Palazzo D’Avalos

“Fine Pena Mai”: da domani lo spettacolo teatrale itinerante a Palazzo d’Avalos

Da giovedì 18 a domenica 21 maggio Palazzo d’Avalos ospiterà uno spettacolo teatrale itinerante unico nel suo genere: “Fine Pena Mai”, ideato e diretto dal giovane Marco Musto. Le stanze, i corridoi, gli spazi dell’ex Penitenziario procidano si riempiranno di quei personaggi che lo hanno reso “celebre” negli ultimi due secoli.

Con due rappresentazioni al giorno, uno al tramonto (alle 19:30) e uno alle 21:30 con ombre e luci artificiali, gli spettatori potranno scegliere il grado di suggestione offerto da una struttura che ha scritto pagine indelebili nella storia di Procida.  

''Carcere in Motion'', Ph. Simona Florentino

(Ph. Simona Florentino)

«Si tratta di un progetto che stiamo provando da 9 mesi» spiega Marco: «Abbiamo iniziato a settembre. Ma prima di scrivere il copione, abbiamo svolto un denso lavoro di documentazione, con interviste a persone che in un modo o nell’altro hanno vissuto il Carcere, come Gigi Bellini, la signora Adriana Balestrieri (moglie di un Agente di Custodia), il dottor Giacomo Retaggio, un ex detenuto. Abbiamo letto il libro del dottore, “L’Isola nell’Isola”, il libro di Monsignor Luigi Fasanaro “Chi li Ricorda?” e parte del libro di Franca Assante “La Regina delle Galere”, fonti molto attendibili. E poi ho scritto la maggior parte dei testi, che sono tutti inediti e raccontano la vita all’interno di Palazzo d’Avalos quando era il Carcere di Procida. Lo spettacolo sarà ambientato negli anni 70 e mostrerà soprattutto il rapporto tra Agenti di Custodia e detenuti, la quotidianità di un Istituto di Pena, e poi delle storie particolari, come quella del Duca Sigismondo di Castromediano, del detenuto comune Francesco Venosca e di Gigi Bellini. Perché “particolari”? Perché queste tre storie sono ambientate “fuori epoca”, nell’ 800 i primi due e alla fine degli anni 40 del ‘900 la vicenda di Gigi».

L’obiettivo, precisa il giovane Musto – il quale non è alla prima prova da regista: nel 2015, infatti, ha diretto e interpretato “Filumena Marturano”, il capolavoro di Eduardo De Filippo – è quello di «far rivivere un luogo già di per sé molto bello, ma “spoglio” di quei personaggi che lo rendevano vivo», e quindi creare un ambiente verosimile al periodo in cui il Penitenziario a Procida era ancora attivo.

Ma Fine Pena Mai è prima di tutto uno spettacolo teatrale itinerante. «È come se il pubblico facesse una passeggiata nel Carcere e a un certo punto incontrasse i personaggi che lo hanno animato. Ci saranno anche tappe in cui gli spettatori si potranno sedere e assistere alle scene».

Il percorso è stato creato ad hoc per poter essere fruito dagli spettatori. Il pubblico visiterà tutto l’intero Palazzo d’Avalos, illuminato per l’occasione e arricchito dalla presenza di figuranti vestiti con gli abiti d’epoca. «Sarà un’esperienza molto evocativa ed emozionante», aggiunge Marco. 

È stato girato anche un trailer con alcuni dei veri protagonisti della vita all’interno del Carcere e i loro corrispettivi interpreti nello spettacolo. Il trailer ha avuto molto successo online e lo si può trovare cliccando sul link: https://vimeo.com/213639500. Inoltre, la giovane fotografa Simona Florentino, vincitrice della Prima Edizione del Premio Caracalè 2015, ha realizzato un servizio fotografico intitolato “Carcere in Motion” pubblicato sulla pagina Facebook dedicata allo spettacolo: FINE PENA MAI(https://www.facebook.com/finepenamai.procida/posts/1892061617716876), con una dettagliata descrizione.

Anche se saranno previste delle date anche nei prossimi mesi di giugno, luglio e agosto, affrettiamoci a prenotare, perché il numero di posti è limitato: massimo 30 persone. Le prenotazioni si possono effettuare contattando il numero 3472135398 (anche via WhatsApp), tramite email, all’indirizzo: finepenamai.procida@gmail.com, o inviando un messaggio in privato alla pagina Facebook.

 

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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Manifestazione di interesse per la vendita dei biglietti d’ingresso per il Palazzo d’Avalos

Comunicato Stampa del Comune di Procida

 

Con avviso pubblico, prot.  n.6753 del 21 aprile 2017, si invitano le Agenzie di viaggio, i Tour operator, le società di servizi nel settore turistico e alberghiero, i soggetti titolari di portale web nel settore turistico e culturale, a presentare apposita istanza contenente la propria manifestazione di interesse a vendere al pubblico, tramite il riconoscimento di una commissione del 10% (nel periodo 1 aprile – 30 settembre) e del 20% (nel periodo 1 ottobre – 31 marzo) sul prezzo del biglietto per visitare il complesso di Palazzo d’Avalos, in modalità di affiliato attraverso il sistema informatico centralizzato già istallato sul sito del Comune di Procida: www.comune.procida.na.it

Le istanze dovranno essere indirizzate al Dott. Vincenzo Roggiero, responsabile del Servizio Turismo e Cultura entro le ore 12 del 2 maggio 2017, presso il protocollo  generale del Comune in via Libertà, 12 bis, Procida.

Tali istanze dovranno fare esplicito riferimento all’avviso pubblico di cui sopra.

 

A cura di Vivere Procida

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Piccole isole: l’ANCIM parte da Procida. L’Assessore Carannante: “Da Procida si respira aria nuova per le piccole isole”

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

Voglia di fare rete sui grandi problemi comuni, dalla sanità fino ai trasporti e un forte impulso alle energie rinnovabili. Ma, soprattutto, la necessità di trasferire la delega alle isole minori dall’attuale Ministero degli Affari regionali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lunedì a Procida folta rappresentanza degli amministratori di Capri e Anacapri, dell’isola d’Ischia, isole Egadi, Favignana, Pantelleria, La Maddalena, Sant’Antioco e Porto Venere, all’assemblea nazionale dell’ANCIM, l’Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori.
L’incontro, il primo dopo l’importante stipula del “Contratto di Sviluppo per i Beni Culturali e il Turismo nelle Isole Italiane e del Mediterraneo”, è stato inaugurato da una breve visita a Palazzo d’Avalos, l’ex carcere di Procida.

Alla presenza del presidente ANCIM, Mario Corongiu, e della segreteria generale, Giannina Usai, si è infatti discusso, in particolare, dell’avvio – nel ambito di un accordo firmato dall’Ancim con il presidente dell’Enea – di una Scuola di Formazione Professionale nel settore delle energie alternative all’interno di Palazzo d’Avalos.
Una giornata importante, ci facciamo portatori di un’esigenza comune di fare rete delle piccole isole e inoltre, grazie alla costituenda Scuola Enea-Ancim a Procida, iniziamo a mettere a valore il complesso monumentale dell’ex carcere, da cui dipende l’ulteriore sviluppo turistico culturale. Ci prendiamo inoltre in carico la proposta del Sindaco di Forio di redigere un Manifesto Procida, in cui raccogliere le istanze comuni delle piccole isole. Inizia una nuova stagione”. 

E’ emersa la consapevolezza che lo sviluppo delle isole debba passare attraverso la consapevolezza che l’insularità sia una risorsa, più che un handicap. Le piccole isole hanno tutti i requisiti per allungare la stagione turistica.

Da tempo Procida insiste sulle proprie risorse culturali per lo sviluppo del proprio territorio. La giornata di oggi ne è un esempio concreto” conclude l’Assessore Carannante”.

A cura di Vivere Procida

 

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L’Assessore Carannante: «Il 2016 è stato un anno impegnativo e di ricostruzione, nel 2017 inizieremo a lanciare le prime basi per il futuro. La nostra forza? Una grande stima e l’eterogeneità di esperienze»

Pubblichiamo l’intervista con l’Assessore Antonio Carannante realizzata a fine dicembre con il bilancio delle attività del suo assessorato nell’anno appena passato.

Il 2016 volge al termine: se dovessi riassumere questa annata in poche parole come la definiresti?

Il 2016 è stato un anno di assestamento. Possiamo ritenerci soddisfatti. Infatti, dopo i primi mesi della consiliatura, durante quest’anno ci siamo meglio addentrati nella macchina amministrativa e posto le prime basi per il futuro. C’è tantissima strada da fare, ma se guardo indietro mi rendo conto del difficile e duro lavoro di ricostruzione che abbiamo avviato, spesso correndo il rischio di apparire lontani dalla nostra stessa base, e di questo siamo molto rammaricati. Ce ne siamo resi conto proprio in questi mesi, ma c’era tanto tanto da fare e siamo stati costretti a lavorare a testa bassa. E poi, posso dirlo, quest’anno la nostra compagine si è amalgamata ancora di più. La nostra forza è la grande stima reciproca, e l’eterogeneità di esperienze di cui siamo portatori.

Entrando nello specifico, facciamo un piccolo resoconto del lavoro compiuto riguardo le tue deleghe, partendo dal Contenzioso.

Sono più che soddisfatto. Tramite l’istituzione di una short list di avvocati e razionalizzazione delle spese siamo passati da una spesa dei servizi legali di circa 200.000,00 Euro annui a circa 60.000,00 Euro, ma con un effetto ancor più virtuoso: questa spesa è in gran parte definitiva sin dal conferimento dell’incarico al professionista, per cui le prossime annualità non ci saranno grandi aggravi di costi, come invece sta oggi avvenendo per gli incarichi dati in passato, per i quali non siamo ancora in grado di calcolare il preciso ammontare.

A che punto siamo invece con Vivara? Torneremo mai a vedere quel cancello aperto?lavori ponte vivara

Preciso subito una cosa: i cittadini devono sapere che come amministrazione, tra i tanti muri di gomma della burocrazia, abbiamo approntato tutto quanto necessario per aprirlo al pubblico. Innanzitutto, in seguito ai lavori di salvaguardia degli immobili esistenti, abbiamo predisposto il nulla osta all’apertura al pubblico; abbiamo poi predisposto, sempre per motivi di sicurezza e a tempo di record, l’installazione di un parapetto lungo il ponte, e poi un’intesa con la Fondazione per gestirne le visite. Tutto è pronto. Adesso resta solo la complessa battaglia legale in atto sulla proprietà di gran parte dei beni della Fondazione, tra cui appunto Vivara. Su questo aspetto mi limito ad osservare che, come Comune di Procida, vogliamo solo far fruire al pubblico un bene cosi prezioso del territorio procidano come la Riserva Naturale di Vivara. Per questo stiamo interloquendo con tutte le parti. I primi riscontri sono positivi. Siamo sicuri della collaborazione di tutti in nome di Vivara. Confidiamo nel buon senso di tutti le parti in causa e nel loro spirito di appartenenza a questo piccolo angolo di paradiso: aprirlo al pubblico è un’assoluta opera meritoria, che rimarrà nella memoria della nostra comunità, e non solo.

Passiamo alla delega più “pesante”: Palazzo d’Avalos, l’ex carcere.

Anche su questa delega sembrerebbe tutto fermo. Ma non è affatto così. Si tratta di tematiche molto complesse, che presuppongono una profonda conoscenza tecnica, e che pertanto necessitano di tempi lunghi. Difatti, a breve istituirò un tavolo tecnico dell’assessorato con professionisti nelle varie discipline. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatto: il 2016 è stato un anno importante, perché sarà ricordato per l’apertura al pubblico dell’ex carcere. Infatti, fu aperto solo per un breve periodo negli anni scorsi, ma da novembre invece lo abbiamo aperto in pianta stabile approntando un percorso ben definito, tramite le locali associazioni Millennium, Vivara, ProLoco e Indiefferenti, e un sistema di prenotazione on line. Riattivando la procedura impantanata di fondi ANCIM è stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato, i cui lavori sono stati terminati con molte difficoltà, tra l’aggiudicazione nel settembre 2015 e gli ultimi “accorgimenti” nel luglio 2016. Siamo contenti. E’ un obiettivo che ci eravamo proposti di raggiungere quest’anno. E così è stato.

Senza fondi e senza personale. Come ci siete riusciti?

Grazie a tanti volontari e il coinvolgimento della comunità. Un ringraziamento particolare va alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia, ad Operazione Primavera e ai tanti altri volontari procidani che hanno gratuitamente diserbato il tenimento agricolo; ma ringrazio anche tutti i volontari che si sono occupati della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure da distribuire ai turisti. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.

 

Parliamo un po’ del Convegno su Palazzo d’Avalos dello scorso settembre.

Sì, sono fermamente convinto che occorre lavorare su più livelli: col territorio, le Istituzioni e i privati. Quindi, creare sinergie con le Istituzioni centrali e di far conoscere il più possibile la struttura anche per attirare possibili investitori. In questa direzione è stato organizzato a settembre scorso il Convegno: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza”, organizzato insieme a l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente On.le Silvia Velo, dell’ANCIM nella persona della dott.ssa Giannina Usai, e dell’Assessore regionale ai fondi europei Serena Angioli. Abbiamo quindi messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), alcuni soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta Formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli) e la parte relativa all’agricoltura biologica. Non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno a cui voglio dare cadenza annuale e che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola.

Si è mosso qualcosa?

Certamente. Proprio a margine del Convegno fu subito concordata la volontà con ANCIM ed ENEA di istituire nel 2017 una Scuola di interesse nazionale di Alta Formazione per le politiche energetiche, identificando Palazzo d’Avalos come bene simbolo da recuperare. Sarà un altro evento che porrà l’ex Carcere alla ribalta nazionale. Inoltre a fine novembre siamo stati convocati dall’ANCIM all’isola di Caprera per la sottoscrizione del “Contratto per lo sviluppo dei beni culturali nelle isole minori” alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. Al quale ho personalmente rappresentato l’importanza strategica di questo complesso per l’intero Meridione d’Italia.

Prossimi passi?

Passaggi importanti. Entro la primavera prossima procederemo, come da cronoprogramma, ad approvare il Piano Particolareggiato da condividere con un evento pubblico. Procediamo con passi significativi, con duro lavoro. Purtroppo per un’opera così importante i 3 anni e mezzo che restano per la fine della consiliatura sono pochi, ma faremo il possibile per porre basi importanti. Una cosa è sicura, tutto quello che sarà di questa magnifica struttura dovrà avvenire partendo dal basso, coinvolgendo il territorio.

Tra le tue deleghe c’è, infine, quella sul Lavoro Marittimo: un altro settore indispensabile per la nostra isola. Che notizie ci porti a riguardo?  

All’economia marittima dobbiamo tanto, quasi tutto. Mi sono ripromesso di rafforzare questa nostra identità e anche qui di creare rapporti istituzionali per tentare di dare un contributo concreto alle problematiche di questa categoria di lavoratori anch’essa in sofferenza. Ad aprile ho organizzato un Convegno Nazionale sul Lavoro Marittimo con l’ambizione di posizionare Procida come baricentro di questo settore a tutti i livelli, così a fine settembre, con il Circolo Capitani e Macchinisti (che continuo a ringraziare per l’attivismo), il pilota procidano Fabio Pagano e la Preside Maria Saletta Longobardo, ho organizzando un incontro pubblico tra il mondo della scuola e le Istituzioni dal titolo: “Dalla scuola al comando”. Anche qui i risultati non sono tardati a venire, è stata recepita dal Ministero la nostra richiesta di fare in modo che il giovane marittimo che non superi una delle prove previste per il certificato di competenza o addestramento, potrà ripeterla entro 12 mesi senza ripetere tutte le altre prove, come invece avveniva in passato. Abbiamo fatto anche altre richieste. Siamo in attesa di riscontri.

Leggiamo spesso comunicati aggressivi dell’opposizione. Cosa ne pensi?

Parto da un presupposto: non dimentico mai il ruolo che occupo e la grande responsabilità che come amministratori abbiamo nei confronti della popolazione e della vita pubblica dell’isola. E non dimentico che siamo da esempio, specie per i più giovani. Detto questo anche in politica ci sono tanti modi di ricoprire ruoli pubblici. Ad esempio, per quanto riguarda la questione Ospedale, non ho condiviso da un punto di vista istituzionale la scelta dei consiglieri di opposizione di partecipare a un separato ricorso al TAR, né il tono del manifesto che l’opposizione ha predisposto all’indomani della sentenza. Sono piccoli campanilismi che su questioni così ampie non danno un contributo positivo alla vita pubblica, anzi. Pertanto, ci siamo ben guardati dal replicare. Rimango fermamente ancorato al concetto della politica intesa come arte del confronto intellettualmente onesto sulle idee e sulle azioni. Non ci si può limitare solo a diffondere una “cultura del sospetto” e a difendere a oltranza quello che si è fatto, semmai secondo una propria versione. Sappiamo tutti che il tempo conferma o smentisce. Adesso occorre solo guardare al futuro: invito quindi l’opposizione ad avanzare più proposte costruttive. Solo così si contribuisce davvero alla crescita dell’isola.

 

A cura della Redazione di Vivere Procida

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Intervista all’Assessore Antonio Carannante in merito alla riapertura di Palazzo d’Avalos

Assessore Carannante, finalmente ci siamo. Palazzo d’Avalos dall’8 novembre sarà riaperto al pubblico. Come si potrà visitare e chi si occuperà della fruizione della struttura?carcere-ingresso-direzione

L’apertura avverrà dal 4 novembre con il Procida Arteticha Cinefest. Inizialmente, da martedi 8 a domenica 13 novembre sarà aperto gratis solo ai procidani, un gesto simbolico per far riappropriare il bene alla comunità: si potrà visitarlo solo con prenotazioni al numero 333/3510701. Successivamente, dal 15 novembre sarà possibile visitare a pagamento solo tramite prenotazione online sul sito www.comune.procida.na.it. Si potrà entrare a gruppi di 30 persone con tre visite giornaliere (h. 9.30-11.30-14.00). Riguardo la gestione delle visite, a giugno abbiamo indetto una manifestazione d’interesse per l’organizzazione e gestione delle visite guidate (anche in lingua straniera), alla quale hanno aderito 4 associazioni locali alle quali abbiamo affidato tale compito al fine di offrire più opportunità possibili alle risorse, specie più giovani, della nostra isola. Queste 4 associazioni si alterneranno settimanalmente nella gestione delle visite. Con loro ho iniziato un percorso comune per la condivisione dei testi delle brochure, la creazione di un logo per Palazzo d’Avalos, ma anche per la comunicazione: abbiamo deciso di dare risalto anche alla parte storica del palazzo, e non solo all’aspetto carcerario. Questo anche per orientare ancor più l’isola verso un turismo culturale.

corridoio-1-pianorCi sarà un biglietto d’ingresso?

Sempre in un’ottica di razionalizzazione delle risorse ma anche di un’efficienza del servizio abbiamo previsto un sistema di prenotazione online tramite il sito istituzionale del Comune di Procida www.comune.procida.na.it a un prezzo di 5 euro per i procidani e 10 euro per i non residenti. In questo modo eviteremo le file all’ingresso e sarà possibile sapere in anticipo se effettuabile la visita. I ricavati saranno reinvestiti nella struttura. Sarà possibile prenotare fino alle ore 12.00 del giorno prima, e si effettueranno le visite a gruppi di 30 persone (al massimo) negli orari indicati nel sito, sul quale sono indicate, anche in tre lingue straniere, tutti i termini e condizioni della visita. Per eventuali info è poi consultabile anche www.vivereprocida.it.

Ma quali sono stati i passaggi che hanno portato a questo importante risultato?

È stato un percorso lungo e faticoso avvenuto a costo zero per l’ente. E’ stato realizzato un percorso di visita in sicurezza a cura dell’architetto Angela Larato grazie a fondi ANCIM. Appena insediato (giugno 2015) mi sono reso conto che l’iter burocratico era un po’ lento. I lavori venivano aggiudicati nel settembre 2015, l’affidamento dei lavori avveniva nel dicembre 2015. I lavori sono terminati nel luglio 2016. Ma non era finita qui. A distanza di anni occorreva diserbare il tenimento agricolo, così nel mese di settembre, grazie alla disponibilità della Ditta d’Orazio di Baia ciò è stato possibile. Per ultimo, per la pulizia delle aree esterne è stato fondamentale anche il contributo di Operazione Primavera proprio in occasione del Artethica Procida Cinefest, ma anche di tanti altri volontari procidani che nei mesi scorsi hanno dato volontariamente il proprio contributo in questo senso. Tengo infatti a ricordare che quest’apertura, a prescindere dai lavori, avviene grazie a tanti procidani volontari, che ringrazio di cuore. Si sono occupati non solo della pulizia, ma anche della realizzazione del sito web, della preparazione di coloro che accompagneranno i visitatori, della redazione e traduzione in 3 lingue straniere delle brochure che distribuiremo. Ho visto sincero amore e dedizione per quest’isola ed entusiasmo: un’esperienza umana che non dimenticherò.carcere-balle-di-lino-grezzo

Date le condizioni in cui versava l’ex Carcere sarà stato difficile orientarsi lì dentro. Come sarà articolato il percorso?

Pure se siamo stati costretti a interdire alcune zone, il percorso che abbiamo individuato e messo in sicurezza è affascinante e vario: parte dal tenimento agricolo (che per la prima volta verrà visitato), attraversa il belvedere sulla bellissima spiaggia dell’asino e risale verso l’interno della struttura per poi terminare nella parte moderna dove è possibile visitare l’opificio. Sto predisponendo scorrimento di immagini per le parti del carcere intercluse al pubblico: è una parte suggestiva che non può rimanere nell’oblio.

Palazzo d’Avalos è una struttura imponente: 20.000 mq. Riesce difficile credere che sarà riaperto solo per le visite guidate. Ci sono altri progetti per il futuro? E se sì, quali?

Certo, difatti l’apertura al pubblico rappresenta un primo passo importante verso la concreta rivalorizzazione dell’ex carcere. Sono convinto che nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. E l’apertura al pubblico, unitamente al lavoro collettivo fatto già con tanti cittadini, fa sì che tale bene dal valore inestimabile venga avvertito sempre più come bene comune. Basti pensare che si stanno moltiplicando le iniziative artistiche intorno alla struttura. L’ex carcere è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale.

carcere-2-o-piano-palazzo-davalosState stringendo rapporti istituzionali per il futuro della struttura?

Certamente. Stiamo stringendo rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Non a caso in tale direzione il 16 settembre scorso ho organizzato un Convengo dal titolo: “L’isola di Procida: la rinascita sostenibile e l’economia della bellezza. Palazzo d’Avalos, un progetto pilota per valorizzare il patrimonio storico-culturale” unitamente all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero dell’ambiente con il Sottosegretario Velo, la Regione Campania con l’Assessore Angioli e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e

(una delle "finestre" dell'ex Carcere di Procida)

(una delle “finestre” dell’ex Carcere di Procida)

anche qui il Programma di valorizzazione ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. E i primi risultati sono già venuti: il Comune di Procida, l’ENEA e l’ANCIM, in occasione di tale Convegno hanno sigillato la decisione di istituire, quali soggetti promotori, e tramite il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente, Sviluppo economico e Beni culturali, Regione Campania e della Presidenza del Consiglio, una Scuola d’interesse nazionale ENEA-ANCIM da realizzare nel 2017 proprio nell’isola di Procida a supporto delle politiche energetiche nel contesto dei Comuni delle isole minori. In tal senso hanno individuato proprio il Palazzo D’Avalos, come bene-simbolo comune da recuperare e rifunzionalizzare, da candidare, tra le iniziative di valorizzazione, come polo di formazione nel campo dell’energia. Per ultimo l’Assessore regionale Angioli, di recente, proprio reduce dal Convegno a Procida, a un seminario per la nuova programmazione dei Fondi europei ha fortemente voluto sottoporre proprio Palazzo d’Avalos come da bene da valorizzare per la Regione Campania. Nel futuro organizzerò Convegni sempre più mirati per tentare di far nascere sinergie importanti.

Raggiunto il traguardo dell’apertura al pubblico a cosa lavorerà l’Assessore Carannante?

Tante cose. Sto allestendo un tavolo tecnico, con diverse professionalità, anche per pianificare i passaggi successivi. A breve, nel rispetto del cronoprogramma, occorrerà poi necessariamente approvare il Piano particolareggiato a cura dell’arch. Iodice a seguito del quale s’inizierà a pensare a una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola. Intanto ci sono già gruppi privati che stanno manifestando interesse alla struttura. Infine, ci sarà la Scuola di formazione da organizzare in collaborazione con ENEA ed ANCIM.

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

 

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Apertura al pubblico dell’ex carcere

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

Palazzo d’Avalos aprirà al pubblico a partire da lunedì 4 novembre in occasione della seconda edizione di Artethica Procida Cinefest. 

carcere-balle-di-lino-grezzoDa martedì 8 novembre a domenica 13 novembre le visite guidate all’interno della struttura saranno riservate ai soli residenti in gruppi di massimo 30 persone nei seguenti orari: 09:30, 11:30 e 14:00. 

È obbligatoria la prenotazione al numero: 333/3510701.

Invece da lunedì 15 novembre 2016 l’ingresso sarà a pagamento per residenti e non residenti esclusivamente tramite prenotazione on line sul sito www.comune.procida.na.it secondo il calendario e la tariffazione indicati al link “visite guidate”.

Per quanto riguarda gruppi e scolaresche, le visite saranno possibili solo tramite prenotazione al numero 333/3510701. 

Prima della prenotazione si prega di leggere la parte relativa a “termini e modalità” sul sito www.comune.procida.na.it

 

A cura della Redazione di VivereProcida.it

(una delle "finestre" dell'ex Carcere di Procida)

(una delle “finestre” dell’ex Carcere di Procida)

 

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L’Assessore Carannante: «Il futuro dell’ex Carcere riguarda tutta la comunità. Si riparte da qui»

Il prossimo 16 settembre ci sarà un importante convegno sul futuro di Palazzo d’Avalos presso la chiesa di Santa Margherita Nuova. Nell’imminenza dell’appuntamento, rivolgiamo alcune domande all’Assessore Antonio Carannante.

La cittadinanza è in attesa di quello che avverrà su Terra Murata, ma fino ad oggi poco si conosce del programma approvato dal Ministero. Su quale linea procedurale l’Amministrazione sta lavorando?

La valorizzazione dell’ex carcere è una sfida complessa quanto stimolante. Appena insediato mi sono preso qualche mese per studiare tutti gli atti istituzionali e amministrativi. A tal proposito mi sono però reso conto che spesso, purtroppo, anche a livello locale, non si è pienamente a conoscenza del fatto che questo bene, di grande valore storico-artistico, è stato ceduto nel 2013 al Comune di Procida a condizione però che venisse recuperato a nuova vita attraverso il suo restauro e utilizzato nel solco di quanto indicato nel Programma di valorizzazione presentato dal Comune ed approvato dal Demanio, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Comune stesso. Quindi, ad oggi, qualsiasi concreta ipotesi di utilizzo o di sviluppo futuro deve necessariamente fare i conti con la conoscenza di tale strumento programmatico, che traccia le linee generali i modi e i tempi per affrontare il futuro del complesso monumentale. Mi rendo conto che può apparire una questione strettamente tecnica, invece è sostanziale e non è riservata ai soli addetti ai lavori, ma riguarda tutta la comunità poiché delinea una visione, una programmazione che riguarda l’intera isola e la sostenibilità di un turismo possibile rispettando la nostra identità. L’Amministrazione comunale sta quindi rispettando il crono-programma che tale Programmazione prevede e che annualmente va comunicato al Ministero, approvando, ad esempio, il Piano particolareggiato, obbligatorio sul piano urbanistico insieme ad uno studio cosiddetto “di fattibilità”. È un primo passo “tecnico”, ma confrontarsi con un’opera così strategica per il nostro futuro richiede necessariamente conoscenze tecniche approfondite, scandite da varie fasi conoscitive e amministrative.

Ce la farà l’Amministrazione ad avviare un progetto mastodontico dalle mille sfaccettature e di grande complessità?

Sappiamo molto bene che la valorizzazione dell’ex Carcere è una grande e difficile sfida, ma siamo altrettanto consapevoli dell’impatto che essa avrà – qualunque sia – sul territorio, sia sotto il profilo economico che sociale e culturale. Ritengo che questa nostra consapevolezza sia una garanzia per la comunità procidana e per evitare di costruire cattedrali nel deserto. Riguardo i tempi è chiaro che 4 anni sono pochini, ma qualche buon seme proviamo a gettarlo di sicuro. Intanto stiamo lavorando assiduamente per aprirlo al pubblico: l’ex carcere deve iniziare ad essere davvero bene comune. È il primo passo per un percorso collettivo e virtuoso.

C’è stata qualche manifestazione di interesse nazionale in questa fase esplorativa di ricerca di partner affidabili dal punto di vista economico e culturale?

Come anticipato, un’opera così complessa implica dei passaggi tecnici necessari, tenendo in debito conto il crono-programma del Piano di valorizzazione, quindi la parte strutturale dell’immobile, che richiede la redazione di un progetto di restauro per il solo Palazzo d’Avalos, che ha ovviamente i suoi costi e per il quale stiamo partecipando alla domanda di ammissione al fondo di rotazione regionale. Senza queste attività in corso è difficile bandire manifestazioni di interesse. Successivamente, ad approvazione del piano particolareggiato, potremmo far partire una prima fase esplorativa, aperta anche all’imprenditoria dell’isola.

Ci sono nell’isola e sul territorio nazionale persone che hanno donato a Procida ricerche, studi, nel solo interesse di salvaguardare l’isola da quegli speculatori che sempre si fanno avanti quando intravedono possibilità di business. Si pensa di coinvolgerli come partner culturali e di studio in questa fase di progettazione?

La fase di progettazione del restauro è un’attività complessa e costosa, come quella economica gestionale. Siamo propensi ovviamente a favorire collaborazioni, purché ciò avvenga con la massima competenza tecnica e professionale. Ad esempio, stiamo già valutando la possibilità di costituire un gruppo interdisciplinare, ancor prima del progetto architettonico e gestionale, al quale affiancare anche un team di tecnici locali. Per le speculazioni calate dall’alto i procidani stiano tranquilli, quest’Amministrazione le eviterà in ogni modo.

Il 16 settembre 2016 ci sarà un importante convegno a Santa Margherita proprio sul Programma di Terra Murata. Come è stato pensato e con quali obiettivi?

Nessun progetto di così grande impatto socio-economico può procurare effetti virtuosi sul territorio senza partire dal basso, coinvolgendo concretamente l’intera comunità. Allo stesso tempo è necessario stringere rapporti istituzionali sia per puntare a un contributo pubblico che privato, sia per garantire la valorizzazione del Palazzo d’Avalos, nella fase gestionale. Questo convegno, non a caso pensato con l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), è una prima scintilla in questo senso. Abbiamo messo allo stesso tavolo la parte pubblica (Il Ministero, Regione e Università), dei soggetti privati che hanno manifestato interesse culturale e scientifico nella direzione dell’economia sostenibile e delle Scuole di Alta formazione, ma anche la parte artistica-culturale (Museo Madre di Napoli con il quale già da tempo dialoghiamo tramite l’Assessore alla cultura Granito) e la parte relativa all’agricoltura biologica, non dimentichiamo infatti che l’ex carcere ha circa 18.000 mq di tenimento agricolo, e anche qui il Programma ha tracciato un percorso che lo vede sia recuperato agli orti che a parco pubblico. È un convegno che mira ad aprire scenari che fanno parte della nostra identità e nell’ambito dei quali sviluppare tutti insieme un percorso virtuoso alla rinascita dell’isola. Voglio essere chiaro su questo punto: chi potrà dare un contributo, in termini intellettuali e di progettualità nell’ambito delle proprie competenze, sarà considerato una risorsa. Spetterà poi all’amministrazione canalizzare e organizzare al meglio tutte queste energie, fungendo da raccordo con l’esterno. Per cui invito tutta la cittadinanza a partecipare al Convegno anche per essere attori del proprio futuro: da soli non andiamo da nessuna parte.

A cura della redazione Vivere Procida

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Presentazione del libro “Procida, il Palazzo d’Avalos”

COMUNICATO STAMPA

Domenica 24 luglio alle ore 19, presso la libreria Nutrimenti in via Roma, ci sarà la presentazione del volume “Procida. Il Palazzo d’Avalos” di Gianlorenzo di Gennaro Sclano e Pasquale Lubrano Lavadera edito da Clean Edizioni. Palazzo d'Avalos dal mare

Il libro racconta la storia di una delle sei più frequentate residenze reali dei Re Borbone, probabilmente la meno conosciuta e studiata come tale, Palazzo D’Avalos, per l’appunto. Infatti, il lungo periodo della sua destinazione d’uso a istituto di pena, ha offuscato l’immagine di un luogo accogliente, come doveva essere fino alla fine del 1700.

Particolare della facciata di Palazzo d'AvalosUn testo diviso in due parti: una prevalentemente storica e un’altra che tratta della genesi architettonica e urbanistica. Molte le immagini che arricchiscono le pagine e nelle “Considerazioni finali” la proposta che fa sintesi. Dapprima il tema del ”recupero della bellezza” e dell’ “armonia perduta”. Poi, la consapevolezza che le vicende storiche e i personaggi legati a Palazzo d’Avalos, attraverso i secoli, potranno essere utili a ricostruire l’identità di un luogo. Un’identità non intesa come rimpianto (fine a se stesso) di come eravamo, ma come analisi critica, funzionale al presente e a puntuali e strategiche progettualità future.

Note biografiche sugli autori:

Gianlorenzo di Gennaro Sclano, nato nel 1967, architetto e urbanista. Pugliese di nascita, procidano per vocazione e origine familiare. Si occupa di restauro architettonico e del recupero e valorizzazione di spazi urbani contigui alla città. Cultore di Storia dell’Architettura, ha promosso iniziative legate alla funzione sociale della propria professione, concorsi di progettazione, come quello sugli Ordinamenta Maris nel 2013, mostre e convegni a carattere nazionale su architetti che hanno legato la propria opera all’Italia del Sud, come l’Omaggio a Gae Aulenti,Riflessioni sull’Architettura e sul Design nel 2014, del quale ne cura la successiva pubblicazione. Fotografo per passione, ha focalizzato la sua attenzione su luoghi e architetture italiane ed europee.

Pasquale Lubrano Lavadera, nato nel 1944 a Procida, inizia la sua attività artistica come pittore nel 1962. Nel 1978 intraprende l’attività di scrittore e pubblicista con alcuni libri reportage come “Signurì, Signurì. Tra gli scolari della Napoli che non conta“, “Cerco un paese innocente“, due raccolte di racconti: “L’isola davanti al mare” e “I ragazzi non sanno odiare” e una raccolta di poesie, “L’isola non è tua“. Nel 2011 pubblica “Procida nel cuore: la mitica isola negli epistolari di Juliette Bertrand” e nel 2016 il racconto per ragazzi “Il coccio azzurro“.

A cura della redazione di Vivere Procida

copertina libro ''Procida. Palazzo d'Avalos''

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Manifestazione di interesse visite guidate Palazzo D’Avalos

COMUNICATO STAMPA
COMUNE DI PROCIDA

L’Amministrazione comunale invita tutte le Associazioni culturali operanti sul territorio di Procida a presentare una manifestazione di interesse per l’organizzazione e la gestione di visite guidate all’interno dell’ex-carcere borbonico a Terra Murata (Palazzo D’Avalos).
Considerare il turismo come una risorsa strategica per favorire la crescita dell’economia dell’isola e favorire la piena occupazione, sono alcuni degli obiettivi principali del programma amministrativo. A questo proposito e data l’esigenza di riaprire al pubblico il Complesso Monumentale di Terra Murata, la decisione di affidare fino al 31 maggio 2017 a un’associazione culturale l’organizzazione e la gestione di visite guidate per gruppi di persone all’interno dell’ex-carcere.
Si richiedono i seguenti requisiti:

· Deve trattarsi di un’Associazione Culturale o istituzione o Ente no-profit operante da almeno tre anni sul territorio dell’isola di Procida, avente sede in Procida ed avente tra i propri scopi sociali quello della valorizzazione del patrimonio culturale e naturale dell’isola o similare;

· Buona conoscenza della lingua inglese e/o di altre lingue straniere da parte dei soci operatori;

· Buona conoscenza del territorio isolano, della storia dell’isola e dei complessi monumentali di quest’ultima.

Le istanze, indirizzate al Sindaco e facenti riferimento all’avviso numero 10913 dell’11/07/2016 pubblicato nell’Albo Pretorio (e consultabile al seguente link: http://alboprocida.asmenet.it/allegati.php?id_doc=11100721&sez=p&data1=11/07/2016&data2=22/07/2016) devono pervenire all’ufficio protocollo Generale del Comune entro le 12:00 del 22/07/2016.

ph. by Aldo Adinolfi

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