procida

PROCIDA, PALAZZO D’AVALOS TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO

Sabato 14 aprile mattinata dedicata all’ex carcere con la presentazione del libro di Rosalba Iodice, che ha curato il Piano Particolareggiato e il Programma di Valorizzazione del complesso

L’ex carcere come attrattore per lo sviluppo di Procida e dell’intero golfo di Napoli: il passato che diventa cruciale per il futuro del territorio, attraverso la conoscenza di una delle realtà-simbolo dell’isola, riaperta al pubblico nel novembre del 2016. 

Sabato 14 aprile alle 10.30 a Procida, nel suggestivo scenario di Santa Margherita Nuova a Terra Murata, sarà presentato il libro “Palazzo d’Avalos e l’ex carcere di Procida: il complesso monumentale rinascimentale tra passato, presente e futuro” di Rosalba Iodice, che è stata redattrice per l’amministrazione comunale di Procida del Piano Particolareggiato e del Programma di Valorizzazione del complesso monumentale.

Il libro, un’opera essenziale per comprendere le potenzialità di uno degli edifici più complessi dell’intero golfo di Napoli, è stato pubblicato dalla casa editrice Nutrimenti, che da qualche anno ha aperto una libreria a Procida e che conferma e consolida, dunque, la sua presenza nel contribuire a valorizzare l’isola e  le sue risorse.

Ma la presentazione del volume si accompagna a una serie di momenti istituzionali che impreziosiranno l’evento, aperto al pubblico: l’assessore con delega a Terra Murata, l’avvocato Antonio Carannante, presenterà il Piano Particolareggiato (Atto necessario per il progetto di riqualificazione ex Carcere) contestualmente alla sottoscrizione di un importante accordo tra il Comune di Procida e il Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università Federico II di Napoli, il cui direttore, il professore Raffaele Landolfo, ha inserito il complesso monumentale del Palazzo d’Avalos e di Terra Murata nel progetto PrinProgetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale –  “Protecting the Cultural Heritage from water-soil interaction related threats”.


Un’altra importante intesa istituzionale è quella che si sottoscriverà nell’ occasione con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale in merito alle problematiche connesse al rischio idrogeologico erosione costiera e frane.

I lavori, moderati dal giornalista di Repubblica Pasquale Raicaldo, saranno introdotti dal Sindaco di Procida, dott. Dino Ambrosino, e conclusi dall’intervento del Vice Presidente della Regione Campania, on. Fulvio Bonavitacola.

Palazzo D'Avalos tra passato presente e futuro

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Il Comune di Procida e l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche

Nel Consiglio Comunale del 7 dicembre 2016 l’Amministrazione Comunale di Procida vota all’unanimità il PEBA ovvero il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche che è lo strumento in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini. Il PEBA fu introdotto nel nostro ordinamento giuridico nel 1986 con la legge n. 41, successivamente modificata nel 1992.

La Legge obbligava i Comuni e le Province ad adottarli, cioè pianificare gli interventi necessari, entro l’anno d’entrata in vigore della stessa; dunque, gli Amministratori erano tenuti a pianificare la rimozione delle barriere architettoniche secondo una programmazione e non in maniera occasionale.

Il Comune di Procida, che non aveva adottato alcun piano, era in ritardo di circa 30 anni, avendo trascurato per troppi anni tale problematica. Dal 2016, la volontà dell’Amministrazione si è espressa attraverso l’adozione della delibera di Consiglio in cui si chiedeva maggiore attenzione alle problematiche delle persone con disabilità che vivono sul nostro territorio e per le persone che l’isola accoglie ogni anno. L’indirizzo politico espresso metteva al centro le persone con disabilità  per consentire una vita più semplice, sicura, ma soprattutto vissuta con la giusta autonomia e dignità.

Il Sindaco Dino Ambrosino nel 2016, durante il Consiglio comunale, ha elencato le iniziative già intraprese nei primi mesi di amministrazione: ad esempio, il trasferimento della SAPSocietà Partecipata del Comune di Procida – dall’appartamento situato al secondo piano in una palazzina senza ascensore ubicata in via Roma alla nuova sede in via Libertà, vicino la casa comunale, con un accesso garantito a tutti e senza barriere architettoniche; oppure le risorse previste nel bilancio di previsione 2016 da cui sono stati utilizzati € 23.000,00 per la riattivazione degli ascensori nelle strutture comunali e nelle scuola (Casa comunale in via Libertà, ex Conservatorio delle Orfane, Scuola media in via F. Gioia, Scuola primaria in via V. Emanuele); un altro esempio è il trasferimento degli uffici comunali al piano terra per rendere più agevole l’utilizzo degli sportelli; oppure l’arrivo sull’isola dei primi bus dell’EAV,  attrezzati per il trasporto delle persone a mobilità ridotta. Oggi i bus così attrezzati sono solo due, ma l’impegno è chiedere all’EAV di poterli incrementare in modo da servire tutta l’isola.

Nel tempo l’Amministrazione ha aderito agli eventi pubblici della UILDM sia nella sezione di Ischia che con la sezione di Procida. Ha adottato progetto “Io sono Filippo” che ha visto proseguire l’iniziativa delle sedie job presenti sulle spiagge dell’isola e l’impegno per la realizzazione di un intervento pubblico sul Lungomare Cristoforo Colombo del valore di circa € 50.000,00. Inoltre, sono state ampliate le aree di sosta (58) riservate alle persone a mobilità ridotta, rafforzando anche i controlli da parte delle forze dell’ordine a seguito di un incontro organizzato ad hoc con le associazioni della Consulta che si occupano del tema. Rimane, tuttavia, ancora radicata nei concittadini l’occupazione abusiva e impropria di tali spazi, così come l’uso del cartellino disabile (396). Cattive abitudini queste, che rappresentano una vera e propria piaga per l’isola e che, ora più che mai, la comunità del luogo, sente la necessità di arginare.

Ad ottobre 2017, con l’apertura delle scuole, non è stato facile per l’Ente Comunale trovare una soluzione per i bambini con disabilità che dovevano essere accompagnati a scuola con un pulmino adeguatamente attrezzato; tuttavia, con la solita attenzione e dedizione, si è  attivato il trasporto che ad oggi è reso possibile grazie alla collaborazione di volontari.

L’Amministrazione considerata la scarsità delle risorse economiche del Comune, un ente in predissesto, non ha la possibilità di destinare fondi per iniziative, anche importanti, come l’abbattimento delle barriere architettoniche, per cui, attraverso una raccolta fondi, il Comune ha realizzato l’accesso alle persone con disabilità presso la Ex Chiesa di San Giacomo, oggi utilizzata dall’associazionismo locale. Grazie al contributo di Italiana Assicurazioni Agenzia Napoli Sede di Procida il Comune ha potuto acquistare una pedana mobile eliminando anche questa barriera.

Altro aspetto importante riguarda le barriere architettoniche nel trasporto marittimo. Bisogna innanzitutto sottolineare che, purtroppo, nel golfo operano in maggioranza natanti obsoleti, costruiti oltre trent’anni orsono, dunque, non attrezzati per il trasporto delle PMR e talora anche difficilmente adeguabili. Tuttavia – come è noto – l’Amministrazione non ha fatto mancare la sua voce e non ha mai fatto mancare il suo interesse presso la Regione, che cura tale settore del trasporto pubblico, perché la situazione abbia un trend positivo, per migliorare l’accessibilità anche su tali mezzi di trasporto, con la consapevolezza che non sarà possibile abolire in tempi brevi le barriere architettoniche su tutti i natanti che operano nel settore.

Tante sono ancora le iniziative da portare avanti e i passi da fare per la comunità procidana. Piccoli ma importanti obiettivi sono stati raggiunti, atti concreti che hanno visto in primis dare una direzione politica al tema della disabilità e poi azioni, acquisti e opere tangibili che resteranno nel tempo. L’Amministrazione, dopo tanto parlare sul tema, continuerà a lavorare, continuerà a collaborare con le associazioni iscritte all’albo, ma soprattutto proseguirà un discorso serio e approfondito con le persone che hanno veramente a cuore la cura delle persone con disabilità e i reali interessi sociali. Come ogni cittadino ragionevole, l’Amministrazione è consapevole che purtroppo le barriere architettoniche sono disseminate ad ogni latitudine della terra e che solo un sano e proficuo dialogo può abbattere barriere non solo architettoniche.

L’Amministrazione Comunale 

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Punto di Lettura Nati per Leggere

punto lettura nati leggereLa casa delle Storie di tutte le bambine e tutti i bambini
 
Il Punto di Lettura Nati per Leggere è uno spazio dove le bambine ed i bambini da 0 a 6 anni possono trascorrere un tempo bello tra i libri e le storie #abassavoce, insieme a mamme, papà, nonni, zii e a tutti i grandi che si prendono cura dei piccoli.
Per tutte le famiglie con bambini dai 0 ai 6 anni il Punto di Lettura sarà aperto ogni sabato dalle ore 16.30 alle ore 18.00 presso la ex Chiesa di san Giacomo.
 
Per informazioni: cell. 3334109254  mail: procida@nplcampania.it 
pagina fb: Amici di Nati per Leggere – Procida
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Avviso agli operatori economici

Less Impresa Sociale, nell’ambito del progetto SPRAR Procida (accoglienza 34 richiedenti asilo e rifugiati), ha pubblicato sul proprio sito n. 5 avvisi pubblici per il reperimento, mediante procedura comparativa aperta ex D. Lgs. 50/2016, dei seguenti beni e servizi: 1) e 2) Ristrutturazione immobili (scadenza 7.02.2018); 3) fornitura prodotti da forno; 4) fornitura carni fresche per uso alimentare; 5) fornitura prodotti alimentari e generi diversi (scadenza 8.02.2018). le modalità di partecipazione e la modulistica da utilizzare, nonché ogni ulteriore informazione è reperibile sul sito: www.lessimpresasociale.it sezione AVVISI
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COMUNICATO STAMPA COMUNE DI PROCIDA II^ Convegno sul lavoro marittimo a Procida: meno burocrazia per i marittimi italiani e adeguare i programmi didattici per fronteggiare la concorrenza.

 

 

 

convegno sul lavoro marittimo a Procida

Elaborare soluzioni da sottoporre ai Ministeri competenti per risolvere la tanta burocrazia che attanaglia la marineria italiana. E’ con questo proposito che si è aperto nella Casa Comunale di Procida il “II^ convegno nazionale del lavoro marittimo” del 30 settembre 2017 organizzato dall’Assessorato al lavoro marittimo del Comune di Procida e il Pilota procidano Fabio Pagano-Circolo Capitani e Macchinisti. Un Convegno ricco di relatori qualificati e addetti ai lavori. Sin dalle prime battute l’avv. Antonio Carannante, Assessore al Lavoro Marittimo del Comune di Procida, ha tenuto a precisare i propositi pratici del Convegno: “Far sedere allo stesso tavolo istituzioni, società armatoriali e marittimi per elaborare soluzioni da portare ai Ministeri competenti per risolvere la burocrazia che rende difficile la carriera dei marittimi. Spesso vi sono leggi di settore calate dall’alto senza una reale cognizione tecnica delle complesse problematiche dell’economia marittima. Quest’ultime sono tante e complesse – ha dichiarato l’Assessore Carannante – e affliggono un settore economico strategico e storico per l’Italia che pertanto va tutelato al massimo”.

Il Convegno è stato arricchito dalla presenza di tre grandi armatori italiani: Vincenzo Onorato del Gruppo Moby e Toremar che ha ribadito la necessità di riforme per incentivare sempre più l’imbarco di marittimi italiani; D’Amico della D’Amico Shipping (un colosso della marineria mondiale con oltre 100 petroliere) e un altro decano della marineria D’Amato che hanno accentrato l’attenzione sulla formazione dei giovani marittimi italiani come vera maniera per superare la concorrenza straniera. In particolare D’Amico ha auspicato per i giovani diplomati il ricorso sempre maggiore agli ITS post-diploma per avere una formazione di livello, mentre D’Amato ha invitato gli stessi Istituti Nautici ad adoperarsi in tal senso.

L’onorevole Anna Maria Carloni, Commissione parlamentare Trasporti, in apertura lavori ha dichiarato di essere in ascolto dichiarando: “Come parlamentare mi impegno, in quel che resta di questa legislatura a fare la mia parte per portare all’attenzione della commissione e dei ministeri le proposte elaborate in questo Convegno”.

Il Comandante procidano Fabio Pagano, Pilota del Porto di Livorno, rappresentante del locale Circolo Capitani e Macchinisti, ha poi illustrato una serie di proposte volte a snellire la burocrazia marittima: dalla necessità di rendere valide le prove d’esame effettuate nelle varie Direzioni Marittime per ridurre i tempi di effettuazione delle stesse; fino a quella di poter utilizzare il canale telematico per interfacciarsi con l’Amministrazione Marittima per avere la possibilità di operare online non solo in fase di richiesta di documentazione ma anche in fase di inoltro; fino all’aumento dei tempi di esame (da riportare a 90 minuti) e alla necessità di adeguare i programmi didattici in line col mondo del lavoro.

Gli hanno fatto eco altri due operatori del settore: il Direttore procidano Giovanni Paudice, Ispettore tecnico della D’amico shipping“E’ impensabile che nel 2017 ancora arrivino ad imbarcare diplomati privi di un’adeguata conoscenza della lingua inglese. Parlare e scrivere bene quest’ultima è il primo presupposto per tentare di arginare la forte concorrenza dei marittimi stranieri. Cosi com’è impensabile che i programmi didattici non siano in linea con la realtà tecnica di bordo”; e il Comandante procidano Nicola Salvemini, Coordinatore dell’Ufficio Armamento della Perseveranza di Navigazione S.p.A: “In un’epoca tecnologica come la nostra i marittimi ancora devono fare una lunga trafila per il rilascio del libretto di navigazione, e gli estratti matricola ancora vengono compilati a mano dalle Capitanerie, con spreco di tempo e personale.”

Il C.V (CP) Antonio Raffaele Caporaso del Comando Generale del Corpo delle Capitaneria di Porto hanno accolto i rilievi: “E’ già allo studio la possibilità di far entrare docenti in pensione nelle commissioni di esame per velocizzare i tempi di quest’ultimi, così come si sta perfezionando il sistema informatico SIGEMAR per velocizzare le pratiche amministrative dei marittimi.”; mentre il C.F Pasquale Palescandolo della sezione Gente di Mare della Capitaneria di Porto di Napoli ha aggiunto: “L’obiettivo è il libretto di navigazione elettronico”.

Sul tema della formazione è stata poi la volta della dott. ssa Rosalba Bonanni della Direzione Generale Istruzione e Formazione Tecnica Superiore del MIUR che ha sottolineato già l’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro come azione volta a ridurre la distanza tra questi due mondi, mentre sulla necessità della riforma dei programmi didattici ha rilevato le ultime novità in materia ma anche il futuro intento di modifiche legislative.

Il Dirigente scolastico del locale Istituto Nautico, prof. ssa Maria Saletta Longobardo ha concluso gli interventi ricordando gli sforzi compiuti per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro con il progetto alternanza scuola-lavoro ma anche il potenziamento delle ore di inglese con corsi extrascolastici.

Durante il convegno è dunque stata confermata la necessità di aprire tra marittimi e istituzioni un canale di dialogo continuo, per giungere a modifiche legislative concrete: “E’ questa l’ambizione del Convegno che annualmente terremo a Procida, per cui le proposte di oggi verranno ufficialmente trasmesse ai Ministeri competenti e continueremo a monitorarle” ha affermato l’Assessore Carannante.

I temi trattati in questo secondo convegno di Procida sono numerosi e così gli spunti di approfondimento lanciati.

“Sono soddisfatto. Procida è ormai un luogo d’incontro nazionale del mondo marittimo. Non a caso quest’amministrazione ha istituito un Assessorato specifico. Lo dovevamo alla nostra storia. Stiamo già pensando all’edizione del prossimo anno” ha concluso l’Assessore Antonio Carannante.

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COMUNICATO STAMPA COMUNE DI PROCIDA II^ Convegno sul lavoro marittimo a Procida: meno burocrazia per i marittimi italiani e adeguare i programmi didattici per fronteggiare la concorrenza.

 

convegno sul lavoro marittimo a Procida

 

Elaborare soluzioni da sottoporre ai Ministeri competenti per risolvere la tanta burocrazia che attanaglia la marineria italiana. E’ con questo proposito che si è aperto nella Casa Comunale di Procida il “II^ convegno nazionale del lavoro marittimo” del 30 settembre 2017 organizzato dall’ Assessorato al lavoro marittimo del Comune di Procida e il Pilota procidano Fabio Pagano-Circolo Capitani e Macchinisti. Un Convegno ricco di relatori qualificati e addetti ai lavori. Sin dalle prime battute l’avv. Antonio Carannante, Assessore al Lavoro Marittimo del Comune di Procida, ha tenuto a precisare i propositi pratici del Convegno: “Far sedere allo stesso tavolo istituzioni, società armatoriali e marittimi per elaborare soluzioni da portare ai Ministeri competenti per risolvere la burocrazia che rende difficile la carriera dei marittimi. Spesso vi sono leggi di settore calate dall’ alto senza una reale cognizione tecnica delle complesse problematiche dell’economia marittima. Quest’ultime sono tante e complesse – ha dichiarato l’Assessore Carannante – e affliggono un settore economico strategico e storico per l’Italia che pertanto va tutelato al massimo”.

Il Convegno è stato arricchito dalla presenza di tre grandi armatori italiani: Vincenzo Onorato del Gruppo Moby e Toremar che ha ribadito la necessità di riforme per incentivare sempre più l’imbarco di marittimi italiani; D’Amico della D’Amico Shipping (un colosso della marineria mondiale con oltre 100 petroliere) e un altro decano della marineria D’Amato che hanno accentrato l’attenzione sulla formazione dei giovani marittimi italiani come vera maniera per superare la concorrenza straniera. In particolare D’Amico ha auspicato per i giovani diplomati il ricorso sempre maggiore agli ITS post-diploma per avere una formazione di livello, mentre D’Amato ha invitato gli stessi Istituti Nautici ad adoperarsi in tal senso.

L’onorevole Anna Maria Carloni, Commissione parlamentare Trasporti, in apertura lavori ha dichiarato di essere in ascolto dichiarando: “Come parlamentare mi impegno, in quel che resta di questa legislatura a fare la mia parte per portare all’attenzione della commissione e dei ministeri le proposte elaborate in questo Convegno”.

Il Comandante procidano Fabio Pagano, Pilota del Porto di Livorno, rappresentante del locale Circolo Capitani e Macchinisti, ha poi illustrato una serie di proposte volte a snellire la burocrazia marittima: dalla necessità di rendere valide le prove d’esame effettuate nelle varie Direzioni Marittime per ridurre i tempi di effettuazione delle stesse; fino a quella di poter utilizzare il canale telematico per interfacciarsi con l’Amministrazione Marittima per avere la possibilità di operare online non solo in fase di richiesta di documentazione ma anche in fase di inoltro; fino all’aumento dei tempi di esame (da riportare a 90 minuti) e alla necessità di adeguare i programmi didattici in line col mondo del lavoro.

Gli hanno fatto eco altri due operatori del settore: il Direttore procidano Giovanni Paudice, Ispettore tecnico della D’amico shipping“E’ impensabile che nel 2017 ancora arrivino ad imbarcare diplomati privi di un’adeguata conoscenza della lingua inglese. Parlare e scrivere bene quest’ultima è il primo presupposto per tentare di arginare la forte concorrenza dei marittimi stranieri. Cosi com’è impensabile che i programmi didattici non siano in linea con la realtà tecnica di bordo”; e il Comandante procidano Nicola Salvemini, Coordinatore dell’Ufficio Armamento della Perseveranza di Navigazione S.p.A“In un’epoca tecnologica come la nostra i marittimi ancora devono fare una lunga trafila per il rilascio del libretto di navigazione, e gli estratti matricola ancora vengono compilati a mano dalle Capitanerie, con spreco di tempo e personale.”

Il C.V (CP) Antonio Raffaele Caporaso del Comando Generale del Corpo delle Capitaneria di Porto hanno accolto i rilievi: “E’ già allo studio la possibilità di far entrare docenti in pensione nelle commissioni di esame per velocizzare i tempi di quest’ultimi, così come si sta perfezionando il sistema informatico SIGEMAR per velocizzare le pratiche amministrative dei marittimi.”; mentre il C.F Pasquale Palescandolo della sezione Gente di Mare della Capitaneria di Porto di Napoli ha aggiunto: “L’obiettivo è il libretto di navigazione elettronico”.

Sul tema della formazione è stata poi la volta della dott. ssa Rosalba Bonanni della Direzione Generale Istruzione e Formazione Tecnica Superiore del MIUR che ha sottolineato già l’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro come azione volta a ridurre la distanza tra questi due mondi, mentre sulla necessità della riforma dei programmi didattici ha rilevato le ultime novità in materia ma anche il futuro intento di modifiche legislative.

Il Dirigente scolastico del locale Istituto Nautico, prof. ssa Maria Saletta Longobardo ha concluso gli interventi ricordando gli sforzi compiuti per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro con il progetto alternanza scuola-lavoro ma anche il potenziamento delle ore di inglese con corsi extrascolastici.

Durante il convegno è dunque stata confermata la necessità di aprire tra marittimi e istituzioni un canale di dialogo continuo, per giungere a modifiche legislative concrete: “E’ questa l’ambizione del Convegno che annualmente terremo a Procida, per cui le proposte di oggi verranno ufficialmente trasmesse ai Ministeri competenti e continueremo a monitorarle” ha affermato l’Assessore Carannante.

I temi trattati in questo secondo convegno di Procida sono numerosi e così gli spunti di approfondimento lanciati.

“Sono soddisfatto. Procida è ormai un luogo d’incontro nazionale del mondo marittimo. Non a caso quest’amministrazione ha istituito un Assessorato specifico. Lo dovevamo alla nostra storia. Stiamo già pensando all’edizione del prossimo anno” ha concluso l’Assessore Antonio Carannante.

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COMUNICATO STAMPA PROGRAMMA XXX EDIZIONE PREMIO PROCIDA ISOLA DI ARTURO ELSA MORANTE

 

Premio Procida Isola di Arturo Elsa MorantePROCIDA – Venerdì 22 e Sabato 23 settembre, nell’ incantevole chiesa di Santa Margherita, si terrà la fase finale della XXX edizione del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante che culminerà con la proclamazione e la premiazione dei vincitori.

 

Venerdì 22 Settembre 2017

Ore 19,00 Santa Margherita Nuova

–        Inaugurazione mostra fotografica di Marta Giaccone “Ritorno all’isola di Arturo. 1957-2017: adolescenti di Procida oggi”

–        Saluti istituzionali del Sindaco di Procida Raimondo Ambrosino e dell’Assessore alla cultura Nicola Granito

–        Interventi del prof. Marco Viscardi e della prof.ssa Marina Lebro

–        Presentazione della terna finalista del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante – sez. Narrativa: Roberto Livi “La Terra si muove” Marcos Y Marcos; Matteo Nucci “E’ giusto obbedire alla notte” Ponte alle Grazie; Andrea Bajani “Un bene al Mondo” Einaudi

–        Dibattito e votazione della Giuria Popolare presieduta da Giacomo Retaggio e chiusura dell’urna.

 

Sabato 23 Settembre 2017

Ore 19,00 Santa Margherita Nuova

–        Benvenuto e introduzione dell’Assessore alla cultura Nicola Granito

–        Cerimonia di premiazione della XXX edizione del Premio “Procida Isola di Arturo Elsa Morante” condotta dalla giornalista Natascia Festa

–        Cerimonia di consegna del Premio Speciale al traduttore di Pedrag Matvejevic, Silvio Ferrari

–        Intervento del prof. Claudio Fogu e proiezione video

–        Premiazione vincitori della sezione Mare: Pietro Grossi “Il Passaggio” – Feltrinelli (narrativa); Luca Lo Basso “Gente di Bordo” Carocci (saggistica)

–        Proiezione del video “I luoghi di Elsa” – introduce Andrea De Pasquale, Direttore della Biblioteca Nazionale di Roma

–        Apertura dell’urna e Premiazione dei vincitori della sezione Narrativa annunciati dal Presidente della Giuria Tecnica prof. Gabriele Pedullà

–        Interventi musicali a cura di Alessandro Butera (chitarra classica – mohan vecna) e Gianluca Trinchillo (chitarra classica)

–        Cocktail di saluto offerto da “Profumi di Procida”

Organizzazione: Comune di Procida – Assessorato alla Cultura

Alto Patronato del Presidente della Repubblica

Patrocinio MIBACT

Sponsor e contributo: Marina di Procida Spa; Biblioteca Nazionale di Roma; Profumi di Procida

Per info consultare il sito www.premioprocidamorante.it

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“Banchetto di Re Ferdinando” e “Portoni aperti”, che successo!

PROCIDA – Il primo fine settimana di settembre è stato caratterizzato
da due iniziative molto importanti per la valorizzazione del
territorio e del patrimonio artistico culturale di Procida. «E’
doveroso pertanto – sottolinea l’assessore alla cultura ed eventi Nico
Granito – ringraziare chi, a diverso titolo e a modo proprio, ha
contribuito alla riuscita di queste iniziative.

Per “Il Banchetto di Re Ferdinando”: i ragazzi di “Fine pena mai”-
Compagnia di George per l’animazione teatrale e la guida offerta;
Eliana Esposito “Graziella 2017”; O’Sarracino event e Associazione
Italiana Somelier di Ischia e Procida per aver offerto i vini e
contribuito con eleganza e professionalità alla riuscita del tutto,
Antonio Lubrano Lobianco per la fornitura delle tovaglie; Francesco
Scotto di Santolo per il service luci; Giovanni Florentino per
l’allestimento floreale; l’Ass. Isola dei Misteri, l’Ass. I Ragazzi
dei Misteri e Vincenzo Aurelio per l’allestimento del banchetto; il
Marina di Procida. Per l’oggettistica e le pietanze: Bar Flamingo, la
macelleria “the Butchers Ivan e Andrea, il ristorante Sent’cò, la
Panetteria Proietti, le pasticcerie Bar Roma, Cascone, Dal Cavaliere,
Dolci Peccati, Spinelli per la fornitura dei dolci, la “Casa di
Graziella”, l’Ass. Borgo Marinaro di Chiaiolella. L’intrattenimento
musicale inedito è stato curato da “i Giullari di corte”.

Un ringraziamento speciale all’Ass. “La Procida che vorrei” per il
generoso lavoro di organizzazione e preparazione dell’evento, i
costumi di Maria Pennacchio, le foto di scena di Aniello Intartaglia.
Le fonti storiche di riferimento sono state tratte dai testi:
“Procida, Architettura e paesaggio”, “La Storia di Procida…” di Di
Liello e Rossi, “Procida, il Palazzo d’Avalos” di P. Lubrano Lavadera
e di Gennaro Sclano, “Cenni storici intorno alla città ed isola di
Procida” di M. Parascandola, “La cucina nell’isola di Graziella” di
Zazzera e Scotto di Perta.

Per “Portoni Aperti”: i proprietari dei palazzi Di Costanzo, Porta,
Fabrizio, Casa Sabia, Scotto-Schiano, il Patio, Rosato, Pescarolo, i
palazzi su via Marcello Scotti ed inoltre casa Barbiero per aver
generosamente reso possibile la visita ai rispettivi palazzi in molti
casi arricchiti da artisti locali di vario genere; un ringraziamento
speciale al coro Le Pleiadi per il contributo offerto alla
manifestazione, Franco ed Assunta Tramontana, i Nevels, gli Hobbisti,
alle Associazioni Millennium, Proloco e Vivara per avere accompagnato
domenica mattina turisti e concittadini alla scoperta delle bellezze
del centro storico ed i tanti visitatori che con entusiasmo in questo
fine settimana hanno partecipato ai suddetti eventi.

Un doveroso ringraziamento – conclude l’Assessore Granito – al
personale della Tekra per la pulizia dei luoghi visitati, al personale
dell’ufficio Turismo e Cultura ed al Comando di Polizia Municipale per
aver garantito l’ordine ed il regolare svolgimento degli eventi».

 
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Richiedenti asilo a Procida LE RAGIONI DELL’ACCOGLIENZA

Il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato,
l’amministrazione comunale ha annunciato la presentazione di un
progetto SPRAR, ovvero di un progetto facente parte del sistema di
protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che comporterebbe
l’accoglienza di 34 stranieri.

La notizia ha diviso la popolazione procidana, tra chi si è mostrato
favorevole al progetto e chi viceversa ha ribadito con forza, la
contrarietà a qualsivoglia forma di accoglienza per chi scappa da
guerra e terrorismo.

Così in quella agorà contemporanea che è Facebook, si è sentita la
voce di chi è preoccupato che l’arrivo dei rifugiati comporti  la
rimozione dei crocifissi dalle scuole e per la perdita delle
tradizioni cristiane, chi teme per i bambini, forse ricordandosi la
filastrocca che da piccoli ci diceva che l’uomo nero tiene i bambini
un anno intero; chi infine, con un volo pindarico, che sfugge ad ogni
logica, ha messo in connessione l’arrivo dei rifugiati con il
contributo di sbarco a carico dei procidani non più residenti
sull’isola!

Occorre fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto la decisione
dell’amministrazione di presentare un progetto SPRAR, nasce dopo vari
incontri avvenuti tra il Prefetto di Napoli e i sindaci della
provincia. In questi incontri si è evidenziato che il Ministero
dell’Interno, intende procedere ad una distribuzione capillare dei
richiedenti asilo, per venire incontro, da un lato alle esigenze di
quelle Regioni italiane che sono da anni impegnate in prima linea
nella accoglienza, prime fra tutte la Sicilia.

In secondo luogo, in quanto si ritiene che una distribuzione più
omogenea dei richiedenti asilo, sul territorio nazionale favorisca la
c.d. accoglienza integrata ovvero, il superamento della sola
distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare
anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e
orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di
inserimento socio-economico.

Migliore integrazione e inserimento dei richiedenti asilo fa si che
gli stessi non rimangano ai margini della società, e non si
collochino, nemmeno geograficamente nelle periferie delle grandi
città, dove prolifera degrado e  senso di abbandono, in un mix letale
che va dalle piazze di droga a cielo aperto di Scampia, ai pedofili
del parco verde di Caivano, alle periferie europee dove gli emarginati
diventano terroristi.

La buona integrazione di oggi è, infatti, la migliore sicurezza per il domani.

Il Ministero dell’Interno chiede pertanto ai Sindaci di fare la loro
parte, in quanto ogni Comune deve avere un numero di richiedenti
asilo, in proporzione al numero di abitanti. (3 ogni 1000,di qui il
numero di 34 per l’isola di Procida). L’alternativa è tra presentare
un progetto e aderire allo SPRAR, o non fare nulla e aspettare che per
ragioni di emergenza il Prefetto requisisca una struttura, pubblica o
privata, e vi piazzi un CAS, ossia un centro di assistenza
straordinaria.

In parole povere la scelta era tra gestire l’accoglienza, attraverso
lo SPRAR, o subire l’accoglienza  mediante un centro di assistenza
straordinaria.

Le voci contrarie all’ accoglienza umanitaria affermano, categoricamente, che non è possibile aprire un CAS a Procida, che in
fondo “ costerebbe troppo”, e “poi hanno chiuso anche il carcere” (non
si comprende quale sia il nesso, ma ho sentito anche questo).

Ebbene nulla di più falso.

I dati obiettivi dicono che  i Cas in questo momento ospitano oltre il 72% di tutti i migranti accolti nei centri
di accoglienza italiani, ovvero poco meno di tre migranti su quattro,
mentre il sistema ordinario, basato sul sistema Sprar, che ha maggiori
garanzie e fornisce maggiori servizi, ha in questo momento un numero
marginale di accoglienze.

Va da sé che la necessità di collocare i
richiedenti asilo, in assenza di strutture aderenti al progetto SPRAR,
potrebbe far cadere la scelta di un centro straordinario anche
sull’isola di Procida, indipendentemente dai costi, in quanto
ricadente in una situazione emergenziale.

 È evidente che attendere che l’emergenza piombi addosso ad una
comunità è una scelta che è a discapito della comunità stessa.

Ma chi accogliamo? I destinatari del progetto SPRAR sono i richiedenti
asilo e rifugiati.

Secondo la legge, lo straniero che fa richiesta di asilo e del
riconoscimento dello status di rifugiato non può essere espulso fino a
quando uno specifico organo, la Commissione territoriale per il
riconoscimento dello status di rifugiato, si pronunci
sull’accoglimento e il rigetto della domanda.

Non va dimenticato che  il diritto di Asilo è riconosciuto dalla
Costituzione italiana all’art. 10. L’istituto del diritto di asilo non
coincide con quello del riconoscimento dello status di rifugiato, per
il quale non è sufficiente che nel Paese di origine siano generalmente
negate le libertà fondamentali, ma il singolo richiedente deve aver
subito, o avere il fondato timore di poter subire, specifici atti di
persecuzione.

Il riconoscimento dello status di rifugiato è entrato nel nostro
ordinamento con l’adesione alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio
1951 che definisce lo status di rifugiato.Ai sensi dell’art. 1, lett.
a), della Convenzione è rifugiato “chi temendo a ragione di essere
perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza
ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si
trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a
causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese;
oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese
in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non
può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra”.

La legge riconosce altre due forme di protezione.

Una  è la protezione sussidiaria.

Anche essa  è uno status, al pari di quello di rifugiato,
che viene riconosciuto dalla Commissione territoriale competente in
seguito alla presentazione di domanda di protezione internazionale.

Qualora il richiedente non possa dimostrare una persecuzione personale
ai sensi della Convenzione di Ginevra, ma si ritiene che rischi di
subire un danno grave (condanna a morte, tortura, minaccia alla vita
in caso di guerra interna o internazionale) nel caso di rientro nel
proprio paese, può ottenere la protezione sussidiaria.

L’ultima  forma di protezione è  quella c.d. umanitaria, e consente il
 rilascio del permesso di soggiorno  per motivi umanitari qualora
ricorrono “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o
risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato
italiano”.

La giurisprudenza ha provveduto a individuare una casistica
relativa alle situazioni di protezione umanitaria, che vanno dalla
instabilità politica, alle gravi carestie, alle violenze sessuali,
allo sfruttamento dell’infanzia.

Come si vede non è solo la guerra che giustifica il rilascio di queste
forme di protezione. Non solo Siriani, dunque, ma anche i Gambiani che
fuggono da un clima di instabilità politica dopo la fine di una
dittatura sanguinaria durata 23 anni; i Nigeriani, stretti dai
terroristi di Boko Haran a nord e le bande criminali al sud;i
Pakistani del Punjab, dilaniati da un estremismo islamico fuori
misura, e tanti altri.

Da ultimo con quattro sentenze del marzo/aprile 2017 il Tribunale di
Napoli ha riconosciuto il diritto al permesso umanitario anche a chi
scappa dalla fame, mettendo fine ad una assurda discriminazione tra
disperati.

Perché accogliere dunque?

Al di là degli obblighi legali, vi è un dovere morale di solidarietà che impone di non restare inerti innanzi
a quella che è senza dubbio una grande ed epocale migrazione, come
quelle che spopolarono il nostro sud dopo l’unità di Italia o durante
il boom economico degli anni 60.

 L’Europa da terra di emigrazione verso il nuovo mondo è diventata terra di immigrazione, e si calcola
che i flussi migratori dureranno anni.

Aiutarli a casa loro non può significare lasciare che il Mediterraneo si trasformi nel più grande
cimitero al mondo con 4.733 morti solo nel 2016, anno di record negativo dal 2008.

Procida è chiamata a fare la sua parte.

Sarà una sfida di coraggio, conoscenza, umanità, contro paura, ignoranza, razzismo.

Una sfida che si può e si deve vincere.

La vostra esperienza di dolore e di speranza ci ricorda che siamo
tutti stranieri e pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con
generosità e senza alcun merito.

Chi come voi è fuggito dalla propria
terra a causa dell’oppressione, della guerra, di una natura sfigurata
dall’inquinamento e dalla desertificazione, o dell’ingiusta
distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui
dividere il pane, la casa, la vita” (Papa Francesco).

Claudia Esposito

 
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Due anni di amministrazione

Sono passati due anni dall’elezione del 31 maggio 2015 che ha portato
la Procida che Vorrei alla guida amministrativa dell’isola di Procida.

Due anni impegnativi che mi hanno vista protagonista di una serie di
progetti di un certo impatto per il nostro territorio.

Fin dal primo giorno era chiara che non potevo portare avanti il nuovo
impegno da sola.

La volontà di “raggiungere l’obiettivo insieme ai
cittadini” è diventato un po’ il mio motto fin dall’inizio.

Ricordo ancora il primo articolo in cui la stampa locale si prendeva
gioco del mio metodo comunicativo adottato nel momento che si aprivano
i cantieri del Waterfront: bussare tutte le case del Palazzo Merlato
per spiegare ad ogni singola famiglia il valore di quel progetto,
proprio come un rappresentante del Folletto.

Capivo che non solo dovevo spiegare il progetto ma anche ascoltare i
cittadini.

Ed è stato questo scambio reciproco che mi ha dato il
coraggio di avanzare richieste per delle modifiche progettuali come
quella di Piazza Marina Grande: quando, infatti, il suggerimento
arrivava da chi viveva e frequentava quel luogo, capivo che esso
doveva trovare spazio ed accoglienza e il mio compito era quello di
chiedere un approfondimento tecnico per dare una risposta rispetto
alla fattibilità della richiesta .

Immersa completamente nella nuova quotidianità, è trascorso un anno
senza che neanche me ne accorgessi.

Fortunatamente, in tutto ciò, sono stata sostenuta da un percorso formativo importante e impegnativo
dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che mi portava a
Roma ogni due settimane per otto mesi.

Il secondo anno è stato più programmatico e con strumenti tecnici ed
amministrativi più adeguati in quanto cercavo di mettere in pratica
tutto ciò che avevo appreso ed imparato al fine di incidere
positivamente nella vita amministrativa.

Ma la cosa più preziosa che ho capito è il valore di ogni persona al di là del suo modo di
essere; ho imparato a conoscere le persone più in profondità, le
dinamiche relazionali, ad analizzare le situazioni più complesse e a
misurarmi ogni giorno con tutto ciò.

Ritengo inoltre, nel non facile compito politico di realizzare il bene
comune, fondamentale essere sempre molto esigenti con se stessi e
valutare con obiettività e criticità i risultati ottenuti.

E ritornare anche sui propri passi quando è necessario.

Questo atteggiamento mi ha aiutato a non scoraggiarmi quando ci sono
state reali difficoltà che mi hanno impedito di raggiungere quei
traguardi che come Amministrazione ci eravamo prefissati.

A distanza di un anno rileggendo la relazione sul “Palazzo merlato” ho
pensato a com’era prima che iniziassero i lavori, a quella estate
infernale del 2015, alle polemiche successive, e mi è venuta voglia di
prendere la bici e di andare al porto per guardarlo.

Non sarà certamente perfetto, ma dovendo consegnarlo entro sei mesi,
pena la perdita dei finanziamenti, posso dire con coscienza che
abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per impedire che l’incuria
e il tempo deteriorasse ulteriormente questa bellezza architettonica
imponente che è uno dei simboli dell’isola.

Tra poco verrà effettuato il collaudo e ci potremo concentrare sulla seconda parte del progetto
: il lotto B che comprende il famoso parcheggio all’inizio di via Libertà.

Il “tirocinio” del Waterfront probabilmente resterà la scuola di
formazione più importante nel mio Assessorato ai lavori pubblici.
Oltre a confrontarmi con tutta la parte operativa del cantieri, c’è
stato un enorme lavoro rispetto alla parte amministrativa: il
passaggio da una programmazione 2007-2013 a quella 2014-2020 non è
stata semplice e non era scontata.

Dopo due anni ormai comincia anche il conto alla rovescia per
terminare i lavori del metano.

Più della metà dell’isola è stata interessata dai lavori.

Penso che il 2018 sarà un anno complesso, che necessita una programmazione attenta ed oculata perché bisognerà intervenire sull’asse principale e per alcuni mesi la mobilità
sull’isola verrà cambiata.

Sarà l’occasione per rifare l’impianto idrico e fognario e per riqualificare la pavimentazione delle nostre
strade più frequentate.

Inoltre, è proprio di questi giorni , la notizia ufficiale dell’approvazione del progetto “Benessere Giovani” finanziato dalla Regione Campania. Nel programma dettagliato sulle politiche giovanili
che abbiamo messo a punto come Assessorato, abbiamo più volte
evidenziato che nostro obiettivo era quello di investire risorse nella
formazione e nell’inserimento lavorativo dei nostri giovani.

Oggi, c’è la certezza che con il progetto “Energie Sinergiche” abbiamo la
possibilità di investire € 80.000,00 in workshop e stage per un anno
nelle seguenti aree: energie rinnovabili, comunicazione, accoglienza
turistica e organizzazione eventi.

Da settembre, poi, daremo il via ad un corso di alta specializzazione
per aiutare i nostri giovani a diventare Europrogettisti. Qualifica
oggi sempre più indispensabile per chi deve avviarsi nel non facile
mondo del lavoro.

Inoltre presenteremo il progetto per integrare sul nostro territorio
la segnaletica turistica e verrà installata una rampa per accedere
alla spiaggia sul Lungomare Cristoforo Colombo.

Tante altre ancora saranno le iniziative che ci vedranno impegnati con
gli Assessorati coinvolti: dal campo sportivo al centro di via
Salette, dall’accoglienza dei rifugiati, all’abbattimento delle
barriere architettoniche, dal piano di azione per le energie
sostenibili alla rigenerazione urbana.

Un pezzo alla volta, con determinazione volontà e tenacia, potremmo
raggiungere gli obiettivi condivisi nei gruppi di lavoro che hanno
animato La Procida che Vorrei.

Un ultima parola, non secondaria sul metodo.

Senza retorica penso di poter affermare che oggi non sono cambiati solo i nomi delle persone
che amministrano Procida, ma il metodo, il modo di fare Politica:
continuo confronto con i cittadini, lotta alla corruzione e
all’illegalità, trasparenza in tutti gli atti, bando al clientelismo,
priorità assoluta al bene comune.

Logicamente chi continua a ragionare con i vecchi schemi purtroppo
farà fatica a capire alcune nostre scelte, mentre per chi ha
dimostrato di guardare con occhi nuovi, senza pregiudizi e
condizionamenti, ha la possibilità di notare azioni, sfumature che
fanno la differenza già nelle piccole cose.

Tutto è certamente perfettibile come in ogni realtà umana, – quella
percentuale di errore è inevitabile e spesso funzionale all’intero
progetto -.

Continuiamo ad essere le persone, le idee, i volti che affrontano in
prima linea le questioni più pungenti e spinose.

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