Consiglio Comunale

Il piano triennale delle opere pubbliche 

L’assessore ai lavori pubblici per legge ha uno strumento molto efficace
per poter lavorare e pianificare gli interventi: il piano triennale e
annuale delle opere pubbliche. La delega impone una programmazione, un atto
che viene approvato prima in giunta e poi in consiglio comunale. In questi
due anni e mezzo alcuni passaggi formali sono cambiati, ad esempio il nuovo piano deve essere incluso nel Documento Unico di Programmazione, ma il piano delle
opere resta un documento fondamentale per un’amministrazione che ha voglia
di lavorare in modo serio e concreto.

Il primo piano che ho letto, appena insediati, sembrava una lista dei desideri, difficili
da realizzare. Piano piano abbiamo lavorato affinchè il piano diventasse
sempre più coerente tra le esigenze del territorio e le possibilità di
finanziamento. Oggi possiamo dire che il piano pubblicato il primo marzo 2018 n. 51 con
delibera di giunta rispecchia il lavoro che vogliamo portare avanti nei
prossimi mesi.

I numerosi incontri con i cittadini, le varie segnalazioni, i confronti con
il gruppo politico avvenuti in questi due anni, oggi vedono un piano delle
opere comprensivo di tutti i bisogni espressi dai cittadini.

Ma non solo… Il piano vede un livello di progettazione alto, in molti casi
già con progetti esecutivi cioè con la possibilità di aprire cantieri in
caso di progetti finanziati.

I progetti presenti nel piano annuale e triennale sono n. 36  di cui n. 18 già
candidati su misure di finanziamento sia nazionali che regionali.

Le iniziative messe in campo e su cui contiamo di raggiungere almeno
l’obiettivo di ottenere il decreto di finanziamento riguardano varie opere,
diverse e necessarie allo stesso tempo.

Abbiamo accolto le numerose lamentele sulla pubblica illuminazione cercando
di presentare un progetto di riqualificazione dell’impianto legato alle
nuove tecnologie che vedono il risparmio energetico al centro delle
infrastutture; abbiamo accolto l’esigenza di migliorare il centro di
raccolta dei rifiuti completandolo e rendendolo più funzionale per le
nostre esigenze; abbiamo ascoltato i numerosi operatori turistici
preoccupati per l’arretramento della spiaggia della Chiaiolella e quindi
abbiamo presentato un progetto per il ripascimento dell’arenile; abbiamo
vissuto la fragilità del nostro territorio con i numerosi smottamenti dei
nostri costoni e abbiamo presentato numerosi progetti di messa in sicurezza
per il dissesto idrogeologico come: il costone della Chiaia, di Terra
Murata, del Faro, della Corricella…. Poi ci siamo occupati della bellezza
con l’ex convento di Santa Margherita Nuova nel tratto sottostante la
Chiesa acquisito nel 2016 dal Comune, è stata candidata l’ex Chiesa di San
Giacomo e abbiamo accolto l’esigenza di restaurare l’Abbazia per un
intervento di valorizzazione e riqualificazione della Chiesa di San Michele.

Dopo numerosi incontri con i ragazzi, dalla somministrazione di un
questionario, abbiamo rilevato le richieste che arrivano dai giovani del
territorio, e abbiamo candidato i diversi interventi: il centro
polifunzionale di via salette, la palestra della scuola media (legata al
progetto della Scuola Media, l’ultima scuola ancora non interessata dai
lavori), il campo sportivo e ricandidando la piscina comunale adeguandola
con le nuove tecnologie legate al risparmio energetico.

Abbiamo ascoltato le associazioni che si occupano della realizzazione dei
misteri candidando un progetto per la sistemazione degli spazi dove
svolgono le loro attività laboratoriali cercando di rendere quei luoghi più
funzionali e più belli

La Regione Campania ha attivato una piattaforma e in pochi giorni il Comune
ha inserito 10 progetti esecutivi negli ambiti proposti: messa in
sicurezza, restauro, riqualificazioni e rifunzionalizzazioni di beni
storici, risparmio ed efficientamento energetico e dissesto idrogeologico.

Ogni settimana sul mio profilo facebook avrò l’occasione di spiegare un
progetto approvato e candidato così da condividerne una parte dei dettagli.
Sarà questo un punto di partenza importante per migliorare e ampliare il
piano delle opere pubbliche del nostro territorio.

http://alboprocida.asmenet.it/allegati.php?id_doc=16120340&sez=p&data1=16/03/2018&data2=31/03/2018

 

Rossella  Lauro

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Il Comune di Procida e l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche

Nel Consiglio Comunale del 7 dicembre 2016 l’Amministrazione Comunale di Procida vota all’unanimità il PEBA ovvero il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche che è lo strumento in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini. Il PEBA fu introdotto nel nostro ordinamento giuridico nel 1986 con la legge n. 41, successivamente modificata nel 1992.

La Legge obbligava i Comuni e le Province ad adottarli, cioè pianificare gli interventi necessari, entro l’anno d’entrata in vigore della stessa; dunque, gli Amministratori erano tenuti a pianificare la rimozione delle barriere architettoniche secondo una programmazione e non in maniera occasionale.

Il Comune di Procida, che non aveva adottato alcun piano, era in ritardo di circa 30 anni, avendo trascurato per troppi anni tale problematica. Dal 2016, la volontà dell’Amministrazione si è espressa attraverso l’adozione della delibera di Consiglio in cui si chiedeva maggiore attenzione alle problematiche delle persone con disabilità che vivono sul nostro territorio e per le persone che l’isola accoglie ogni anno. L’indirizzo politico espresso metteva al centro le persone con disabilità  per consentire una vita più semplice, sicura, ma soprattutto vissuta con la giusta autonomia e dignità.

Il Sindaco Dino Ambrosino nel 2016, durante il Consiglio comunale, ha elencato le iniziative già intraprese nei primi mesi di amministrazione: ad esempio, il trasferimento della SAPSocietà Partecipata del Comune di Procida – dall’appartamento situato al secondo piano in una palazzina senza ascensore ubicata in via Roma alla nuova sede in via Libertà, vicino la casa comunale, con un accesso garantito a tutti e senza barriere architettoniche; oppure le risorse previste nel bilancio di previsione 2016 da cui sono stati utilizzati € 23.000,00 per la riattivazione degli ascensori nelle strutture comunali e nelle scuola (Casa comunale in via Libertà, ex Conservatorio delle Orfane, Scuola media in via F. Gioia, Scuola primaria in via V. Emanuele); un altro esempio è il trasferimento degli uffici comunali al piano terra per rendere più agevole l’utilizzo degli sportelli; oppure l’arrivo sull’isola dei primi bus dell’EAV,  attrezzati per il trasporto delle persone a mobilità ridotta. Oggi i bus così attrezzati sono solo due, ma l’impegno è chiedere all’EAV di poterli incrementare in modo da servire tutta l’isola.

Nel tempo l’Amministrazione ha aderito agli eventi pubblici della UILDM sia nella sezione di Ischia che con la sezione di Procida. Ha adottato progetto “Io sono Filippo” che ha visto proseguire l’iniziativa delle sedie job presenti sulle spiagge dell’isola e l’impegno per la realizzazione di un intervento pubblico sul Lungomare Cristoforo Colombo del valore di circa € 50.000,00. Inoltre, sono state ampliate le aree di sosta (58) riservate alle persone a mobilità ridotta, rafforzando anche i controlli da parte delle forze dell’ordine a seguito di un incontro organizzato ad hoc con le associazioni della Consulta che si occupano del tema. Rimane, tuttavia, ancora radicata nei concittadini l’occupazione abusiva e impropria di tali spazi, così come l’uso del cartellino disabile (396). Cattive abitudini queste, che rappresentano una vera e propria piaga per l’isola e che, ora più che mai, la comunità del luogo, sente la necessità di arginare.

Ad ottobre 2017, con l’apertura delle scuole, non è stato facile per l’Ente Comunale trovare una soluzione per i bambini con disabilità che dovevano essere accompagnati a scuola con un pulmino adeguatamente attrezzato; tuttavia, con la solita attenzione e dedizione, si è  attivato il trasporto che ad oggi è reso possibile grazie alla collaborazione di volontari.

L’Amministrazione considerata la scarsità delle risorse economiche del Comune, un ente in predissesto, non ha la possibilità di destinare fondi per iniziative, anche importanti, come l’abbattimento delle barriere architettoniche, per cui, attraverso una raccolta fondi, il Comune ha realizzato l’accesso alle persone con disabilità presso la Ex Chiesa di San Giacomo, oggi utilizzata dall’associazionismo locale. Grazie al contributo di Italiana Assicurazioni Agenzia Napoli Sede di Procida il Comune ha potuto acquistare una pedana mobile eliminando anche questa barriera.

Altro aspetto importante riguarda le barriere architettoniche nel trasporto marittimo. Bisogna innanzitutto sottolineare che, purtroppo, nel golfo operano in maggioranza natanti obsoleti, costruiti oltre trent’anni orsono, dunque, non attrezzati per il trasporto delle PMR e talora anche difficilmente adeguabili. Tuttavia – come è noto – l’Amministrazione non ha fatto mancare la sua voce e non ha mai fatto mancare il suo interesse presso la Regione, che cura tale settore del trasporto pubblico, perché la situazione abbia un trend positivo, per migliorare l’accessibilità anche su tali mezzi di trasporto, con la consapevolezza che non sarà possibile abolire in tempi brevi le barriere architettoniche su tutti i natanti che operano nel settore.

Tante sono ancora le iniziative da portare avanti e i passi da fare per la comunità procidana. Piccoli ma importanti obiettivi sono stati raggiunti, atti concreti che hanno visto in primis dare una direzione politica al tema della disabilità e poi azioni, acquisti e opere tangibili che resteranno nel tempo. L’Amministrazione, dopo tanto parlare sul tema, continuerà a lavorare, continuerà a collaborare con le associazioni iscritte all’albo, ma soprattutto proseguirà un discorso serio e approfondito con le persone che hanno veramente a cuore la cura delle persone con disabilità e i reali interessi sociali. Come ogni cittadino ragionevole, l’Amministrazione è consapevole che purtroppo le barriere architettoniche sono disseminate ad ogni latitudine della terra e che solo un sano e proficuo dialogo può abbattere barriere non solo architettoniche.

L’Amministrazione Comunale 

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Avviso per manifestazione di interesse per la gestione ed uso del campo sportivo comunale “Mario Spinetti”

Dopo l’approvazione in Consiglio Comunale del Regolamento per la
gestione e l’uso del Campo sportivo M. Spinetti avvenuta il 29 luglio,
il Comune ha pubblicato l’avviso per stabilire tempi e modalità per
favorire la massima partecipazione delle associazioni sportive per
dare la possibilità ai giovani  procidani di iscriversi alle attività
sportive presso il campo comunale.

L’avviso scade il 30 agosto.

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Soccorrere i nostri fratelli nella sventura. Una grande occasione di umana solidarietà per il popolo Procidano

Intervistiamo Sara Esposito, consigliera comunale con delega alle pari opportunità, per entrare nel vivo del dibattito apertosi nell’isola riguardo all’accoglienza degli immigrati.

Come è nato questo interesse per l’integrazione degli immigrati nella nostra isola?

E noto che tutti i Comuni italiani sono stati invitati dalla Prefettura a predisporre misure di accoglienza per i rifugiati e i richiedenti asilo politico.

In seguito ad una prima commissione consiliare sul tema, tenutasi a gennaio 2017 si è costituito in maniera spontanea un gruppo di lavoro sui ‘Richiedenti Asilo‘.

Un gruppo di lavoro composto da donne, con ruoli, età e professioni differenti (a mio avviso già questo è indicativo rispetto all’argomento accoglienza… accogliere in natura è in primis al femminile).

Quali le piste di lavoro di questo gruppo?

Le piste sono quelle che solitamente ogni gruppo di lavoro mette in atto.

Ci si incontra, si studia il problema, ci si sposta dall’isola per andare a ‘toccare con mano’ chi già da tempo si occupa di migranti e di progetti SPRAR.

C’è interazione con la cittadinanza?

 E’ stato questo il primo obiettivo da raggiungere; infatti il gruppo di lavoro  ha condiviso un ricco calendario di incontri anche con la popolazione,  portando con sé l’espressione dell’intero consiglio comunale, difatti è sempre presente agli incontri la minoranza politica nella persona di Maria Capodanno.

Su quali temi avete aperto il dibattito?

Essenzialmente su i temi che nascono dall’osservazione attenta di quanto sta avvenendo sulle nostre coste.

Oramai già da qualche tempo assistiamo a questo esodo massiccio e quindi in maniera più o meno diretta sentiamo di dover dare  un contributo alla risoluzione di  un fenomeno che con il passare del tempo assume sempre più vaste proporzioni… una vera e propria emergenza sociale.

Ogni giorno partono in migliaia, da paesi lontani e, soprattutto, dalle coste nord africane e meridionali.

Sono uomini, donne e bambini soli che affidano, quasi sempre, a fragili barconi la loro vita, i loro sogni.

Qualcuno osa affermare in maniera pessimistica che è una battaglia persa in partenza.

Non lo credo io,  non lo crede il gruppo che sta lavorando in maniera unitaria con entusiasmo.

Quando politicamente si lavora in maniera unitaria si acquista in credibilità da parte dei cittadini.

Comprendiamo certamente che coloro che  arrivano fanno oscillare la nostra emotività tra tenerezza e paura, solidarietà e minaccia alla nostra ‘illusoria’ tranquillità… al nostro benessere.

Ma come cittadini italiani, come Amministratori di una comunità, come esseri umani, ci siamo interrogati su quale poteva il nostro contributo attivo a questo tanto discusso problema…

A quale conclusione siete giunti?

Abbiamo sentito all’unanimità che dovevamo vivere questa importante scelta come una opportunità, una sfida.

Procida non poteva rimanere insensibile di fronte a chi scappa dal proprio paese in guerra, di fronte a chi ha perso tutto.

La nostra storia, le nostre ferite del passato, il nostro andare per i mari del mondo ci hanno lasciato un grande insegnamento: ogni comunità che si chiude in se stessa muore, se ci si apre ai bisogni degli altri si vive.

Perché si parla di sfida?

Perché bisogna mettere in gioco valori che superano l’individualismo e il cieco egoismo che sempre minano la solidarietà sociale e si oppongono al bene comune.

Una sfida che in termini soprattutto umani ci darà la possibilità di condividere esperienze… e ci porterà a comprendere che la famiglia umana è una e che l’ideale più grande da perseguire è la fraternità universale.

È nel reale confronto con gli altri che ci diamo la possibilità di sviluppare una sana criticità e pertanto una vera e propria crescita personale e collettiva.

Tra i vari possibili sistemi di integrazione avete scelto il Sistema SPRAR (Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati) ossia la cosiddetta “seconda accoglienza” che prevede progetti realizzati dai comuni e finanziati dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi di asilo.

 Si dopo un attento esame di tutti i sistemi previsti dal Ministero,  abbiamo capito che potevamo proporre istituzionalmente un progetto SPRAR, che in prima istanza ci vede disponibili ad accogliere e soprattutto integrare nuclei familiari.

Per un numero di 34 persone.

Si, perché le famiglie meglio si adatterebbero ed integrerebbero con il territorio… Dopo tutto la connotazione familiare è tipica della nostra isola in molti settori; anche nel settore turistico sono ancora e soprattutto le famiglie che scelgono la nostra isola.

Che tipo di famiglia arriverà quindi sull’isola?

Tendenzialmente famiglie monoparentali con 1/2 bambini e sarà una accoglienza diffusa sull’intero  territorio.

Come rapportarci con loro?

Con quell’atteggiamento del cuore che sempre ci fa andare  verso chi è nel bisogno per soccorrerlo ed aiutarlo.

Sapendo che  chi arriverà sull’isola attraverso il progetto SPRAR è un essere umano richiedente asilo, il quale è fuori dal proprio paese e presenta, in un altro Stato domanda di asilo per il riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, o per ottenere altre forme di protezione internazionale.

Un progetto che non graverà sulla nostra economia

Esattamente.

Questo progetto sarà finanziato dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, che operano a livello territoriale in collaborazione con le organizzazioni del III° settore.

Un progetto che vede noi amministratori protagonisti attivi nella coprogettazione.

Saremo espressione del territorio, valorizzando  tutto ciò che ci viene proposto, indicato e/o suggerito negli incontri con i cittadini.

Dobbiamo quindi superare quella sorta di diffidenza che sempre può ostacolare l’apertura e l’accoglienza?

E’ il primo passo da fare come comunità locale.

Un passo interiore che ci fa riconosce in questi richiedenti asilo  un fratello in difficoltà  che chiede aiuto.

In tal modo il nostri ‘futuri ospiti‘ non saranno dei nemici che metteranno a repentaglio il nostro benessere, la nostra sicurezza e serenità.

Qualcuno però  imprudentemente, continua a  parlare di minaccia per la nostra identità.

Mi sento molto chiamata in causa soprattutto rispetto a questo aspetto.

Ho letto spesso dietro alcune affermazioni un’ansia legata alla minaccia della propria identità… anche culturale, alla paura di dover  modificare e adattare i confini geografici, anche e soprattutto dal punto di vista psicologico come modifica dei confini interni. 

E questo è legittimo.

La novità sempre può spaventarci.

 Ad un analisi attenta delle risposte dei cittadini dobbiamo necessariamente tener conto che in maniera spontanea dinanzi ad eventi/realtà così importanti si possono attivare una serie di meccanismi di difesa quali: la paura, l’ansia, lo smarrimento, l’intolleranza.

Come aiutare i nostri concittadini  a superare tutto questo?

Tali vissuti facilmente si stemperano se si informa e sensibilizza.

 La ‘non conoscenza’ genera spesso ansia e paura.

 La ‘conoscenza’ genera sicurezza.

E poi non dimentichiamo che Procida è sempre stato un popolo accogliente sensibile alle diversità ed ha saputo sempre affrontare con intelligente sensibilità momenti storici drammatici.

Dobbiamo pertanto aver chiaro gli obiettivi di questa operazione e trasmetterli a tutti:

1) fare delle ‘diversità’ delle ricchezze; 

2) evitare che le differenze diventino distanze;

3) sviluppare sul territorio servizi integrativi a favore di ‘una comunità accogliente’;

4) far si che ogni ‘attore sociale’ (Amministratori, Comunità ecclesiale, Scuole, Associazioni, Settore Sanità e Forze dell’Ordine) possa compiere al meglio la propria parte in un reale progetto di accoglienza e integrazione. 

Ci sembra molto bello questo nuovo volto della politica, questo prendere sulle spalle, minoranza e maggioranza insieme, uno dei problemi più grandi che l’umanità sta vivendo oggi.

 Tanti ci incoraggiano, la Chiesa locale è scesa in campo accanto a noi anche perché il Papa e il nostro Presidente della Repubblica Mattarella ci invitano a non essere ciechi o sordi di fronte a questa immane tragedia, ma  aprire il cuore e le braccia per sollevare fratelli nella sventura.

Quale occasione più bella di questa chiamata a dare all’ umanità che ci circonda un segnale di grande civiltà soccorrendo chi è privato di una patria, della pace, della serenità, della casa, del lavoro.

A cura di Vivere Procida

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Approvazione del Regolamento per l’utilizzo del campo sportivo

 

 

Nel consiglio comunale del venerdì 28 luglio 2017 si è approvato il regolamento di utilizzo del campo sportivo Mario Spinetti, si è così normalizzata una situazione anomala (ogni comune italiano ne è dotato) che vedeva l’impianto sino ad oggi utilizzato senza alcuna tutela giuridica.

Si è giunti a tale risultato attraverso un percorso promosso e animato dall’ assessorato alle politiche giovanili Rossella Lauro e il consigliere delegato allo sport Giovanni Scotto di Carlo, partecipato da associazioni sportive e singoli cittadini che hanno dato un contributo fondamentale e conclusosi con un corretto passaggio in commissione sport.

Il Regolamento ha voluto dare rilievo ad un principio di responsabilizzazione dei soggetti utilizzatori rispetto alla cura ed al corretto utilizzo anche in chiave educativa dei giovani sportivi.

Si è introdotto un canone di 5 € orarie scaturito da una mediazione che considera l’attuale condizione dell’impianto e la necessità di coprire almeno in parte i costi che esso comporta per il comune. 

Vi sarà il versamento di una cauzione e sono stati previste penali in caso di scorretto utilizzo o danni, passando quindi dall’assenza di regole e di canone che ha ridotto la struttura allo stato di abbandono in cui si trova oggi, ad un nuovo criterio basato sulla responsabilità e la cura da parte delle associazioni che lo utilizzeranno, si è inoltre prevista la possibilità in futuro da parte della giunta di variare l’entità del canone se fosse opportuno adeguarla, in virtù dell’utilizzo dell’impianto riqualificato.

La circostanza per cui contestualmente nello stesso consiglio si è approvata variazione di bilancio prevedendo l’impegno di 350.000 € per poter accedere ad un finanziamento del credito sportivo è la garanzia che è volontà dell’amministrazione Ambrosino ristrutturare e gestire l’impianto direttamente con un rapporto comune-associazioni attraverso il nuovo storico regolamento.

L’intervento di riqualificazione previsto nell’estate 2018 (se il progetto rientrerà fra quelli finanziati da credito sportivo) prevede il rifacimento del manto, la riqualificazione degli spogliatoi più altre migliorie del sedime, ma in particolare si punterà molto sull’efficientamento energetico al fine di abbattere gli attuali elevati costi (15.000 € annui) per il comune derivanti dai consumi.

Il percorso partecipato per il regolamento, ha inoltre dato vita ad un comitato organizzatore dell’attuale torneo isolano che si è dato come obbiettivo con i proventi delle iscrizioni al torneo di realizzare alcuni piccoli interventi necessari al prosieguo delle attività della prossima stagione sportiva in sinergia con il comune.

Siamo soddisfatti di questa azione amministrativa che segna un nuovo modo di gestire i beni comuni con la partecipazione dei cittadini e la massima attenzione nel calibrare gli investimenti in maniera da ottimizzare i risultati senza gravare sulle tasche dei cittadini.

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Sanità a Procida: un passo avanti

Comunicato Stampa del Comune di Procida

 

Nel Consiglio Comunale di Procida,  il 24 aprile 2017, è stato deliberato lo schema di accordo fra la Regione Campania, le isole campane e l’ANCIM in tema di sanità. Un passo in avanti condiviso da tutti i Consiglieri di Maggioranza e di Minoranza, che all’unanimità hanno approvato per alzata di mano tale schema.

Come il Sindaco ha esplicitamente detto, tale schema  è uno strumento di ulteriore difesa del Presidio sanitario isolano. Esso prevede  una condizione importante: “Mantenere e garantire per i presidi ospedalieri di Capri, Ischia  e Procida, considerando gli stessi come sedi particolarmente disagiate, la funzione di Ospedale con Pronto Soccorso al fine di garantire a residenti e non un’assistenza seppur minima di maggiore garanzia”. Egli ha inoltre rimarcato che tale accordo fra più istituzioni va a garantire un punto fermo nello sviluppo organizzativo della sanità sulle isole e, quindi, anche un punto di difesa naturale nel caso altre circostanze, in futuro, mettessero in dubbio a Procida l’assistenza sanitaria.

Anche il Consigliere Maria Capodanno,  a nome della Minoranza, si è detta d’accordo su tale schema in quanto esso va a rivedere  anche quanto lo stesso TAR Campania non ha riconosciuto sul tema delle nascite, laddove si prevede  di “garantire e mantenere, in deroga ai requisiti previsti dal piano sanitario nazionale, la presenza di un punto nascite o nell’impossibilità, almeno di un medico ginecologico, un’ostetrica ed un pediatre a copertura delle 24 ore.” Auspica inoltre un Osservatorio regionale permanente sulla Sanità nelle isole campane che faccia comprendere ai Direttori generali delle ASL la realtà delle comunità isolane e i diritti dei cittadini.

 

A cura di VivereProcida

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Convocato il Consiglio Comunale per il 28 aprile 2017

Comunicato Stampa del Comune di Procida

 

E’ convocato per il giorno 28 aprile 2017, alle ore 17,30, in seduta ordinaria, il Consiglio Comunale del Comune di Procida, nella Sala Consiliare sita  nella Casa Comunale in via Libertà, n.12 bis , per la trattazione del seguente ordine del giorno:

  • Approvazione verbale della seduta del 30 marzo 2017;
  • Comunicazioni varie;
  • Verifica delle quantità e qualità delle aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie, che potranno essere ceduti in proprietà o in diritto di superficie;
  • Esame  ed approvazione del Documento Unico di Programmazione per gli anni 2017-2019;
  • Esame ed approvazione del Bilancio di Previsione per il periodo 2017-2019;
  • Accorso in tema di sanità tra la Regione Campania e i Sindaci delle Isole Campane e l’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori.

Tutta la cittadinanza è invitata a seguire i lavori del Consiglio.

 

A cura di Vivere Procida

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Consiglio Comunale del 16 maggio, ecco l’ordine del giorno

banner consiglio comunale

La prossima seduta di Consiglio Comunale si riunirà in seduta ordinaria il 16 maggio alle ore 17,30 presso la Sala Consiliare “V. Parascandola” della Casa Comunale. All’ordine del giorno, i seguenti punti:

  1. Approvazione dei verbali delle sedute precedenti del 03 e del 05.05.2016.
  2. Comunicazioni.
  3. Interrogazione in merito ai “lavori di riqualificazione del Waterfront dell’asse storico lotto A”, a firma del Cons. Comunale Menico Scala.
  4. Verifica qualità e quantità aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie che potranno essere cedute in proprietà o in diritto di superficie.
  5. Esame e approvazione del Documento Unico di Programmazione (D.U.P.).
  6. Esame e approvazione del Bilancio di Previsione 2016-2018.
  7. Istanza sig.ra Mancini Giancarla per acquisto di suolo comunale in via Paradiso.
  8. Istanza sig. Balletta Luigi per acquisto di suolo comunale in via P.Umberto.
  9. Istanza sig.ra Liberti Luciana per acquisto di suolo comunale in via P.Umberto.
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A colloquio dal Presidente del Consiglio: Avv. Antonio Intartaglia

Iantonio intartaglianauguriamo, con questa intervista, una rubrica che ospiterà periodicamente il punto di vista del Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Intartaglia, avvocato.

Quest’iniziativa è motivata dal fatto che, in Italia, il Consiglio Comunale è il principale organo collegiale dell’ente territoriale locale di base, il Comune,  e ha funzione di  indirizzo e di controllo politico-amministrativo.

La carica di Presidente del Consiglio Comunale è molto importante perché rappresenta il Consiglio, sovraintende e assicura il buon andamento dei lavori. È un organo super partes che ha il compito primario di tutelare i diritti e le prerogative di tutti i consiglieri, garantendo l’esercizio effettivo delle loro funzioni.

Antonio, come ti trovi nei panni di Presidente del Consiglio Comunale?

“Cerco di interpretare  il mio ruolo rispettando il senso della legge. Nelle passate stagioni legislative, i Presidenti del Consiglio che mi hanno preceduto esprimevano opinioni e condizionavano le scelte del loro gruppo nel corso dell’assemblea. Io cercherò, invece, di astenermi dai commenti, anche fuori dall’aula consiliare, nel rispetto della mia funzione super partes”.

Qual è l’obiettivo del Consiglio comunale  così come il legislatore lo ha inteso?

“Sicuramente realizzare una effettiva democrazia partecipativa: il Consiglio Comunale è pensato come la forma massima di partecipazione dei cittadini alle istituzioni”.

Purtroppo, negli ultimi anni, le aule del Consiglio sono andate piuttosto deserte. Che cosa può rendere possibile riavvicinare i cittadini alle sedute di un Consiglio Comunale?

 “Sicuramente dovrebbe aumentare la partecipazione attiva di tutti i consiglieri. Di solito, il dibattimento, soprattutto nelle passate legislazioni, avveniva solo tra consiglieri di opposizione e sindaco. È vero che tutti hanno la possibilità di esprimersi nelle Commissioni, ma è altrettanto vero che partecipare in Consiglio dà la vera misura dell’approfondimento e della conoscenza raggiunti riguardo a un problema. Il Consiglio è una palestra: ci si prepara sull’argomento e poi lo si presenta organizzando le idee e il modo di esporle, in modo da catturare l’attenzione di tutti, farsi ascoltare. Attraverso quest’ esercizio, si impara a dar vita alla democrazia così come era nell’ispirazione del legislatore: far incrociare punti di vista diversi, saper accogliere i contributi altrui. Più si agisce così, più i cittadini si appassionano alla politica”.

A volte può esser questione di timidezza non intervenire in Consiglio…

“Anche quella si supera con l’esercizio: vincere i timori, la paura di non essere all’altezza, imparare a mantenersi freddi e a gestire le proprie emozioni. Ci saranno molte occasioni in futuro per mettersi alla prova: in passato il numero dei Consigli comunali erano 5-6 all’anno, ora se ne tengono molti di più”.

Altri aspetti da migliorare nella pratica del Consiglio?

“L’arricchimento delle proposte provenienti dalla minoranza.  Superare la tentazione di scrivere inutili interrogazioni su cui incentrare lunghissime discussioni e invece intervenire sui problemi da risolvere, con contributi propositivi. Va ricordato che la minoranza in consiglio comunale ha lo stesso interesse della maggioranza a far sì che i provvedimenti adottati siano utili per la collettività. La collaborazione delle minoranze è centrale nel gioco della democrazia”.

A volte le sedute del Consiglio comunale sono lente, stanche, si trascinano con grande fatica di tutti…

“Sì, addirittura in passato succedeva spesso che i lavori veri e propri fossero preceduti da lunghissime commemorazioni, anche di tre quarti d’ora, un’ora, ci si dilungava eccessivamente. Non ci si rende conto che perdere tempo significa perdere l’attenzione del pubblico, che la prossima volta si guarderà bene dal partecipare, troverà di sicuro qualcosa di meglio da fare”.

Che cosa, secondo la tua esperienza, interessa veramente il pubblico presente in aula?

“La discussione su fatti concreti.  È un circolo virtuoso: più c’è partecipazione dei cittadini, più aumenta l’interesse dei consiglieri a prepararsi sui vari argomenti; più cresce il livello di preparazione dei consiglieri, più cresce la partecipazione dei cittadini, perché la discussione si anima, il dibattito si approfondisce man mano di contenuti nuovi”.

Quindi dare vitalità all’organo di governo avvantaggia tutti, cittadini ed amministratori.

“Certamente. Dibattere in modo approfondito un tema in presenza di un nutrito gruppo di cittadini ha anche una ricaduta vantaggiosa immediata nel paese: i cittadini presenti porteranno nei contesti in cui vivono e lavorano le istanze condivise in Consiglio e prepareranno automaticamente, anche in modo involontario, il terreno per la loro applicazione. In tal modo, i provvedimenti adottati incontreranno meno difficoltà a entrare a far parte del vissuto dei cittadini”.

Nell’ultimo  Consiglio Comunale, del 12 febbraio, sono stati approvati due importanti regolamenti.  

“Fondamentale è stata l’approvazione del Regolamento sul Forum dei giovani, che è il presupposto per l’effettiva partecipazione dei giovani. Pensa che esisteva già una legge comunale sulla materia fin dal 2008, ma ad essa non era mai stato dato seguito, al punto che nessuno se ne ricordava neanche più, non solo i giovani ma anche i consiglieri più anziani di maggiore esperienza. In generale, se esiste una legge ma manca il regolamento di attuazione, la legge rimane solo un buon proposito”.

Si sente molto la giovane età dei nuovi amministratori? Che ruolo gioca l’inesperienza?

“È naturale che si senta, ma tutti stanno lavorando e si formeranno, diventando più avvezzi alle pratiche amministrative. L’importante è rafforzare il legame con i dipendenti comunali che sono la memoria storica del Comune e conoscono le procedure in modo approfondito. In più, alcuni di loro sono sempre stati presenti alle assemblee consiliari. Mi riferisco a Salvatore Scotto di Covella, a Michele Ambrosino”.

E riguardo all’approvazione del Regolamento sul contributo di sbarco?

“Importantissimo. Le compagnie di navigazione da tempo incassavano il contributo ma il Comune non aveva nessun controllo sugli importi per ottenere che venissero versati nelle casse comunali. Con l’adozione del Regolamento  si cerca di entrare in questo meccanismo e di disciplinarlo”.

In Consiglio è emerso il problema, sollevato dal consigliere Menico Scala, su come controllare e ottenere il pagamento del contributo da parte di vettori occasionali di società minori.

“Un’ipotesi potrebbe essere quella di stipulare un contratto o una convenzione con gli ormeggiatori. Ma questo sarà uno di quei temi che tutti insieme,  amministratori e opposizioni dovranno studiare a fondo nella ricerca di soluzioni adeguate”.

Altra questione mossa dalle opposizioni è la difficoltà di pagamento degli stipendi che questa giunta incontra. Difficoltà che non esisteva nella passata amministrazione. Come si spiega?

“Nel 2015 è entrata in vigore una legge del 2011, la legge di Stabilità, che vieta agli enti pubblici di attingere da fondi europei, statali, regionali per utilizzarli in modo diverso da quello a cui sono destinati. In un recente passato, i precedenti amministratori avevano usato per il pagamento degli stipendi, fondi destinati al completamento dei depuratori. E infatti, il sistema di depurazione non è ancora stato portato a compimento!”

La legge ha voluto vietare queste pratiche?

Non solo, ha voluto stroncarle! Ha infatti previsto la responsabilità patrimoniale personale dei funzionari comunali coinvolti, a garanzia che certe procedure non siano più possibili. Infatti, a luglio 2015, i proventi dell’IMU che avrebbero potuto essere utilizzati per il pagamento degli stipendi, proprio in virtù di questa legge, sono stati destinati a copertura dei fondi per il completamento dei depuratori”.

La giovane amministrazione insediatasi appena a giugno ha avuto un avvio difficilissimo…

“Sì! E l’obiettivo è ancor più difficile: riavvicinare i cittadini agli organi di governo, restituire credibilità alle istituzioni”. 

Rifondare su nuovi presupposti la vita della collettività:  il Consiglio Comunale è il fondamentale strumento a disposizione. 

“È importante sottolineare che per quel che riguarda la Presidenza del Consiglio non esiste tutt’oggi un Regolamento di disciplina dell’attività. Questo è di sicuro un impedimento per il buon andamento dei lavori, che dovrebbero svolgersi nell’osservanza e nella corretta interpretazione del Regolamento”.

Un proposito per la tua attività di Presidente nel corso di questo mandato?

“Essere il Presidente di tutti, fare in modo che le minoranze possano sempre esprimersi in Consiglio. Solo così si pratica la democrazia”.

Grazie Presidente e buon lavoro al Consiglio Comunale.  

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