intervista

Intervista al Sindaco: la questione dissesto economico e il futuro di Terra Murata

Sindaco, girano voci allarmistiche circa la situazione economica del nostro Comune e sull’intransigenza della Corte dei Conti. Vuole dirci un po’ la situazione reale su questo aspetto che da un po’ ci tiene col fiato sospeso?

Purtroppo sono costretto a ripetere quanto già ho detto nel passato. Ma ho il dovere di dirlo perché nell’ultimo incontro con la Corte dei Conti la tensione è cresciuta relativamente al piano di riequilibrio presentato per gli anni 2013-2014-2015. È cresciuta perché quel piano, da noi all’epoca bocciato quando eravamo in Minoranza, oggi ricade sulla nostra Amministrazione e la Corte dei Conti chiede a noi il rendiconto del mancato incasso di quei 7 milioni di euro di disavanzo allora dichiarati.

La Corte dei Conti non riconosce che quel piano e il mancato riequilibro è dovuto essenzialmente ai precedenti Amministratori?

Si lo riconosce, ma per la Corte dei Conti è il Comune a dover sempre dare le risposte alle sue richieste, indipendentemente da chi amministra. Per la Corte dei Conti c’è continuità amministrativa, per cui se un Amministratore crea un grosso debito e non viene riconfermato dai cittadini, è la nuova Amministrazione che dovrà accollarsi quel debito e pagarlo, pena la dichiarazione del dissesto.

Forse in questo senso lei dice che la tensione è cresciuta tra l’Amministrazione e la Corte dei Conti?

Sì esattamente. La Corte dei Conti è come se dicesse: “l’Amministrazione precedente ha presentato un piano di riequilibro nel 2013, ma, poiché questo piano non è stato attuato, ora chiediamo a voi di riparare questa mancata attuazione del riequilibro e se non riuscirete a farlo, il Prefetto può imporvi il dissesto”.

Conti alla mano, che cosa vi contesta la Corte dei Conti?

Ironia della sorte ci contesta che il piano di ammortamento proposto dalla Giunta Capezzuto e per il quale noi votammo contro, non ha generato il risanamento. Tale mancanza viene addebitata a noi, nonostante abbiamo fatto presente che, insediandoci il 2 giugno 2015, non abbiamo solo trovato i 7 milioni di euro ma addirittura altri 17 milioni di massa passiva, per i quali abbiamo presentato il piano di riequilibro in 30 anni. In un solo anno e mezzo siamo riusciti a recuperare 2 milioni e 300.000 Euro tagliando spese e riducendo servizi.

Ma in che modo l’Amministrazione precedente prevedeva di coprire quei sette milioni?

Con le vendite del patrimonio: porto, case, giardini. Sperava di coprire almeno 6 milioni di Euro e poi il resto con altre soluzioni. In realtà quando hanno lasciato la guida del paese non avevano riequilibrato niente, anzi. I debiti si erano aggravati di altri 17 milioni di Euro. Come sappiamo tutti le vendite non sono espedienti sicuri. Spesso le aste vanno deserte per cui non riuscirono a coprire il disavanzo e anche noi, subentrati a giugno, abbiamo fino ad oggi recuperato solo le briciole. Pertanto rischiamo il dissesto pur non essendone responsabili.

Questo naturalmente mette in allarme la popolazione.

Siamo tutti in allarme, anche perché ci dispiace molto che questa tegola cada in un momento in cui si cominciano a vedere i primi frutti di una politica di grande rigore, che ci permette oggi di mantenere gli impegni fondamentali come il pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali.

Non c’è verso di uscire da questo pericolo?

Unica speranza ci viene offerta dalla legge che prevede di presentare un nuovo piano di riequilibrio entro il 31 maggio. In tal caso noi potremmo spalmare questi 7 milioni di euro in 30 anni insieme ai 17 milioni che abbiamo trovato e di cui non siamo responsabili.

Tra quando si saprà il responso della Corte dei Conti?

Fra una ventina di giorni. Speriamo di poter avere questa chance del 31 maggio.

In questa drammatica situazione l’isola non ha possibilità alcuna di provvedere alla risoluzione di problemi urgenti?

Per i problemi strutturali dell’isola, per i progetti culturali, bisogna candidarsi ai fondi regionali ed europei che sono finalizzati esclusivamente a progetti ben definiti e non possono confluire nel risanamento.

Tra i problemi più urgenti c’è sicuramente quello del pericolo di crolli sulla collina di Terra Murata che sostiene Palazzo d’Avalos, l’Abbazia  di San Michele e tutto il nucleo abitativo, compreso l’ex Conservatorio delle Orfane.

Sì, è ormai risaputo che le continue erosioni marine stanno mettendo in pericolo l’intera collina di Terra Murata dove è concentrato un patrimonio storico e architettonico di inestimabile valore. Per cui abbiamo pensato che era importante agire chiedendo finanziamenti urgenti, in quanto il lavoro da effettuare è di grossa portata. Si tratta infatti di un intervento ingegneristico che richiede una progettazione adeguata di alto livello professionale con una oculata e necessaria consulenza geologica.

Da quanto lei ci ha detto prima il Comune di Procida non dispone questi fondi per tale progettazione.

Sì al momento è così, per cui abbiamo dovuto “aggirare l’ostacolo” ricorrendo al Fondo di Rotazione Regionale, messo a disposizione dei Comuni e degli Enti per pagare i progetti.

Ci può spiegare un po’ meglio la funzione di questo Fondo di Rotazione?

La Regione prima di assegnare fondi per un progetto di salvaguardia del territorio vuole che nei dettagli tale progetto espliciti le fasi di lavorazione e di ultimazione con i relativi pareri scientifici e tecnici. Un progetto dunque esecutivo a tutti gli effetti e non solo enunciato. Questi piani richiedono somme ingenti che spesso mancano ai Comuni. Perciò è la Regione, attingendo al suddetto Fondo di Rotazione, a finanziare il progetto. Dopo il primo “via libera” esecutivo, il Comune candida il proprio progetto al finanziamento dei lavori e delle relative spese per la progettazione. Ottenuto l’accredito, la Regione recupererà la parte del Fondo di Rotazione attribuita al Comune e la metterà a disposizione di altri Comuni. Da qui il nome “Fondo di Rotazione”.

Ma i finanziamenti non vengono dalla Regione?

No, per questi obiettivi di grossa portata e di salvaguardia ambientale sono previsti finanziamenti europei per attribuire i quali si prendono in considerazione solo i progetti realmente esecutivi.

Voi avere candidato quindi il progetto della salvaguardia della Collina di Terra Murata al Fondo di Rotazione?

Sono state presentate 1900 richieste. La Regione ha steso una graduatoria relativa all’urgenza delle richieste. La nostra si è collocata al 380.mo posto. Fino ad oggi ne hanno finanziate 210, speriamo che nel prossimo finanziamento potremo rientrare anche noi.

L’Assessore alla Regione sostiene il nostro progetto?

È stato sull’isola, si è reso contro dell’urgenza e ci ha assicurato che accederemo a questo Fondo di Rotazione. Bisognerà rinforzare tutta la collina da Palazzo d’Avalos all’Abbazia con una grande piattaforma marina sulla quale poi saranno collocate le infrastrutture di rinforzo. E la piattaforma, una volta completata l’opera, costituirà anche una passeggiata pedonale.

Nell’opinione pubblica si dice spesso che l’Abbazia è Comunale e che il Comune ha il dovere di provvedere al suo recupero.

La Chiesa non è di proprietà del Comune, appartiene alla Agenzia del Demanio. E quando si parla di Agenzia del Demanio non bisogna confonderla con il Demanio naturale costituito da pezzi di territorio, coste e porti, alcuni gestiti dal Comune e altri dalla Regione. Noi per esempio gestiamo le spiagge, mentre i porti sono gestiti dalla Regione.

Qual’è allora la differenza fra il Demanio naturale e l’Agenzia del Demanio a cui appartiene la chiesa di San Michele?

L’Agenzia del Demanio è un’agenzia statale autonoma, entrata in funzione dopo il 1999 e si occupa del Demanio accidentale. È lei che dovrebbe provvedere all’Abbazia.

Quindi non spetta a voi provvedere al restauro dell’Abbazia?

Non spetta a noi, ma poiché essa è parte viva della nostra tradizione, noi ci siamo fatti carico di richiedere tramite l’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) un fondo  per restaurare la chiesa e per creare una piscina comunale.

E per il restauro del Palazzo D’Avalos?

Anche per il Palazzo d’Avalos, che è diventato di proprietà comunale sotto condizione, abbiamo fatto richiesta al Fondo di Rotazione Regionale, ma poiché esso non è stato ritenuto un progetto urgente si è classificato al 1800mo posto. Pertanto dobbiamo provvedere autonomamente se vogliamo far avanzare il progetto approvato dal Ministero e preparato dall’architetto Rosalba Iodice.

Ci sono novità a riguardo?

Dal punto di vista di finanziamenti pubblici o privati non ci sono ancora novità. L’unica notizia importante – che presto diventerà pubblica – è il piano particolareggiato che l’architetto Iodice sta preparando, ossia un piano urbanistico che definirà nei dettagli la destinazione d’uso di tutto il complesso carcerario, punto per punto, in corrispondenza del piano generale di valorizzazione. In tal modo si potrà effettuare una lottizzazione negli investimenti e questo speriamo ne possa portare alcuni finalizzati non all’intero complesso ma solo ad una parte di esso. Le visite guidate che ormai sono cominciate, come pure le convenzioni con i Tour Operator avranno anche la funzione non secondaria di tenere sempre accesi i riflettori su questo monumento di notevole importanza storica e architettonica.

Tornando per un attimo al problema economico e alla possibilità dei dissesto. Se malauguratamente ci fosse imposto, come dovremmo reagire?

Se ci verrà tolta la possibilità di governare e ci verrà imposto il dissesto, certamente faremo ricorso e tenteremo di far capire le nostre ragioni e il fatto che non siamo responsabili di questo peso che grava sulle spalle dei procidani. La popolazione ha il dovere di sapere tutto questo, anche se comprendo che essa, poiché per decenni non è mai stata resa cosciente di come si amministrava il bene pubblico, esprime spesso distacco e scetticismo anche sulle informazioni che noi cerchiamo di dare. Senza una vera cultura della trasparenza Procida non potrà andare lontano. Bisogna crearla questa cultura della trasparenza. Il cittadino deve sapere come viene speso anche il minimo spicciolo, perché noi amministriamo i soldi dei cittadini, non i nostri. Deve sempre poter accedere a tutti gli atti prodotti dall’Amministratore suo rappresentante. E poi dobbiamo combattere ogni tipo di illegalità e di clientelismo. Perché l’illegalità e il clientelismo sono l’anticamera della corruzione. È nostro dovere quindi impegnarci per la trasparenza la legalità.

E con questo auspicio e con questi sentimenti che rivolgo anche un augurio per le imminenti feste pasquali a tutte le famiglie, ai giovani, alle associazioni della nostra isola.

 

A cura di Vivere Procida

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L’Assessore Carannante: «Il 2016 è stato un anno impegnativo e di ricostruzione, nel 2017 inizieremo a lanciare le prime basi per il futuro. La nostra forza? Una grande stima e l’eterogeneità di esperienze»

Pubblichiamo l’intervista con l’Assessore Antonio Carannante realizzata a fine dicembre con il bilancio delle attività del suo assessorato nell’anno appena passato.

Il 2016 volge al termine: se dovessi riassumere questa annata in poche parole come la definiresti?

Il 2016 è stato un anno di assestamento. Possiamo ritenerci soddisfatti. Infatti, dopo i primi mesi della consiliatura, durante quest’anno ci siamo meglio addentrati nella macchina amministrativa e posto le prime basi per il futuro. C’è tantissima strada da fare, ma se guardo indietro mi rendo conto del difficile e duro lavoro di ricostruzione che abbiamo avviato, spesso correndo il rischio di apparire lontani dalla nostra stessa base, e di questo siamo molto rammaricati. Ce ne siamo resi conto proprio in questi mesi, ma c’era tanto tanto da fare e siamo stati costretti a lavorare a testa bassa. E poi, posso dirlo, quest’anno la nostra compagine si è amalgamata ancora di più. La nostra forza è la grande stima reciproca, e l’eterogeneità di esperienze di cui siamo portatori.

Entrando nello specifico, facciamo un piccolo resoconto del lavoro compiuto riguardo le tue deleghe, partendo dal Contenzioso.

Sono più che soddisfatto. Tramite l’istituzione di una short list di avvocati e razionalizzazione delle spese siamo passati da una spesa dei servizi legali di circa 200.000,00 Euro annui a circa 60.000,00 Euro, ma con un effetto ancor più virtuoso: questa spesa è in gran parte definitiva sin dal conferimento dell’incarico al professionista, per cui le prossime annualità non ci saranno grandi aggravi di costi, come invece sta oggi avvenendo per gli incarichi dati in passato, per i quali non siamo ancora in grado di calcolare il preciso ammontare.

A che punto siamo invece con Vivara? Torneremo mai a vedere quel cancello aperto?lavori ponte vivara

Preciso subito una cosa: i cittadini devono sapere che come amministrazione, tra i tanti muri di gomma della burocrazia, abbiamo approntato tutto quanto necessario per aprirlo al pubblico. Innanzitutto, in seguito ai lavori di salvaguardia degli immobili esistenti, abbiamo predisposto il nulla osta all’apertura al pubblico; abbiamo poi predisposto, sempre per motivi di sicurezza e a tempo di record, l’installazione di un parapetto lungo il ponte, e poi un’intesa con la Fondazione per gestirne le visite. Tutto è pronto. Adesso resta solo la complessa battaglia legale in atto sulla proprietà di gran parte dei beni della Fondazione, tra cui appunto Vivara. Su questo aspetto mi limito ad osservare che, come Comune di Procida, vogliamo solo far fruire al pubblico un bene cosi prezioso del territorio procidano come la Riserva Naturale di Vivara. Per questo stiamo interloquendo con tutte le parti. I primi riscontri sono positivi. Siamo sicuri della collaborazione di tutti in nome di Vivara. Confidiamo nel buon senso di tutti le parti in causa e nel loro spirito di appartenenza a questo piccolo angolo di paradiso: aprirlo al pubblico è un’assoluta opera meritoria, che rimarrà nella memoria della nostra comunità, e non solo.

Passiamo alla delega più “pesante”: Palazzo d’Avalos, l’ex carcere.

Anche su questa delega sembrerebbe tutto fermo. Ma non è affatto così. Si tratta di tematiche molto complesse, che presuppongono una profonda conoscenza tecnica, e che pertanto necessitano di tempi lunghi. Difatti, a breve istituirò un tavolo tecnico dell’assessorato con professionisti nelle varie discipline. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatto: il 2016 è stato un anno importante, perché sarà ricordato per l’apertura al pubblico dell’ex carcere. Infatti, fu aperto solo per un breve periodo negli anni scorsi, ma da novembre invece lo abbiamo aperto in pianta stabile approntando un percorso ben definito, tramite le locali associazioni Millennium, Vivara, ProLoco e Indiefferenti, e un sistema di prenotazione on line. Riattivando la procedura impantanata di fondi ANCIM è stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato, i cui lavori sono stati terminati con molte difficoltà, tra l’aggiudicazione nel settembre 2015 e gli ultimi “accorgimenti” nel luglio 2016. Siamo contenti. E’ un obiettivo che ci eravamo proposti di raggiungere quest’anno. E così è stato.

Senza fondi e senza personale. Come ci siete riusciti?

Grazie a tanti volontari e il coinvolgimento della comunità. Un ringraziamento particolare va alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia, ad Operazione Primavera e ai tanti altri volontari procidani che hanno gratuitamente diserbato il tenimento agricolo; ma ringrazio anche tutti i volontari che si sono occupati della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure da distribuire ai turisti. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.

 

Parliamo un po’ del Convegno su Palazzo d’Avalos dello scorso settembre.

Sì, sono fermamente convinto che occorre lavorare su più livelli: col territorio, le Istituzioni e i privati. Quindi, creare sinergie con le Istituzioni centrali e di far conoscere il più possibile la struttura anche per attirare possibili investitori. In questa direzione è stato organizzato a settembre scorso il Convegno: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”, organizzato insieme a l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente On.le Silvia Velo, dell’ANCIM nella persona della dott.ssa Giannina Usai, e dell’Assessore regionale ai fondi europei Serena Angioli. Abbiamo quindi messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), alcuni soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta Formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli) e la parte relativa all’agricoltura biologica. Non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno a cui voglio dare cadenza annuale e che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola.

Si è mosso qualcosa?

Certamente. Proprio a margine del Convegno fu subito concordata la volontà con ANCIM ed ENEA di istituire nel 2017 una Scuola di interesse nazionale di Alta Formazione per le politiche energetiche, identificando Palazzo d’Avalos come bene simbolo da recuperare. Sarà un altro evento che porrà l’ex Carcere alla ribalta nazionale. Inoltre a fine novembre siamo stati convocati dall’ANCIM all’isola di Caprera per la sottoscrizione del “Contratto per lo sviluppo dei beni culturali nelle isole minori” alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. Al quale ho personalmente rappresentato l’importanza strategica di questo complesso per l’intero Meridione d’Italia.

Prossimi passi?

Passaggi importanti. Entro la primavera prossima procederemo, come da cronoprogramma, ad approvare il Piano Particolareggiato da condividere con un evento pubblico. Procediamo con passi significativi, con duro lavoro. Purtroppo per un’opera così importante i 3 anni e mezzo che restano per la fine della consiliatura sono pochi, ma faremo il possibile per porre basi importanti. Una cosa è sicura, tutto quello che sarà di questa magnifica struttura dovrà avvenire partendo dal basso, coinvolgendo il territorio.

Tra le tue deleghe c’è, infine, quella sul Lavoro Marittimo: un altro settore indispensabile per la nostra isola. Che notizie ci porti a riguardo?  

All’economia marittima dobbiamo tanto, quasi tutto. Mi sono ripromesso di rafforzare questa nostra identità e anche qui di creare rapporti istituzionali per tentare di dare un contributo concreto alle problematiche di questa categoria di lavoratori anch’essa in sofferenza. Ad aprile ho organizzato un Convegno Nazionale sul Lavoro Marittimo con l’ambizione di posizionare Procida come baricentro di questo settore a tutti i livelli, così a fine settembre, con il Circolo Capitani e Macchinisti (che continuo a ringraziare per l’attivismo), il pilota procidano Fabio Pagano e la Preside Maria Saletta Longobardo, ho organizzando un incontro pubblico tra il mondo della scuola e le Istituzioni dal titolo: “Dalla scuola al comando”. Anche qui i risultati non sono tardati a venire, è stata recepita dal Ministero la nostra richiesta di fare in modo che il giovane marittimo che non superi una delle prove previste per il certificato di competenza o addestramento, potrà ripeterla entro 12 mesi senza ripetere tutte le altre prove, come invece avveniva in passato. Abbiamo fatto anche altre richieste. Siamo in attesa di riscontri.

Leggiamo spesso comunicati aggressivi dell’opposizione. Cosa ne pensi?

Parto da un presupposto: non dimentico mai il ruolo che occupo e la grande responsabilità che come amministratori abbiamo nei confronti della popolazione e della vita pubblica dell’isola. E non dimentico che siamo da esempio, specie per i più giovani. Detto questo anche in politica ci sono tanti modi di ricoprire ruoli pubblici. Ad esempio, per quanto riguarda la questione Ospedale, non ho condiviso da un punto di vista istituzionale la scelta dei consiglieri di opposizione di partecipare a un separato ricorso al TAR, né il tono del manifesto che l’opposizione ha predisposto all’indomani della sentenza. Sono piccoli campanilismi che su questioni così ampie non danno un contributo positivo alla vita pubblica, anzi. Pertanto, ci siamo ben guardati dal replicare. Rimango fermamente ancorato al concetto della politica intesa come arte del confronto intellettualmente onesto sulle idee e sulle azioni. Non ci si può limitare solo a diffondere una “cultura del sospetto” e a difendere a oltranza quello che si è fatto, semmai secondo una propria versione. Sappiamo tutti che il tempo conferma o smentisce. Adesso occorre solo guardare al futuro: invito quindi l’opposizione ad avanzare più proposte costruttive. Solo così si contribuisce davvero alla crescita dell’isola.

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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“Quando i fatti vanno oltre le chiacchiere (altrui)”. Intervista a Lucia Mameli, consigliera con delega ai trasporti marittimi

DAL SITO TG Procida

Una delle donne più attive dello schieramento de “La Procida che vorrei” è senz’altro la cons. Lucia Mameli. Non esitammo a dire – quando il Sindaco le conferì la delega ai Trasporti – che tra i consiglieri di maggioranza non si poteva scegliere di meglio. Del resto ormai è prassi consolidata che ai trasporti si metta una persona che se ne capisca e che comprenda le problematiche legate al mondo del mare, dei pendolari ecc. . Fu così con l’ex consigliere Pasqualino Sabia della Amministrazione precedente, è stato così appunto con Lucia Mameli. L’abbiamo incontrata per farci raccontare un po questo anno e mezzo di consiliatura.
Nel giugno 2015 il Sindaco Dino Ambrosino – dice Mameli – mi conferisce la delega ai trasporti marittimi, accetto con la consapevolezza che non saranno rose e fiori, anzi la materia è complessa e prevede di interfacciare sia le Società di Navigazione che operano nel Golfo di Napoli e, soprattutto, la Regione Campania quale interlocutore istituzionale principale del Comune”.
Caremar: nostra croce e delizia
Il governatore De Luca, appena insediatosi, sottoscrisse la cessione della CAREMAR togliendo qualsiasi “ombra” sulla privatizzazione e mettendo fine all’agonia, e al collasso, del trasporto marittimo. Per noi procidani, infatti l’80% dei nostri collegamenti sono effettuati dalla Società CAREMAR. Ad agosto 2015 la nuova gestione CAREMAR rimette in linea il secondo aliscafo riportando alla normalità la vita di tanti pendolari, che per troppo tempo avevano sopportato i disagi dovuti alla sua assenza.
Ecco disagi non pochi che sembrano superati?
Le problematiche sul trasporto marittimo non sono poche, ma con lavoro, tenacia e continua interlocuzione con le istituzioni e le Società posso affermare che la nostra comunità di passi avanti ne ha certamente fatti, e non si tratta di aspetti secondari. Già dal settembre 2015 è stato attivato l’osservatorio comunale sui trasporti marittimi da e per l’isola; un format raccoglie le segnalazioni da parte dei viaggiatori, al fine di produrre un report per l’Assessorato ai Trasporti della Regione Campania.
Società operanti sulle torre isolane. Abbonamenti ed adeguamenti:
La Società Gestour ha dovuto recepire l’adeguamento nel rispetto degli obblighi di servizio previsti dalla delibera regionale n. 183/2011, infatti il costo dell’abbonamento è sceso da 49 euro a 23.30 e gli studenti di Monti di Procida vengono finalmente considerati “studenti pendolari” e viaggiano a tariffa ridotta. Inoltre, dal 1° Gennaio di quest’anno, sulla tratta Procida-Pozzuoli, è stata finalmente attuata anche l’applicazione della delibera sulla circolarità dell’abbonamento tra CAREMAR e GESTOUR. Una grave mancanza la mancata applicazione della delibera regionale, che determinava una discriminazione per pendolari e studenti che si spostavano sulla tratta di Pozzuoli. Analoga battaglia è stata portata avanti anche in favore degli studenti ed i lavoratori che si recano a Ischia e viceversa, ritenendo la circolarità un’opportunità da assicurare a tutti. Oggi abbiamo ottenuto che anche SNAV riconosce gli abbonamenti sulla Procida-Ischia, dove la Società pretendeva il biglietto dai pendolari abbonati CAREMAR, ritenendo che la tratta non era la stessa. Con tenacia, dunque, possiamo affermare di aver migliorato il principio: “Pari diritti pari opportunità”.
Tratta Procida- Monte di Procida. Un risulatto raggiunto grazie all’impegno di tutti.
Il progetto del nuovo collegamento marittimo tra Procida e Monte di Procida, avviato sotto la gestione Vetrella si era arenato dinanzi alle prime difficoltà sorte. Noi ci abbiamo creduto ed oggi è divenuto una realtà. La sinergia, la condivisione e la costante collaborazione tra i due Comuni ha dimostrato che quando le cose si vogliono, si fanno. Grazie a questa “nuova via del mare” la vita di tanti giovani studenti della zona flegrea, che frequentano la scuola superiore, è meno faticosa; inoltre essa è risultata molto utile anche ai tanti marittimi procidani che frequentano i corsi di aggiornamento presso i Centri Formazione di Ischitella e Castelvolturno. In ogni caso aver stabilizzato una “nuova via del mare” che “accorcia le distanze” è, a mio avviso, un risultato importante e di grande soddisfazione, che potrà favorire la crescita del nostro territorio dal punto di vista turistico, commerciale e perché no sociale.
Tratta Procida – Pozzuoli e viceversa. Come siamo messi?
Sulla tratta Procida – Pozzuoli e viceversa si è inserita anche la società Medmar determinando un incremento dei trasporti marittimi. I nostri collegamenti con la vicina Pozzuoli, meta di tanti pendolari e studenti, possono oggi assicurare una maggiore e più vasta scelta del Vettore. Abbonamenti e tariffe in linea con la delibera Regionale n. 183/2011, l’offerta di trasporto su Pozzuoli è certamente migliorata e non posso che sentirmi soddisfatta.
Nel ricordare quanto accaduto il 29 marzo scorso, quando la Società MEDMAR accolse la nostra richiesta di un attracco straordinario a Procida, per imbarcare centinaia di lavoratori, studenti e cittadini che dovevano raggiungere la terra ferma, e fece scalare la Maria Buono, partita da Casamicciola e diretta a Pozzuoli, non posso che sperare anche nella soluzione al nostro isolamento nelle situazioni di emergenza del Trasporto Marittimo. Crediamo, e perciò continueremo a chiedere, di dotare il sistema dei Trasporti Marittimi di un adeguato piano d’emergenza, capace di affrontare tutte le situazioni prevedibili, con un centro di coordinamento per la sua gestione.
C’è ancora da fare. Le priorità?
Le problematiche che vorrei veder risolte prima del termine del mio mandato:
• Un Sistema Informativo coerente, che integri tutti i Vettori e possa essere interrogato via web nonché inviare info agli Utenti che lo richiedono;
• Attuazione dei carnet da 20 biglietti, già previsti in delibera regionale;
• Un Manifesto “Diritti e Doveri” con tutte le agevolazioni cui i passeggeri hanno diritto. Sarebbe opportuno inserirlo in totem interattivi ad uso degli utenti per informarli sui diritti e doveri e quali soluzioni di viaggio scegliere;
• Un sistema di bigliettazione unica, per superare i voucher degli abbonati;
• Un Piano d’Emergenza in caso di condizioni meteo avverse, tra i vettori operanti nel golfo, che coinvolga anche la prefettura.
Forse pecchiamo in una continua informazione…..ma solo perché siamo impegnati a FARE!. Non esitate a contattarci per esprimere i vostri dubbi, evidenziare le problematico e soprattutto proporre possibili soluzioni.

Di Leo Pugliese

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“Mi guardo indietro e mi accorgo di aver seminato bene”. Intervista alla Dr.ssa Sara Esposito, Consigliere per il Decoro urbano

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

 

E’ passato un anno e mezzo dalle elezioni; come vedi questi mesi del tuo nuovo impegno amministrativo nel Comune di Procida?

Nel ripercorrere la strada fatta e nell’immaginare di pianificare quella da percorrere non mi allontano dall’idea (che per me rappresenta uno dei principi vita) di far scoprire e riscoprire la passione e l’amore per il posto in cui si vive, in un momento particolare della storia, in cui i cambiamenti sociali spingono l’individuo a chiudersi in se stesso e a vivere senza un orizzonte complessivo di senso.

Quali i temi di fondo che hanno ispirato la tua attività politica?

Come Amministratore di un’isola, dove ho scelto di vivere con la mia famiglia, continuo a credere profondamente sui temi dell’educazione,  della partecipazione responsabile, dell’analisi dei bisogni delle realtà locali, avendo sempre ben presente il rispetto e la condivisione di sensibilità e pensieri divergenti… temi sui quali mi sento di lavorare in sinergia con tutti gli Amministratori.

Partendo da questi ed altri saldi principi, come quello della trasparenza e della lealtà, sento di aver svolto con passione, dedizione e responsabilità il mio impegno politico in quest’anno che si appresta alla fine, di aver almeno seminato.

E’ stato sempre possibile il dialogo con i cittadini?

Sappiamo che dialogare con i cittadini è un obiettivo che ci siamo posti come Amministratori. Un obiettivo non facile in quanto i cittadini non erano abituati a questo tipo di rapporto con i politici.

Tuttavia, posso dire che, con piacere, sensibilità e rispetto, ho cercato di mantenere e favorire il dialogo con i cittadini, un dialogo che il più delle volte porta ad un importante confronto, senza il quale ritengo sia impossibile conoscere e monitorare l’azione politica. Ritengo, infatti, che la dialettica politica vada sempre subordinata alla ricerca di convergenze possibili.

Il più delle volte il dialogo/confronto mi ha portato ad azioni ed iniziative concrete come quelle che si sono susseguite in primavera… squadre di volontari all’opera sul territorio per restituire alla nostra isola bellezza e decoro. Momenti di partecipazione e condivisione che in alcune giornate hanno visto come protagonisti i bambini, con il gruppo di DecoriamoCi. A tal proposito ricordo che in quella stagione in Consiglio Comunale fu approvato il Regolamento per lo svolgimento di attività di Volontariato. Con l’approvazione di tale strumento, la collettività gode, a mio avviso, di una delle forme più alte di democrazia umana e sociale. Quindi un importante riconoscimento per tutti quei cittadini che, scegliendo azioni di volontariato, aggiungono valore alla propria vita.

Il Sindaco ha più volte richiamato la necessità di lavorare per il bene comune, spesso erroneamente inteso come somma di beni individuali. Un andare quindi  in controtendenza: Ti è stato facile muoverti in questa direzione?

Abbiamo iniziato alcune azioni proprio finalizzate a questo importante obiettivo. La prima è stata quella sulla pulizia e cura delle spiagge. Nel desiderio di far vivere ad ogni singolo cittadino l’importanza che si ha nell’edificazione  del Bene Comune abbiamo accolto nel corso di quest’anno varie proposte importanti; ad esempio ricordo l’iniziativa sulla Prevenzione del Diabete con i giovani professionisti dell’Isola, tenutasi a Maggio; l’adesione e la partecipazione alla “giornata del bambino prematuro”…World Prematurity Day, e tutto il lavoro svolto con i ragazzi degli Istituti Superiori per la preparazione alla giornata internazionale contro la violenza di genere. Incontri questi ultimi che hanno avuto tra gli obiettivi quello di sensibilizzare, dialogare e condividere un tema che il più delle volte si cela dietro comportamenti ed azioni in apparenza lontani dalla violenza propriamente detta. Il 27 Novembre,  anche l’Isola di Procida ha aderito alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con molti giovani oggi più consapevoli di un fenomeno ancora molto diffuso e purtroppo presente in maniera trasversale su più livelli. Ricordo anche che in quella giornata si è dato il via ad un progetto più ampio, in sinergia con l’Ambito n.13, che ha visto l’apertura di uno sportello di ascolto  “Non da Sola ” attivo due giorni a settimana presso la Casa Comunale.

Una caratteristica del tuo lavoro venuta molto in evidenza è stata la partecipazione dei bambini a tanti momenti significativi, collegando così strettamente il problema del decoro a quello educativo. Una novità assoluta di grande valore sociale a cui la politica procidana non era abituata.

Siamo convinti che  se si vuole incidere socialmente bisogna partire dai bambini. Proprio in estate accogliendo richieste e desideri per i più piccoli, attraverso una Manifestazione di Interesse abbiamo realizzato il cartellone degli eventi estivi rivolto ai bambini, facendo collaborare e mettere in sinergia le realtà associative territoriali che operano con i più piccoli.

In questo ultimo periodo, inoltre, mantenendo la promessa fatta lo scorso anno al “Giro in Bici per l’isola”, abbiamo preparato per i bambini momenti informativi e formativi sulla sicurezza in strada… con l’aiuto delle Forze dell’Ordine. In quelle giornate veniva lanciato e promosso il progetto di volontariato civico “Puliziotti” a tutela dell’ambiente e decoro dell’isola. 

Senza per questo trascurare la sinergia con le istituzioni scolastiche…

Certamente. Con l’apertura dell’anno scolastico insieme all’Assessorato partecipato Ambiente e Decoro abbiamo incontrato le Dirigenti Scolastiche mettendo a fattor comune il desiderio di condividere con le Istituzioni Scolastiche un  tassello di fondamentale importanza per la  crescita educativa e culturale, progetti e percorsi interdisciplinari che partono dalla cura del posto in cui si vive.

Guardi con speranza al futuro?

A mio avviso la partecipazione, l’agire responsabile si costruiscono dal basso, non stancandosi mai di ” mettere a conoscenza “, offrire competenze e progettualità ,  rispettando la gradualità necessaria al conseguimento di ogni obiettivo più strettamente legato a radici culturali.

È da momenti come questi ultimi e da quelli che interessano soprattutto i più piccoli ad esempio “DecoriamoCi il Natale “, che ha visto la Casa  Comunale ricca di sorrisi, idee, fantasia e sogni da parte dei bambini,  che faccio il pieno di energie, passione ed entusiasmo nel portare avanti la mio impegno politico. Un impegno importante in cui ogni scelta fatta è in vista del Bene Comune e che non va misurata sulla sola efficacia immediata, ma soprattutto sulla valenza e sul ruolo educativo al servizio di tutti.

Colgo l’occasione  per fare i miei AUGURI di BUONE FESTE a TUTTI… dai più piccoli ai più grandi, dai più “forti” ai meno “forti”, dai più ottimisti ai più pessimisti… ricordando che la FELICITÀ è un percorso… dove ognuno sceglie il proprio!

 

 

A cura della Redazione di  Vivere Procida

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“Crescere insieme” Intervista di fine anno al Sindaco Raimondo Ambrosino

Abbiamo incontrato il Sindaco Raimondo Ambrosino il 28 dicembre mattina per tentare con lui un bilancio, se pur sommario, di questo primo anno e mezzo di vita amministrativa. Era ancora viva in lui l’emozione per la serata a Marina Corricella con il “presepe vivente”: “Una serata di grande coinvolgimento, con il contributo di tutte le associazioni, le grancie… per offrire al paese un lavoro significativo di spessore culturale e sociale.”

Vivere Procida: Sindaco se volessimo tentare un bilancio di questo primo anno e mezzo di lavoro, cosa ci direbbe?

Sindaco: Sono stati mesi molto impegnativi, per certi versi duri, ma ricchi di risultati. Impegnativi perché la maggior parte di noi non si era mai trovato in un ruolo amministrativo, ma anche perché siamo stati catapultati in una serie di situazioni complesse e difficili, con lavori avviati dai precedenti amministratori che si sono letteralmente dileguati senza neanche un passaggio di consegne doveroso, a nostro parere. Scadenze impellenti che ci hanno letteralmente travolti: basti pensare al Waterfront da ultimare entro il dicembre 2015, la metanizzazione da portare avanti, la Corte dei Conti che non ammetteva ritardi rispetto alle gravi deficienze di carattere economico di chi ci aveva preceduto. Mesi impegnativi e duri anche perché è subito scattata da parte della Minoranza una campagna mediatica denigratoria che continuamente ci classificava come incompetenti e incapaci.

V.P. Quali sentimenti nascevano in voi in questa non facile situazione?

S. Sentimenti contrastanti. Da una parte il senso di responsabilità ci sollecitava a non fermarci e a dare fondo a tutte le nostre energie, dall’altra l’amarezza di veder crescere intorno a noi un senso di disistima e di critica ad oltranza.

V.P. Dove avete attinto la forza per non mollare?

S. Sentivamo la responsabilità di una chiamata popolare a cambiare la storia della nostra isola, per cui, come si suol dire, abbiamo messo “la testa a terra” e lavorato come muli, sacrificando anche un po’ la famiglia e cercando di creare corpo tra noi. Da tener presente che non c’era ancora nel gruppo spirito di corpo e così, lottando ogni giorno a denti stretti, abbiamo cercato di tirare il paese fuori dalle sabbie mobili nel quale era precipitato. Siamo coscienti che in questa fase che non è durata un giorno ma mesi, possiamo aver commesso qualche errore politico, ma ci ha salvato la volontà collettiva di riportare l’isola nella legalità dopo i tremendi  avvisi di garanzia e i rinvii a giudizio di dirigenti e impiegati comunali.

V.P. Una situazione inimmaginabile fino a qualche giorno prima?

S. Non pensavamo di trovarci in uno sfacelo di così vaste dimensioni. Adempimenti disattesi, situazione economica al collasso, lavori da ultimare, uffici comunali senza personale e con l’immagine esterna sui giornali di un Comune fallimentare e corrotto. Tutti ci invitavano a dichiarare il dissesto. Anche il ragioniere Capo ci proponeva questa soluzione. Ne abbiamo discusso a lungo tra noi ed infine, pensando di fare il bene dell’isola, abbiamo deciso di tentare una strada alternativa, con tagli a tutte le spese e con un minimo tributo aggiunto ai cittadini. I tentativi sono stati considerati positivamente dalla Corte dei Conti che ci ha dato fiducia. Il risultato finali di oggi è per certi versi sorprendente. L’ultimo bilancio del 2014 della precedente amministrazione prevedeva una spesa corrente di 9 milioni e 300.000 euro; quest’anno abbiamo chiuso il bilancio riducendo la spesa a 7 milioni e 500.000 euro.

V.P. Com’è stato possibile?

S. Come dicevo prima, con tagli alle spese in tutti gli assessorati, con i pensionamenti dei dipendenti, anche se i benefici non si vedono perché queste somme vanno a coprire  i debiti pregressi…Abbiamo però in tal modo arrestato un’emorragia che stava dissanguando l’isola e avviato un processo di risanamento economico che andrà domani a beneficio di tutti, in quanto non produciamo altri debiti e sfruttiamo al meglio le poche risorse di cui disponiamo.

V.P. Per la raccolta differenziata si va avanti?

S. Abbiamo superato il 70%, migliorando la pulizia per le strade, riducendo di molto gli abbandoni di materiali ingombranti. Ma dobbiamo andare ancora più avanti per superare almeno l’80%.

V.P. Si accennava prima ai lavori pubblici:

S: C’è stato un grande impegno in questa direzione con attenzione costante alla legalità dei procedimenti, cercando sempre di sfruttare quel minimo potere di concertazione con le aziende a  beneficio del bene comune dell’isola, recuperando in tal modo il ripristino di quel decoro ed equilibrio ambientale trascurato. Stiamo infatti cercando, senza costi aggiuntivi, di eliminare i cassonetti interrati, di ripristinare la pavimentazione lì dove era necessario, e di rifare le fogne dove era necessario.

V.P. Miglioramenti anche nei collegamenti?

S. Soprattutto con Pozzuoli attraverso la Società Medmar che vuole investire su Procida, e poi con il ripristino del traghetto per Monte di Procida che è risultato utile e vantaggioso per molti.

V.P. Forse un punto ancora fermo è lo sviluppo di Terra Murata.

S. Si sta lavorando nella ricerca di buoni investimenti e sappiamo che è un discorso delicato e non facile. Tuttavia  abbiamo dato un grande impulso all’apertura al pubblico del palazzo d’Avalos con grande successo di pubblico, grazie al lavoro di alcune Associazioni di volontariato che hanno risposto al bando per le visite guidate.  Sapevamo che non potevamo creare un altro “carrozzone” o una “partecipata” per cui la collaborazione con il volontario, al quale va il 25% del biglietto, sta dando risultati positivi, creando sempre più un interesse verso questo complesso di grande valore storico e culturale.

V.P. E per l’Ospedale a che punto siamo?

S. Il TAR ha sancito un nostro diritto, ossia di avere un presidio di pronto soccorso in zona disagiata. Ora c’è ancora molto da lavorare soprattutto a livello politico affinché questo diritto diventi realtà nelle decisioni della ASL NA 2.

V.P. Nel vostro programma elettorale si parlava di collaborazione con la Minoranza. Ma da quello che si sente e si legge in certi manifesti sembra che questa collaborazione non sia mai nata.

S. Lo ribadimmo nella campagna elettorale ma anche dopo: volevamo essere inclusivi e non escludere a priori un rapporto se pur dialettico e critico con la minoranza. Ma da subito la Minoranza ha giocato “sporco”,  ponendosi in atteggiamento di un attacco ingiurioso. Anche per l’Ospedale non ha voluto concordare un’azione comune e addirittura scrivendo falsità sui manifesti nei nostri confronti, salvo poi a contraddirsi nelle contestazioni formali al TAR. Il più delle volte non abbiamo risposto alle loro assurde provocazioni per non inasprire una pregiudiziale contrapposizione che nuoce molto al paese. Ancora oggi li invitiamo comunque a deporre questa acredine pregiudiziale  per affrontare invece i problemi che stanno a cuore di tutti e portare anche il loro contributo. Comprendo che la cultura politica italiana è in questo momento orientata allo scontro tra le varie parti, ma noi ci auguriamo che possa nascere a Procida un laboratorio politico di alto respiro etico, che crei rispetto per tutti, che combatta la corruzione e l’illegalità e confini definitivamente fuori il clientelismo becero e offensivo del bene comune.

V.P. Risultati sulla mobilità interna?

S. Ancora pochi dal mio punto di vista.  Aumento delle strisce blu, parcheggi gratuiti per bici e motorini, divieti di sosta, fasce pedonali estive…ma ancora ci scontriamo con una mentalità diffusa molto individualista. L’auto, il motorino viene considerato alla stregua del televisore o della lavatrice o del telefonino,  ossia un bene indispensabile da usare sempre e in ogni situazione, dimenticando però che l’auto io la posso usare solo su spazi pubblici e quindi devo tener conto del codice stradale, del rispetto dei diritti dei pedoni e dei limiti oggettivi delle dimensioni dell’isola e delle strade…Questo della mobilità è certamente  uno dei problemi più grandi dell’isola che stiamo affrontando a piccoli passi, e che ci porterà a scelte nuove nel futuro.

V.P. Si parlava prima di  difficoltà negli uffici comunali, per mancanza di personale ma anche per certi rinvii a giudizio.

S. Quello che abbiamo incontrato nel Comando della Polizia Municipale non vorremo augurarlo a nessuno. Una situazione di grande conflittualità interna ed esterna. Una fase  molto critica con accuse, denunce che ha creato tensione nel Comune e nel paese. Siamo stati costretti ad intervenire più volte per placare gli animi, per ricostruire uno spirito di corpo. Mesi e mesi di tensione continua. Oggi si comincia a respirare, ma manca la figura istituzionale del Comandante che possa garantire una formazione umana e professionale del Corpo della Polizia Municipale. Noi li stiamo incoraggiando  a lavorare con inflessibilità, precisi nelle sanzioni, a svolgere azione preventiva ma anche correttiva lì dove si vede la cattiva fede di chi vuole calpestare le regole. Stiamo cercando di far capire che la dignità del loro corpo di polizia è proporzionato ad una visione di legalità condivisa e partecipata nel rispetto di tutti i cittadini.   

V.P. Ma anche la mancanza di personale penalizza il vostro lavoro.

S. Nessun cittadini sa che in quanto Comune in predissesto, ogni provvedimento relativo al personale andava gestito, per legge, con la “Commissione ministeriale  per la finanza degli enti locali”. La precedente Amministrazione avrebbe dovuto farlo già dal 2013, ma non ha ottemperato a questo obbligo, risultando quindi inadempiente;  la qualcosa penalizza molto oggi  le nostre scelte future in quanto il ministero, che non fa distinzione tra amministratori di ieri e di oggi, non ci concede alcun beneficio nella sostituzione di impiegati in pensione o di nuovi attribuzioni di incarichi…Per cui dobbiamo lavorare con la metà dei dipendenti e con uffici privi del dirigente.

V.P. Qualche assessorato ipotizza tavoli di lavoro aperti con esperti di settore, volontari. Proposta che rientrava anche nel vostra programma, ma non ancora messa in atto istituzionalmente

S. Posso dire che sono favorevole a questa soluzione, tra l’altro già adottata da qualche Assessore e Consigliere delegato. L’emergenza iniziale ci ha un po’ distolti da questa che poteva rappresentare un forte punto di innovazione nelle gestione amministrativa aperta. Oggi superata  la fase iniziale , con l’approvazione del Regolamento per il Volontariato, forse uno degli atti più innovativi per il Comune di Procida,  si rendono necessari questi tavoli di volontari-esperti che vogliono condividere la vita amministrativa, senza pregiudizi ideologici o politici.

V.P. Il cittadino non può che essere confortato da questa volontà di apertura e di coinvolgimento delle forze del paese.  Quale raccomandazione farebbe ai procidani in questo fine anno 2016 in questa prospettiva mai abbandonata della ricerca del bene comune?

S. Vorrei augurare a tutti un passo di civiltà nuova. Superare il pensare individualmente e cercare insieme il bene comune. Crescere insieme con passione e determinazione, non in vista degli interessi personali, ma in vista di quel benessere che deve potersi offrire a tutti. Noi politici, chiamati democraticamente ad amministrare il paese, possiamo fare qualcosa, ma senza la crescita della dimensione  relazionale fra tutti non raggiungiamo l’obiettivo del bene comune. Se vogliamo il cambiamento dobbiamo metterci tutti in gioco. Dobbiamo diventare comunità. Oggi non lo siamo ancora. E’ un sogno, ma occorre sognare se vogliamo fare qualche passo in avanti. Ebbene immagino un paese ideale dove non ci sia bisogno dei vigili urbani, perché ognuno rispetta le regole e non fa il furbo a scapito degli altri. E’ questo che io vorrei per Procida e per tutti i procidani, un passe dove si possa vivere nel rispetto l’uno dell’altro e crescere insieme,  guardando insieme i problemi. E’ il mio più sentito augurio per tutti in questo fine anno 2016.

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“Stiamo lottando per la legalità e il senso del bene comune”. Intervista al Sindaco Raimondo Ambrosino

Abbiamo intervistato il Sindaco Raimondo Ambrosino su due realtà che hanno turbato la vita procidana in questi ultimi giorni. Il primo inerente all’accesso degli studenti dell’Istituto Superiore attraverso il passaggio pedonale in via Principe Umberto; il secondo di carattere economico dovuto ad alcune deficienze pregresse della ex-SEPA. Realtà apparentemente diverse, legate però entrambe al discorso della legalità e del bene comune che stanno molto a cuore al Sindaco e a “la Procida che vorrei”.

Vivere Procida: Sappiamo tutti l’accesso all’Istituto Nautico da sempre è stato un escamotage  pedonale  per raggiungere più facilmente l’Istituto il cui accesso principale è situato a Marina Grande. Un viottolo di campagna con pochissime case. Non esistevano auto o motorini e i nostri studenti lo percorrevano senza problemi. Col tempo negli anni 60 qualche prima auto ha osato varcare quell’ingresso angusto e successivamente qualche moto, ma essendo in numero limitato  furono sopportati. Cosa è successo ora?

Sindaco: Vediamo prima cosa è successo ieri. Come si sa il numero della auto e dei motorini è cresciuto paurosamente. Sono nate delle abitazioni che hanno aperto cancelli  e si è ritenuto che quel viottolo fosse una strada percorribile, pur non avendone i requisiti.

V.P. Qualche decennio fa però l’Amministratore intravedendo il pericolo pose all’ingresso  il divieto di accesso che è stato lì fino agli anni 2000. Nessuno pensò di osservare quel divieto e in questi ultimi anni è stato tolto, non sappiamo da chi, dando così indirettamente formale accesso al viottolo a tutti.

S. La situazione oggi è diventata insostenibile, in termini di sicurezza e di viabilità per l’intera zona. Fa paura, soprattutto all’uscita, la marea di motorini che sbuca da quel varco. Non possiamo lasciare lo cose come stanno. La responsabilità politica ci porta ad intervenire. Ne ho parlato da tempo con la Dirigente Maria Saletta Longobardo che si è mostrata sensibile al problema e d’accordo sulla scelta di consentire l’accesso da via Principe Umberto solo ai pedoni.

V.P. Sappiamo infatti che da settembre i Vigili con prudenza e senza infierire hanno cercato in tutti i modi di far capire agli studenti che si recavano a scuola col motorino di raggiungere Marina Grande.

S. Due mesi non sono stati sufficienti a far capire a molti studenti  che per il “bene comune” bisognava lasciare il viottolo ai pedoni. Con una serie di infrazioni, alcuni di essi, sapendo della presenza dei vigili a San Leonardo,  percorrendo via san Rocco e Via Principe Umberto in controsenso,  aggiravano l’ostacolo e si portavano ancora nel viottolo con la moto. E come se questi studenti si fossero convinti che esiste solo una volontà individuale prevalente sulla volontà collettiva; il bene personale prima del bene comune. La qualcosa è davvero dolorosa dal punto di vista sociale e politico. Se un giovane perde il senso del bene comune il paese è destinato all’anarchia nel senso che ognuno ascolta solo se stesso e agisce  individualmente, a scapito di quelle norme che devono tutelare l’intera collettività… E’ a questo punto che il Comando Vigili, presa coscienza della grave situazione, ha inteso stopparla con più energia, multando  quei trasgressori  che per vie traverse  si erano ancora una volta portati nel viottolo.

V.P. Praticamente  questi studenti si rifiutavano di rispettare un provvedimento amministrativo, senza sapere che una tale trasgressione è punibile dalla legge.

S. Sì, hanno sottovalutato l’importanza sociale di esso. E ci dispiace molto che alcuni genitori hanno preso le difese dei figli. Pertanto ho chiesto alla Dirigente di predisporre un incontro perché voglio parlare con questi giovani che, ancora oggi, pensano di essere nel giusto. Voglio con loro parlare del bene comune, del bene relazionale e su come realizzare un vero spirito comunitario nell’isola.

V.P. Pensiamo che questo episodio sia  un campanello d’allarme che deve far riflettere tutti, soprattutto le famiglie e le scuole.

S. E’ necessario recuperare quelle forze sociali che ancora non hanno smarrito il senso di appartenenza a quella comunità ideale che i nostri avi ci hanno lasciato, e lavorare insieme  in un progetto collettivo affinché l’isola combatti quel senso di irresponsabilità che sempre può svilupparsi in un paese.

V. P. Passiamo ora alla seconda realtà che incide sull’aspetto economico  del Comune, il quale sta cercando faticosamente  di far fronte a debiti  di grossa portata con limitazioni forti di spese, di servizi sociali, di personale, con ricadute sulla cittadinanza che è costretta ad accettare un ridotto numero di servizi sociali e un aggravio di tasse.  Si ritorna a parlare della SEPA, che oltre ad aver lasciato un buco di 3 milioni di euro,  già conteggiati in quei 24 milioni di euro complessivi che pesano sulla comunità, ha lasciato scoperto un altro pagamento alla Provincia di 1 milione e 200.000 euro. Perché solo ora viene fuori questo ulteriore debito?

S. Tutti sanno che per molti anni la raccolta rifiuti è stata gestita dalla SEPA: società partecipata istituita dal Comune con l’azienda San Marco, inizialmente  70% quota Comune, 30% quota San Marco e successivamente con la San Marco socio di maggioranza. Di fatto i precedenti Amministratori hanno messo la raccolta rifiuti in mano alla San Marco. Questo avveniva nel 2003. Nel bilancio annuale era prevista un’imposta obbligatoria  per la Provincia. Ma dal 2003 al 2009 questa imposta non è stata pagata e nel 2012  arrivò un sollecito di pagamento al Sindaco di allora. Ma tale sollecito non fu portato a conoscenza del Consiglio  Comunale né si provvide ad estinguere il debito.

V.P. In quello stesso periodo la Prefettura aveva inviato anche due  notifiche  relativa ad una interdittiva antimafia che aveva colpito la San Marco.

S. Ma anche quelle due volte l’Amministrazione non  portò le notifiche  a conoscenza il Consiglio Comunale né permise ai consiglieri di minoranza l’accesso agli atti delle SEPA. L’opposizione allora si recò in Prefettura e venne a conoscenza delle interdittive, dopo di che la Prefettura impose lo scioglimento del  contratto con la SEPA, la quale aveva già creato un ulteriore buco di 3 milioni  non pagando  le discariche. Inoltre era cresciuto sempre più il numero dei dipendenti della SEPA arrivato a quota 45. Un numero altissimo per le nostre esigenze, ma che la TEKRA ditta vincitrice della gara di appalto ha dovuto ereditare. Come opposizione  invitammo gli Amministratori dell’epoca ad essere più oculati  nella gestione dei rifiuti, ma rimanemmo inascoltati…Oggi purtroppo i nodi vengono al pettine e la Città Metropolitana ci chiede questo milione e 2000.000 euro…Forse comprendiamo il perché i nostri precedenti amministratori non volevano mostrarci i documenti delle Società partecipate. Purtroppo oggi la SEPA non c’è più in quanto è fallita e il debito viene richiesto a noi, o meglio alla comunità procidana.

V.P. Ma la SEPA non aveva un Consiglio di Amministrazione con precise responsabilità?

S. A parte il fatto che la SEPA è fallita come dicevo prima, c’è l’aggravante che gli ultimi dirigenti di quel Consiglio di Amministrazione sono sotto processo per bancarotta fraudolenta. E purtroppo il Comune di Procida viene associato per quegli anni ai comportamenti negativi della SEPA. Logicamente non siamo stati fermi, ma abbiamo subito dovuto impugnare il provvedimento per via legale e siamo molto amareggiati  per la leggerezza con cui i precedenti Amministratori hanno operato per la raccolta rifiuti, legandosi a doppio fino ad una Società finita così miseramente.

V. P.  Pensiamo che molti cittadini non si rendano conto della gravità della situazione in cui siamo costretti a vivere oggi.

S. E’ vero, ma siamo orgogliosi di aver aperto una nuova stagione politica che ha fatto della legalità, della trasparenza e della lotta alla corruzione i caposaldi del nostro agire. C’è ancora in molti la convinzione che si va dal politico per chiedere un bene personale e poi una volta ottenutolo si lascia libero il politico di fare quello che vuole, bene o male che sia. Ci piovano addosso tante critiche, anche per una transenna o per il colore delle panchine o per come è stato dipinto il palazzo merlato…E’ un vero paradosso! Non c’è senso delle proporzioni.  Un’isola lasciata a sé stessa  con un traffico pazzesco, con disagi notevolissimi, debiti che si accumulavano paurosamente  e che oggi gravano sulle nostre famiglie e nessuno che  levava una voce di dissenso…Vogliamo solo sperare che le critiche che ci giungono siano costruttive e non voci pregiudiziali di malanimo. C’è sicuramente la fatica di portare avanti un macchina comunale senza risorse, c’è la fatica a parlare con i cittadini che, spesso, hanno paura di esporsi. Ma non siamo per niente scoraggiati.

V.P. Dove attingete la forza per affrontare questa fatica?

S. Da una scelta condivisa; una scelta culturale di fondo. Noi non siamo stati eletti per esercitare il potere sugli altri, noi siamo stati chiamati a gestire il potere con gli altri, la qualcosa è difficile e non so se ci siamo ancora riusciti; difficile perché corrisponde ad un’inversione di tendenza rispetto al passato. Abbiamo però capito che i cittadini vanno aiutati a scoprire questo modo nuovo di intendere la politica amministrativa. Di qui i nostri incontri cittadini, di qui la fatica, ma anche la soddisfazione di alcuni piccoli ma significativi risultati. Il servizio acquedotto affidato alla SAP, società al 100% comunale alla quale abbiamo anche affidato il servizio illuminazione, che ci costava 180.000 euro annui presso una società esterna. Lo stesso contratto con la SAP ci costa oggi solo 90.000 euro. Siamo riusciti ad avere un finanziamento per il Natale a Procida ed è in arrivo un grosso finanziamento per il Plesso centrale della Scuola Elementare. Siamo in attesa della risoluzione del Tar per la faccenda spinosa dell’Ospedale e ci batteremo in tutti i modi con il Presidente della Regione De Luca prossimo Commissario alla Sanità campana. Ma a parte questi risultati concreti, quello che ci sta a cuore maggiormente è  riscoprire, insieme ai cittadini, che senza uno spirito comune,  orientato al bene di tutti, l’isola non potrà mai decollare.

 

A cura di VivereProcida

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Intervista all’Assessore Antonio Carannante in merito alla riapertura di Palazzo d’Avalos

Assessore Carannante, finalmente ci siamo. Palazzo d’Avalos dall’8 novembre sarà riaperto al pubblico. Come si potrà visitare e chi si occuperà della fruizione della struttura?carcere-ingresso-direzione

L’apertura avverrà dal 4 novembre con il Procida Arteticha Cinefest. Inizialmente, da martedi 8 a domenica 13 novembre sarà aperto gratis solo ai procidani, un gesto simbolico per far riappropriare il bene alla comunità: si potrà visitarlo solo con prenotazioni al numero 333/3510701. Successivamente, dal 15 novembre sarà possibile visitare a pagamento solo tramite prenotazione online sul sito www.comune.procida.na.it. Si potrà entrare a gruppi di 30 persone con tre visite giornaliere (h. 9.30-11.30-14.00). Riguardo la gestione delle visite, a giugno abbiamo indetto una manifestazione d’interesse per l’organizzazione e gestione delle visite guidate (anche in lingua straniera), alla quale hanno aderito 4 associazioni locali alle quali abbiamo affidato tale compito al fine di offrire più opportunità possibili alle risorse, specie più giovani, della nostra isola. Queste 4 associazioni si alterneranno settimanalmente nella gestione delle visite. Con loro ho iniziato un percorso comune per la condivisione dei testi delle brochure, la creazione di un logo per Palazzo d’Avalos, ma anche per la comunicazione: abbiamo deciso di dare risalto anche alla parte storica del palazzo, e non solo all’aspetto carcerario. Questo anche per orientare ancor più l’isola verso un turismo culturale.

corridoio-1-pianorCi sarà un biglietto d’ingresso?

Sempre in un’ottica di razionalizzazione delle risorse ma anche di un’efficienza del servizio abbiamo previsto un sistema di prenotazione online tramite il sito istituzionale del Comune di Procida www.comune.procida.na.it a un prezzo di 5 euro per i procidani e 10 euro per i non residenti. In questo modo eviteremo le file all’ingresso e sarà possibile sapere in anticipo se effettuabile la visita. I ricavati saranno reinvestiti nella struttura. Sarà possibile prenotare fino alle ore 12.00 del giorno prima, e si effettueranno le visite a gruppi di 30 persone (al massimo) negli orari indicati nel sito, sul quale sono indicate, anche in tre lingue straniere, tutti i termini e condizioni della visita. Per eventuali info è poi consultabile anche www.vivereprocida.it.

Ma quali sono stati i passaggi che hanno portato a questo importante risultato?

È stato un percorso lungo e faticoso avvenuto a costo zero per l’ente. E’ stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato grazie a fondi ANCIM. Appena insediato (giugno 2015) mi sono reso conto che l’iter burocratico era un po’ lento. I lavori venivano aggiudicati nel settembre 2015, l’affidamento dei lavori avveniva nel dicembre 2015. I lavori sono terminati nel luglio 2016. Ma non era finita qui. A distanza di anni occorreva diserbare il tenimento agricolo, così nel mese di settembre, grazie alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia ciò è stato possibile. Per ultimo, per la pulizia delle aree esterne è stato fondamentale anche il contributo di Operazione Primavera proprio in occasione del Artethica Procida Cinefest, ma anche di tanti altri volontari procidani che nei mesi scorsi hanno dato volontariamente il proprio contributo in questo senso. Tengo infatti a ricordare che quest’apertura, a prescindere dai lavori, avviene grazie a tanti procidani volontari, che ringrazio di cuore. Si sono occupati non solo della pulizia, ma anche della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure che distribuiremo. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.carcere-balle-di-lino-grezzo

Date le condizioni in cui versava l’ex Carcere sarà stato difficile orientarsi lì dentro. Come sarà articolato il percorso?

Pure se siamo stati costretti a interdire alcune zone, il percorso che abbiamo individuato e messo in sicurezza è affascinante e vario: parte dal tenimento agricolo (che per la prima volta verrà visitato), attraversa il belvedere sulla bellissima spiaggia dell’asino e risale verso l’interno della struttura per poi terminare nella parte moderna dove è possibile visitare l’opificio. Sto predisponendo scorrimento di immagini per le parti del carcere intercluse al pubblico: è una parte suggestiva che non può rimanere nell’oblio.

Palazzo d’Avalos è una struttura imponente: 20.000 mq. Riesce difficile credere che sarà riaperto solo per le visite guidate. Ci sono altri progetti per il futuro? E se sì, quali?

Certo, difatti l’apertura al pubblico rappresenta un primo passo importante verso la concreta rivalorizzazione dell’ex carcere. Sono convinto che nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. E l’apertura al pubblico, unitamente al lavoro collettivo fatto già con tanti cittadini, fa sì che tale bene dal valore inestimabile venga avvertito sempre più come bene comune. Basti pensare che si stanno moltiplicando le iniziative artistiche intorno alla struttura. L’ex carcere è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale.

carcere-2-o-piano-palazzo-davalosState stringendo rapporti istituzionali per il futuro della struttura?

Certamente. Stiamo stringendo rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Non a caso in tale direzione il 16 settembre scorso ho organizzato un Convengo dal titolo: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza. Palazzo d’Avalos, un progetto pilota per valorizzare il patrimonio storico-culturale” unitamente all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero dell’ambiente con il Sottosegretario Velo, la Regione Campania con l’Assessore Angioli e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e

(una delle "finestre" dell'ex Carcere di Procida)

(una delle “finestre” dell’ex Carcere di Procida)

anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. E i primi risultati sono già venuti: il Comune di Procida, l’ENEA e l’ANCIM, in occasione di tale Convegno hanno sigillato la decisione di istituire, quali soggetti promotori, e tramite il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente, Sviluppo economico e Beni culturali, Regione Campania e della Presidenza del Consiglio, una Scuola d’interesse nazionale ENEA-ANCIM da realizzare nel 2017 proprio nell’isola di Procida a supporto delle politiche energetiche nel contesto dei Comuni delle isole minori. In tal senso hanno individuato proprio il Palazzo D’Avalos, come bene-simbolo comune da recuperare e rifunzionalizzare, da candidare, tra le iniziative di valorizzazione, come polo di formazione nel campo dell’energia. Per ultimo l’Assessore regionale Angioli, di recente, proprio reduce dal Convegno a Procida, a un seminario per la nuova programmazione dei Fondi europei ha fortemente voluto sottoporre proprio Palazzo d’Avalos come da bene da valorizzare per la Regione Campania. Nel futuro organizzerò Convegni sempre più mirati per tentare di far nascere sinergie importanti.

Raggiunto il traguardo dell’apertura al pubblico a cosa lavorerà l’Assessore Carannante?

Tante cose. Sto allestendo un tavolo tecnico, con diverse professionalità, anche per pianificare i passaggi successivi. A breve, nel rispetto del cronoprogramma, occorrerà poi necessariamente approvare il Piano particolareggiato a cura dell’arch. Iodice a seguito del quale s’inizierà a pensare a una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola. Intanto ci sono già gruppi privati che stanno manifestando interesse alla struttura. Infine, ci sarà la Scuola di formazione da organizzare in collaborazione con ENEA ed ANCIM.

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

 

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Intervista a Donatella Trotta: presentatrice della serata finale del Premio “Procida – Isola di Arturo – Elsa Morante”

Hai potuto seguire in questi anni l’iter del Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante? Quando il tuo primo contatto?

Sì, come giornalista culturale mi è capitato di seguire alcune edizioni del premio per il mio giornale, «Il Mattino» di Napoli, sin dalla prima edizione dell’iniziativa: quella lanciata nel 1986 da Gabriella Sica con Walter Pedullà, con l’allora assessore comunale alla Cultura Domenico Ambrosino e altri. Da appassionata lettrice di Elsa Morante, “scoperta” nella mia adolescenza tra Roma e l’estero, devo confessare che mi diede grande emozione approdare sull’Isola di Arturo. Al di là del dovere professionale, fu infatti un vero piacere immergermi nelle atmosfere incantate di un sito che ho iniziato a conoscere dapprima da mare, con la barca a vela di mio padre, poi via terra, per numerose estati trascorse con mia figlia piccolina, ora cresciuta con lo stesso amore per Procida che le ho involontariamente trasmesso. Le prime edizioni del premio conservavano e trasmettevano, come dire, uno spirito “morantiano” in cui profondità e spontaneità si fondevano in incontri alieni da formalismi, nel segno dell’intelligenza emotiva e della qualità delle scelte. 

Quali gli aspetti nuovi che hai colto rispetto al passato?

Devo dire che nel tempo, tra alti e bassi, luci e ombre e una significativa battuta d’arresto, il premio del passato era diventato un’altra cosa dalla prima edizione. Conservo, ad esempio, un ricordo particolare della dodicesima edizione, del 1998, durante la quale la compianta Fabrizia Ramondino, finalista e vincitrice con il suo romanzo L’isola riflessa (Einaudi), se non erro nella sala del Procida Hall, lanciò un vero e proprio grido di dolore per l’isola amata da tanti, ma che lei vedeva ferita a morte nella sua bellezza ancestrale da ogni tipo di inquinamento, acustico morale e ambientale. Nell’imbarazzo generale, rimasi molto colpita perché da estimatrice e amica di Fabrizia mi compenetrai nella sua indignazione di “innamorata delusa” di Procida. Da allora, mi è capitato sempre più raramente di seguire il premio per il mio giornale, anche perché a mia volta sono stata impegnata, fra il resto, nel rilancio del Premio Napoli come ultimo Segretario Generale della Fondazione Premio Napoli, dal 2002 al 2004, poi come consulente per il Premio di giornalismo internazionale “Napoli-Parlamento Europeo” ed infine, con la presidenza di Gabriele Frasca fino ad oggi, come membro di giuria. Ma di questa 29esima edizione del premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante ho molto apprezzato la “svolta”, non scontata, di un ritorno al valore della letteratura, quella senza aggettivi ammiccanti alle mode del mercato. Non solo. La seconda novità a mio avviso molto positiva è il fecondo partenariato con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, rappresentata dal suo direttore, Andrea De Pasquale: un’alleanza strategica, non tanto per il ruolo della BNC di Roma come “piazza del sapere” e “granaio dello spirito”, per parafrasare Marguerite Yourcenar, ma soprattutto per la possibilità di moltiplicare la memoria di Elsa Morante e la lettura con una circolarità delle arti bene espressa anche dalla mostra che ha aperto la serata inaugurale del premio, dedicata a Pasolini e Morante. Una scelta, in altri termini, che giustamente il sindaco Dino Ambrosino ha definito “un ritorno allo spirito originario del premio, in un bel clima di familiarità” (che mi sembra un importante “ritorno al futuro”) e che l’assessore alla Cultura Nico Granito ha efficacemente sintetizzato con la formula di “una intera comunità che premia i vincitori, perché in questo premio c’è un po’ ognuno di noi”.

Hai avuto modo certamente  di conoscere e rapportarti con la nuova Giuria tecnica.

Sì: nell’interlocuzione con l’ottimo e amabile presidente, Gabriele Pedullà, ho scoperto che è figlio del primo autorevole presidente del Premio, Walter, quindi per me è stato un piacevolissimo “passaggio di testimone” nella scia di una preziosa continuità. Non solo. Anche con Filippo La Porta ci eravamo incrociati in Fondazione Premio Napoli, mentre Paolo Peluffo è addirittura una conoscenza “storica”, dai tempi delle prime edizioni del Premio e delle vacanze procidane del mio compianto caporedattore della Cultura, Paolo Giuntella, poi quirinalista per la Rai. Con Loredana Lipperini, stimatissima collega, condivido poi la comune passione per la il mondo della letteratura di Juvenilia che ci ha fatte incrociare in diverse occasioni (da ultima il Premio Strega Ragazze e Ragazzi, consegnato  all’ultima Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna con la presidenza del grande Tullio De Mauro). Tutte figure, insomma, di spessore e di fine qualità, umana e culturale, come gli altri membri della giuria: Silvia Acocella, Gilda Policastro, Salvatore Di Liello, Fabio Masi e Giovanna Rosa. Accomunati, nella diversità, da quell’intreccio di passioni e competenze che affratella, anche se ci si incontra per la prima volta. 

Il significato e la valenza della nuova giuria dei lettori che ha  dato il rinoscimento a Claudio Morandini per il romanzo Neve,cane,piede (Exòrma, 2015)

Trovo sempre molto positivo “aprire” a condivisioni allargate, partecipate e inclusive il processo alchemico della lettura, che può generare non poche sorprese: soprattutto da parte dei lettori giovani, quelli meno condizionati da sovrastrutture e rigidità mentali per l’innata curiosità di una stagione anagrafica in continua evoluzione. La giuria dei 52 rafforza infatti il rapporto dialogico tra lettori e scrittori, amplificando le potenzialità del leggere non solo come piacere e diritto, ma come fondamento della crescita di ciascuno. Certo la formula della giuria popolare, peraltro non nuova e già collaudata, non a caso, in diversi premi, dal Campiello allo Strega, può ad esempio ribaltare fino all’ultimo pronostici ipotizzabili con il metro di giudizio di lettori “addetti ai lavori” come i membri specializzati della giuria tecnica. Ma anche questo è il bello, in fondo (il bello e il rischio, insito in ogni processo autenticamente democratico): soprattutto per gli autori in concorso, che hanno così modo di saggiare sul campo il proprio gradimento tra il pubblico anonimo di lettori “non professionisti”. Tra i quali, è inevitabile, l’eterogeneità di formazioni e sensibilità genera orientamenti differenti.  Ma rispetto ad altri premi, di questa 29esima edizione del Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante mi è piaciuto molto anche un altro aspetto tutt’altro che scontato: l’autonomia delle scelte dei giurati, che – invitati dal presidente Pedullà a puntare soprattutto sulla “bellezza” delle opere – hanno puntato in perfetta sintonia, accanto ad autori poco conosciuti o addirittura emergenti, a dare visibilità anche a case editrici indipendenti, di progetto. Un bel segnale, in controtendenza rispetto a certa massificazione omologata imperante, che conferisce un supplemento di senso all’iniziativa, nel cammino del gusto e del piacere di leggere.  

Soddisfatta per aver dato voce, corpo e anima alla serata conclusiva di questa nuova edizione del Premio?

Moltissimo. Ho potuto condividere con amici vecchi e nuovi, in un sito di incomparabile, antica eleganza come la restaurata chiesa di Santa Margherita Nuova, la predilezione per la letteratura, per Procida e la sua gente, e per Elsa Morante con un bagaglio di parole chiave (amore, grandi passioni, visioni, voci, scritture, comunità, valori, bellezza, beni relazionali, accoglienza, inclusività) che mi hanno accompagnata in questa piacevole esperienza. Non a caso preludio anche ad un altro progetto che, sul finire della serata di premiazione, ho avuto modo di anticipare ufficialmente, d’intesa con l’amministrazione comunale che ringrazio di cuore, perché – apprezzandone evidentemente lo spirito costruttivo per l’isola – ha fatto propria con grande entusiasmo l’iniziativa che ho ideato e proposto, concertandola insieme fino a farne oggetto di una apposita delibera.

 Ma in che consiste il progetto?

Sarà presentato a breve: si chiama “Procida-Il mondo salvato dai ragazzini-Elsa Morante” e già dal suo titolo evoca una triplice visione che intreccia l’isola, la grande scrittrice e il mondo dell’infanzia e della gioventù a lei tanto caro. Il suo logo, dalla forte valenza simbolica, sarà un riccio di mare. L’iniziativa, molto in sintesi, veicola un premio di Juvenilia e un percorso di (in)formazione, insieme pedagogico e culturale, che coinvolgerà per tutto l’anno scolastico, da un lato, studenti, docenti, dirigenti scolastici, famiglie, librerie, biblioteche, istituzioni e associazionismo dell’isola (che conta ben 1500 bambini e ragazzi su una popolazione di undicimila abitanti) e, dall’altro lato, le eccellenze dell’intellighenzia del mondo legato all’infanzia e all’adolescenza in un cammino creativo di incontri, eventi, laboratori e attività finalizzati non solo a promuovere opere di qualità e letture tra giovanissimi, ma anche a valorizzare siti isolani di particolare interesse. Ma non vorrei anticipare altro, prima della conferenza stampa di presentazione. Se non sottolineare, doverosamente, la sensibilità dimostrata dall’Assessore alla Cultura Nico Granito, non a caso artista e insegnante, e dal giovane sindaco-papà Dino Ambrosino, nella loro congiunta volontà di puntare a re-investire energie su una ricchezza immensa che non è mercificabile: quella dei beni relazionali. A partire dai più piccoli. La vera “primavera” di Procida, isola amica delle bambine e dei bambini. Patrimonio universale dell’umanità.

 

A cura della redazione di  Vivere Procida

Donatella Trotta

Donatella Trotta

Serata di premiazione del Premio Elsa Morante 2016

Serata di premiazione del Premio Elsa Morante 2016

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L’Assessore Carannante: «Il futuro dell’ex Carcere riguarda tutta la comunità. Si riparte da qui»

Il prossimo 16 settembre ci sarà un importante convegno sul futuro di Palazzo d’Avalos presso la chiesa di Santa Margherita Nuova. Nell’imminenza dell’appuntamento, rivolgiamo alcune domande all’Assessore Antonio Carannante.

La cittadinanza è in attesa di quello che avverrà su Terra Murata, ma fino ad oggi poco si conosce del programma approvato dal Ministero. Su quale linea procedurale l’Amministrazione sta lavorando?

La valorizzazione dell’ex carcere è una sfida complessa quanto stimolante. Appena insediato mi sono preso qualche mese per studiare tutti gli atti istituzionali e amministrativi. A tal proposito mi sono però reso conto che spesso, purtroppo, anche a livello locale, non si è pienamente a conoscenza del fatto che questo bene, di grande valore storico-artistico, è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con la conoscenza di tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale. Mi rendo conto che può apparire una questione strettamente tecnica, invece è sostanziale e non è riservata ai soli addetti ai lavori, ma riguarda tutta la comunità poiché delinea una visione, una programmazione che riguarda l’intera isola e la sostenibilità di un turismo possibile rispettando la nostra identità. L’Amministrazione comunale sta quindi rispettando il crono-programma che tale Programmazione prevede e che annualmente va comunicato al Ministero, approvando, ad esempio, il Piano particolareggiato, obbligatorio sul piano urbanistico insieme ad uno studio cosiddetto “di fattibilità”. È un primo passo “tecnico”, ma confrontarsi con un’opera così strategica per il nostro futuro richiede necessariamente conoscenze tecniche approfondite, scandite da varie fasi conoscitive e amministrative.

Ce la farà l’Amministrazione ad avviare un progetto mastodontico dalle mille sfaccettature e di grande complessità?

Sappiamo molto bene che la valorizzazione dell’ex Carcere è una grande e difficile sfida, ma siamo altrettanto consapevoli dell’impatto che essa avrà – qualunque sia – sul territorio, sia sotto il profilo economico che sociale e culturale. Ritengo che questa nostra consapevolezza sia una garanzia per la comunità procidana e per evitare di costruire cattedrali nel deserto. Riguardo i tempi è chiaro che 4 anni sono pochini, ma qualche buon seme proviamo a gettarlo di sicuro. Intanto stiamo lavorando assiduamente per aprirlo al pubblico: l’ex carcere deve iniziare ad essere davvero bene comune. È il primo passo per un percorso collettivo e virtuoso.

C’è stata qualche manifestazione di interesse nazionale in questa fase esplorativa di ricerca di partner affidabili dal punto di vista economico e culturale?

Come anticipato, un’opera così complessa implica dei passaggi tecnici necessari, tenendo in debito conto il crono-programma del Piano di valorizzazione, quindi la parte strutturale dell’immobile, che richiede la redazione di un progetto di restauro per il solo Palazzo d’Avalos, che ha ovviamente i suoi costi e per il quale stiamo partecipando alla domanda di ammissione al fondo di rotazione regionale. Senza queste attività in corso è difficile bandire manifestazioni di interesse. Successivamente, ad approvazione del piano particolareggiato, potremmo far partire una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola.

Ci sono nell’isola e sul territorio nazionale persone che hanno donato a Procida ricerche, studi, nel solo interesse di salvaguardare l’isola da quegli speculatori che sempre si fanno avanti quando intravedono possibilità di business. Si pensa di coinvolgerli come partner culturali e di studio in questa fase di progettazione?

La fase di progettazione del restauro è un’attività complessa e costosa, come quella economica gestionale. Siamo propensi ovviamente a favorire collaborazioni, purché ciò avvenga con la massima competenza tecnica e professionale. Ad esempio, stiamo già valutando la possibilità di costituire un gruppo interdisciplinare, ancor prima del progetto architettonico e gestionale, al quale affiancare anche un team di tecnici locali. Per le speculazioni calate dall’alto i procidani stiano tranquilli, quest’Amministrazione le eviterà in ogni modo.

Il 16 settembre 2016 ci sarà un importante convegno a Santa Margherita proprio sul Programma di Terra Murata. Come è stato pensato e con quali obiettivi?

Nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. Allo stesso tempo è necessario stringere rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Questo convegno, non a caso pensato con l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), è una prima scintilla in questo senso. Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola. Voglio essere chiaro su questo punto: chi potrà dare un contributo, in termini intellettuali e di progettualità nell’ambito delle proprie competenze, sarà considerato una risorsa. Spetterà poi all’amministrazione canalizzare e organizzare al meglio tutte queste energie, fungendo da raccordo con l’esterno. Per cui invito tutta la cittadinanza a partecipare al Convegno anche per essere attori del proprio futuro: da soli non andiamo da nessuna parte.

A cura della redazione Vivere Procida

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Intervista al Sindaco Raimondo Ambrosino: “Lavoriamo insieme per il bene di Procida”

Sono passati 13 mesi dall’elezione a Sindaco di Raimondo Ambrosino. E’ forse utile tentare un primo bilancio amministrativo dopo questo periodo, rivolgendo al Sindaco alcune domande:

Un anno fa la sua elezione a Sindaco. Entusiasmo e speranza per questo cambiamento. La sua squadra è partita con slancio e lei ha dedicato molto tempo a cementare l’unità all’interno dei componenti la lista che provenivano da esperienze sociali e politiche diverse. A che punto oggi è la coesione nella squadra rispetto all’inizio?

Cosciente che si proveniva da esperienze diverse e con sensibilità diverse, ho ritenuto da subito dare molto importanza al lavoro di squadra la squadra. Il pericolo più grande che una squadra di Amministratori corre è quello che i singoli componenti, ricevuto l’incarico, vadano per conto proprio. L’individualismo in politica non paga. Un Assessore può essere anche bravissimo, ma se non riesce a stare in sintonia con tutti gli altri, la sua bravura non va a vantaggio del paese. Vedo oggi la coesione nella squadra più matura: ci conosciamo di più e c’è tra noi un confronto dialettico vivo che non esclude anche differenze di vedute. Ma non mi illudo, perché so che se vogliamo rimanere coesi dobbiamo lavorare affinché questa coesione si consolidi ogni giorno. Per questo ci incontriamo ogni giovedì e manteniamo fede a questo appuntamento al di fuori dei momenti istituzionali di Giunta o di Consiglio. E poi sono sempre a disposizione dei singoli Assessori per verificare insieme ogni scelta, ogni difficoltà…. La mia funzione principale nel gruppo è quella di garantire unità, coesione, confronto franco. Le diversità di vedute devono esserci perché allora c’è ricchezza di idee e di proposte. Non tutto è scontato…. Il paese ha però bisogno di vedere un gruppo di persone che lavorano unitariamente per il bene di tutti. Procida, forse, non ha mai avuto un collettivo così forte.

Si sentono però tra tante voci concordi anche voci discordi e critiche da parte dei cittadini sul vostro operare.

Guai se non ci fossero critiche. Certamente in un anno abbiamo potuto realizzare ancora poco, anche se sfido a trovare un’Amministrazione che in un anno abbia potuto realizzare quanto è stato fatto. C’è però da dire ch, per il confronto continuo che portiamo avanti con i cittadini, si è creato una grande aspettativa di democraticità e di partecipazione. Tuttavia il cittadino deve sapere che ci sono tempi necessari e indispensabili per attuare certi provvedimenti. Non tutte le risposte si possono dare subito e quando i problemi sono complessi la fretta potrebbe essere cattiva consigliera, perché ci porterebbe ad offrire risoluzioni superficiali. Inoltre quando si prende una decisione, dopo aver ascoltato il parere della Minoranza in Commissione e quello delle categorie interessate, può succedere che quella decisione non potrà soddisfare tutti e qualcuno disapproverà. Il lavoro di sintesi, in definitiva, spetta alla politica e il politico non deve temere l’impopolarità per certe soluzioni. Il bene comune penalizza sempre un po’ il bene del singolo. Per esempio, i cittadino che era abituato ad essere servito dalle linee L1 e L2 se non mette in conto la possibilità di servire meglio con le Circolari i procidani che abitano a Punta Serra o a Punta Solchiaro, sarà sicuramente scontento delle soluzioni adottate.

Dino

ph. by Stefano Vitiello

Proprio a riguardo della mobilità del trasporto urbano c’è stata, e forse c’è ancora, una critica diffusa….

Lo so e tutte le critiche le ho recepite profondamente, riflettendoci. Ma ritengo che le sperimentazioni vadano fatte. Se a fine settembre, valutando tutti gli aspetti, ci renderemo conto che è stato un fallimento, sarò il primo a rinunciarvi. Un paese che non cerca alternative e che lascia le cose come stanno per quieto vivere è un paese destinato alla barbarie dei prepotenti e dei furbi. E noi non vogliamo lasciare andare il paese alla deriva. Volendo potenziare il trasporto nelle periferie non avevamo scelta. Oggi non solo abbiamo una frequenza maggiore nelle zone più periferiche, ma in luglio e agosto abbiamo potenziato la linea centrale L1. E si potenzia il trasporto pubblico per scoraggiare l’uso della macchina. Il nostro sogno sarebbe quello di aiutare i procidani a capire che l’auto deve servire per i grandi viaggi e per delle necessità urgenti. Anche perché Procida non ha una rete stradale idonea a sopportare un numero così alto di auto e motorini. In accordo con i commercianti vogliamo omaggiare quei cittadini che scelgono di recarsi a fare la spesa con l’autobus. Vedo inoltre che molti commercianti hanno istituito il servizio a domicilio. Questo è molto importante perché le persone anziane  sono quelle che più soffrono per il traffico stradale. Dobbiamo avere molto a cuore le persone anziane. Aver cura degli anziani è uno dei segni più grandi di civiltà di un paese.

Abbiamo sentito critiche anche sulle strisce blu introdotte in alcune strade.

Negli anni è nata tra la nostra gente l’abitudine di parcheggiare dovunque, creando ingorghi pericolosi, privando lo spazio ai pedoni, inquinando l’atmosfera, parcheggiamo alcune volte anche davanti al negozio dove si fa la spesa. Dobbiamo capire che le nostre strade, di limitate dimensioni, non possono diventare parcheggi. Nessuno l’ha mai evidenziato fino ad oggi e si è fatto un grande errore facendo credere ai procidani che sugli spazi pubblici si potesse fare tutto quello che si vuole. Per decenni nessuno ha previsto che l’aumento annuo di moto e auto avrebbe prima o poi avute conseguenze devastanti sulla nostra isoletta a livello di vivibilità e di identità. Tutti oggi ci lamentiamo sul traffico, ma se si prende qualche decisione difforme dal passato subito la si critica. Ben venga la critica, ma ci dicano anche come pensano di risolvere il grosso problema. In alcuni paesi, se non si possiede un posto dove parcheggiare l’auto non puoi comprare l’auto, proprio perché mancano gli spazi pubblici da destinare a Parcheggi. Non dimentichiamo che molte persone sono morte sulle nostre strade, spesso anche persone  anziane. Gli incidenti, purtroppo, sono continui e ripetuti.

Il programma che avete presentato all’elettorato presentava punti di forte rinnovamento soprattutto nelle modalità di gestire il potere politico. Poi siamo venuti a conoscenza che avete trovato una situazione comunale molto disastrosa, con grosse carenze dal punto di vista economico, per cui ci vorranno anni e anni per risalire e molti sacrifici da parte della collettività. Carenze anche di personale perché non si può ripristinare l’organico assottigliato per i pensionamenti. Oggi uno degli sforzi quotidiani è trovare i fondi per pagare i dipendenti comunali. Pertanto, presi da queste emergenze, avete spesso dovuto accollarvi anche il lavoro amministrativo lavorando con gli uffici comunali. Lavoro che non spetterebbe a voi politici.

E’ vero, non spetterebbe a noi occuparci di tutti i procedimenti operativi, per esempio dell’attuazione degli eventi culturali, dei lavori pubblici, dei rischi economici, della risoluzione concreta della viabilità, dei trasporti, delle spiagge, del parco di Nettuno, della raccolta differenziata, dell’abusivismo e quant’altro c’è da fare nel paese. Tutti lavori che sono affidati per legge alla responsabilità degli uffici comunali. Sono gli uffici che ricevuto l’indirizzo politico su una data questione, o su una delibera, devono provvedere a realizzare quel tale provvedimento. Ma anche su questo ci siamo resi conto che non era stato ancora avviato quella formazione degli uffici all’autonomia procedurale. Per cui oggi siamo ancora nella fase di dover sostenere materialmente gli uffici e vediamo ancora il Dirigente e l’Assessore che insieme montano un palco o fanno i conti per far quadrare il bilancio o vanno a verificare di persona la raccolta dei rifiuti. E’ una anomalia, ma nell’emergenza non possiamo fare altrimenti. Dal punto di vista politico l’isola è veramente in una situazione disastrosa. Per fortuna abbiamo incontrato tanti cittadini che volontariamente si sono messi al nostro fianco e lavorano con noi.

Siamo ancora lontani dall’attuazione del programma politico presentato al paese?

Abbiamo sempre davanti il programma presentato agli elettori e in questo momento ci siamo concentrati su alcuni punti qualificanti e necessari che non esauriscono il tutto: salvaguardare l’identità dell’isola, migliorare la vivibilità negli spazi pubblici, sollecitare la partecipazione dei cittadini, essere trasparenti in tutto quello che si fa, tutelare la sanità pubblica che oggi viene messa seriamente in discussione con l’eliminazione del nostro Pronto Soccorso.

Sulla partecipazione dei cittadini ci sono vari modi di intenderla e viverla. Quale la sua visione a riguardo?

C’è da dire che, come a livello nazionale, anche sull’isola non c’è per la vita politica la cultura della partecipazione. Molto estesa la cultura del giudizio e della critica ma non quello della proposta e della partecipazione ad un gruppo di lavoro politico. Fino ad oggi tranne qualche esempio sporadico non ci sono stati esempi duraturi di cittadinanza attiva. Di fronte alla nostra apertura alla partecipazione, qualcuno è arrivato erroneamente a pensare che su ogni problema il Sindaco avrebbe dovuto interpellare tutti i cittadini. E’ vero che esiste lo strumento del referendum cittadino, ma esso va attuato quando ci sono problemi tali da portare il Consiglio Comunale a deliberare una tale scelta. Sono i cittadini che, riuniti in associazioni o in gruppi di interessi, diventano interlocutori validi su determinati problemi. Basta vedere come agisce oggi il Gruppo di Cittadinanza attiva, o le Associazioni dei Commercianti, degli Operatori turistici… Per questo abbiamo aperto un dialogo nuovo con le associazioni, creando un coordinamento ed un direttivo. Siamo inoltre sempre aperti al confronto con quei gruppi di cittadini che hanno approfondito un aspetto e vogliono offrire un loro contributo. Per scelte nuove e importanti, come è stato per il riassetto di Marina Grande o per altri problemi, abbiamo sempre invitato i cittadini ad una pubblica assemblea per ascoltare il loro pensiero.

Lei quindi si sente soddisfatto per quanto realizzato?

Ad essere sincero, inizialmente non ero soddisfatto anche perché mi rendevo subito conto che non riuscivamo a soddisfare quelle aspettative che si erano create nell’ isola all’indomani delle elezioni. E ho sofferto molto per questo. Oggi, nonostante persista questa  grave situazione non  dal punto di vista economico, con la Corte dei Conti che ci impone certe urgenze, guardando quello che abbiamo realizzato in questo primo anno mi rendo conto che ognuno di noi ha lavorato con impegno, donando tutto se stesso all’isola e questo mi dà fiducia per il futuro e sono sicuro che il procidano capirà i nostri sforzi  in futuro, quando vedremo qualche risultato dopo i sacrifici imposti oggi ai cittadini.

La Minoranza in questi ultimi due mesi ha assunto un atteggiamento più critico nei vostri confronti creando un clima di contrapposizione molto aspro. Qualcuno dirà: nulla di nuovo sotto il sole. Da che esiste la democrazia siamo ormai abituati in Italia a vedere questa sorta di lotta sordida e violenta tra Maggioranza e Minoranza, anche se lo spirito della Costituzione non prevedeva tale deriva negativa. Leggemmo sul vostro programma il desiderio di aprire un clima nuovo di collaborazione con la Minoranza, nello spirito costituzionale e nel rispetto dei propri ruoli. La qualcosa oggi a Procida è molto lontana. Il contrasto si è incancrenito proprio sul problema dell’Ospedale dove, dopo una partenza unitaria la Minoranza, sta tentando una sua strada autonoma.

Sento molto questo discorso nuovo da attuare con la Minoranza e penso che sia anche una caratteristica del ruolo del Sindaco il quale, pur avendo una maggioranza amministrativa, deve sempre dialogare con la Minoranza. Ed in questo sia io che il Presidente del Consiglio cerchiamo di essere attenti. Qualche caduta può esserci stata in questo primo anno, ma dalle cadute ci si può sempre rialzare. Importante è aprire sempre spazi di confronto vero, smussando quegli angoli duri e cercando il più possibile soluzioni condivise. Quello che nuoce al nostro rapporto con la Minoranza è che essa, essendo in gran parte erede della precedente Maggioranza, non ha gradito il fatto che noi abbiamo dovuto dire al paese la situazione negativa trovata al Comune. Io li comprendo, ma non potevamo venir meno a questo dovere istituzionale di verità sui fatti e di trasparenza nelle scelte.

La maggioranza del popolo procidano ha guardato con grande speranza alla sua candidatura con il desiderio di creare alternanza nella vita politica, alternanza che negli ultimi 25 anni si era bloccata. I cittadini hanno apprezzato la vostra esplicita proposta di cambiare il corso della storia dell’isola per soddisfare un’esigenza profonda di giustizia, di partecipazione, di lotta al clientelismo e alla corruzione. E’ ancora viva in voi questa esigenza e cosa vi aspettate oggi dai cittadini?

Penso che, sia in noi che nei cittadini, questa esigenza è ancora viva. Dobbiamo però continuare ad alimentarla con scelte condivise che non escludono sacrifici personali. Il bene non si costruisce senza sacrifici. Dobbiamo capire che, se vogliamo portare Procida lì dove tutti nel profondo vorremmo, ossia in quello spazio ideale che molti già ci riconoscono, dobbiamo puntare a lavorare uniti. L’unità si costruisce però lavorando insieme, costruendo relazioni corrette di rispetto reciproco, di confronto leale e mettendo al bando ogni tipo di comunicazione violenta. Invito ognuno a fare la propria parte in questo senso.

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