L’Amministrazione Comunale

Intervento della Consigliera alle Pari Opportunità

L’Amministrazione Comunale, nella persona della Consigliera alle Pari Opportunità, Sara Esposito,  intende esprime solidarietà alle famiglie che in queste ore vivono nello sconforto e nel buio che crea la violenza.
Consapevoli che anche la nostra piccola comunità non è immune alle dinamiche legate alla violenza di genere,  si ricorda che i comuni di Procida ed Ischia portano avanti uno sportello di ascolto ‘NON DA SOLA’ (con sede presso la Casa Comunale) – progetto d’Ambito N.13.
Vista l’importanza del fenomeno l‘Amministrazione Comunale in data 24 novembre 2017 ha aperto un tavolo permanente di lavoro/confronto/consultazione con le Scuole del territorio.
Da gennaio 2018 sistematicamente vengono svolti incontri, giornate di sensibilizzazione, sportello di ascolto sia presso la Scuola Media A. Capraro sia presso gli Istituti Superiori G.da Procida. Inoltre proprio in questi giorni con le classi II della Scuola Media si sta realizzando il laboratorio di ‘educazione sentimentale’ in collaborazione con l’Associazione Centro Antiviolenza T.Bonocore.
Costante continuerà ad essere l’attenzione e l’impegno sulle tematiche riguardanti ogni tipo di violenza.

#rompilsilenzio

Consigliera alle Pari Opportunità
Dott.sia Sara Esposito

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Il Comune di Procida e l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche

Nel Consiglio Comunale del 7 dicembre 2016 l’Amministrazione Comunale di Procida vota all’unanimità il PEBA ovvero il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche che è lo strumento in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini. Il PEBA fu introdotto nel nostro ordinamento giuridico nel 1986 con la legge n. 41, successivamente modificata nel 1992.

La Legge obbligava i Comuni e le Province ad adottarli, cioè pianificare gli interventi necessari, entro l’anno d’entrata in vigore della stessa; dunque, gli Amministratori erano tenuti a pianificare la rimozione delle barriere architettoniche secondo una programmazione e non in maniera occasionale.

Il Comune di Procida, che non aveva adottato alcun piano, era in ritardo di circa 30 anni, avendo trascurato per troppi anni tale problematica. Dal 2016, la volontà dell’Amministrazione si è espressa attraverso l’adozione della delibera di Consiglio in cui si chiedeva maggiore attenzione alle problematiche delle persone con disabilità che vivono sul nostro territorio e per le persone che l’isola accoglie ogni anno. L’indirizzo politico espresso metteva al centro le persone con disabilità  per consentire una vita più semplice, sicura, ma soprattutto vissuta con la giusta autonomia e dignità.

Il Sindaco Dino Ambrosino nel 2016, durante il Consiglio comunale, ha elencato le iniziative già intraprese nei primi mesi di amministrazione: ad esempio, il trasferimento della SAPSocietà Partecipata del Comune di Procida – dall’appartamento situato al secondo piano in una palazzina senza ascensore ubicata in via Roma alla nuova sede in via Libertà, vicino la casa comunale, con un accesso garantito a tutti e senza barriere architettoniche; oppure le risorse previste nel bilancio di previsione 2016 da cui sono stati utilizzati € 23.000,00 per la riattivazione degli ascensori nelle strutture comunali e nelle scuola (Casa comunale in via Libertà, ex Conservatorio delle Orfane, Scuola media in via F. Gioia, Scuola primaria in via V. Emanuele); un altro esempio è il trasferimento degli uffici comunali al piano terra per rendere più agevole l’utilizzo degli sportelli; oppure l’arrivo sull’isola dei primi bus dell’EAV,  attrezzati per il trasporto delle persone a mobilità ridotta. Oggi i bus così attrezzati sono solo due, ma l’impegno è chiedere all’EAV di poterli incrementare in modo da servire tutta l’isola.

Nel tempo l’Amministrazione ha aderito agli eventi pubblici della UILDM sia nella sezione di Ischia che con la sezione di Procida. Ha adottato progetto “Io sono Filippo” che ha visto proseguire l’iniziativa delle sedie job presenti sulle spiagge dell’isola e l’impegno per la realizzazione di un intervento pubblico sul Lungomare Cristoforo Colombo del valore di circa € 50.000,00. Inoltre, sono state ampliate le aree di sosta (58) riservate alle persone a mobilità ridotta, rafforzando anche i controlli da parte delle forze dell’ordine a seguito di un incontro organizzato ad hoc con le associazioni della Consulta che si occupano del tema. Rimane, tuttavia, ancora radicata nei concittadini l’occupazione abusiva e impropria di tali spazi, così come l’uso del cartellino disabile (396). Cattive abitudini queste, che rappresentano una vera e propria piaga per l’isola e che, ora più che mai, la comunità del luogo, sente la necessità di arginare.

Ad ottobre 2017, con l’apertura delle scuole, non è stato facile per l’Ente Comunale trovare una soluzione per i bambini con disabilità che dovevano essere accompagnati a scuola con un pulmino adeguatamente attrezzato; tuttavia, con la solita attenzione e dedizione, si è  attivato il trasporto che ad oggi è reso possibile grazie alla collaborazione di volontari.

L’Amministrazione considerata la scarsità delle risorse economiche del Comune, un ente in predissesto, non ha la possibilità di destinare fondi per iniziative, anche importanti, come l’abbattimento delle barriere architettoniche, per cui, attraverso una raccolta fondi, il Comune ha realizzato l’accesso alle persone con disabilità presso la Ex Chiesa di San Giacomo, oggi utilizzata dall’associazionismo locale. Grazie al contributo di Italiana Assicurazioni Agenzia Napoli Sede di Procida il Comune ha potuto acquistare una pedana mobile eliminando anche questa barriera.

Altro aspetto importante riguarda le barriere architettoniche nel trasporto marittimo. Bisogna innanzitutto sottolineare che, purtroppo, nel golfo operano in maggioranza natanti obsoleti, costruiti oltre trent’anni orsono, dunque, non attrezzati per il trasporto delle PMR e talora anche difficilmente adeguabili. Tuttavia – come è noto – l’Amministrazione non ha fatto mancare la sua voce e non ha mai fatto mancare il suo interesse presso la Regione, che cura tale settore del trasporto pubblico, perché la situazione abbia un trend positivo, per migliorare l’accessibilità anche su tali mezzi di trasporto, con la consapevolezza che non sarà possibile abolire in tempi brevi le barriere architettoniche su tutti i natanti che operano nel settore.

Tante sono ancora le iniziative da portare avanti e i passi da fare per la comunità procidana. Piccoli ma importanti obiettivi sono stati raggiunti, atti concreti che hanno visto in primis dare una direzione politica al tema della disabilità e poi azioni, acquisti e opere tangibili che resteranno nel tempo. L’Amministrazione, dopo tanto parlare sul tema, continuerà a lavorare, continuerà a collaborare con le associazioni iscritte all’albo, ma soprattutto proseguirà un discorso serio e approfondito con le persone che hanno veramente a cuore la cura delle persone con disabilità e i reali interessi sociali. Come ogni cittadino ragionevole, l’Amministrazione è consapevole che purtroppo le barriere architettoniche sono disseminate ad ogni latitudine della terra e che solo un sano e proficuo dialogo può abbattere barriere non solo architettoniche.

L’Amministrazione Comunale 

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marzo donna seconda edizione

L’Amministrazione Comunale è lieta di condividere con la comunità ed i cittadini tutti l’impegno che essa pone nel favorire e sostenere iniziative socio-culturali che favoriscano una condizione di pari opportunità tra uomo e donna.
A seguito dell’ avviso realizzato nel mese di gennaio si è potuto creare e concretizzare il cartellone degli eventi MARZO DONNA II EDIZIONE.
Tale modalità ci ha permesso di tener conto e dare la giusta importanza ad ogni singola iniziativa pervenuta.
Rendere partecipi i cittadini in percorsi di pianificazione e condivisione rappresenta la base del cambiamento responsabile.
Ringraziamo ogni singolo cittadino e le scuole dell’isola che hanno aderito all’iniziativa, e tutti quelli che prenderanno parte agli eventi in calendario favorendo un processo di scambio e di benessere comunitario.
 
Consigliera alle Pari Opportunità 
Dott.ssa Sara Esposito
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Richiedenti asilo a Procida LE RAGIONI DELL’ACCOGLIENZA

Il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato,
l’amministrazione comunale ha annunciato la presentazione di un
progetto SPRAR, ovvero di un progetto facente parte del sistema di
protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che comporterebbe
l’accoglienza di 34 stranieri.

La notizia ha diviso la popolazione procidana, tra chi si è mostrato
favorevole al progetto e chi viceversa ha ribadito con forza, la
contrarietà a qualsivoglia forma di accoglienza per chi scappa da
guerra e terrorismo.

Così in quella agorà contemporanea che è Facebook, si è sentita la
voce di chi è preoccupato che l’arrivo dei rifugiati comporti  la
rimozione dei crocifissi dalle scuole e per la perdita delle
tradizioni cristiane, chi teme per i bambini, forse ricordandosi la
filastrocca che da piccoli ci diceva che l’uomo nero tiene i bambini
un anno intero; chi infine, con un volo pindarico, che sfugge ad ogni
logica, ha messo in connessione l’arrivo dei rifugiati con il
contributo di sbarco a carico dei procidani non più residenti
sull’isola!

Occorre fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto la decisione
dell’amministrazione di presentare un progetto SPRAR, nasce dopo vari
incontri avvenuti tra il Prefetto di Napoli e i sindaci della
provincia. In questi incontri si è evidenziato che il Ministero
dell’Interno, intende procedere ad una distribuzione capillare dei
richiedenti asilo, per venire incontro, da un lato alle esigenze di
quelle Regioni italiane che sono da anni impegnate in prima linea
nella accoglienza, prime fra tutte la Sicilia.

In secondo luogo, in quanto si ritiene che una distribuzione più
omogenea dei richiedenti asilo, sul territorio nazionale favorisca la
c.d. accoglienza integrata ovvero, il superamento della sola
distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare
anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e
orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di
inserimento socio-economico.

Migliore integrazione e inserimento dei richiedenti asilo fa si che
gli stessi non rimangano ai margini della società, e non si
collochino, nemmeno geograficamente nelle periferie delle grandi
città, dove prolifera degrado e  senso di abbandono, in un mix letale
che va dalle piazze di droga a cielo aperto di Scampia, ai pedofili
del parco verde di Caivano, alle periferie europee dove gli emarginati
diventano terroristi.

La buona integrazione di oggi è, infatti, la migliore sicurezza per il domani.

Il Ministero dell’Interno chiede pertanto ai Sindaci di fare la loro
parte, in quanto ogni Comune deve avere un numero di richiedenti
asilo, in proporzione al numero di abitanti. (3 ogni 1000,di qui il
numero di 34 per l’isola di Procida). L’alternativa è tra presentare
un progetto e aderire allo SPRAR, o non fare nulla e aspettare che per
ragioni di emergenza il Prefetto requisisca una struttura, pubblica o
privata, e vi piazzi un CAS, ossia un centro di assistenza
straordinaria.

In parole povere la scelta era tra gestire l’accoglienza, attraverso
lo SPRAR, o subire l’accoglienza  mediante un centro di assistenza
straordinaria.

Le voci contrarie all’ accoglienza umanitaria affermano, categoricamente, che non è possibile aprire un CAS a Procida, che in
fondo “ costerebbe troppo”, e “poi hanno chiuso anche il carcere” (non
si comprende quale sia il nesso, ma ho sentito anche questo).

Ebbene nulla di più falso.

I dati obiettivi dicono che  i Cas in questo momento ospitano oltre il 72% di tutti i migranti accolti nei centri
di accoglienza italiani, ovvero poco meno di tre migranti su quattro,
mentre il sistema ordinario, basato sul sistema Sprar, che ha maggiori
garanzie e fornisce maggiori servizi, ha in questo momento un numero
marginale di accoglienze.

Va da sé che la necessità di collocare i
richiedenti asilo, in assenza di strutture aderenti al progetto SPRAR,
potrebbe far cadere la scelta di un centro straordinario anche
sull’isola di Procida, indipendentemente dai costi, in quanto
ricadente in una situazione emergenziale.

 È evidente che attendere che l’emergenza piombi addosso ad una
comunità è una scelta che è a discapito della comunità stessa.

Ma chi accogliamo? I destinatari del progetto SPRAR sono i richiedenti
asilo e rifugiati.

Secondo la legge, lo straniero che fa richiesta di asilo e del
riconoscimento dello status di rifugiato non può essere espulso fino a
quando uno specifico organo, la Commissione territoriale per il
riconoscimento dello status di rifugiato, si pronunci
sull’accoglimento e il rigetto della domanda.

Non va dimenticato che  il diritto di Asilo è riconosciuto dalla
Costituzione italiana all’art. 10. L’istituto del diritto di asilo non
coincide con quello del riconoscimento dello status di rifugiato, per
il quale non è sufficiente che nel Paese di origine siano generalmente
negate le libertà fondamentali, ma il singolo richiedente deve aver
subito, o avere il fondato timore di poter subire, specifici atti di
persecuzione.

Il riconoscimento dello status di rifugiato è entrato nel nostro
ordinamento con l’adesione alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio
1951 che definisce lo status di rifugiato.Ai sensi dell’art. 1, lett.
a), della Convenzione è rifugiato “chi temendo a ragione di essere
perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza
ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si
trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a
causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese;
oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese
in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non
può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra”.

La legge riconosce altre due forme di protezione.

Una  è la protezione sussidiaria.

Anche essa  è uno status, al pari di quello di rifugiato,
che viene riconosciuto dalla Commissione territoriale competente in
seguito alla presentazione di domanda di protezione internazionale.

Qualora il richiedente non possa dimostrare una persecuzione personale
ai sensi della Convenzione di Ginevra, ma si ritiene che rischi di
subire un danno grave (condanna a morte, tortura, minaccia alla vita
in caso di guerra interna o internazionale) nel caso di rientro nel
proprio paese, può ottenere la protezione sussidiaria.

L’ultima  forma di protezione è  quella c.d. umanitaria, e consente il
 rilascio del permesso di soggiorno  per motivi umanitari qualora
ricorrono “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o
risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato
italiano”.

La giurisprudenza ha provveduto a individuare una casistica
relativa alle situazioni di protezione umanitaria, che vanno dalla
instabilità politica, alle gravi carestie, alle violenze sessuali,
allo sfruttamento dell’infanzia.

Come si vede non è solo la guerra che giustifica il rilascio di queste
forme di protezione. Non solo Siriani, dunque, ma anche i Gambiani che
fuggono da un clima di instabilità politica dopo la fine di una
dittatura sanguinaria durata 23 anni; i Nigeriani, stretti dai
terroristi di Boko Haran a nord e le bande criminali al sud;i
Pakistani del Punjab, dilaniati da un estremismo islamico fuori
misura, e tanti altri.

Da ultimo con quattro sentenze del marzo/aprile 2017 il Tribunale di
Napoli ha riconosciuto il diritto al permesso umanitario anche a chi
scappa dalla fame, mettendo fine ad una assurda discriminazione tra
disperati.

Perché accogliere dunque?

Al di là degli obblighi legali, vi è un dovere morale di solidarietà che impone di non restare inerti innanzi
a quella che è senza dubbio una grande ed epocale migrazione, come
quelle che spopolarono il nostro sud dopo l’unità di Italia o durante
il boom economico degli anni 60.

 L’Europa da terra di emigrazione verso il nuovo mondo è diventata terra di immigrazione, e si calcola
che i flussi migratori dureranno anni.

Aiutarli a casa loro non può significare lasciare che il Mediterraneo si trasformi nel più grande
cimitero al mondo con 4.733 morti solo nel 2016, anno di record negativo dal 2008.

Procida è chiamata a fare la sua parte.

Sarà una sfida di coraggio, conoscenza, umanità, contro paura, ignoranza, razzismo.

Una sfida che si può e si deve vincere.

La vostra esperienza di dolore e di speranza ci ricorda che siamo
tutti stranieri e pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con
generosità e senza alcun merito.

Chi come voi è fuggito dalla propria
terra a causa dell’oppressione, della guerra, di una natura sfigurata
dall’inquinamento e dalla desertificazione, o dell’ingiusta
distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui
dividere il pane, la casa, la vita” (Papa Francesco).

Claudia Esposito

 
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Invito alla massima diffusione. Grazie

Gentili concittadini ed ospiti, nell’augurarvi di trascorrere al meglio questo periodo di riposo sull’isola, Vi esortiamo a non tralasciare le buone pratiche a tutela dell‘ambiente, del decoro e della bellezza dei luoghi.
Impegniamoci tutti a rispettare e far rispettare le modalità di conferimento dei rifiuti seguendo il calendario vigente, differenziando i materiali, secondo il sistema – comodo e facile – del “porta a porta”.
Le utenze singole e collettive, domestiche e non, abbino cura di depositare i rifiuti separati nelle ore serali (dopo le 21.00) fuori l’uscio delle abitazioni o degli esercizi, debitamente riposti in idonei contenitori, evitando il contatto del sacco con la sede stradale, specialmente in caso di organico.
Gli operatori dell’accoglienza (gestori di strutture residenziali e porti turistici, affittacamere, residence, locatori estivi) si adoperino seriamente per fornire agli ospiti le necessarie informazioni e gli opportuni strumenti per adeguarsi al sistema vigente.
A tal fine si rammenta la disponibilità di Tekra s.r.l. e degli uffici comunali a raccogliere eventuali segnalazioni e fornire ogni utile indicazione.
 
Si preannunzia altresì l’intensificazione delle attività di vigilanza e controllo finalizzate alla repressione di condotte contrarie alle ordinanze vigenti: i responsabili saranno quindi sanzionati a norma di Legge e – ove ne ricorreranno i presupposti – segnalati all’Autorità Giudiziaria.
Abbiamo tutti l’onore e l’onere di vivere l’isola con pieno senso di responsabilità, affinché si preservi ospitale ed accogliente per il residente come per il viaggiatore.

L’Amministrazione Comunale
Assessorato all’Ambiente
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