero dell’ambiente con il Sottosegretario Velo, la Regione Campania con l’Assessore Angioli e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e

(una delle "finestre" dell'ex Carcere di Procida)

(una delle “finestre” dell’ex Carcere di Procida)

anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. E i primi risultati sono già venuti: il Comune di Procida, l’ENEA e l’ANCIM, in occasione di tale Convegno hanno sigillato la decisione di istituire, quali soggetti promotori, e tramite il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente, Sviluppo economico e Beni culturali, Regione Campania e della Presidenza del Consiglio, una Scuola d’interesse nazionale ENEA-ANCIM da realizzare nel 2017 proprio nell’isola di Procida a supporto delle politiche energetiche nel contesto dei Comuni delle isole minori. In tal senso hanno individuato proprio il Palazzo D’Avalos, come bene-simbolo comune da recuperare e rifunzionalizzare, da candidare, tra le iniziative di valorizzazione, come polo di formazione nel campo dell’energia. Per ultimo l’Assessore regionale Angioli, di recente, proprio reduce dal Convegno a Procida, a un seminario per la nuova programmazione dei Fondi europei ha fortemente voluto sottoporre proprio Palazzo d’Avalos come da bene da valorizzare per la Regione Campania. Nel futuro organizzerò Convegni sempre più mirati per tentare di far nascere sinergie importanti.

Raggiunto il traguardo dell’apertura al pubblico a cosa lavorerà l’Assessore Carannante?

Tante cose. Sto allestendo un tavolo tecnico, con diverse professionalità, anche per pianificare i passaggi successivi. A breve, nel rispetto del cronoprogramma, occorrerà poi necessariamente approvare il Piano particolareggiato a cura dell’arch. Iodice a seguito del quale s’inizierà a pensare a una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola. Intanto ci sono già gruppi privati che stanno manifestando interesse alla struttura. Infine, ci sarà la Scuola di formazione da organizzare in collaborazione con ENEA ed ANCIM.

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

 

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Rossella Lauro: «L’Assessore ha il compito di tutelare il cittadino ed il bene pubblico»

Essere amministratori comunali oggi è un compito impegnativo, carico di responsabilità, che sottopone ad una dura prova la passione politica e la capacità di decidere e di gestire.

Il ruolo che oggi ricopro dà fastidio a molte persone. Non mi aspettavo un’ottima accoglienza ma neanche denigrazioni e falsità. Sono stata eletta a 32 anni, senza esperienza politica pregressa e con una delega che simboleggia una rottura netta con il passato. Per la prima volta un Sindaco scommette su un Giovane. Per la prima volta le Politiche Giovanili e la promozione del territorio vengono date ad un Assessore. Dopo mesi, guarda caso, viene fatta la stessa scelta politica in Regione Campania, segno di una direzione che lavora in parallelo sugli stessi obiettivi.

Ho trascorso i primi mesi ad osservare molto i meccanismi della Pubblica Amministrazione e sono andata a chiedere aiuto per avere un supporto ed una formazione adeguata al ruolo che ricopro. Infatti oggi faccio parte sia del Training Camp Giovani Menti-Mentori dell’ANCI Campania, sia del Forsam V (Scuola ANCI per Giovani Amministratori) che mi vede impegnata in un percorso formativo a Roma  fino al mese di marzo.

Ciò mi permette di approfondire le nuove leggi su più aree e di portare alcuni esempi che riguardano la nostra isola per cercare le soluzioni migliori e più vantaggiose. Lo scambio e il confronto con altri amministratori e collaboratori dell’ANCI mi dà la possibilità di crescere e trovare nuovi modi per raggiungere gli obiettivi che la nostra Amministrazione si è posta.

Non trovo un atteggiamento simile sul nostro territorio, nella nostra comunità. Continuo a leggere comunicati, post su facebook, interrogazioni in cui si fa passare il messaggio che l’Assessore ai Lavori Pubblici dovrebbe essere il direttore dei lavori, la ditta che svolge le opere, il responsabile del procedimento, il supporto al responsabile del procedimento, il responsabile dell’ufficio tecnico, l’operaio, o addirittura avere competenze tecniche come essere un architetto, un ingegnere, un geologo, un geometra,  ecc…

Vorrei solo ricordare che tutti i ruoli citati (e non sono neanche tutti) sono le figure individuate e pagate per far sì che un progetto venga messo in opera  come previsto dal bando rispettando la legge.

L’Assessore ha il compito di tutelare il cittadino ed il bene pubblico, cioè l’Interesse Pubblico. La  delega è di natura politica essenzialmente con il compito di sovrintendenza, stimolo  e controllo dei lavori. Nello specifico l’Assessore svolge attività di impulso e collaborazione per la verifica dell’attuazione degli interventi e degli obiettivi prefissati con i rispettivi uffici facendo riferimento alle figure del Segretario Generale e dei responsabili degli uffici (art. 48, c. 2, TUEL, Testo Unico degli Enti Locali).

Voglio citare le parole del Testo Unico degli Enti Locali e del Testo Unico del Pubblico Impiego perché creare confusione e non essere corretti nel dare informazioni è un grave danno che si produce sulla popolazione e si offende l’intelligenza del cittadino.

Ma come si traduce tutto questo in azione? Nello specifico continuerò ad informare i cittadini rispetto alle attività che mettiamo in campo con lettere, comunicati, presentazione del progetto porta a porta, incontri pubblici; non mi stancherò di convocare tavoli tecnici con più società per coordinare i lavori sul territorio nel modo migliore possibile in termini di efficacia ed efficienza dando risposte a problemi ventennali che non sono mai stati risolti (esempio: quando bisogna intervenire con i lavori di metanizzazione in una zona raccolgo tutte le segnalazioni pervenute e indirizzo l’intervento cercando la causa di infiltrazioni ventennali), condividerò il cronoprogramma dei lavori con gli altri amministratori per non creare concomitanze di eventi sul territorio (esempio: dovevamo iniziare i lavori nel borgo di Terra Murata ma aspetteremo l’inaugurazione dell’apertura dell’ex Carcere e la Festa del Vino), e non abbandonerò il ruolo di indirizzo e di impulso nei riguardi dell’ufficio tecnico affinché vengano seguite questioni che abbiamo a cuore, in primis il Waterfront.

Ma questa è un’altra storia che racconterò nel prossimo incontro pubblico che si terrà domani, giovedì 3 novembre, presso la ex Chiesa di San Giacomo alle ore 19.00.  

Noi non dobbiamo difendere nessun professionista ma abbiamo il Dovere di tutelare i Cittadini.

Rossella Lauro

(L'Assessore ai Lavori Pubblici, alle Politiche Giovanili e alla Comunicazione e Promozione del Territorio Rossella Lauro)

(L’Assessore ai Lavori Pubblici, alle Politiche Giovanili e alla Comunicazione e Promozione del Territorio Rossella Lauro)

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