dott. Marco Salvemini

Citizen science e zanzara tigre a Procida: continua il progetto di ricerca Federiciano sull’isola

Nelle scorse settimane ricercatori del Dipartimento di Biologia
dell’Università degli studi di Napoli Federico II, coadiuvati da
volontari dell’isola, hanno rilasciato centinaia di maschi della
zanzara tigre Aedes albopictus, marcati con una polvere fluorescente,
in un’area selezionata in località Chiaiolella.

Questo esperimento, che prevede il rilascio di soli maschi che non pungono l’uomo,
risultando quindi innocui per gli abitanti della zona, servirà a
calcolare la densità della popolazione locale di zanzare, dato
fondamentale per pianificare al meglio il prossimo esperimento di
soppressione della zanzara tigre mediante la tecnica dell’insetto
sterile. 

La Chiaiolella infatti è stata scelta come sito per testare
l’efficacia di tale metodologia prima della sua applicazione futura su
tutta l’isola.

Ancora una volta i procidani si sono contraddistinti
per la loro apertura e generosità nel “prestare” i propri giardini per
consentire lo svolgimento dell’esperimento.

Ricercatori e volontari hanno lavorato per una settimana nella zona utilizzando vari tipi di
trappole per adulti ed effettuando anche catture su uomo (Human
Landing Catches).

Il progetto di ricerca, coordinato dal Dott. Marco
Salvemini, è in corso da circa due anni e si sta avvalendo della
fondamentale collaborazione dell’amministrazione comunale e di
numerosi volontari dell’isola, costituendo un interessante esempio di
citizen science” a tematica ambientale.

Nei prossimi mesi il progetto continuerà anche mediante il coinvolgimento delle scuole di Procida
per cercare di “appassionare” un numero sempre maggiore di persone.

 
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Comunicato Stampa del Comune di Procida   Studio e lotta alla zanzara tigre a Procida: i primi risultati dopo un anno di lavoro.

A Procida è in corso da settembre 2015 uno progetto di ricerca dal titolo “Studi di dinamica di popolazioni di Aedes albopictus a Procida: verso il primo esperimento di soppressione di zanzare mediante la tecnica del maschio sterile in un’isola del Mediterraneo” che ha l’obiettivo di studiare questa specie di zanzara tigre sull’isola e di fare di Procida un “laboratorio naturale” dove provare in futuro metodiche nuove di controllo anche per altri insetti dannosi (come ad esempio mosche della frutta e flebotomi).

Tale progetto, coordinato dal dott. Marco Salvemini, si sta svolgendo nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra il Comune di Procida ed il Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli e del progetto “Procida città della scienza” che vede l’isola in prima linea nella collaborazione con la Federico II su alcuni progetti scientifici di valorizzazione ambientale e di ripristino delle condizioni di vivibilità territoriale.

A Maggio 2017 è terminata la prima fase di studio iniziata ad Aprile 2016 consistita nell’uso di 22 ovitrappole per lo studio della dinamica temporale della popolazione di zanzara tigre sull’isola. Nei mesi di Luglio e Settembre 2016 invece i ricercatori avevano utilizzato 101 ovitrappole per studiare la distribuzione sul territorio. Con l’aiuto di 7 volontari procidani e con la collaborazione di più di 80 famiglie, che hanno dato accesso alle loro proprietà per il piazzamento delle ovitrappole, sono state contate ed eliminate dall’ambiente circa 84000 uova di Aedes albopictus corrispondenti a circa 20000 potenziali zanzare femmine adulte (di solito si schiudono in media il 50% delle uova e di queste solo la metà sono di sesso femminile). Questi dati hanno consentito di produrre la prima mappa di distribuzione spaziale della zanzara tigre sull’isola, requisiti fondamentali per i successivi esperimenti di rilascio di maschi sterili previsti nei prossimi anni.

La raccolta e lo studio dei dati ha visto la collaborazione di tre ricercatori dell’Ateneo Federiciano, i Dott. Marco Salvemini, Valeria Petrella, Giuseppe Saccone, del Dipartimento di Biologia e del dott. Giuliano Langella del Dipartimento di Agraria di Portici e di cinque ricercatori romani, i Dott. Beniamino Caputo, Pietro Cobre, Mattia Manica e la Prof.ssa Alessandra Della Torre del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza di Roma ed il Dott. Federico Filipponi dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) di Roma.

I dati raccolti sono stati presentati ind due conferenze internazionali:  a Luglio 2016 in Messico, nell’ambito della prima conferenza inter-regionale dell’IAEA sull’applicazione della tecnica ell’insetto sterile (https://www.iaea.org/projects/tc/int5155) ed Maggio 2017 a Vienna, presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) nell’ambito della conferenza “Third FAO–IAEA International Conference on Area-wide Management of Insect Pests: Integrating the Sterile Insect and Related Nuclear and Other Techniques” (http://www-pub.iaea.org/iaeameetings/50813/Third-FAO-IAEA-International-Conference-on-Area-wide-Management-of-Insect-Pests-Integrating-the-Sterile-Insect-and-Related-Nuclear-and-Other-Techniques) e saranno pubblicati in un lavoro scientifico su una rivista internazionale.

Un ringraziamento speciale va ai volontari Costantino D’Antonio, Davide Zeccolella, Cesare Buoninconti, Amedeo Schiano, Michele Meglio, Alberto Salvemini  per il loro preziosissimo contributo nella gestione delle ovitrappole durante tutto l’anno di studio, a Max Noviello per l’accesso ai dati metereologici della sua stazione meteo presente sull’isola ed ai numerosissimi cittadini che, aprendo le porte dei propri giardini, hanno consentito di studiare la zanzara sull’intero territorio dell’isola.

Nel mese di settembre 2017 i ricercatori saranno nuovamente sull’isola per stimare il numero di zanzare presenti nella finestra di picco di densità di tale mese e per piazzare 10 stazioni climatiche che consentiranno di catturare dati metereologici e climatici in altrettanti punti dell’isola. I ricercatori hanno intenzione di sviluppare infatti un modello matematico che consenta, integrando dati di catture entomologiche e dati ambientali, di prevedere la comparsa e la localizzazione delle zanzare sull’isola nei prossimi anni. Tale modello consentirà di pianificare in modo mirato i futuri esperimenti di controllo e di soppressione della popolazione infestante di zanzara tigre sull’isola.

L’esperimento di portata mondiale, a livello socio-culturale,  sanitario, economico ed ambientale,  ha fatto puntare i riflettori del mondo della scienza  a livello nazionale ed  internazionale sull’isola di Procida, e si spera di poter svolgere il terzo convegno mondiale proprio nella nostra piccola isola.

L’Amministrazione comunale, pertanto, è impegnata in questo momento nella  ricerca di fondi per  poter ospitare sia il convegno, sia per sostenere le nuove fasi sperimentali per i prossimi anni, nonché di altri volontari dell’isola che hanno dato fino ad oggi un apporto fondamentale nella riuscita di un’esperienza unica al mondo.

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