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L’Assessore Carannante: «Il 2016 è stato un anno impegnativo e di ricostruzione, nel 2017 inizieremo a lanciare le prime basi per il futuro. La nostra forza? Una grande stima e l’eterogeneità di esperienze»

Pubblichiamo l’intervista con l’Assessore Antonio Carannante realizzata a fine dicembre con il bilancio delle attività del suo assessorato nell’anno appena passato.

Il 2016 volge al termine: se dovessi riassumere questa annata in poche parole come la definiresti?

Il 2016 è stato un anno di assestamento. Possiamo ritenerci soddisfatti. Infatti, dopo i primi mesi della consiliatura, durante quest’anno ci siamo meglio addentrati nella macchina amministrativa e posto le prime basi per il futuro. C’è tantissima strada da fare, ma se guardo indietro mi rendo conto del difficile e duro lavoro di ricostruzione che abbiamo avviato, spesso correndo il rischio di apparire lontani dalla nostra stessa base, e di questo siamo molto rammaricati. Ce ne siamo resi conto proprio in questi mesi, ma c’era tanto tanto da fare e siamo stati costretti a lavorare a testa bassa. E poi, posso dirlo, quest’anno la nostra compagine si è amalgamata ancora di più. La nostra forza è la grande stima reciproca, e l’eterogeneità di esperienze di cui siamo portatori.

Entrando nello specifico, facciamo un piccolo resoconto del lavoro compiuto riguardo le tue deleghe, partendo dal Contenzioso.

Sono più che soddisfatto. Tramite l’istituzione di una short list di avvocati e razionalizzazione delle spese siamo passati da una spesa dei servizi legali di circa 200.000,00 Euro annui a circa 60.000,00 Euro, ma con un effetto ancor più virtuoso: questa spesa è in gran parte definitiva sin dal conferimento dell’incarico al professionista, per cui le prossime annualità non ci saranno grandi aggravi di costi, come invece sta oggi avvenendo per gli incarichi dati in passato, per i quali non siamo ancora in grado di calcolare il preciso ammontare.

A che punto siamo invece con Vivara? Torneremo mai a vedere quel cancello aperto?lavori ponte vivara

Preciso subito una cosa: i cittadini devono sapere che come amministrazione, tra i tanti muri di gomma della burocrazia, abbiamo approntato tutto quanto necessario per aprirlo al pubblico. Innanzitutto, in seguito ai lavori di salvaguardia degli immobili esistenti, abbiamo predisposto il nulla osta all’apertura al pubblico; abbiamo poi predisposto, sempre per motivi di sicurezza e a tempo di record, l’installazione di un parapetto lungo il ponte, e poi un’intesa con la Fondazione per gestirne le visite. Tutto è pronto. Adesso resta solo la complessa battaglia legale in atto sulla proprietà di gran parte dei beni della Fondazione, tra cui appunto Vivara. Su questo aspetto mi limito ad osservare che, come Comune di Procida, vogliamo solo far fruire al pubblico un bene cosi prezioso del territorio procidano come la Riserva Naturale di Vivara. Per questo stiamo interloquendo con tutte le parti. I primi riscontri sono positivi. Siamo sicuri della collaborazione di tutti in nome di Vivara. Confidiamo nel buon senso di tutti le parti in causa e nel loro spirito di appartenenza a questo piccolo angolo di paradiso: aprirlo al pubblico è un’assoluta opera meritoria, che rimarrà nella memoria della nostra comunità, e non solo.

Passiamo alla delega più “pesante”: Palazzo d’Avalos, l’ex carcere.

Anche su questa delega sembrerebbe tutto fermo. Ma non è affatto così. Si tratta di tematiche molto complesse, che presuppongono una profonda conoscenza tecnica, e che pertanto necessitano di tempi lunghi. Difatti, a breve istituirò un tavolo tecnico dell’assessorato con professionisti nelle varie discipline. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatto: il 2016 è stato un anno importante, perché sarà ricordato per l’apertura al pubblico dell’ex carcere. Infatti, fu aperto solo per un breve periodo negli anni scorsi, ma da novembre invece lo abbiamo aperto in pianta stabile approntando un percorso ben definito, tramite le locali associazioni Millennium, Vivara, ProLoco e Indiefferenti, e un sistema di prenotazione on line. Riattivando la procedura impantanata di fondi ANCIM è stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato, i cui lavori sono stati terminati con molte difficoltà, tra l’aggiudicazione nel settembre 2015 e gli ultimi “accorgimenti” nel luglio 2016. Siamo contenti. E’ un obiettivo che ci eravamo proposti di raggiungere quest’anno. E così è stato.

Senza fondi e senza personale. Come ci siete riusciti?

Grazie a tanti volontari e il coinvolgimento della comunità. Un ringraziamento particolare va alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia, ad Operazione Primavera e ai tanti altri volontari procidani che hanno gratuitamente diserbato il tenimento agricolo; ma ringrazio anche tutti i volontari che si sono occupati della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure da distribuire ai turisti. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.

 

Parliamo un po’ del Convegno su Palazzo d’Avalos dello scorso settembre.

Sì, sono fermamente convinto che occorre lavorare su più livelli: col territorio, le Istituzioni e i privati. Quindi, creare sinergie con le Istituzioni centrali e di far conoscere il più possibile la struttura anche per attirare possibili investitori. In questa direzione è stato organizzato a settembre scorso il Convegno: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”, organizzato insieme a l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente On.le Silvia Velo, dell’ANCIM nella persona della dott.ssa Giannina Usai, e dell’Assessore regionale ai fondi europei Serena Angioli. Abbiamo quindi messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), alcuni soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta Formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli) e la parte relativa all’agricoltura biologica. Non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno a cui voglio dare cadenza annuale e che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola.

Si è mosso qualcosa?

Certamente. Proprio a margine del Convegno fu subito concordata la volontà con ANCIM ed ENEA di istituire nel 2017 una Scuola di interesse nazionale di Alta Formazione per le politiche energetiche, identificando Palazzo d’Avalos come bene simbolo da recuperare. Sarà un altro evento che porrà l’ex Carcere alla ribalta nazionale. Inoltre a fine novembre siamo stati convocati dall’ANCIM all’isola di Caprera per la sottoscrizione del “Contratto per lo sviluppo dei beni culturali nelle isole minori” alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. Al quale ho personalmente rappresentato l’importanza strategica di questo complesso per l’intero Meridione d’Italia.

Prossimi passi?

Passaggi importanti. Entro la primavera prossima procederemo, come da cronoprogramma, ad approvare il Piano Particolareggiato da condividere con un evento pubblico. Procediamo con passi significativi, con duro lavoro. Purtroppo per un’opera così importante i 3 anni e mezzo che restano per la fine della consiliatura sono pochi, ma faremo il possibile per porre basi importanti. Una cosa è sicura, tutto quello che sarà di questa magnifica struttura dovrà avvenire partendo dal basso, coinvolgendo il territorio.

Tra le tue deleghe c’è, infine, quella sul Lavoro Marittimo: un altro settore indispensabile per la nostra isola. Che notizie ci porti a riguardo?  

All’economia marittima dobbiamo tanto, quasi tutto. Mi sono ripromesso di rafforzare questa nostra identità e anche qui di creare rapporti istituzionali per tentare di dare un contributo concreto alle problematiche di questa categoria di lavoratori anch’essa in sofferenza. Ad aprile ho organizzato un Convegno Nazionale sul Lavoro Marittimo con l’ambizione di posizionare Procida come baricentro di questo settore a tutti i livelli, così a fine settembre, con il Circolo Capitani e Macchinisti (che continuo a ringraziare per l’attivismo), il pilota procidano Fabio Pagano e la Preside Maria Saletta Longobardo, ho organizzando un incontro pubblico tra il mondo della scuola e le Istituzioni dal titolo: “Dalla scuola al comando”. Anche qui i risultati non sono tardati a venire, è stata recepita dal Ministero la nostra richiesta di fare in modo che il giovane marittimo che non superi una delle prove previste per il certificato di competenza o addestramento, potrà ripeterla entro 12 mesi senza ripetere tutte le altre prove, come invece avveniva in passato. Abbiamo fatto anche altre richieste. Siamo in attesa di riscontri.

Leggiamo spesso comunicati aggressivi dell’opposizione. Cosa ne pensi?

Parto da un presupposto: non dimentico mai il ruolo che occupo e la grande responsabilità che come amministratori abbiamo nei confronti della popolazione e della vita pubblica dell’isola. E non dimentico che siamo da esempio, specie per i più giovani. Detto questo anche in politica ci sono tanti modi di ricoprire ruoli pubblici. Ad esempio, per quanto riguarda la questione Ospedale, non ho condiviso da un punto di vista istituzionale la scelta dei consiglieri di opposizione di partecipare a un separato ricorso al TAR, né il tono del manifesto che l’opposizione ha predisposto all’indomani della sentenza. Sono piccoli campanilismi che su questioni così ampie non danno un contributo positivo alla vita pubblica, anzi. Pertanto, ci siamo ben guardati dal replicare. Rimango fermamente ancorato al concetto della politica intesa come arte del confronto intellettualmente onesto sulle idee e sulle azioni. Non ci si può limitare solo a diffondere una “cultura del sospetto” e a difendere a oltranza quello che si è fatto, semmai secondo una propria versione. Sappiamo tutti che il tempo conferma o smentisce. Adesso occorre solo guardare al futuro: invito quindi l’opposizione ad avanzare più proposte costruttive. Solo così si contribuisce davvero alla crescita dell’isola.

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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Intervista all’Assessore Antonio Carannante in merito alla riapertura di Palazzo d’Avalos

Assessore Carannante, finalmente ci siamo. Palazzo d’Avalos dall’8 novembre sarà riaperto al pubblico. Come si potrà visitare e chi si occuperà della fruizione della struttura?carcere-ingresso-direzione

L’apertura avverrà dal 4 novembre con il Procida Arteticha Cinefest. Inizialmente, da martedi 8 a domenica 13 novembre sarà aperto gratis solo ai procidani, un gesto simbolico per far riappropriare il bene alla comunità: si potrà visitarlo solo con prenotazioni al numero 333/3510701. Successivamente, dal 15 novembre sarà possibile visitare a pagamento solo tramite prenotazione online sul sito www.comune.procida.na.it. Si potrà entrare a gruppi di 30 persone con tre visite giornaliere (h. 9.30-11.30-14.00). Riguardo la gestione delle visite, a giugno abbiamo indetto una manifestazione d’interesse per l’organizzazione e gestione delle visite guidate (anche in lingua straniera), alla quale hanno aderito 4 associazioni locali alle quali abbiamo affidato tale compito al fine di offrire più opportunità possibili alle risorse, specie più giovani, della nostra isola. Queste 4 associazioni si alterneranno settimanalmente nella gestione delle visite. Con loro ho iniziato un percorso comune per la condivisione dei testi delle brochure, la creazione di un logo per Palazzo d’Avalos, ma anche per la comunicazione: abbiamo deciso di dare risalto anche alla parte storica del palazzo, e non solo all’aspetto carcerario. Questo anche per orientare ancor più l’isola verso un turismo culturale.

corridoio-1-pianorCi sarà un biglietto d’ingresso?

Sempre in un’ottica di razionalizzazione delle risorse ma anche di un’efficienza del servizio abbiamo previsto un sistema di prenotazione online tramite il sito istituzionale del Comune di Procida www.comune.procida.na.it a un prezzo di 5 euro per i procidani e 10 euro per i non residenti. In questo modo eviteremo le file all’ingresso e sarà possibile sapere in anticipo se effettuabile la visita. I ricavati saranno reinvestiti nella struttura. Sarà possibile prenotare fino alle ore 12.00 del giorno prima, e si effettueranno le visite a gruppi di 30 persone (al massimo) negli orari indicati nel sito, sul quale sono indicate, anche in tre lingue straniere, tutti i termini e condizioni della visita. Per eventuali info è poi consultabile anche www.vivereprocida.it.

Ma quali sono stati i passaggi che hanno portato a questo importante risultato?

È stato un percorso lungo e faticoso avvenuto a costo zero per l’ente. E’ stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato grazie a fondi ANCIM. Appena insediato (giugno 2015) mi sono reso conto che l’iter burocratico era un po’ lento. I lavori venivano aggiudicati nel settembre 2015, l’affidamento dei lavori avveniva nel dicembre 2015. I lavori sono terminati nel luglio 2016. Ma non era finita qui. A distanza di anni occorreva diserbare il tenimento agricolo, così nel mese di settembre, grazie alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia ciò è stato possibile. Per ultimo, per la pulizia delle aree esterne è stato fondamentale anche il contributo di Operazione Primavera proprio in occasione del Artethica Procida Cinefest, ma anche di tanti altri volontari procidani che nei mesi scorsi hanno dato volontariamente il proprio contributo in questo senso. Tengo infatti a ricordare che quest’apertura, a prescindere dai lavori, avviene grazie a tanti procidani volontari, che ringrazio di cuore. Si sono occupati non solo della pulizia, ma anche della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure che distribuiremo. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.carcere-balle-di-lino-grezzo

Date le condizioni in cui versava l’ex Carcere sarà stato difficile orientarsi lì dentro. Come sarà articolato il percorso?

Pure se siamo stati costretti a interdire alcune zone, il percorso che abbiamo individuato e messo in sicurezza è affascinante e vario: parte dal tenimento agricolo (che per la prima volta verrà visitato), attraversa il belvedere sulla bellissima spiaggia dell’asino e risale verso l’interno della struttura per poi terminare nella parte moderna dove è possibile visitare l’opificio. Sto predisponendo scorrimento di immagini per le parti del carcere intercluse al pubblico: è una parte suggestiva che non può rimanere nell’oblio.

Palazzo d’Avalos è una struttura imponente: 20.000 mq. Riesce difficile credere che sarà riaperto solo per le visite guidate. Ci sono altri progetti per il futuro? E se sì, quali?

Certo, difatti l’apertura al pubblico rappresenta un primo passo importante verso la concreta rivalorizzazione dell’ex carcere. Sono convinto che nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. E l’apertura al pubblico, unitamente al lavoro collettivo fatto già con tanti cittadini, fa sì che tale bene dal valore inestimabile venga avvertito sempre più come bene comune. Basti pensare che si stanno moltiplicando le iniziative artistiche intorno alla struttura. L’ex carcere è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale.

carcere-2-o-piano-palazzo-davalosState stringendo rapporti istituzionali per il futuro della struttura?

Certamente. Stiamo stringendo rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Non a caso in tale direzione il 16 settembre scorso ho organizzato un Convengo dal titolo: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza. Palazzo d’Avalos, un progetto pilota per valorizzare il patrimonio storico-culturale” unitamente all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero dell’ambiente con il Sottosegretario Velo, la Regione Campania con l’Assessore Angioli e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e

(una delle "finestre" dell'ex Carcere di Procida)

(una delle “finestre” dell’ex Carcere di Procida)

anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. E i primi risultati sono già venuti: il Comune di Procida, l’ENEA e l’ANCIM, in occasione di tale Convegno hanno sigillato la decisione di istituire, quali soggetti promotori, e tramite il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente, Sviluppo economico e Beni culturali, Regione Campania e della Presidenza del Consiglio, una Scuola d’interesse nazionale ENEA-ANCIM da realizzare nel 2017 proprio nell’isola di Procida a supporto delle politiche energetiche nel contesto dei Comuni delle isole minori. In tal senso hanno individuato proprio il Palazzo D’Avalos, come bene-simbolo comune da recuperare e rifunzionalizzare, da candidare, tra le iniziative di valorizzazione, come polo di formazione nel campo dell’energia. Per ultimo l’Assessore regionale Angioli, di recente, proprio reduce dal Convegno a Procida, a un seminario per la nuova programmazione dei Fondi europei ha fortemente voluto sottoporre proprio Palazzo d’Avalos come da bene da valorizzare per la Regione Campania. Nel futuro organizzerò Convegni sempre più mirati per tentare di far nascere sinergie importanti.

Raggiunto il traguardo dell’apertura al pubblico a cosa lavorerà l’Assessore Carannante?

Tante cose. Sto allestendo un tavolo tecnico, con diverse professionalità, anche per pianificare i passaggi successivi. A breve, nel rispetto del cronoprogramma, occorrerà poi necessariamente approvare il Piano particolareggiato a cura dell’arch. Iodice a seguito del quale s’inizierà a pensare a una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola. Intanto ci sono già gruppi privati che stanno manifestando interesse alla struttura. Infine, ci sarà la Scuola di formazione da organizzare in collaborazione con ENEA ed ANCIM.

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

 

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Apertura al pubblico dell’ex carcere

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

Palazzo d’Avalos aprirà al pubblico a partire da lunedì 4 novembre in occasione della seconda edizione di Artethica Procida Cinefest. 

carcere-balle-di-lino-grezzoDa martedì 8 novembre a domenica 13 novembre le visite guidate all’interno della struttura saranno riservate ai soli residenti in gruppi di massimo 30 persone nei seguenti orari: 09:30, 11:30 e 14:00. 

È obbligatoria la prenotazione al numero: 333/3510701.

Invece da lunedì 15 novembre 2016 l’ingresso sarà a pagamento per residenti e non residenti esclusivamente tramite prenotazione on line sul sito www.comune.procida.na.it secondo il calendario e la tariffazione indicati al link “visite guidate”.

Per quanto riguarda gruppi e scolaresche, le visite saranno possibili solo tramite prenotazione al numero 333/3510701. 

Prima della prenotazione si prega di leggere la parte relativa a “termini e modalità” sul sito www.comune.procida.na.it

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

(una delle "finestre" dell'ex Carcere di Procida)

(una delle “finestre” dell’ex Carcere di Procida)

 

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Artethica Cinefest edizione 2016: Palazzo d’Avalos s’illumina di stelle per il festival di Libero De Rienzo

COMUNICATO STAMPA

 

Il 4, 5 e 6 novembre prossimi a Palazzo d’Avalos (l’ex-carcere a Terra Murata) si terrà la seconda edizione dell’ARTETHICA Cinefest, la rassegna di cinema e arti visive ideata dall’attore, sceneggiatore e regista Libero De Rienzo.

«Artethica e il Cinefest sono inseparabilmente legati all’isola e ai suoi misteri, alle sue meraviglie. Luoghi unici e inediti che hanno per noi un valore fondamentale» ha dichiarato De Rienzo.

(La locandina dell'edizione 2016)

Anche quest’anno, in occasione del festival, sbarcheranno sull’isola attori e cineasti di caratura nazionale e internazionale come Elio Germano (uno degli interpreti  più premiati degli ultimi anni nel panorama italiano ed europeo, protagonista tra gli altri di “Mio Fratello e Figlio Unico”, “La Nostra Vita”, “Il Giovane Favoloso”, “Alaska”), Riccardo Scamarcio (“Mio Fratello è Figlio unico”, “La Meglio Gioventù”, “Romanzo Criminale”, “To Rome with Love” di Woody Allen, “Pericle il Nero”), Valeria Golino (pluripremiata punta di diamante del cinema italiano, ha all’attivo la partecipazione a film come “Rain Man” con Dustin Hoffman e Tom Cruise, “Lupo Solitario” di Sean Penn, “Four Rooms” di Quentin Tarantino), Marco D’Amore (Ciro l’Immortale della serie TV Gomorra) e i registi David Grieco  (“Evilenko”, “La Macchinazione”) Stefano Mordini ( “Acciaio”, “Pericle il Nero”), Claudio Giovannesi (“Alì ha gli occhi azzurri”, premiato al Festival Internazionale del Film di Roma 2012, “Fiore” e due episodi della seconda stagione di Gomorra).

La lista degli ospiti, precisano gli organizzatori, sarà passibile di integrazioni.

I film in cartellone e gli incontri con i cineasti saranno presentati e mediati dal giornalista e blogger Federico Pontiggia (“cinematografo.it”, “Rolling Stone”, “Il Fatto Quotidiano”).

Il programma delle proiezioni è il seguente:

–         Venerdì 4 novembre, dalle ore 20:30:

– Alaska di Claudio Cupellini

– Man On Wire di James Marsh

– The Man From London di Béla Tarr

 

–         Sabato 5 novembre, dalle ore 19:00:

– Fiore di Claudio Giovannesi

– Non Essere Cattivo di Claudio Caligari

– Welcome di Philippe Lioret

 

–         Domenica 6 novembre, dalle ore 19:00:

– Pericle il Nero di Stefano Mordini

– La Macchinazione di David Grieco

– Abril di Fabio Gargano

– Il Ritorno di Andrej Zvyagintsev

 

Tutte le proiezioni sono gratuite.

Pagina Facebook: Artethica Procida Cinefest

E-mail: artethica0@gmail.com

(Il programma completo 2016)

(Il programma completo 2016)

 

A cura di Vivere Procida

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L’Amministrazione incontra i Cittadini: l’appuntamento di Novembre

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

Si rinnova l’appuntamento mensile con gli incontri pubblici tra l’amministrazione e i cittadini.

Giovedì 3 novembre alle ore 19.00 presso l’ Ex Chiesa di San Giacomo, l’Assessore ai Lavori Pubblici Rossella Lauro e l’Assessore con delega a Terra Murata, Antonio Carannante, incontreranno i cittadini per condividere le importanti novità sui lavori di Metanizzazione, sul Progetto Waterfront e sull’apertura dell’ex Carcere

L’apertura dei nuovi cantieri prevederà dei cambiamenti che interesseranno la viabilità sul territorio, in modo particolare il Borgo di Terra Murata e Marina Chiaiolella

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

(Il gruppo La Procida Che Vorrei)

(Il gruppo La Procida Che Vorrei)

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Convegno “L’Isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”

 

Venerdì 16 settembre nella chiesa di Santa Margherita Nuova si è tenuto il Convegno “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”. Una tavola rotonda di grande interesse, incentrata sul futuro di Palazzo d’Avalos e in generale del complesso carcerario di Terra Murata, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali, delle Università e di altre realtà scientifiche all’avanguardia, come l’ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, ndr). Gli esiti di questa conferenza interesseranno non solo l’isola di Arturo, ma anche i territori limitrofi e, in generale, tutta la Campania. Ciò è dimostrato dalla presenza del Comune di Monte di Procida con il Sindaco Giuseppe Pugliese e l’Assessore Gerarda Stella.

Un’occasione concreta anche per aggiungere Procida ai Comuni sottoscrittori del Manifesto dello sviluppo sostenibile nelle isole minori italiane, lanciato dall’ANCIM (Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori, ndr) nell’Isola de La Maddalena lo scorso maggio.

b-dscn0516«Il senso di quest’iniziativa è quello di condividere pubblicamente il punto della situazione sul futuro di Palazzo d’Avalos e dell’ex Carcere di Terra Murata», così ha battezzato l’iniziativa il Sindaco Dino Ambrosino: «L’idea è quella di mettere insieme un “cartello” (in senso positivo) di Istituzioni pubbliche (le Università, l’ENEA, il Comune di Procida, la Regione Campania, alcuni Ministeri, ecc.) che possano avere in questa struttura un punto di riferimento». Un’ occasione, precisa il primo cittadino, anche per noi procidani «per riprendere il legame con Terra Murata, interrotto a partire dal 1988 con la chiusura del Carcere. A Terra Murata c’è la nostra storia e anche il Carcere, seppure fosse un luogo di pena, un luogo isolato, faceva parte della vita di Procida perché attorno a quella struttura c’era un’economia che coinvolgeva tutta la comunità isolana». Con la chiusura del Penitenziario è subentrato l’oblio, l’abbandono e, da allora, conclude il Sindaco, Terra Murata «non è più il cuore pulsante dell’isola, così come lo è stata nel corso della storia. Il nostro obiettivo è di farla tornare a essere quello che era, dopo la messa in sicurezza e il recupero di Palazzo d’Avalos, offrendo degli spazi».b-dscn0519

Nessuna intenzione, da parte dell’Amministrazione, di costruire “cattedrali nel deserto”, come sottolinea l’Assessore Antonio Carannante, il quale, come ricordiamo, tra le sue deleghe ha proprio Terra Murata. Nessuna intenzione, come da decenni si vocifera, di fare del Palazzo un mega albergo: «Oggi Procida non ha bisogno, almeno nell’immediato, di aumentare la ricettività. L’obiettivo non è quello di un’operazione economica di forte impatto sul territorio mirata all’aumento di posti letto, ma è qualcosa di più: creare un nuovo modello di sviluppo». Come si raggiunge questo obiettivo? Il primo passo sarà prendere confidenza con il Programma di Valorizzazione di Palazzo d’Avalos, redatto dall’Architetto Rosalba Iodice, in collaborazione con il dottor Enzo Peruffo della LUISS “Guido Carli” di Roma. È un testo fondamentale, prosegue Carannante, «un documento tecnico-giuridico che indica le linee guida per lo sviluppo, il restauro e la ri-funzionalizzazione della struttura e compito dell’Amministrazione sarà innanzitutto diffonderlo sul territorio» affinché tutti i procidani siano a conoscenza delle reali condizioni e delle possibilità che può offrire l’intero complesso.

Possibilità che, dopo il breve saluto del dottor Vittorio Violante dell’ENEA («Questo incontro una grande sfida per restituire all’isola la maestosità che le appartiene»), sono state illustrate proprio dall’Architetto Iodice. «La superficie da recuperare e rivalorizzare è di circa 20.000 mq» ha subitob-dscn0527 precisato dopo un breve viaggio nella storia del Palazzo, con foto e documenti d’epoca, «Nel 2013 Procida è stato uno dei primi Comuni d’Italia ad acquisire un bene vincolato. L’obiettivo del Programma è la tutela e la valorizzazione del complesso e prevede l’utilizzazione del bene con una destinazione culturale e turistico-ricettiva». Si aprono quindi tutta una serie di possibilità, per esempio, riguardo la destagionalizzazione del turismo culturale e congressuale, come le Scuole per l’Alta Formazione, Summer e Winter Schools, delle Università campane e non solo, un atelier per gli artisti, un “percorso museale della Memoria” dedicato anche alla Marineria procidana. Per il tenimento agricolo – circa 18.000 dei 20.000 mq dell’intera area – l’idea, secondo l’Architetto, potrebbe essere quella di recuperare le tradizioni agricole isolane (nello specifico: vino, limoni, carciofi e altri ortaggi),  ospitare artigianato e terziario avanzato. Ma le difficoltà sono soprattutto di natura finanziaria e gestionale. Il consolidamento e restauro di Palazzo d’Avalos è stimato intorno ai 25 milioni di euro. E, ha concluso Iodice, «Il Comune ha 14 anni per realizzare il restauro e la valorizzazione, tempi legati all’effettiva erogazione del finanziamento pubblico e alle procedure per inserire gli investitori privati».

Il microfono passa a Francesco Izzo, Professore Ordinario di Strategia d’Impresa alla Seconda Università di Napoli, il quale propone un approccio socio-economico al dibattito. E va subito al nocciolo della questione: «Il recupero e la valorizzazione di Terra Murata è una missione quasi impossibile se non si parte dal senso di comunità, se non si ritorna a pensare a Terra Murata come parte integrante dell’isola» esordisce Izzo, che riguardo alla pianificazione del futuro riconosce due categorie: il fare senza progettare e  il progettare senza fare («la categoria dominante»). «La grande sfida sarà dimostrare che si può fare progettando».

 b-dscn0574Gli esempi non mancano, come l’isola scozzese in cui gli abitanti hanno acquistato il castello e lo gestiscono tutti insieme, come comunità: «È come se i procidani acquistassero Palazzo d’Avalos e lo amministrassero» Dove sta l’inghippo? «Procida è l’isola più densamente popolata del Mediterraneo con 2.600 abitanti per chilometro quadrato e non ha vocazione turistica, non l’ha mai avuta. È un’isola di mare, di gente che ha navigato e che continua a navigare. E questo da un lato ha contribuito a preservare una certa autenticità», ma dall’altro potrà costituire un ostacolo allo sviluppo turistico.

Dal punto di vista economico, i grandi costi legati al recupero di una struttura come l’ex-Carcere, non devono considerarsi un problema, secondo il professore, dato che in alcuni luoghi italiani si è scelta una strategia particolare: se non ci sono soldi per il recupero o la valorizzazione di un bene, si punta a far innamorare un Ministro o un Presidente del Consiglio e così, come per magia si ottengono i finanziamenti.

Ma riguardo l’attività turistica, che comunque resta il filone economico su cui Procida deve puntare, quale dev’essere la tipologia di turismo su cui puntare? Izzo non ha dubbi: il turismo ideale per Procida è il turismo culturale evoluto, «quello della coda lunga», senza segmenti dominanti, «destinato a diverse nicchie di mercato che possano convivere» e che sappiano risaltare un senso culturale evoluto in una realtà autentica.

Puntare dunque su un’economia della conoscenza e del vivere bene, un’economia della creatività, un’imprenditoria leggera, incentrata sul digitale; e tornare a abitare gli spazi in maniera autentica, rispettando la natura, magari attraverso esperimenti come l’albergo diffuso. Un progetto ambizioso, sottolinea Izzo, che non deve lasciare niente al caso. «Senza piano strategico nessuna nave raggiunge il porto e senza il coinvolgimento della comunità locale sarà inutile andare a cercare finanziamenti altrove. Soltanto attraverso la conoscenza si può essere poi custodi della bellezza». Anche perché, conclude, «Una volta partiti, non si potrà tornare indietro».

La dottoressa Giannina Usai, Segretaria nazionale dell’ANCIM, invece è di tutt’altro avviso: «Credo che sia passato il periodo in cui ci potesse essere un bel fiume, un ruscello, un torrentello di denaro. È passato il tempo in cui possiamo sperare che qualche Ministro o Presidente del Consiglio si innamori dei nostri patrimoni. Ciò che stiamo facendo con l’ANCIM è, detto brutalmente, guardare nelle tasche di tutti, per andare a creare un “paniere finanziario diversificato”», rivolgendosi a realtà istituzionali, scientifiche, private ecc..

b-dscn0578Da dove bisogna cominciare? «Le condizioni per uno sviluppo economico e sociale di Procida non le stiamo creando adesso, ma esistevano già nel passato» sostiene la dottoressa Usai e tiene un breve excursus nella storia dell’isola a partire dall’antichità: «Già ai tempi dei Romani Procida era meta turistica. Sono state costruite ville bellissime e l’isola era molto apprezzata dai patrizi, perché ritenuto un posto di grande pregio e di grande attrattiva; nel Medioevo fu luogo di immigrazione a causa delle invasioni longobarde e delle scorrerie dei pirati saraceni». E poi i d’Avalos e le novità rinascimentali che ridanno splendore e prestigio all’isola, fino alla metà del Settecento quando Procida diventa dimora prediletta per le vacanze della corte Borbonica.

 Anche nel 20.mo secolo l’isola di Graziella ha fatto parlare di sé: «Nel 1957 a Procida fu costruito il primo acquedotto sottomarino d’Europa». Ma tutto ciò non costituisce una novità per la Segretaria dell’ANCIM, in quanto «Le isole italiane sono sempre state luoghi di eccellenza». E, in quanto tali, possono raggiungere obiettivi notevoli. b-dscn0517L’impegno dell’ANCIM negli ultimi anni ha prodotto risultati importanti a livello nazionale, ottenendo un contratto di sviluppo con il Ministero dei Beni Culturali, con il Ministero dell’Ambiente – da estendere anche al Ministero dello Sviluppo Economico – e con il Ministero Politiche Agroalimentari, un accordo con l’ENEA già in attuazione, con il CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Forestali), con il Dipartimento della Protezione Civile e con Italia Navigando.

Una delle ultime imprese è stata – nel maggio scorso in Sardegna – la sottoscrizione da parte dei Comuni appartenenti all’ANCIM del “Manifesto per lo sviluppo sostenibile delle isole minori”, in cui i firmatari si impegnano a «trovare e sperimentare soluzioni appropriate, tenendo conto delle caratteristiche fisiche e geomorfologiche che ogni isola esprime» e a «predisporre progetti strategici integrati tra i vari settori, in correlazione con il progetto strategico più generale di un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla valorizzazione di beni culturali, tradizioni e paesaggio».

firma-manifesto-sviluppo-sostenibileDa venerdì anche Procida rientra tra i sottoscrittori del Manifesto, grazie alla firma del Sindaco, della Sottosegretaria al Ministero dell’Ambiente l’Onorevole Silvia Velo, della Soprintendente alle Belle Arti e al Paesaggio di Napoli Dottoressa Adele Campanelli e i professori Massimiliano Marazzi e Augusto Guarino, rappresentanti rispettivamente delle Università napoletane “Suor Orsola Benincasa” e “Orientale”.

 «Procida è una punta avanzata nel discorso della cultura come volano economico. Negli anni, ho notato una grande attenzione nella vostra isola per la valorizzazione dei beni culturali e per tematiche ambientalistiche», ha aggiunto la dottoressa Usai, «È importante anche ripartire dal contributo di idee dei cittadini per creare un patrimonio comune, come già fatto in passato».Carmine Marinucci

Il Dottor Carmine Marinucci, amministratore delegato dell’ENEA (l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), ricorda innanzitutto il curriculum delle attività dell’Agenzia a livello nazionale e internazionale e poi annuncia: «Come prevede il protocollo d’intesa stipulato con l’ANCIM, e nel disegno complessivo che vede Procida come server per gli altri Comuni per quanto riguarda la Formazione, a novembre lanceremo il nostro laboratorio a Procida».

È il momento della dottoressa Laura Cherubini, vice presidente del Museo MADRE di Napoli, che è subito propositiva: «L’Italia è composta di Arte, Architettura e Paesaggio. Quale luogo più bello di Procida potrebbe far incontrare queste tre realtà. Le isole sono luoghi magici». E suggerisce un esempio che viene dal passato: «Mi piacerebbe ripartire da un tipo di passato che ha visto a Procida mostre straordinarie come “L’agave sullo scoglio” dedicata a Cesare Brandi, con opere di artisti internazionali».

Laura CherubiniGli strumenti ci sono, aggiunge la vice-presidente del MADRE: «È nata da poco un’Associazione alla quale ho aderito con entusiasmo: l’Associazione “Biancavvela”, dal nome di un’opera di Pino Pascali. Un’Associazione che, come tante altre, ha delle competenze che si devono mettere al servizio del progetto straordinario che sto ascoltando oggi», per poter puntare a un turismo “esperienziale”, cioè «un turismo che non deve sfruttare i luoghi, ma deve immergersi nei luoghi».

E si augura che il Museo MADRE si diventi presto un “compagno di viaggio” l’Assessore alla Cultura Nico Granito, che ringrazia «una carissima amica, Maria Gloria Conti Bicocchi, che ha reso possibile il contatto con Laura Cherubini». «Palazzo d’Avalos» esordisce l’Assessore, «è un monumento importantissimo con dei muri che parlano e dei silenzi assordanti e richiede una programmazione attenta, rispettosa del luogo. Gli interventi dovranno essere studiati in situ».Nico Granito

Ciò che è necessario, secondo Granito, è creare percorsi che si possano integrare con questi luoghi: uno sicuramente sulla memoria, sul lascito del vecchio carcere. «Tanti artisti o curatori di musei che hanno visitato Palazzo d’Avalos sono rimasti affascinati da ciò che vedono tra quelle mura, penso per esempio al mucchio di abiti e scarpe ancora impilati».

Ma ci tiene a sottolineare una cosa, sul futuro: «Abbiamo una responsabilità didattica, formativa. Palazzo d’Avalos diventerà una scuola permanente: una fabbrica di emozioni e bellezza, che possa sprigionare bellezza e non imprigionarla. Questo è possibile trovando i partner giusti, e penso che oggi si stanno ponendo tasselli importanti».

Serena AngioliGli ultimi due interventi della mattinata sono riservati alle istituzioni regionali e nazionali, con l’Assessore con delega ai Fondi Europei della Regione Campania Serena Angioli e l’ Onorevole Silvia Velo, Sottosegretaria del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare. «C’è bisogno di una vocazione europea e non regionale» debutta così l’Assessore Angioli, «Non basta affidarsi solo a competenze regionali, ma la Regione può farsi portatrice di una progettualità che deve superare i confini nazionali». Non si tratta solo di teoria, spiega, perché «La Campania è prima nelle opportunità investitorie del piano Juncker (il piano di investimenti per far ripartire la crescita economica nel Vecchio Continente, ndr)».

Il punto di partenza, secondo Angioli è l’individuazione del percorso da seguire, che può essere il valore storico dei luoghi. E allargare il discorso includendo le nuove tecnologie, così da creare un doppio binario: uno che guarda indietro e l’altro che guarda avanti. «Un perfetto equilibrio tra la valorizzazione del bene e la sua fruizione», pure perché, ribadisce l’Assessore Regionale, bisogna considerare Palazzo d’Avalos non solo nel contesto procidano, ma anche in quello regionale e nazionale.

Poi alcune indicazioni finali: una riguardo al recupero della struttura: «Non credo che bisogna prima risanare e poi gestire. Un investitore privato non interverrà tra 10 anni quando il bene sarà risanato. Un investitore in cultura, in turismo, in arte, dev’essere attivo fin dall’inizio, perché gli investitori guardano lontano». Un’altra a proposito del futuro di alcune zone del Palazzo, come il tenimento agricolo «Aprire dei canali con il Ministero del Lavoro e/o della Ricerca orientati sull’agroalimentare. Molti premi Nobel visitano la Campania nel disinteresse generale: chissà che un giorno non possano venire a Procida» e i locali interni «Promuovere un settore in crescita come i mestieri del mare e puntare a una politica investitoria sugli artisti e sull’autonomia degli artisti (in tutti i sensi): arti visive, espressive, comunicative che manca in Italia, e nello specifico in Campania. Stiamo analizzando le possibili soluzioni per sostenere gli artisti e renderli poi autonomi, soprattutto per quanto riguarda il loro inserimento nel mercato. Questi sono filoni a cui Procida, per le suggestioni che genera, non può non guardare».

Infine un invito al Sindaco e a chiunque fosse interessato, al convegno internazionale che si terrà il 28 ottobre a Caserta per discutere sul patrimonio pubblico e privato.

Di tutt’altro taglio, ma comunque inerente ai temi trattati, l’intervento della Sottosegretaria del Ministero dell’Ambiente Silvia Velo. Un contributo sul tema, altrettanto spinoso per la nostra isola, della tutela dei beni ambientali: «Procida riscuote molto interesse per il Ministero» e, nello specifico, «L’area marina protetta “Regno di Nettuno”, in ci sono ambienti diversi che coesistono, è una nostra priorità. Ci stiamo impegnando affinché si Silvia Veloapplichi nelle Aree Marine Protette la “Carta europea per il turismo sostenibile nelle Aree Protette”: uno strumento individuato dall’Unione Europea per sviluppare il turismo nelle aree naturali protette, a cui ci potremmo agganciare anche col il progetto di Procida e la riserva naturale di Vivara».

Un’altra priorità è l’autosufficienza energetica delle isole minori e sulla valorizzazione dei beni ambientali e culturali. «I beni ambientali e culturali spesso coesistono. I beni culturali sono tali perché sono anche beni ambientali e paesaggistici. Con il Ministero dei Beni Culturali stiamo sottoscrivendo un accordo sulla elaborazione di un piano strategico di sviluppo del turismo che preveda la tutela e la valorizzazione contemporanea di beni ambientali e culturali, come strumento per sviluppare un turismo sostenibile, mirato non solo all’ intensificazione delle presenze, ma alla loro “estensione”».

La sfida, dunque, è recuperare e riaffermare la leadership del nostro Paese, come Paese legato al turismo, puntando sulle nostre eccellenze. Coniugando la tutela e la conservazione con la valorizzazione. Riguardo a Palazzo d’Avalos, l’onorevole Velo è chiara: «Senza un’ idea di come si utilizza un bene, è impossibile recuperarlo e tutelarlo».

E in generale esorta i procidani a «rendere le peculiarità dell’isola un’opportunità». «Insieme al Comune di Procida e altri enti e istituzioni bisogna superare il commissariamento dell’Area Marina Protetta, perché queste aree devono vedere il protagonismo dei territori. Un protagonismo responsabile».

Dopo la breve pausa pranzo, i lavori riprendono con l’intervento del Dottor Andrea Durante, che delinea i punti cardine dell’ELDOR Corporation: «Per spiegare la nostra azienda (che ha sede a Como e si occupa di ricerca, sviluppo e produzione di sistemi elettrici di tecnologia avanzata, ndr) servono 3 parole: sogno, passione, tecnologia. Non si può vivere senza sogni e il sogno di ELDOR è di poter vivere in un mondo migliore, più bello e più pulito».

Andrea DuranteCome arrivare a questo sogno? «Attraverso la passione: partendo dall’ingegneristica legata agli apparecchi televisivi, negli anni 90 l’azienda ha cominciato a spostare la sua attenzione verso il settore automotive (progettazione, costruzione e commercializzazione dei veicoli a motore, ndr), diventando, dal 2002, leader mondiale nella produzione di meccanismi di accensione. Quindi la passione da la forza di accettare nuove sfide. Come sono riusciti i nostri componenti a raggiungere tutto il mondo? Attraverso la tecnologia».

Ma sogno, passione e tecnologia non bastano, precisa Durante, perché il mondo è in continua evoluzione e bisogna continuare a crescere, a essere competitivi. In che direzione sta andando il mondo? «Verso la tecnologia della mobilità sostenibile, verso il minor impatto ambientale».

E proprio in vista di questo obiettivo consisterebbe il contributo di ELDOR per Procida: laboratori e scuole di Alta Formazione. Avviare una ricerca su tecnologie avanzate nel settore della mobilità sostenibile: «Procida è un luogo di bellezza: riuscire a valorizzare il territorio con un progetto visionario come quello di cui si sta discutendo oggi, dove si può mettere insieme la tecnologia, la formazione (componente fondamentale per l’evoluzione dell’umanità), l’educazione, l’etica, la bellezza».

Uno dei motivi del successo di ELDOR sono i valori, puntualizza il Dottor Durante. «Nessuna società può durare a lungo senza un sistema forte di valori: né le nazioni, né le imprese. L’economia senza etica genera mostri».

 In rappresentanza dell’Autorità di Bacino interviene l’architetto Raffaella Nappi: «il nostro ente ha 8 distretti a livello nazionale e quello meridionale è Raffaella Nappiil più grande. Negli ultimi 5 anni abbiamo fatto dei progressi, anche grazie a un lavoro di interrelazione con altre realtà sul territorio». Per quanto riguarda Procida, l’architetto Nappi è chiara: «Purtroppo molti dei beni culturali a Procida si trovano su terreni a rischio frane. C’è bisogno quindi di una certa cautela negli interventi».

Nel quinquennio 2016-2021 (nelle misure da attuare per la difesa e tutela dei territori), però, la nostra isola «potrebbe rappresentare un’area pilota nella sperimentazione di metodologie e opportunità che guardano alla realizzazione di progetti innovativi e soprattutto sostenibili», perciò «Il nostro contributo come Autorità di Bacino è di fornire e proporre Procida come area di laboratori e osservatori del Bacino del Mediterraneo».

Valorizzazione e conservazione, le due parole chiave del Convegno, sono anche alcuni punti fermi del lavoro di ENEA sulla mobilità sostenibile, come specifica il dottor Antonino Genovese, esperto ENEA sulla mobilità sostenibile. “Valorizzare” nel senso di ottimizzare i percorsi e i mezzi aAntonino Genovese disposizione per  soddisfare le necessità delle persone di spostarsi sul territorio e “conservare” nel senso di «Tutelare il patrimonio che vogliamo rendere fruibile, quindi adottare delle tecnologie di mobilità che non vadano a impattare sul principio della conservazione».

Quali sono queste tecnologie? I mezzi elettrici. I turisti apprezzerebbero di più andare in giro con una bici o un motorino elettrico, piuttosto che con un mezzo a motore. In funzione di quelle che sono le esigenze della mobilità», suggerisce Genovese «possiamo realizzare delle strutture di ricarica per mezzi elettrici adatte al territorio, come già fatto a Roma, ad esempio. Inoltre, anche le aziende di trasporto pubblico possono adottare mezzi elettrici». E nel caso l’adozione dei mezzi elettrici non dovesse attecchire o avesse dei problemi? «Si potrebbe ricorrere all’uso dell’ idrogeno».

Si passa a parlare nello specifico al tenimento agricolo di Palazzo d’Avalos, nei pressi della Spianata. Prende la parola il Consigliere Comunale con Giovanni Scotto di Carlodelega all’Agricoltura Giovanni Scotto di Carlo. «Prendendo spunto dall’intervento del professor Izzo» esordisce Scotto di Carlo, «mi sento di dire che noi abbiamo la necessità, prima ancora di fare innamorare un Ministro del bene, di farne innamorare i procidani. Quindi è necessario individuare “percorsi” nei quali i procidani possano, “sporcandosi le mani” (nel senso buono del termine), fare cose concrete all’interno di Palazzo d’Avalos. Solo così possiamo maturare una consapevolezza tale da considerarlo un bene comune».

È importante colmare alcune lacune il prima possibile: «È urgente far partire questo percorso di consapevolezza nella popolazione, ed è ugualmente urgente recuperare le agricolture tradizionali valorizzando le tecniche di agricoltura biologica». Una delle destinazioni possibili dei 18.000 mq di terreno “spianato”, spiega il Consigliere con delega all’Agricoltura, è «un programma, “Campania Bio-Sociale”, condiviso con i Comuni di Bacoli e Monte di Procida, destinato al recupero degli orti comunali da adibire all’agricoltura sociale. La finalità è la produzione e conservazione di prodotti legati al territorio, da immettere poi sul mercato».

A corroborare le idee di Giovanni Scotto di Carlo ci pensa Salvatore Basile dell’A.I.A.B. (Associazione Italiana Agricoltura Biologica, ndr) e Presidente Rete Internazionale Bio-Distretti. «Attraverso il tenimento agricolo si potrebbe realizzare un progetto dal basso che coinvolga la popolazione, per la creazione di un bio-distretto flegreo o dell’arcipelago partenopeo» sostiene Basile.

E c’è di più: «Procida, grazie alla sua grande importanza per l’agricoltura e per le tecniche agricole a livello mondiale (a Vivara, per esempio, sono Salvatore Basilenate alcune tecniche di agricoltura biologica), può candidarsi a portare avanti questo progetto pilota, perché nelle isole ci sono condizioni eccezionali sia per la sopravvivenza, che per la valorizzazione della bio-diversità e il mantenimento dell’equilibrio degli agro-sistemi e ecosistemi».

Ma cos’è e a cosa serve un bio-distretto? «Con il bio-distretto non si crea nulla, ma si fa rete. Si mettono insieme produttori agricoli, imprenditori del settore, consumatori e amministrazioni. L’amministrazione deve comunque continuare a svolgere i suoi compiti, come per esempio gestire il bene pubblico utilizzando prodotti naturali, ponendo sempre più attenzione alla sostenibilità e sensibilizzare la cittadinanza sui temi legati all’agricoltura biologica e all’alimentazione: anche mangiare è educazione. Nel bio-distretto, inoltre, si fa agricoltura sociale, si coinvolgono soggetti svantaggiati o con difficoltà di inserimento. E qui a Procida ci sono Associazioni come “21 Salva Tutti” che fungono da apripista».

Per l’architetto Adele Campanelli, Direttore della Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio di Napoli, è arrivato il momento di  «avviare progetti diversi in cui tutte le componenti devono essere in sinergia. Attivare un patrimonio multidisciplinare finalizzato a un solo obiettivo: mettere a disposizione questo patrimonio sostenibile per i nostri giovani. Dobbiamo consegnare al futuro un’isola con la sua specificità, che possa ospitare diverse componenti. Abbiamo la possibilità di creare qualcosa di unico».

Adele CampanelliSi tratta, secondo l’architetto Campanelli di pensare a progetti che siano specifici di questo luogo, perché ciò che insegna l’utilizzo che si è fatto dei Fondi Europei nel tempo, «è che non vanno sottoposti a restauro case, chiese e edifici vuoti, altrimenti non abbiamo offerto un buon servizio alla comunità, alla quale dobbiamo lasciare contenuti e contenitori. Quindi lo sforzo che la Soprintendenza sta facendo è quello di dare un contenuto a questo contenitore meraviglioso, che sono i Campi Flegrei, di cui Procida è parte integrante dal punto di vista archeologico, biologico, naturalistico».

Immagina Procida come meta di “viaggiatori” e non di “turisti”, perché «il turismo ha un’accezione consumistica e superficiale, mentre il “viaggiatore” mi fa immaginare un altro tempo, un altro modo di fruire i panorami, le luci, i colori di un’isola che si può percorrere da una parte all’altra a piedi, dove non si fa shopping se non quando necessario». E conclude con una promessa: «Io sono pronta ad ascoltare il territorio, spero che il territorio sia pronto a rispondere».

È il momento delle Università: comincia la Suor Orsola Benincasa con un intervento da “manuale del perfetto oratore” del professor MassimilianoMassimiliano Marazzi Marazzi. A Procida per lavoro dal 1975, Marazzi dirige gli scavi archeologici a Vivara. Nel suo breve discorso si sofferma su tre aspetti: 1) la ricerca, 2) il fare e, 3) la formazione.

Riguardo il primo punto, «forse non tutti sanno che Procida è stata scelta come luogo privilegiato di sperimentazione di tutta una serie di tecnologie avanzate che si occupano della ripresa, lo studio, il monitoraggio sia della superficie immediatamente emersa che di quella immediatamente sommersa del mare. Quindi la ricerca è viva».

In secondo luogo, parla dell’Area Espositiva TERRA, all’interno del Palazzo della Cultura, in cui «si racconta anche attraverso una sequenza di dispositivi multimediali le ricerche geologiche/archeologiche sulla Procida più antica» e propone di farne un Museo Comunale. A proposito della formazione, «È partita quest’anno la prima scuola di formazione nelle tecnologie avanzate applicate ai beni archeologici. Abbiamo ospitato 25 persone e l’anno prossimo vorremmo portarne 52 – 20-30 dei quali provenienti da altri paesi della Comunità Europea – allargandoci anche al settore archeologia subacquea. Magari a settembre», sottolinea, «altrimenti ad agosto c’è il rischio di essere decapitati dai motoscafi e gli yacht in transito. Vorrei che questa Scuola di Formazione estiva a Procida diventasse qualcosa di stabile, così da aumentare esponenzialmente il numero dei partecipanti e – perché no? – diventare anche una Winter School».

Porte aperte naturalmente anche ai procidani: «Grazie agli spazi messi a disposizione dall’Amministrazione e dalla Soprintendenza, abbiamo dato la possibilità di lavorare a giovani restauratrici e restauratori procidani sui materiali ritrovati a Vivara, quindi esistono le condizioni per coinvolgere la popolazione». A questo punto la palla passa a Procida, ai procidani e a chi li amministra, perché, come conclude Marazzi: «Noi mettiamo a disposizione tutto questo: ci chiamerete? Reagirete? Noi lo speriamo. Mi piacerebbe vedere un “contesto” procidano consolidato, almeno per quanto riguarda l’Archeologia, per fare di Procida anche un polo di formazione nel settore dei beni culturali archeologici»

L’ultimo intervento è del professor Augusto Guarino dell’Università “L’Orientale”, che debutta con una domanda «Quale può essere il ruolo dell’Università?». La risposta sta già nel nome, «Un’ Università può mettere a disposizione i propri saperi non solo a livello locale». Infatti, da più di Augusto Guarino10 anni si tengono – al secondo piano del Palazzo della Cultura – Summer Schools e Convegni internazionali in collaborazione con Atenei italiani e internazionali (come l’Università di San Diego, in California).

«Nello specifico, un’Università tutta umanistica come l’Orientale può indagare la vocazione storica di Procida. Se quest’isola già nel 15.mo/16.mo secolo aveva 10.000 abitanti, è perché è un luogo di intensa produzione, di cultura materiale e scientifica», sostiene il professor Guarino.

Riguardo al discorso legato al recupero di Palazzo d’Avalos, si dice soddisfatto che non si tratti di un progetto «calato dall’alto, ma di un piano di cui si fa carico la rappresentanza politica della cittadinanza, cioè il Comune. Quest’Amministrazione ha pensato di riservare una delega all’agricoltura. Non è banale ricordare che le colture sono cultura e che la cultura è coltura. Se non si coltiva l’aspetto culturale, diventa un aspetto astratto».Pubblico

E conclude: «Non si tratta solo di riflettere su cosa noi possiamo dare a Procida, ma anche, al contrario, cosa Procida può dare a noi. In questo progetto importante che si sta conducendo in maniera virtuosa, noi faremo tutto lo sforzo possibile per essere presenti, non solo per dare qualcosa a quest’isola, ma perché siamo sicuri che quest’isola ci darà molto in cambio».

 

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Manifestazione di interesse visite guidate Palazzo D’Avalos

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

L’Amministrazione comunale invita tutte le Associazioni culturali operanti sul territorio di Procida a presentare una manifestazione di interesse per l’organizzazione e la gestione di visite guidate all’interno dell’ex-carcere borbonico a Terra Murata (Palazzo D’Avalos).
Considerare il turismo come una risorsa strategica per favorire la crescita dell’economia dell’isola e favorire la piena occupazione, sono alcuni degli obiettivi principali del programma amministrativo. A questo proposito e data l’esigenza di riaprire al pubblico il Complesso Monumentale di Terra Murata, la decisione di affidare fino al 31 maggio 2017 a un’associazione culturale l’organizzazione e la gestione di visite guidate per gruppi di persone all’interno dell’ex-carcere.
Si richiedono i seguenti requisiti:

· Deve trattarsi di un’Associazione Culturale o istituzione o Ente no-profit operante da almeno tre anni sul territorio dell’isola di Procida, avente sede in Procida ed avente tra i propri scopi sociali quello della valorizzazione del patrimonio culturale e naturale dell’isola o similare;

· Buona conoscenza della lingua inglese e/o di altre lingue straniere da parte dei soci operatori;

· Buona conoscenza del territorio isolano, della storia dell’isola e dei complessi monumentali di quest’ultima.

Le istanze, indirizzate al Sindaco e facenti riferimento all’avviso numero 10913 dell’11/07/2016 pubblicato nell’Albo Pretorio (e consultabile al seguente link: http://alboprocida.asmenet.it/allegati.php?id_doc=11100721&sez=p&data1=11/07/2016&data2=22/07/2016) devono pervenire all’ufficio protocollo Generale del Comune entro le 12:00 del 22/07/2016.

ph. by Aldo Adinolfi

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